Damned

Damned

La dannazione di restare outsider

di Paolo Ciro

Figure pionieristiche del punk inglese, i Damned hanno legato gli inizi della loro carriera a performance caotiche e teatrali, ammorbidendo poi la ricetta con l'introduzione di elementi goth, psych e pop. La loro storia è quella di una band poco a suo agio con il music business, ma in grado di attraversare quattro decenni lasciando il segno sulle scene goth e hardcore targata Usa
I Damned sono stati una delle più importanti realtà emerse dalla scena londinese nel 1976. Universalmente noti come i primi a pubblicare nel Regno Unito un singolo associato al genere punk ("New Rose", cinque settimane prima di "Anarchy in the U.K."), i primi a pubblicare un album ("Damned Damned Damned", due mesi prima di "The Clash") e i primi punk inglesi ad andare in tour negli USA, i Damned hanno incarnato appieno anche uno dei tre paradigmi di quella carica ribelle fatta balzare con più efficacia agli onori delle cronache da Sex Pistols e Clash in uno dei momenti di peggiore crisi economica e sociale dell'Inghilterra.
Con Lydon e soci impegnati a incendiare gli animi sotto la bandiera dell'insofferenza nichilista e la compagine di Strummer a convogliare la rabbia in impegno politico, i Damned hanno preferito dire la loro attraverso il restauro tutto personale dell'energia selvaggia del rock'n'roll.
In questo percorso, iniziato bruciando discograficamente sul tempo i colleghi, la band ha poi sperimentato gli alti e bassi di una carriera in parte autolesionista, che le ha impedito di raccogliere risultati con continuità, ma senza mai smarrire il gusto per le buone melodie e l'attitudine working class nel sentirsi allo stesso livello del suo pubblico.

Se vogliamo identificare i luoghi che hanno dato geograficamente i natali al punk nel Regno Unito, una delle tappe fondamentali è sicuramente la sala prove dei London SS. Formazione nata nel 1975 con l'intento di suonare rock'n'roll senza fronzoli, i London SS vedono transitare nella line-up una serie di musicisti che per vari motivi non riesce a dare una dimensione live al materiale presente sull'unica demo registrata. Attori principali di quell'avventura sono Mick Jones, Tony James e Brian James, ma le audizioni per entrare a far parte dell'organico coinvolgono progressivamente anche Paul Simonon, Terry Chimes, Topper Headon e il batterista Chris Millar. I London SS diventano quindi una sorta di incubatore, un laboratorio esperienziale famoso più per quello che i vari membri fanno quando ne escono: Mick Jones, Paul Simonon e Terry Chimes si uniranno a Joe Strummer per formare i Clash, Tony James darà vita ai Generation X con Billy Idol dopo una breve esperienza nei Chelsea, Brian James (vero cognome Robertson) e Chris Millar (che nel frattempo ha adottato lo pseudonimo Rat Scabies) suoneranno brevemente nei Subterraneans di Nick Kent, ma incroceranno più tardi le loro strade in un nuovo progetto.
James è un chitarrista dotato e con le idee piuttosto chiare al riguardo: dopo aver visto i primi live dei Sex Pistols, decide che la sua prossima band deve pescare a piene mani nel suono selvaggio degli Stooges e degli MC5. Lavora da tempo ad alcuni pezzi ormai pronti per essere suonati dal vivo e il suo ex batterista è il nome giusto per ricominciare a fare sul serio.
Scabies ha appena concluso senza successo una breve esperienza sponsorizzata da Malcolm McLaren (i Masters of the Backside), nella quale militano l'amico Ray Burns al basso, Chrissie Hynde alla chitarra e David Lett alla voce; non ha quindi problemi a rispondere alla chiamata di James e a portare con sè Burns (il futuro Captain Sensible).
Le audizioni per scegliere un cantante (nell'aprile del 1976) hanno due nomi sulla lista, Lett e Sid Vicious, ma quest'ultimo non si presenta, spianando di fatto la strada all'ingresso di Lett (il futuro Vanian) in quella che diventa la line-up originale dei Damned.
Il nome della band, già precedentemente scartato da Vivienne Westwood (l'allora compagna/socia di Malcolm McLaren) mentre vagliava quello per i Sex Pistols, prende spunto dall'omonimo film di Luchino Visconti con Dirk Bogarde ("La caduta degli dei", in italiano), di cui Brian James è appassionato. Dopo un paio di mesi di sala prove il gruppo fa il suo esordio al 100 Club di Londra, il 6 luglio 1976, come spalla dei Sex Pistols.

Sensible, Vanian, Scabies, JamesIl materiale scritto da James inizia rapidamente a guadagnare forza e velocità sul palco, grazie a quattro personalità che combattono per avere attenzione. Lett, che ha una passione per le tenebre e i film dell'orrore (al punto di cambiare il suo cognome in Vanian, contrazione di Transylvanian, e lavorare in un'impresa di pompe funebri), incarna il vampiro in abiti vittoriani; Scabies è particolarmente a suo agio nei panni del football hooligan; Captain Sensible può essere qualunque cosa gli venga in mente quella sera, l'importante è che sia sufficientemente surreale (ballerina piumata, giocatore di cricket, oppure semplice nudista ubriaco). Gli show diventano ben presto memorabili: complice l'abuso di alcol e speed, la band garantisce esecuzioni sui generis, normalmente condite da ironiche e provocatorie discussioni tra Captain Sensible e il pubblico. Il passaparola fa crescere esponenzialmente la fanbase dei Damned e desta l'attenzione di Marc Zermati, che li scrittura in agosto per il Mont-De-Marsan Festival, in Francia, prima kermesse europea con ambizioni punk (alla quale i Pistols si rifiutano di partecipare).
Nonostante la scena cominci a ribollire, l'utilizzo della parola "punk" per descriverla ufficialmente rimane però nel limbo fino al 100 Club Punk Special, un festival che nel mese di settembre dà per la prima volta visibilità mediatica al movimento per merito della copertura giornalistica di Caroline Coon del Melody Maker. Nel primo dei due giorni dell'evento, che vede in cartellone Pistols, Clash e una esordiente Siouxsie, i Damned (che si sarebbero esibiti la sera successiva insieme a Buzzcocks e Vibrators) riescono a prenotare i Pathaway Studios e registrare sotto la supervisione di Nick Lowe la loro "New Rose", scheggia grezza e anfetaminica scandita dalle percussioni tribali di Scabies e da un tagliente riff di James. Sul lato B, su consiglio dello stesso Lowe, piazzano una versione ad alta velocità di "Help" dei Beatles.
È fatta, il punk ora ha il suo inizio discografico, e la cosa è possibile anche grazie a una piccola etichetta indipendente, la Stiff Records di Jake Riviera, i cui tempi di produzione/stampa/distribuzione sono decisamente più rapidi rispetto a quelli delle major che ronzano intorno ai gruppi di Strummer e Lydon.
Il mese di dicembre dovrebbe rappresentare un'occasione ghiotta per tutti, ma l'Anarchy Tour dei Sex Pistols, sul cui cartellone McLaren inserisce Damned (principalmente per via del loro notevole seguito), Clash e Johnny Thunders, non va affatto come previsto.
Due giorni prima dell'inizio del tour, l'intervista dei Pistols al Today Show di Bill Grundy culmina nel famoso episodio in cui Steve Jones, opportunamente provocato dal conduttore, reagisce con insulti. L'evento è sufficiente a scatenare un polverone che permette finalmente a tutto il Regno Unito di conoscere i Pistols e il punk, ma crea allo stesso tempo una situazione da arma a doppio taglio per i protegèes di McLaren.
In tutte le date viene infatti chiesto ufficialmente alle band di esibirsi preliminarmente davanti a una specie di comitato che deve stabilire i requisiti minimi di decoro. Tutti rifiutano la direttiva, tranne i Damned, che pretendono da Malcolm di poter salire lo stesso sul palco per onorare il loro pubblico. Ci riescono soltanto a Leeds, poi vengono estromessi dal cartellone (ufficialmente per "mancanza di solidarietà") e al loro posto vengono chiamati i Buzzcocks. McLaren ora può fare a meno del pubblico dei Damned: i Pistols contano ormai su un afflusso garantito, in virtù della loro agognata e controversa fama.

