Intervista a Sabrina Ferilli
a cura di Claudio Fabretti
Dal calendario sexy alla castigata insegnante in convento nelle "Ali della Vita 2". E’ solo una delle tante metamorfosi di Sabrina Ferilli, la più amata dagli italiani, ma anche la più contesa tra le star della fiction. Cresciuta fino a 20 anni a Fiano, nella cintura di Roma, è per molti italiani la ragazza della porta accanto che, con il successo, non si è montata la testa. E per questo piace a tutti, sia agli uomini (e questo è ovvio) sia alle donne che vedono in lei un’antidiva, una di loro. “La cosa che mi fa un piacere immenso - ha raccontato - è che la gente mi apprezzi per quello che dico e che penso”, risponde a chi le chiede cosa prova ad essere considerata un sex symbol.
Quanto c’è di Sabrina Ferilli nel personaggio di Rosanna, che hai interpretato nella serie "Le Ali della Vita"?
In effetti, è stato calzato molto su di me. Il suo coraggio, il suo rigore, la sua sincerità sono molto vicini al mio modo di essere. C’è una forte identificazione, insomma.
Tu e Virna Lisi formate un tandem molto affiatato. C’è qualcosa che vi lega in modo particolare?
La stimo molto. E, a parte le differenze generazionali, credo che siamo anche molto simili. Probabilmente Virna è come sarò io tra qualche anno… Siamo donne che si sono fatte da sole, molto rigorose, che amano la disciplina e non accettano compromessi. E non siamo in tante a intenderci su questo nel mondo dello spettacolo.
Si parla con insistenza di un varietà tv che dovrebbe vederti protagonista…
E’ un progetto ancora in corso, ma siamo molto vicini a chiuderlo: un varietà in quattro-cinque puntate, con le musiche di Lucio Dalla. Dovrebbe andare in onda su Raiuno in prima serata. Non un varietà classico, ma qualcosa di più originale e complicato.
Tornerai anche a fare cinema?
Ho un contratto d’esclusiva con la Medusa per due film. Ma non c’è ancora nulla di definito.
Nel 1997 un sondaggio ti ha definita la più amata dagli uomini italiani. C’è il rischio che questa etichetta sexy, alla lunga, possa diventare un peso?
Ho sempre cercato di scardinare le etichette a furia di testate… Mi è sempre piaciuto rischiare. Ho fatto una commedia musicale otto anni fa, quando in Italia non si sapeva neanche cosa fosse. Poi ho partecipato a Sanremo dopo aver fatto un film d’autore con Ferreri. Con “Commesse” ho fatto la prima fiction tutta al femminile, alla quale hanno fatto seguito “Il bello delle donne”, “Vetrine” e compagnia. Ho fatto un calendario a 33 anni e due mesi dopo mi sono messa a fare un film sulle suore. E non era così sicuro che la Ferilli in gonnellina e mocassino ortopedico da suora laica facesse dieci milioni di ascoltatori... Mi diverto a spiazzare un po’ il pubblico. Ma alla fine credo che la gente ti valuti per quello che sei.
E’ vero invece che da ragazzina ti vergognavi del tuo fisico?
Verissimo, ero proprio bruttina. L’altra settimana a “C’è posta per te” è arrivato un mio ex-spasimante che ha confermato di avermi lasciato tanti anni fa per quanto ero brutta. Ma adesso si mangia i gomiti e piange un giorno sì e un giorno no! Spero che il mio caso possa dare fiducia a tutte le ragazzine “bruttarelle”.
Qual è il regista da cui senti di avere imparato di più?
Paolo Virzì, il regista di “Ferie d’agosto” e, più di recente, i fratelli Frazzi con cui ho fatto “Almost America”.
E’ vero che il premio a cui tieni di più è quello che ti ha assegnato la casa di produzione di Nanni Moretti, il Sacher d’oro, per "La Bella Vita"?
Diciamo che è stato uno di quelli che ho apprezzato in modo particolare, visto che stimo molto Moretti come regista (magari un po' meno come attore...).
Come vedresti Sabrina Ferilli in un film di Moretti?
Bah... Non credo di essere il tipo giusto per i suoi film, però non si può mai dire...
Qual è il regista da cui senti di aver imparato di piu’?
Paolo Virzì, il regista di “Ferie d’agosto” e, più di recente, i fratelli Frazzi con cui ho fatto “Almost America”.
Oggi sembra che qualsiasi aspirante diva per fare fortuna debba dire di essere “una ragazza semplice”. Tu sei sempre stata un po’ l’emblema della “ragazza della porta accanto” che diventa una celebrità. Qual è il segreto per restare “semplici” davvero?
Il problema è che non bisognerebbe dirselo da soli, dovrebbero dirtelo gli altri… Io non ho mai detto di essere semplice. Sono stati altri a stabilirlo, alcuni in senso positivo, altri attaccandomi. Come quando andai a Sanremo e fui massacrata con critiche del tipo “io alla cicoria preferisco la lattuga”. Faccio una certa vita e ho un certo modo di rapportarmi alla gente. Tutto qua. Credo che l’educazione familiare abbia contribuito molto a rendermi così come sono. Ho sempre frequentato posti popolari, mio padre era un impiegato da 300mila lire al mese. D’estate partivamo per Rimini come quelle famigliole delle commedie all’italiana, papà, mamma, pupi e materassino sulla vecchia Fiat imbottita di bagagli. E se c’è da darmi una bacchettata sulle mani, i miei genitori sono ancora i primi a darmela…
Ti sei sempre esposta anche sulle tue idee politiche. Puoi citare due personaggi dei due schieramenti che apprezzi in modo particolare?
