Eleni Karaindrou

Eleni Karaindrou

La musa greca della soundtrack music

di Claudio Fabretti

Le sue colonne sonore hanno impreziosito i film più celebri del regista Theo Angelopoulos. E la sua musica conquistò anche Marcello Mastroianni. Ritratto di Eleni Karaindrou, la più importante compositrice greca della scena attuale
A svelare il suo talento al pubblico europeo sono state le colonne sonore che ha composto per i film del regista Theo Anghelopoulos. Ma le sue musiche hanno impreziosito anche le opere di altri registi, tra cui Chris Marker, Jules Dassin e Margarete Von Trotta. Oggi, Eleni Karaindrou, è considerata la più importante compositrice greca e ha conquistato un ruolo di punta nel panorama mondiale della musica d'avanguardia.
Nata a Teichio, piccolo villaggio nelle montagne della Grecia centrale, Eleni racconta di essere cresciuta ascoltando i suoni della natura: "Custodisco ancora gelosamente nella memoria i ricordi musicali della mia infanzia, i suoni del vento, della pioggia, del silenzio, della neve e della musica popolare ascoltata durante le sagre di paese, ma soprattutto i canti polifonici delle contadine e certe melodie bizantine che ascoltavo in chiesa".

A otto anni, si è trasferita con la famiglia ad Atene, dove ha scoperto il pianoforte, lo strumento che studierà per quindici anni, laureandosi presso il Conservatorio della capitale greca. Nel 1967, il golpe dei colonnelli la costringe a trasferirsi a Parigi, dove studia etno-musicologia, improvvisa con musicisti jazz e intraprende la carriera di compositrice di canzoni popolari, destinate a grandi cantanti ellenici.

Dal 1974, l'avvio della fortunata collaborazione con il grande schermo. Nel 1982, in occasione del Film Festival di Tessalonikko, l'incontro con Anghelopoulos, che le propone di scrivere le musiche per il suo film "Viaggio a Citera". È l'inizio di un sodalizio vincente: "Non so spiegare bene perché nel mondo dell'arte le relazioni sono spesso fondate su processi istintivi e intuitivi. Così è successo tra me e Theo. Dal primo momento la nostra collaborazione è stata all'insegna dell'affinità intellettuale". Un'intesa naturale, insomma. "Non abbiamo mai discusso insieme le sceneggiature - racconta -. In genere, quando Anghelopoulos inizia una produzione, gli chiedo di raccontarmi il suo mito. Il suo modo di parlare di quello che fa è più efficace di qualsiasi lettura. È la sua "visione" che mi ispira".

E le visioni del regista greco sono entrate ormai in sintonia con il piano di Eleni: "È come se abbandonassi me stessa alle immagini della mia mente e della mia anima ancora prima di iniziare. Questo mi permette di trovare la chiave del suono del film. In "Il passo sospeso", le mie composizioni hanno persino influenzato il finale...". Sono nati così i temi che hanno accompagnato i più celebri film di Anghelopoulos: "L'apicultore", "Paesaggio nella nebbia", "Lo sguardo di Ulisse" e "Un'eternità e un giorno", penultimo vincitore della Palma d'oro a Cannes.

In bilico tra tradizione classica, jazz e cultura balcanica, Eleni Karaindrou propone composizioni in apparenza semplici, che partono da un unico punto tematico e si dilatano, fino a costruire un delicato mosaico sonoro. Un caleidoscopio di suoni che affondano le radici nelle litanie dei salmi bizantini e nel folk balcanico (greco, serbo e bulgaro, in particolare), ma che sfiorano a tratti anche la new age alla . Le tessiture strumentali fluiscono lente, attraverso un reticolo di linee melodiche, a volte scarne, a volte rigogliose, pervase sempre da un'intensità poetica dolente. Una suggestione emotiva che corre sul filo di un lirismo esasperato e ossessivo, sull'orlo del dramma.
L'effetto, dal vivo, è esaltato dalle esecuzioni di solisti virtuosi, come la violinista Kim Kashkashian, e di orchestre celebrate, come la Stuttgarter Kammerorchester. Ma Eleni, nonostante tutto, si sente ancora una compositrice popolare: "Mi fa piacere quando per la strada ad Atene sento ancora qualcuno che fischia il valzer di "L'apicoltore". Era la musica preferita di Marcello Mastroianni. Una sera, ha voluto che la suonassi per tutta la notte. A ogni nota finale, si voltava verso di me e diceva: "Eleni, per favore, ancora una volta".

Nel 2002 la compositrice greca ha realizzato il commento sonoro di una delle può struggenti tragedie del teatro classico: "Le troiane" di Euripide, allestimento del 2001 impreziosito dalla messa in scena presso l'antico teatro greco dell'Epidauro. Trojan Women (2002) si fonda sul ricorso a timbri della tradizione popolare, non solo ellenica, ma anche turca e mediorientale in genere, con una congerie di strumenti: lauto, ney, santuri, lyra. Ma a dare nerbo al disco è soprattutto la presenza degli imponenti cori femminili, quasi esclusivamente monodici.

Di recente,
Eleni Karaindrou ha composto le musiche del film di Anghelopoulos The Weeping Meadow, presentato nel febbraio 2007 al Festival del Cinema di Berlino.

Eleni Karaindrou

La musa greca della soundtrack music

di Claudio Fabretti

Le sue colonne sonore hanno impreziosito i film più celebri del regista Theo Angelopoulos. E la sua musica conquistò anche Marcello Mastroianni. Ritratto di Eleni Karaindrou, la più importante compositrice greca della scena attuale
Eleni Karaindrou
Discografia
 The Great Alert (songs)

 

 Rosa - Wandering (Orata, 1996)

 

 The Price Of Love (1983)

 

 Voyage To Kithira (1984)

7

The Beekeeper (1986)

8

 Live Recordings - Athene concert (1988)

 

 L'africana

 

 Unreleased Recordings (1991)

 

 The Suspended Step Of The Stork (1991)

7

Music For Films (anthology, ECM, 1992)

8

Ulysses' Gaze (ECM, 1995)

7,5

Eternity And A Day (ECM, 1998)

7,5

 Trojan Women (ECM, 2002) 
 The Weeping Meadow (ECM, 2004) 
 Elegy Of The Uprooting (live, ECM 2005) 
 Dust Of Time (ECM, 2009) 
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