damned_1977_600_600

In quel momento, Vanian e soci iniziano a vedere diversamente una scena che li rappresenta soltanto in parte. Nessuno di loro si sente particolarmente anarchico o politicamente schierato (cambierà poi idea qualche anno dopo Captain Sensible: oltre a dichiararsi socialista, fonderà un suo partito, il Blah! Party), così come nessuno di loro vuole suonare esibendo un look pianificato da altri, soprattutto quello propagandato nel negozio di McLaren/Westwood.
L'unica anarchia che interessa ai Damned è quella che vige sul palco, figlia della libertà dietro alla maschera, che punta a irretire il pubblico con il suo inelegante mix di aggressività improvvisata e grottesca irriverenza. Questo spettacolo apparentemente circense è l'aspetto più fastidioso da digerire per i Pistols, che lo ritengono una messinscena. Dal canto loro, i Damned ritengono i Pistols (e in parte anche i Clash) dei personaggi "calcolati", pronti a seguire lo schema McLaren nella conquista delle prime pagine dei tabloid inglesi.
Se il punk è un movimento di outsiders, i Damned iniziano ad essere gli outsiders del movimento. Per rivendicare l'indipendenza e il valore della loro proposta, i quattro tornano ai Pathaway Studios con Nick Lowe e incidono tutto il repertorio fin lì scritto da Brian James.
Damned Damned Damned, esce il 18 febbraio 1977 (primo album punk in UK - altro colpaccio per la Stiff Records), con in copertina già il migliore ritratto di famiglia: quattro reduci da una battaglia a torte in faccia, immortalati in una posa quasi rinascimentale, sospesi tra la sottile lascivia di Scabies, il sorriso tossico di Captain Sensible, il sintomatico mistero di James e lo stato di morte apparente di Vanian.
Rock'n'roll, sì, ma anche tanta cazzonaggine, rivendicata fin dall'esordio (fa il paio con la fama di sconsiderati distruttori di camere d'hotel) e corroborata da un suono isterico e sfrontato che non fa prigionieri.
"Neat Neat Neat" è probabilmente ancora oggi l'incipit ideale per ogni disco punk che si rispetti: veloce, semplice, rumoroso e con un ritornello che ti si pianta in testa come una filastrocca. "Fan Club" fa esaltare la nutrita schiera di aficionados del gruppo, "Born To Kill" sorprende per la stilosa indolenza del cantato di Vanian in mezzo alla ferocia generale, "New Rose" è l'apripista di una intera generazione (verrà ripresa anni dopo dai Guns n' Roses su "The Spaghetti Incident?"), "I Feel Alright" coverizza gli Stooges (il brano è noto anche come "1970") forse addirittura superandoli in aggressività. Escludendo la già citata "Fan Club" e la stridente psichedelia di "Feel The Pain", tutto sembra accadere sotto l'effetto di una iniezione di adrenalina (da "Stab yor Back", che segna le coordinate per i futuri Offspring, a "Fish", da "See Her Tonite" a "So Messed Up"), un sorta di treno lanciato a tutta velocità non si sa se per arrivare prima delle altre band o semplicemente per irriderle.
I Damned evidenziano infatti un suono piuttosto grezzo in sala di incisione (dodici brani registrati in circa dieci giorni - il budget a disposizione della Stiff non è di certo quello della CBS o della Virgin) ma sono tecnicamente meglio dotati della diretta concorrenza e Brian James è sicuramente tra i chitarristi più interessanti dell'intera scena.

Marc Bolan, Dave VanianCon la pubblicazione di Damned Damned Damned la notorietà dei quattro fa un ulteriore salto in avanti. Ancora debitori dell'esplosione dell'universo punk che tutti i music magazine ormai iniziano a trattare con solerzia, vengono agganciati da Marc Bolan che li vuole come open act per il "Dandy In The Underworld Tour" dei T. Rex. L'insolita accoppiata sale insieme sul palco in un paio di occasioni per una versione alternativa di "Get It On": old e new wave (come spesso veniva definita l'ondata di band inglesi che aveva cambiato le coordinate del rock seventies) si incontrano per la prima volta. E il caro vecchio glam rock di Bolan è parecchio adiacente a quello di altri padrini del punk come i New York Dolls.
I tempi sono maturi per guardare oltreoceano. Nonostante gli USA non abbiano ancora sperimentato ufficialmente l'ascolto del disco, se non attraverso copie di importazione, i Damned si imbarcano in aprile in una tournèe (e sono anche in questo caso i primi punk inglesi a farlo) che li porta ad esibirsi quattro volte al CBGB, la mecca del punk newyorkese. Le cronache non ufficiali parlano di alcuni cosiddetti regali di benvenuto (torte, prostitute e droga) fatti trovare dai Rolling Stones, genericamente ben disposti nei confronti della nuova ondata di band. Le cronache ufficiali parlano invece di serate infuocate dove i Damned e i Dead Boys si giocano la supremazia territoriale sul palco con espedienti vari, compreso il suonare insieme (mascherati) una irriverente cover di "Anarchy In the U.K." (Brian James e Stiv Bators dei Dead Boys si ritroveranno qualche anno più tardi nei Lords Of The New Church).
I Damned colgono di sorpresa il pubblico americano con le loro esecuzioni velocissime e il loro teatrino post-situazionista: a Boston ridicolizzano un'audience piuttosto freddina imitandola sul palco nell'atto di mangiare pizze. Nella seconda parte del viaggio tocca a Los Angeles e San Francisco fare esperienza di questa attitudine, la cui componente frenetica non tarderà a esercitare un'influenza sul suono di alcune band della nuova scuola hardcore-punk west coast, in particolare Dead Kennedys (Jello Biafra è tra il pubblico a San Francisco) e Circle Jerks.
A bordo di questo carrozzone vagamente pasoliniano, la scrittura di Brian James subisce un rallentamento, e solo alcuni nuovi brani vengono portati sul palco (in particolare "Stretcher Case", con testo di Scabies, "Sick Of Being Sick", "You Take My Money" e "Politics").
Quando la band torna in patria, il punk è nel frattempo diventato l'argomento principale del music business e delle cronache, con largo spazio dedicato agli episodi violenti registrati durante i concerti (tipicamente risse tra il pubblico e provocatori professionisti). La rivoluzione punk tocca diversi ambiti in nome dell'attitudine "do it yourself", fra i quali la voglia di fabbricarsi i vestiti da soli (anche perchè quelli venduti al negozio di Westwood/McLaren costano troppo).
I primi live inglesi dopo lo US Tour vedono i Damned stringere amicizia con una delle band di supporto, i Motorhead (anche loro brevemente sotto contratto con Stiff Records), e iniziare a lavorare con il chitarrista aggiunto Lu Edmonds, richiesto da Brian per dare più espressività alle parti di chitarra e incluso poi a tutti gli effetti nella line-up che entra in studio per registrare il singolo "Stretcher Case"/"Sick Of Being Sick" prodotto da Shel Talmy (storico collaboratore di Who e Kinks). I due brani mantengono intatte le coordinate dell'esordio, in bilico tra furia grezza e ipereccitazione. La Stiff a dire il vero vorrebbe anche dare un seguito a Damned Damned Damned, ma deve fronteggiare la ritrosia di James, fermamente convinto che non ci sia sufficiente repertorio per un secondo album vero e proprio.
Messo sempre più sotto pressione, Brian si arrende e chiede aiuto ai colleghi per la scrittura, trovando ampia disponibilità (e sostanziale inesperienza) in virtù del gap da sanare sulla questione delle royalties, fino a quel momento suo appannaggio esclusivo. Meno condivisa (soprattutto da Vanian e Sensible) è invece la scelta di avere Lu Edmonds in formazione.
La stanchezza derivante da un tour di eccessi comincia a farsi largo nella compagine e allunga qualche ombra sulla realizzazione del nuovo disco, che vede già incombere la consapevolezza di avere del materiale incompleto.
Per evitare almeno di ripetersi, la band decide di scegliere un nuovo produttore.
L'inconsueto ardore hippie (quantomento per un punk) di Captain Sensible li fa andare alla ricerca del suono lisergico dei primi Pink Floyd e perseguire inizialmente l'utopica idea di portare Syd Barrett in cabina di regia, per poi addivenire a più miti consigli e optare per Nick Mason, di fatto l'unico Pink Floyd disponibile in quel momento.
La scelta si rivela inefficace quasi subito: calati nella debordante tecnologia dei nuovissimi Britannia Row Studios, i Damned comprendono in fretta che il metodo di lavoro di Mason prevede tempi e orecchie che poco si addicono al suono ruvido e dritto-in-faccia di una punk band. Laddove Mason è abituato a insistere per avere numerose take di registrazione, i Damned rispondono che era già buona la prima o la seconda. Dove Nick Lowe o Shel Talmy avrebbero esaltato la violenza della batteria, Mason la tiene invece a bada alzando le parti di voce (un esempio è la differenza tra la versione di "Stretcher Case" prodotta da Talmy e quella prodotta da Mason). La band non è ancora in grado di fare scelte tecniche in totale autonomia e Mason non è in grado di imporsi quando servirebbe.
Da queste incomprensioni e dai presupposti forzati nasce Music For Pleasure, un disco che sostanzialmente fallisce nell'impresa di garantire ai Damned la continuità sotto i riflettori.