Dalla “mia parte” apprezzo molto D’Alema e Cofferati. Dall’altra parte non saprei… Forse per un fatto epidermico, per il suo modo di essere diretto e onesto, direi Storace, che tra l’altro è anche tifoso della Roma come me.
Parliamo però anche dei tuoi difetti… Qual è il più grande?
Sono pesante come un macigno, intransigente, pignola. Sono la classica “rompipalle”. Sul lavoro, in particolare, sono proprio insopportabile.
Qual è l’ultimo disco che hai ascoltato?
Quello di Antonello Venditti, di cui sono una grande appassionata.
E l’ultimo libro che hai letto?
“Follia” di Patrick McGrath. Volevo subito acquistarne i diritti per farne un film, ma mi hanno preceduto gli americani…
A proposito di americani, hai qualche progetto di film negli Stati Uniti?
“Almost America”, che è un film italo-canadese, è uscito nel Nord America e sta avendo un ottimo successo. Sono interessata a fare co-produzioni importanti. Ma andare lì per fare cinque-sei pose scoordinate non mi interessa proprio.
(Versione aggiornata di un'intervista pubblicata sul settimanale Onda Tv)
ALCUNE CURIOSITA’ SU SABRINA FERILLI
Protagonista di un celebre (e controverso) spogliarello dopo lo scudetto della Roma, Sabrina Ferilli, fuori dal set, è conosciuta soprattutto per le sue passioni calcistiche. Ma sull’attrice nata a Fiano Romano, in provincia di Roma, non mancano le curiosità da raccontare. Amante degli animali, non si separa mai dal gatto Romolo e dalla cagnetta Nina. Adora la pasta all'amatriciana e le buone letture. Non ama, invece, parlare della sua situazione sentimentale e si definisce schiva e riservata nella vita privata. Di recente tuttavia ha ammesso: “Mi sorprendo a pensare a un figlio sempre più spesso, ma devo prima raggiungere un equilibrio fra la sfera affettiva e il lavoro che mi assorbe sempre più”.
Sempre autoironica, una volta si è definita “aspirante Totò con le tette”, mentre Nanni Moretti ha preferito appellarla con la frase di “bella con l'anima”. Figlia di un funzionario del Partito Comunista, non ha mai fatto mistero della sua fede politica pro-Ulivo. Nel 1996, quando conduceva Sanremo, l’onorevole Mussolini le diede dell’“oca rossa”. La colpa di Sabrina era quella di aver fatto togliere dalla stanza d’albergo dove alloggiava un quadro del nipote del Duce. Al che l’attrice rispose imperturbabile: “Anch’io mi sarei arrabbiata se avessero offeso mio padre”.
Appassionata di musica italiana (Antonello Venditti, Edoardo Bennato e Avion Travel su tutti), grande tifosa romanista (anche se qualcuno le ricorda una sua lontana simpatia pro-Lazio), Sabrina si definisce “un molosso, una che non si piega mai”. E sul lavoro ammette di essere “una gran rompiscatole”.
CARAMELLE DA UNO SCONOSCIUTO
Regia di Franco Ferrini
1986 Commedia
RETEITALIA
LA CASA DELL'ORCO
Regia di Lamberto Bava
1987 Horror
Rete Italia, Dania FilmRIMINI RIMINI
Regia di Sergio Corbucci
1987 Commedia
SCENA FILM
IL VOLPONE
Regia di Maurizio Ponzi
1987 Commedia
CECCHI GORI GROUP
NIGHT CLUB
Regia di Sergio Corbucci
1988 Commedia
CECCHI GORI GROUP
AMERICANO ROSSO
Regia di Alessandro D'Alatri
1990 Commedia
CECCHI GORI GROUP
DIARIO DI UN VIZIO
Regia di Marco Ferreri
1993 Commedia
SKORPION ENTERTAINMENT
IL GIUDICE RAGAZZINO
Regia di Alessandro Di Robilant
1993 Drammatico
RAIDUE - RCS
LA BELLA VITA
Regia di Paolo Virzí
1994 Commedia
BUENAVISTA
FERIE D'AGOSTO
Regia di Paolo Virzí
1995 Commedia
CECCHI GORI GROUP
VITE STROZZATE
Regia di Ricky Tognazzi
1995 Thriller
CECCHI GORI GROUP
RITORNO A CASA GORI
Regia di Alessandro Benvenuti
1996 Commedia
CECCHI GORI GROUP
TU RIDI
Regia di Paolo e Vittorio Taviani
1998 Drammatico
FILM TRE
IL SIGNOR QUINDICIPALLE
Regia di Francesco Nuti
1998 Commedia
VIDEO MAURA - FILMONE - MEDUSA FILM
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