Cabaret Voltaire e In The Nursery; il che spiega la fertile amplificazione degli interessi di Adi Newton verso una sperimentazione che non convergesse completamente sulle facili mode. Ma le sue intenzioni si sono concentrate su vari fronti e Clock Dva è diventata l'esperienza più intrigante ed emotiva, la più seminale e di conseguenza la più emblematica di tutto ciò che agli esordi della sua storia faceva bollire in pentola. Mentre sul lato opposto e parallelo il progetto The Anti Group ha rappresentato il laboratorio sonoro più programmatico e criptico (avendo condotto, ad esempio, ricerche musicali sull'interazione tra corpo e onde sonore).
Dopo aver suonato con vari altri musicisti, tra cui i futuri Human League Martyn Ware e Craig Marsh, Newton dà vita al progetto Clock Dva assieme a Stephen James "Judd" Turner, pubblicando alcuni nastri a tiratura limitata, distribuiti attraverso circuiti alternativi e da cui nel 1980 viene tratto un singolo ("Brigade"). Il nome del progetto prende ispirazione dal lessico del romanzo di Burgess "A Clockwork Orange" ("Arancia ad orologeria") e vede la luce nel periodo in cui a Sheffield si verifica un'escalation del sound industriale e delle performance multimediali fatte di musica, proiezioni e installazioni. Anche i Clock Dva, con una formazione tutto sommato tradizionale nella line-up (voce, chitarra, percussioni), organizzano il proprio stage con luci e atmosfere interattive. Le suite psichedeliche tipiche del rock anni 60 sono la spina dorsale delle performance live della band, che approda alla sua prima pubblicazione ufficiale nel 1980 grazie a Genesis P-Orridge, già figura di spicco del movimento industrial (Throbbing Gristle). L'eredità psichedelica si arricchisce qui sia del recupero di altre tradizioni - dodecafonia, atonalismo - sia di proiezioni della filosofia industrial. La prima registrazione professionale delle loro jam ha titolo White Souls In Black Suits e presenta una commistione quasi dadaista di improvvisazioni rock dilatate, pennellate di jazz e sentori di sonorità acide, che seguono tessiture talvolta disorientanti, ma contengono in nuce l'aura di fascino deviato che caratterizzerà i successivi lavori. La line-up accreditata, oltre ai due fondatori, include anche Roger Quail, Charlie Collins, David Hammond. Tra i brani da citare la funambolica e lunghissima "Anti-chance", con inserimenti di arditi arabeschi di fiati, la enigmatica "Still/Silent" e gli echi art-cosmici di "Non". Questo lavoro verrà poi ristampato più volte negli anni successivi.
Nel 1981 Newton e soci pubblicano l'album Thirst, opera sicuramente più cesellata e frutto di una migliore organizzazione produttiva, che sembra prendere ulteriori distanze dai diktat del trend industriale e consolidare un'autonomia propria. Il marchio Clock Dva riprende con maggior consapevolezza la strada aperta dall'album di esordio, elaborando un'accattivante serie di ballate espressioniste sempre in bilico tra il jazz-rock e le ombre malsane di una nuova era tecnologica, dove suoni e voci appaiono come il lamento (o il grido) di una conscia follia. L'artwork dell'album è affidato a Neville Brody, giù curatore della grafica dei Cabaret Voltaire e della Fetish Records. Tra le tracce da segnalare "Piano Pain", "Sensorium", l'arcana "Impression Of African Winter" e infine l'apocalittica "4 Hours", che lascia presagire le iconografie dei futuri concept-album dall'impronta cyber-sintetica. A questo punto del percorso, i due co-fondatori del progetto, Newton e Turner, decidono di riconcentrare le energie e rifondare il collettivo Clock Dva, licenziando Quail e Collins. Ma l'improvvisa morte di Turner rimette ogni cosa in discussione e dal tragico evento nasce la realizzazione dell'Ep Passion Still Aflame, dedicato alla sua memoria.