damned 1977 tvNonostante la scrittura meno incisiva e la produzione meno a fuoco, non mancano però gli episodi riusciti: "Problem Child" (anch'esso con testo di Scabies) è un opener energico che va a toccare corde di disagio sociale, "Don't Cry Wolf" scimmiotta le chitarre dei Blue Oyster Cult, "Alone" è un nuovo manuale di isteria stoogesiana, "You Know" una chicca ipnotica e psichedelica che gira per cinque minuti intorno a un riff di chitarra e al sax irrequieto di Lol Coxhill.
Sensible mette la sua prima firma su "Idiot Box", Vanian sul testo di "Your Eyes".
Le registrazioni vengono terminate nell'arco di un paio di settimane, che scorrono in un clima di scarso entusiasmo. Proprio quando servirebbe un momento di distensione, la morte improvvisa di Marc Bolan (nel settembre del 1977) spariglia le carte e fomenta ulteriormente il malumore.
Il gruppo al completo presenzia affranto al funerale e omaggia Bolan nei live successivi, ma la miccia ormai è accesa: Rat Scabies abbandona il gruppo a Colmar, in Francia, dopo una rissa con la sicurezza dell'hotel. Le motivazioni sono il suo sostanziale disaccordo sulla direzione presa dalla band in senso musicale e il rifiuto di partecipare alla promozione del nuovo album, verso il quale nutre una profonda sfiducia.
Il tour prosegue trovando prima in Dave Berk e poi in Jon Moss (futuro Culture Club) degni sostituti per il ruolo di batterista, ma nel giro di qualche settimana subentrano problemi anche con la Stiff: Jake Riviera se ne va, e con lui l'idillio (anche perchè "Music For Pleasure" non ha venduto molto). I Damned vengono scaricati.
Senza etichetta, e senza Rat (con il quale aveva formato la band), Brian decide che per lui non ha più senso proseguire e che, in ogni caso, il punk è già morto e sepolto.
Il 14 febbraio 1978 la band tiene l'ultimo concerto ufficiale e poi si scioglie (anche se gli amanti delle statistiche fanno risalire lo split all'abbandono di Scabies, quattro mesi prima - secondo questa corrente di pensiero i Damned sarebbero quindi anche la prima punk band inglese a farla finita).
Inizia un periodo di esperimenti e collaborazioni a vario titolo, durante il quale tutti ne approfittano per migliorare la scarsa propensione alla scrittura. Scabies suona con i White Cats e con i Vicious White Kids di Sid Vicious e Glen Matlock, Sensible passa alla chitarra e forma una band chiamata King con il polistrumentista Henry Badowsky, Vanian diventa per qualche tempo il cantante dei Doctors of Madness.
Sensible però è piuttosto restìo ad accantonare il brand originale e, nel backstage dell'unica data dei brevissimi Vicious White Kids (15 agosto), aggancia Scabies proponendogli di riformare il gruppo senza James. L'idea piace subito e precede di poco quella di coinvolgere l'unico frontman in grado di sostenere quel ruolo (anche se Dave non si fa convincere proprio subito).
Per non incappare in problemi legali nell'utilizzo del nome Damned (inizialmente negato da Brian James) il progetto opta per un altrettanto esplicativo The Doomed e affronta il problema del bassista vacante contattando prima il vecchio amico Lemmy Kilmister (che, dati gli impegni con i Motorhead, li raggiunge per una sola data) e poi Henry Badowsky.
Il ritorno della band è un evento largamente annunciato dalla stampa e l'esito dei primi concerti è decisamente incoraggiante, nonostante il materiale non peschi moltissimo nel repertorio dell'era Stiff ma indugi piuttosto su brani dei White Cats e dei King. Captain Sensible si rivela anche un ottimo chitarrista, in grado di imparare le parti di James senza farlo rimpiangere, ma la personalità di Badowsky viene ritenuta troppo tranquilla da Scabies, che esercita un vero e proprio mobbing per obbligarlo ad andarsene.
Non è invece un tipo tranquillo Algy Ward, che lo sostituisce nelle date successive; la sua indole di forte bevitore peggiora la già piuttosto compromessa fama del gruppo, soprattutto in un paio di date in Francia, terminate con l'arresto di Scabies e Ward (ufficialmente per distruzione di camere d'albergo e lancio di bombe molotov dal balcone). Ma Algy riesce a dare quel contributo in più in sala prove, dove la band si rifugia per scrivere nuovi brani: nessuno dei quattro ha ancora messo in mostra un particolare talento compositivo quindi non resta altro che puntare sulla condivisione dei compiti (è di questo periodo un vinile in 1000 copie chiamato "Dodgy Demo" contenente una precoce versione di "Love Song", nata dalla prima vera collaborazione tra Scabies e Sensible).

damned 1979L'inverno del 1978/1979 passa alla storia come quello del malcontento, tra disoccupazione stagnante, scioperi contro il governo Labour e condizioni metereologiche pessime. Il punk viene derubricato a moda (quella venduta da Westwood/McLaren), i giovani della classe operaia londinese spostano la loro attenzione musicale sul nascente movimento Oi, le radio iniziano a trasmettere Blondie, Pretenders ed Elvis Costello.
Vanian e soci, che avevano nel frattempo ricucito lo strappo con Brian e ottenuto il permesso di riappropriarsi del nome Damned (sempre per la statistica, si tratta quindi anche della prima reunion di una band punk), continuano a puntare sulla dimensione live raccogliendo pubblico e risse intorno al loro consueto spettacolo di arte varia, trovando consensi anche grazie alla freschezza del nuovo materiale.
Nel marzo 1979 spuntano un contratto per un 45 giri con la Chiswick Records, e la scelta più ovvia cade su "Love Song", una storia d'amore nei confronti di una stazione ferroviaria (!) che mostra da subito la forza dei nuovi spunti melodici di Captain Sensible all'interno della consueta, tachicardica, furia degli elementi. Le potenzialità del nuovo corso della band diventano piuttosto evidenti quando il pezzo raggiunge la top 20 delle charts inglesi, facendo riguadagnare ai quattro gli onori delle cronache (sono ospiti un paio di volte a Top of The Pops) e regalando loro (come previsto da un accordo con Chiswick) la possibilità di incidere cinque album in cinque anni.
L'inverno del malcontento porta dritto dritto nel mese di maggio all'elezione di Margaret Thatcher a capo del governo. In attesa di capire se la cosa sia o meno un salto dalla padella nella brace, i Damned entrano in studio di registrazione con il produttore Roger Armstrong. C'è una grande attesa nei confronti di quello che può fare Sensible, ormai diventato l'autore principale (o quantomeno quello da cui tutti pretendono la scrittura di qualcosa di nuovo).
Le sessions oscillano tra i Sound Suite Studios e il Workhouse, tratteggiando comportamenti di Vanian che fanno il paio con una natura già di per sè enigmatica, e che lo vedono scomparire per giorni interi dalla sala di incisione in attesa di ispirazione per le parti vocali (atteggiamento in parte giustificato dal nuovo materiale, la cui componente melodica obbliga a un'attenzione diversa rispetto al passato).
È di questo periodo il progetto Motordamn che, in virtù della vecchia amicizia, porta Motorhead e Damned ad essere ospiti ognuno in un brano degli altri ("Ballroom Blitz", cover degli Sweet, per i Damned e "Over the Top" per i Motorhead).
Pur non decollando mai veramente (entrambi gli episodi vedranno discograficamente la luce soltanto in seguito), la collaborazione è il giusto propedeutico per il nuovo tour negli Stati Uniti/Canada dove, in un consueto clima di caos e distruzione, i Damned trovano grandi alleati in alcune band di supporto come i Bad Brains e i Misfits.
Il loro manager Rick Rogers, ormai sfibrato dalle continue sregolatezze, si dimette al rientro in UK (i Damned sembrano continuare a spingere al limite tutti quelli che lavorano per loro, quasi come per testare inconsciamente la loro resistenza) mentre la band riprende le attività di cantiere per "New World Symphony", uno dei possibili titoli del nuovo disco.
Captain Sensible tiene banco in "Melody Lee" (con tanto di intro al pianoforte), "Second Time Around", "Anti-pope" (rielaborazione di un episodio dell'era King) e la iconica "Smash It Up", ma l'apporto dei compagni non è certo privo di importanza: Vanian mette il sigillo su "These Hands" e "Plan 9 Channel 7" (quest'ultima con testo della moglie Laurie, affascinata dalla profonda amicizia tra la presentatrice TV di film horror anni 50 Vampira e James Dean), Algy Ward su "Liar". La scrittura dei testi non ha invece ancora guadagnato un ruolo centrale nel percorso della band (quelli di Scabies sono spesso frutto di intuizioni casuali), che pertanto non si vergogna di farsi aiutare da altri: oltre alla moglie di Vanian, è l'amico giornalista musicale Giovanni Dadomo a dare il suo contributo su "I Just Can't Be Happy Today".
Durante gli overdubs e il missaggio ai Wessex Studios, i Damned ritrovano i Clash, alle prese con la registrazione di "London Calling". La due band non si incontrano dai tempi delle spiacevoli vicende dell'"Anarchy Tour", ma la paura che la ferita possa essere ancora aperta risulta ben preso del tutto immotivata: Captain Sensible e Rat Scabies sono spesso invitati alle jam session di Mick Jones e compagni, mentre Strummer e Topper Headon finiscono, non accreditati, nei backing vocals di "Second Time Around" (Simonon agli handclap) e "Noise Noise Noise".
L'album esce il 2 novembre 1979, non prima di essere stato rinominato in Machine Gun Etiquette, espressione ricavata da una recensione di Giovanni Dadomo (stessa sorte spetta al brano "Second Time Around", che diventa quindi la title track). La foto di copertina, coloratissima, ritrae la band mentre attraversa Times Square a New York.
È un disco riuscito, che segna una svolta non soltanto in termini di scrittura.
Pur restando forte il bisogno di velocità, compare infatti per la prima volta un contesto di elementi in grado di far prendere le distanze dall'era Brian James senza snaturare la componente aggressiva e grottesca; i riferimenti principali smettono di attingere esclusivamente dal Detroit sound (nonostante una cover di "Looking At You" degli MC5), e propendono verso un più moderno eclettismo, seguendo una strada sulla quale si trovano già proprio i Clash.
L'uso delle tastiere diventa l'arma in più per traghettare questa metamorfosi, ed è la capacità melodica di Captain Sensible a servirsene maggiormente: ne sono esempio la psichedelia sixties di "I Just Can't be Happy Today", l'intro epico di "Melody Lee", ma anche il fascino circense di "These Hands" e la deriva proto-goth di "Plan 9 Channel 7", che più di ogni altro episodio fa luce su quello che sarà il futuro della compagine dannata.
Un bizzarro coacervo di punk, psichedelia e pop riassunto alla perfezione da "Smash It Up Parts 1 & 2", predestinato secondo singolo (nonostante il ban di BBC e Radio 1), nella quale Vanian declama: "People call me villain, it's such a shame/ Maybe it's my clothes must be to blame/ I don't even care if I look a mess/ Don't wanna be a sucker like all the rest". Il brano resterà negli anni un momento imprescindibile nelle scalette della band, e gli Offspring ne faranno una cover nel 1995 per la colonna sonora di "Batman Forever".
I Damned giocano ovviamente ancora con il passato (il tour che segue ha un ottimo riscontro di pubblico e concentra in due mesi tutto il consueto campionario di selvaticità, rumore, alcol e palchi sfasciati) ma fiutano il cambiamento del mondo intorno a loro, anche se non sembrano affatto interessati a buttare all'aria i canoni del punk rock come fa John Lydon con i suoi Public Image Limited.
Il rapporto viscerale con i fan, fatto di bevute fraterne ma anche di classicissimi sputi e reciproco lancio di sedie nei concerti, resta in ogni caso il punto centrale del loro modo di intendere il rock'n'roll: ai Damned interessa che la gente torni a casa con qualcosa da ricordare.
Iniziano gli anni ottanta, e con essi una nuova situazione di disagio all'interno della band. Il pomo della discordia è Algy Ward, la cui prestazione artistica è sempre più subordinata al consumo di alcolici (di certo più di quanto la band sia disposta a tollerare).
In una frettolosa riunione alla Chiswick, Ward viene allontanato, e al suo posto viene contattato Paul Gray, bassista degli Eddie & the Hot Rods (band nata nel 1975 e influenzata principalmente da Who e Kinks). Gray non si fa convincere subito, ma partecipa alla scrittura di nuovo materiale previa notevole insistenza e adeguata offerta di denaro, rivelandosi perfettamente a suo agio sia con le dinamiche di una sala prove dove il cantante non si fa quasi mai vedere, sia con la costante minaccia di scherzi ad opera di Scabies e Sensibile. Appena incassato il sì del nuovo bassista, la band opta all'istante per un nuovo tour, obbligando in questo modo lo stesso Gray (che doveva ancora imparare gran parte del repertorio) a un vero e proprio training on-the-job. Si concretizza anche la prima discesa in Italia, con battesimo del fuoco a Torino, dove la crew di tecnici proveniente dalla serata di Amsterdam viene stoppata alla frontiera con l'accusa di possesso di sostanze illegali, mentre nello stesso pomeriggio i Damned vengono scortati dalla polizia in hotel e sbattuti uno per piano, dopo la confisca del passaporto. Il concerto al Palaruffini si tiene ugualmente il giorno dopo grazie al loro manager che, in una febbrile nottata di telefonate, riesce a mettere insieme una nuova squadra per l'allestimento del concerto.