Dopo la morte di James Turner e successivi rimaneggiamenti della formazione che vedono soprattutto un cospicuo inserimento di strumenti a fiato, Adi Newton firma un contratto con la Polydor e dà inizio a una nuova fase creativa che consolida ancor più lo stile stratificato dei Clock Dva. Indefinibile il genere che vanno sviluppando - dunque personalissimo per l'approccio stilistico e timbrico - e che porta alla realizzazione di un terzo album, in cui si consolida la posizione collaborativa di Paul Browse, autentico braccio destro di Newton.
ADvantage (1982) è un'opera concepita nell'ambiente parigino e registrata in varie sessioni con la produzione di Hugh Jones, che si caratterizza per una consistente atmosfera notturna e decadente e una veste musicale sicuramente più fruibile rispetto alle precedenti. Al punto che la sinergia tra una major come la Polydor e l'aggiustamento del "tiro stilistico" consente alla band di mettere all'attivo una John Peel Session e di organizzare una vera e propria tournée.
"Tortured Heroine", "Resistance", "Breakdown", "Dark Encounters", "Eternity In Paris" sono i titoli trainanti di una tracklist che contiene una commistione di reminiscenze jazz-funk mescolate a intrecci ritmici vagamente tribali e ammiccamenti gotici, di spleen crepuscolari a echi new age e partiture classicheggianti ("Poem"). Il marchio di fabbrica di Adi Newton emerge, a cominciare dall'incisività abissale sua voce e dagli enigmatici riferimenti contenuti nei testi.
Tra il 1984 e il 1987 Newton si trasferisce in Olanda, dove prende corpo il progetto The Anti Group Communication Project, che metterà in atto una filosofia musicale molto più esoterica e radicale, sviluppando ulteriormente l'integrazione suono-immagine e la componente ipnotica. Così soltanto nel 1989 i Clock Dva tornano a firmare la paternità di un album ufficiale: quel Buried Dreams, considerato a piano titolo uno dei loro capolavori e sicuramente quello più evidentemente legato a un nuovo corso di implicazioni metafisico-cibernetiche.
Quasi contestualmente alla pubblicazione di Buried Dreams, viene dato alle stampe il live intitolato Transitional Voices.
Nel 1992 esce il concept-album Man-Amplified, che pare raccogliere l'eredità di Buried Dreams, ma si ispira più dichiaratamente alla letteratura sull'Intelligenza Artificiale e all'informatica moderna in genere. "Bitstream", "Final Program", "Fractalize", "Transitional Voices" e "Techno Geist" sono i principali brani che conducono a un perfezionamento della forma-canzone ormai tipica dei Clock Dva, dove la voce aliena di Adi Newton si snoda su intrecci ritmici e sequenze minimaliste sempre più elettroniche. La band conosce l'apice del suo successo commerciale e anche grazie alla italiana Contempo Records - che ne cura la distribuzione con grande passione - partecipa a importanti eventi e sforna vari remix e ristampe, oltre a una raccolta di colonne sonore virtuali intitolata Digital Soundtracks.
A questo punto l'evidente massificazione della cultura cyberpunk - che dalla letteratura travaserà ai fumetti, al cinema e ovviamente alla musica - gioca un ruolo fondamentale e al tempo stesso letale per il progetto Clock Dva, che da antesignano finisce per omologarsi alle tendenze e mimetizzarsi nel flusso evolutivo del panorama electro-dance europeo.
Non a caso Sign (uscito per Contempo nel 1993) segna un ritorno ad atmosfere più decadenti e riflessive, meno esasperate nell'iconografia "hackeristica", più rivolte a spazi siderali e a forme di comunicazione mentali. Indubbiamente dotato di fascino, ma anche di qualche lungaggine, l'album rappresenta l'ultimo capitolo discografico ufficiale dei Clock Dva e dai rarefatti leit-motiv di tracce come "Return To Blue", "Two Souls", "Pool Of Reveries" sembra trapelare un senso di atavica malinconia, una specie di oblio tecnologico-onirico che mette fine alle accecanti inquietudini di Buried Dreams.
Collective del 1994 raccoglie i singoli del periodo 1988-1993. Nel 1996 Adi Newton registra Psychophysicist con Andrew McKenzie degli Hafler Trio.