damned 1980La voglia di scrivere nuovo materiale detta però la vera agenda degli impegni. Vanian, Sensible e Scabies trovano in Paul Gray un vero alleato nel dare forma a un suono che finora era stato spesso frutto di una semplice combinazione di irruenze. È un atteggiamento più maturo, quello che porta al Black Album, nel quale la necessità di intercettare il cambiamento si sposa con il perseguimento di un obiettivo comune, ovvero il consolidamento delle fondamenta del Damned-sound, dichiaratamente debitrici della passione di Sensible per il psych/garage di scuola Doors e Seeds, e dell'infatuazione di Vanian per le atmosfere gothic e horror-movie. Il primo debito è più evidente in termini musicali su "Silly Kid's Games" (cantata dallo stesso Sensible) e "Dr. Jekyll And Mr. Hyde", la seconda è alla luce del sole nell'incursione post-punk di "Twisted Nerve", nei riferimenti cinematografici di "13th Floor Vendetta" e nei quasi diciotto minuti (!) di "Curtain Call". Ma è tutto il disco a ruotare su queste due coordinate, con le eccezioni di "Hit Or Miss" (gioiellino proveniente da un demotape di Gray), "Sick Of This And That" e "Drinking About My Baby", che esemplificano meglio la componente Scabies.
L'apertura è affidata alla potenza melodica della notevolissima "Wait For The Blackout" (opera di Scabies, di Sensible e del comune amico Billy Karloff, che si presenta in sala a cantare quando Vanian marca visita) e ai crescendo tastieristici della successiva "Lively Arts", due episodi che combinano le specialità della casa facendo atterrare il risultato dalle parti degli Stranglers. È già più che sufficiente per stabilire l'inizio di una nuova era per il gruppo, che fa bella mostra di sè almeno quanto quella degli esordi, e che viene annoverata, insieme al look di Vanian, tra i riferimenti della successiva ondata goth in Inghilterra.
Le linee di basso di Gray sono il perfetto collante in una tracklist la cui produzione è curata dalla stessa band, e nella quale si inserisce anche Hans Zimmer (all'epoca turnista per Ultravox, The Buggles, Krisma, ma futuro autore di colonne sonore di fama mondiale) in veste di programmatore di synth, co-produttore su "The History Of The World Pt. 1" e arrangiatore sul ritornello di "Lively Arts".
Il disco esce il 3 novembre 1980 in formato doppio album al prezzo di uno, a spese della stessa band (che lo sottolinea giocando col testo di "Dr. Jekyll And Mr. Hyde" nella frase: "Two for the price of one!"), con una copertina interamente concepita da Vanian, nella quale il nome della band è indicato su un'incisione tombale circondata da edera. La contemporanea assenza del titolo porta immediatamente all'appellativo Black Album (e in qualche edizione successiva la copertina sarà soltanto nera, citando così indirettamente i Beatles), mentre sul retro i quattro fanno immortalare i loro volti nell'oscurità, corredati da piccole luci sugli occhi in riferimento al film "Children Of The Damned". Sul secondo vinile trovano posto da un lato l'intera "Curtain Call" e dall'altro una serie di registrazioni live effettuate agli Shepperton Studios per i fan.
In tour è proprio "Curtain Call" a suscitare le reazioni più contrastanti: una lunga mini-suite con inserti prog e classicheggianti (tra cui "Sheherazade" di Rimskij-Korsakov) non è proprio l'ideale per un pubblico nato sotto l'egida del punk, e che continua a richiedere soltanto i vecchi classici. Vengono riempite per la prima volta venue da 3500 posti come il Manchester e il Glasgow Apollo o l'Hammersmith Odeon a Londra (quest'ultima di nuovo con Lemmy come ospite), ma la band deve far fronte all'abbandono dell'ennesimo manager e decide di rompere i rapporti con la Chiswick, che aveva pubblicato diverse cose senza il consenso di tutti.
Essendo unilaterale, la rottura fa restare in piedi il contratto; la band non può quindi registrare con nessun'altra etichetta, se non previo pagamento di una penale di 40000 sterline, una cifra impossibile anche soltanto da pensare.

Il 1981 è un altro anno difficile in Inghilterra. Per le strade si combatte una guerra senza quartiere che coinvolge le periferie e la comunità nera, mentre la famiglia reale annuncia il cosiddetto matrimonio del secolo (quello fra Carlo e Diana).
Captain, fervente oppositore della monarchia, non perde occasione per screditarla durante i concerti, raccomandando inoltre alle frange di punk e skinhead più violenti di non combattere tra loro durante lo spettacolo ma di adoperarsi per combattere invece la Thatcher. Per racimolare qualche soldo e far fronte alle spese, lo stesso Captain pubblica in autogestione il suo primo progetto solista (un Ep dal titolo "This is Your Captain Speaking") grazie all'aiuto del batterista dei Crass, Penny Rimbaud, mentre per lo stesso motivo i Damned continuano a pianificare date che li portano in Germania, Finlandia e, per la seconda volta, negli States.
Nella band ci sono ora due posizioni aperte: quella del manager (temporaneamente assunta, come già in passato, dal padre di Scabies) e quella del tastierista. Inutile dire che anche per quest'ultima si tratta di una ricerca delirante, che porta almeno quattro candidati a entrare e uscire dall'organico nell'arco di pochi mesi, fino all'ingresso di Roman Jugg (ex Victimize, amico di Paul Gray), polistrumentista piuttosto dotato.
La querelle con Chiswick si allenta momentaneamente e consente al gruppo una finestra temporale per incidere con Nems il Friday 13th Ep (pubblicato a novembre), che sfoga la frustrazione di aver passato mesi in preda all'impossibilità di agire, e restituisce la consueta, mai sopita, creatività. "Disco Man" diventa il brano cult attraverso il quale Sensible dichiara il suo odio per la cultura disco, mentre "Limit Club" (di Vanian, dedicata allo scomparso cantante dei Ruts, Malcolm Owen) e "Billy Bad Breaks" (di Gray) tengono alta la bandiera di un sound compatto, al quale collaborano tutti. Chiude l'Ep la cover di "Citadel" degli Stones.

Captain SensibleLa guerra delle Falkland è il primo regalino del 1982 ai sudditi di sua maestà.
Il conflitto, causato dall'Argentina e durato pochi mesi, si risolve positivamente per il Regno Unito, rafforzando la posizione di Margaret Thatcher e l'odio dei suoi oppositori.
Ma è la politica del nuovo presidente USA ed ex-attore Ronald Reagan a tenere banco questa volta nella poetica di Sensible, che scrive per l'occasione "Bad Time For Bonzo" parafrasando il titolo di un film ("Bedtime for Bonzo") nel quale Reagan era co-protagonista insieme allo scimpanzè Bonzo ("Bad time/ You know I kinda liked the way he sung his cowboy songs/ Bad time/ But I can't listen to them anymore"). Avranno la stessa idea i Ramones quattro anni dopo con la loro "My Brain Is Hanging Upside Down (Bonzo Goes to Bitburg)".
Nello stesso periodo Sensible scrive anche "Life Goes On", piccola gemma pop che tocca il tema della depressione senza cadere nella retorica: "And as the years they move along/ I see it now, there's something wrong/ 'Cos life is for always/ Take your time/ Who cares what fools say/ I don't mind/ 'Cos this is my day/ I'll live it my way/ Today, there's just today". È la dimostrazione di come il suo talento compositivo si stia evolvendo, mostrandosi capace di trattare temi molto diversi tra loro, sempre in bilico tra serio e faceto, gusto e idiozia. Non a caso, l'abbondanza di materiale lo mette in condizione di dare un seguito anche alla sua carriera solista. Ottiene un contratto con l'allora indipendente A&M Records per il suo primo album ("Women and Captains First"), dal quale viene estratto il singolo "Happy Talk", rifacimento di un brano del vecchio musical "South Pacific". Con estrema sorpresa di tutti, il pezzo schizza in due sole settimane al n. 1 delle chart inglesi, probabilmente spinto dalla necessità della gente di stemperare la tensione al termine del conflitto nelle Falkland, e catapulta Captain nella giostra dorata del music business.
Grazie alle conoscenze della fidanzata di Paul Gray, i Damned riescono invece ad accasarsi con la Bronze Records e a far uscire un brano dal titolo "Lovely Money" proprio nello stesso mese in cui "Happy Talk" fa il botto in Inghilterra. Risultato: Captain diventa improvvisamente una star del mainstream mentre i Damned continuano a vagare nella loro relativa nicchia indipendente.
Quando il secondo singolo di Sensible, "Wot", sfonda a livello internazionale (n. 6 in Italia) facendo lievitare le richieste di apparizioni televisive, la Bronze ritiene che sia arrivato il momento più propizio per far uscire Strawberries, il nuovo album dei Damned con Roman Jugg in pianta stabile alle tastiere.
Il titolo e la copertina giocano con l'insofferenza nei confronti di quella parte di pubblico che vuole ascoltare soltanto il materiale degli esordi snobbando quello nuovo ("Strawberries For Pigs", il working title, sarebbe un modo per riprendere il detto "perle ai porci").
L'apporto di Jugg è sottile ma importante, perchè cementa le due principali anime del gruppo in un suono più morbido, che non rinnega nulla del passato. In Strawberries confluiscono le già citate "Bad Time For Bonzo", "Life Goes On", "Gun Fury (Of Riot Forces)" (fotografia dei crescenti episodi di guerriglia urbana), ma anche una ghiotta tripletta iniziale composta da "Ignite", "Stranger On The Town" (entrambe di Vanian), "Generals" (di Gray, con un chiaro riferimento agli ufficiali delle Falkland ormai disoccupati), e il risultato è ancora una volta notevole.
Pubblicato il primo di ottobre con un interno copertina al forte profumo di fragola (idea del gruppo per dare un'indicazione olfattiva al pubblico su come arrivare velocemente al prodotto nei negozi di dischi), l'album evidenzia una maggiore attenzione al ritorno commerciale, probabilmente stuzzicato dall'esperienza di alta classifica di Sensible, e un insieme di scelte stilistiche leggermente più eterogenee rispetto al Black Album.
La componente goth dei Damned resta forte, ma meno oscura di quella di molte band della scena post-punk dominante (come i Bauhaus), forse perchè in quella espressione stilistica la band non può attuare la sua precisa idea di rock'n'roll, che è ancora figlia di Jerry Lee Lewis.
A quanto pare, il gruppo ha ancora bisogno di sconfinare nell'eccesso quando si tratta di live, ma non sopporta l'idea di farsi trovare impreparato al momento di entrare in studio: il lavoro di Hugh Jones aiuta a definire la complessità degli arrangiamenti di "Stranger On the Town" (che si regge su poderose sezioni fiati stile Jam) e "Life Goes On", scolpita da un giro di basso di Paul Gray che anticipa di parecchio il riff di "Eighties" dei Killing Joke (a sua volta ispiratore di quello di "Come As You Are" dei Nirvana).
Il quadretto perfetto si sgretola però sotto i colpi della consueta tendenza autodistruttiva della band. Scabies comincia a manifestare insofferenza nei confronti di Gray, probabilmente perchè non ha mai realmente digerito che sia stata la sua ragazza a far da tramite con la Bronze, esautorando involontariamente il procacciatore d'affari temporaneo John Millar, padre di Rat. Sono questi i momenti in cui l'atteggiamento permaloso e capriccioso di Scabies tocca i livelli più bassi: inizia un'operazione per gettare discredito su Paul e sul suo ruolo all'interno della band, che degenera presto in rissa durante le registrazioni.
L'album viene completato con estrema difficoltà dal punto di vista della convivenza; Gray resta inizialmente nel gruppo su precisa insistenza di Captain, ma si defila poche settimane dopo l'inizio del successivo tour per entrare negli UFO, a febbraio 1983, sostituito da Bryn Merrick (già con Roman Jugg nei Victimize).
Strawberries dimostra il suo valore riuscendo a raggiungere la top 20 nella Album Chart UK e procurando al gruppo per la prima volta sistemazioni di lusso nel tour che segue, ma resta l'unico momento illuminato in una selva di episodi problematici come l'abbandono di Paul Gray, i problemi con l'ennesimo manager, la Bronze che fallisce, Captain Sensible sempre più a mezzo servizio per via di impegni solisti, e la reputazione della band in ambito discografico ormai stabile su posizioni del tipo "bravi ma ingestibili".
Nascono quindi una serie di progetti paralleli 'di sopravvivenza' (David Vanian and the Phantom Chords, Naz Nomads & the Nightmares), dietro ai quali si celano i Damned quando Captain è impegnato, e che vedono Roman Jugg destreggiarsi abilmente anche nel ruolo di chitarrista e autore (è di questo periodo il suo primo demo di "Is It A Dream"). Le difficoltà nel riuscire a tenere il piede in due scarpe, le incomprensioni e i soliti atteggiamenti permalosi/sospettosi di Scabies, il licenziamento in tronco di Andy McQueen (manager) da parte della band mentre Sensible è in vacanza, portano Captain a manifestare una vera e propria sindrome da stress e a decidere di mollare i Damned il 24 agosto 1984.
La situazione è terribile anche economicamente: sia Vanian che Scabies si trovano costretti a mettere in vendita addirittura alcuni oggetti personali (auto, strumentazione) per sopravvivere.

Damned 1985Eppure, in questa strisciante apocalisse, si fa largo per la prima volta una major, la MCA, tramite un nuovo A&R ai piani alti che si proclama fan della prima ora, Steve Kutner. I fattori di interesse per MCA sono tre: il non dover più avere a che fare con l'ormai esonerato Andy McQueen, la sicurezza rappresentata dal folto pubblico che segue la band, e la dipartita di Captain. In particolare è il terzo punto ad essere rilevante, poichè la casa discografica non vede di buon occhio una band con due frontman, ritenendola poco efficace dal punto di vista comunicativo e commerciale.
Su queste basi, viene avviato un confronto interno al gruppo che deve tenere conto in primis di un aspetto fondamentale: nessuno ha la benchè minima intenzione di mollare. Altrettanto forte è però la necessità di ripensare la band e la direzione artistica del progetto, soprattutto per raccogliere finalmente un adeguato apprezzamento, che ripaghi di tutti gli sforzi fatti per proporre nuovo materiale.
Dalle parole di Scabies: "Abbiamo iniziato a pensare alle classifiche perchè desideravamo finalmente avere successo. Sono sicuro che la MCA, e Jon Kelly che ci ha prodotto, lo avessero sicuramente sperato, ma il nostro materiale stava comunque attraversando una fase pop. Era davvero semplice come concetto, ma non ci avevamo mai provato, perchè il nostro modo di presentarci puntava tutto sull'aggressività e sull'ubriachezza. Si trattava di darsi una bella ripulita. Che cosa avevamo da perdere?".
Il 10 ottobre 1984 i Damned firmano negli uffici della MCA quello che ritengono sia il migliore contratto possibile data la situazione, decidendo altresì che la rinascita vada sottolineata simbolicamente prenotando di nuovo i Pathaway Studios (dove aveva avuto inizio tutto) per fissare le idee in demo-tape.
Senza Captain, la band si trova evidentemente privata di tutta la componente folle e caotica, sia in termini musicali che di presenza sul palco, ma la questione è ben lontana dall'essere un problema, perchè i Damned ora vogliono essere presi sul serio.
Messa da parte quindi la deriva psych/garage portata in dote dall'ex chitarrista, quello che resta sono gli arrangiamenti pop di Roman e i testi e l'allure goth di Vanian, nella cui lunga chioma trova ormai spazio da tempo un ciuffo bianco.

Dave VanianSia ben chiaro, il look di Vanian è goth da tempi non sospetti, o perlomeno da prima che chiunque altro potesse pensarlo. In ogni caso, la metà degli anni ottanta è il momento migliore per far splendere adeguatamente tutto questo carisma, anche perchè Vanian non è nuovo a questo modo di fare proseliti nel look: oltre ad essere fonte di ispirazione dichiarata per Dave Gahan dei Depeche Mode, già ai tempi di "Disco Man" esibiva giubbotto lucido di pelle nera e occhiali scuri che Bono avrebbe fatto suoi almeno dieci anni dopo nel video di "The Fly".
Nel 1985 molte band scommettono a vario titolo sulla possibilità di portare il gothic-rock nelle radio: i Killing Joke danno alle stampe "Night Time", i Cure escono con "The Head On The Door", i Cult pubblicano "Love" e i Sister Of Mercy (nelle cui fila arriverà un paio di anni dopo la bassista Patricia Morrison, ex Gun Club, che farà convolare a seconde nozze Vanian nel 1997) esordiscono sulla lunga distanza con "First and Last and Always".
I Damned si sono nel frattempo spostati agli Eel Pie Studios di Pete Townshend per dare vita alla tracklist di Phantasmagoria, ben consci di quanto il lavoro rappresenti fino a quel momento la vetta della loro carriera in termini di produzione e arrangiamento. Jon Kelly lavora d'esperienza e rende epica l'apertura di "Street Of Dreams", rigonfia di organi da chiesa e sax nervosi, mentre su "Shadow Of Love" è Vanian a strizzare l'occhio alle tenebre con il suo crooning baritonale. "Is It A Dream", il brano più vecchio (e l'unico sul quale vanta crediti anche Captain Sensible) è una radiofonica pop ballad che si regge sulle tastiere e le chitarre di Jugg, ma la palma di traccia outsider spetta a "Grimly Fiendish", il prescelto primo singolo, che si ispira al villain di un vecchio fumetto per bambini; il brano è piuttosto lontano dallo stile Damned, al pari dello strumentale "Trojans", ma trasuda un'inglesità degna di "Piggies" dei Beatles con il suo clavicembalo sintetico (del brano è co-autore Clive Jackson dei Doctor & the Medics).
Al di là di momenti in cui l'eccesso di trasporto per le atmosfere horror-movie porta a risultati barocchi ("Sanctum Sanctorum"), Phantasmagoria è un album piacevole e ruffiano, che taglia sicuramente il cordone ombelicale con i fan della primissima ora per portare a casa nuovi proseliti, e il cui risultato è sotto gli occhi di tutti in termini di commerciabilità e visibilità per il gruppo (arriva al n. 11 nella UK Album Chart). L'artwork è nuovamente un'idea di Vanian, e vede in copertina la modella Susie Bick, futura moglie di Nick Cave.
Dopo un altrettanto fortunato (ma estenuante) tour in Europa e USA, i Damned tornano in studio per onorare una richiesta che Vanian aveva fatto alla MCA appena firmato il contratto: incidere la versione moderna di "Eloise", un classico del 1968 di Barry Ryan. Non si tratta soltanto di battere il ferro del successo finchè e caldo: Vanian è sempre stato innamorato di quel pezzo e Jon Kelly fa del suo meglio per accontentarlo.
Roman Jugg si impossessa dell'Emulator II, una delle prime macchine a basso costo in grado di utilizzare suoni orchestrali campionati (presente nella maggior parte dei dischi pop anni ottanta), e arrangia il tutto per l'interpretazione di Dave, che ha un taglio piuttosto enfatico nelle strofe/ritornelli ma diventa suadente nel lungo intermezzo. Nel febbraio 1986 "Eloise" finisce dritta al numero 3 della UK Singles Chart, facendo ottenere ai Damned la più alta posizione in classifica di sempre, a dieci anni esatti dalla loro nascita come band. Le apparizioni in televisione si sprecano: al di là di quella più famosa a "Top Of The Pops", con Vanian nella sua candida camicia ottocentesca bianca, è memorabile il passaggio in un'intervista per un programma mattutino (TV AM Breakfast Show) dove, seduto a fianco di Barry Ryan, Vanian mantiene una calma e un aplomb lucidissimo nonostante la coppia di intervistatori sia interessata esclusivamente a sapere se dorme in una bara, se ama l'occulto e se il ciuffo bianco di capelli è il risultato di preoccupazioni ("Yes, about ten years of worries" è l'eclatante risposta).

damned_1986_600_600

Considerate le ristrettezze economiche da cui fuggivano, il successo dei Damned diventa in un certo senso meritato e consente loro di ottenere le sistemazioni più lussuose della carriera, ma la noiosa sequenza di impegni promozionali e l'esplicita richiesta della MCA per un nuovo album riporta tutti alla necessità di tornare in studio.
Il nuovamente ingaggiato Jon Kelly punta a mantenere sonorità in linea con il fortunato gothic sound di Phantasmagoria, sconfessato però dalla band che come sempre non vuole ripetersi e che spinge per una direzione meno debitrice dell'iconografia tombe e cimiteri.
MCA prenota i Puk Studios in Danimarca, teatro di un inizio lavori non proprio entusiasmante: diversi problemi tecnici fanno perdere subito quasi due settimane, a cui fa seguito l'assenza di Vanian per onorare un improvviso lutto nella famiglia della moglie. Le session procedono a spizzichi e bocconi, visto che più o meno tutti nella band intendono prendersi un sacrosanto momento di relax dopo due anni in giro per il pianeta, e il risultato è che le song non crescono come dovrebbero in termini di impatto. Ognuno contribuisce come può in base alla presenza degli altri e la MCA inizia a mostrarsi impaziente, forzando Kelly a imporre linee guida che appesantiscono l'atmosfera e non rispecchiano le idee originali di Jugg e Vanian.
Si rimette in moto quella catena di situazioni che aveva già portato in passato la band a tirare giù subito il castello appena costruito. Anything esce a fine 1986 ed è un passo indietro: a furia di giocare per eliminazioni sonore successive, in questo caso rappresentate dall'impronta prettamente goth, quello che resta dei Damned è un esperimento di radio rock al sapore di minestra riscaldata. "In Dulce Decorum", uno degli episodi più riusciti, riecheggia i Killing Joke di "Brighter Than A Thousand Suns", mentre la title track sembra mettere in scena una versione edulcorata dei Sister of Mercy. Altri episodi come "Psychomania" o il singolo/cover "Alone Again Or" (nel cui video Vanian sembra interpretare i panni di uno Zorro del deserto) cercano di dare una scrollata a una tracklist che non ha avuto sufficiente tempo per assestarsi in termini di scrittura e che risulta confusa in quanto a coordinate. Decisamente poco esaltante, anche per colpa di scelte della MCA, il secondo singolo "Gigolo", che esce contro il volere del gruppo.
La rottura con la major diventa inevitabile dopo il licenziamento di Steve Kutner, che li aveva messi sotto contratto: i Damned non fanno più improvvisamente parte dei piani MCA, soprattutto dopo il discreto flop commerciale di Anything. Alla band stessa, peraltro, non interessa di certo proseguire in un clima di assoluta impossibilità decisionale riguardo alle scelte artistiche.

Molto più interessante è invece l'idea di un reunion tour per festeggiare i dieci anni del gruppo, con l'intenzione di consentire un momento di celebrazione della vecchia line-up. È sicuramente della partita Captain Sensible che, dopo gli alti e bassi della sua carriera solista e della sua vita privata, ha dovuto affrontare un serio tracollo fisico e nervoso dal quale ha impiegato un anno per riprendersi. Brian James è lusingato dell'offerta (i Lords Of The New Church si sono nel frattempo sciolti) e accetta a patto di suonare solo il repertorio di epoca Stiff, obbligando Sensible a tornare al basso nella prima parte dei due show che si tengono al Town & Country Club il 12 e 13 giugno 1988. La seconda parte prevede invece sul palco Vanian, Sensible, Scabies, Jugg e Merrick per il restante set di canzoni, cronologicamente agganciato al periodo Chiswick/Bronze. Il live viene pubblicato dalla Essential nell'agosto 1989 con il titolo Final Damnation e vede esclusa dalla scaletta la maggior parte del materiale MCA.
Sull'onda dell'entusiasmo, e per un breve periodo, la line-up degli esordi azzarda l'ipotesi di lavorare su un nuovo brano di Scabies e Brian James ("Prokofiev"), ma ben presto l'unica scintilla a restare accesa è quella dei live, con Scabies sempre pronto a cercare di monetizzare nuove reunion, alle quali questa volta si aggiunge anche Paul Gray.
Il primo a raffreddare l'atmosfera è Vanian, che perde entusiasmo e sceglie di recuperare l'esperienza con i Phantom Chords portandosi dietro Jugg e Merrick. In questo modo, viene indirettamente dichiarata morta la line-up di "Phantasmagoria" e "Anything", che ha visto una delle più lunghe presenze di sempre nei Damned, quella di Roman (otto anni).
Captain in quel periodo ha diversi brani pronti, che però restano confinati al suo mondo solista (riesce in ogni caso a pubblicare per la sua poco fortunata etichetta Deltic, "Fun Factory", un brano dei Damned dell'era Strawberries con ospite Robert Fripp).
Tutti restano molto vaghi sia sulla possibilità di decretare la fine della band sia su quella di rianimarla con nuovo materiale (neanche la sopraggiunta esplosione del grunge, così affine alle sonorità punk-oriented, riesce a smuovere le acque). La verità è che nessuno può davvero permettersi di chiudere la porta, e i motivi sono principalmente economici: Vanian deve far fronte alle spese del recente divorzio, Sensible al fallimento della Deltic.

Damned 1994Rimasto ormai solo, Scabies continua a tirar fuori materiale dal progetto inizialmente condiviso con James (che si era defilato anche a seguito della devastante notizia della morte di Stiv Bators), facendosi aiutare dai chitarristi Alan Lee Shaw e Kris Dollimore, più il bassista dei New Model Army, Moose Harris. Dopo lunga insistenza, Scabies riesce nel 1993 a convincere Vanian ad occuparsi delle parti vocali e a rimettere in gioco il nome Damned (gli altri possibili candidati presi in esame sono Joe Strummer e Robbie Williams - sì, quello appena fuoriuscito dai Take That).
La Toshiba nota che i brani hanno un grande appeal nel paese del Sol Levante, dove la band è in tour, e si offre di finanziare la registrazione di un album, al quale collaborano in studio Glen Matlock e James Taylor (quello del James Taylor Quartet). Ne esce Not Of This Earth, un disco fortemente influenzato dal garage rock seventies, forse eccessivamente prodotto da Dave M. Allen e piuttosto scevro di emozioni, dove però è il drumming di Scabies a distinguersi per efficacia.
Non c'è molto che si lasci ricordare nel periodo Damned di Not Of This Earth; anche gli episodi migliori, come "Shut It" (con Vanian che ricorda la versione macho di Julian Cope) o "Tailspin" (dove invece bazzica dalle parti di Matt Johnson), rendono evidente il gap di scrittura della coppia Scabies/Shaw rispetto a Sensible o a Jugg.
A livello personale, l'atmosfera è condita da estenuanti discussioni dovute alla diversità di vedute tra Vanian e Scabies sull'andare in tour prima o dopo l'uscita dell'album (pubblicato sul mercato giapponese nel 1995) e dallo scazzo di Vanian per il fatto di non essere citato minimamente nei credits.
Quando Scabies cerca di far pubblicare il disco in USA con il titolo che aveva in mente fin da subito, I'm Alright Jack & the Beanstalk (aggiungendo alla tracklist la già citata "Prokofiev"), Vanian decide di intentare una causa legale contro l'etichetta statunitense Cleopatra. Fino a quel momento, Dave era convinto che Not Of This Earth sarebbe stato pubblicato solo in Giappone, nell'attesa di poter poi ulteriormente lavorare al materiale con Sensible e James. Per lui, si tratta quindi un album incompleto. L'episodio segna la fine di un'amicizia e di una lunghissima collaborazione professionale tra Dave e Rat, lasciando i fan in attesa di capire se l'album sia o meno da includere nella discografia ufficiale della band (a tutt'oggi, Vanian tende a disconoscerlo).

Da quella che sembra l'ennesima tragedia riemerge l'antica amicizia fra Vanian e Sensible, soprattutto nel momento in cui le rispettive imprese (quella solista per Captain e quella dei Phantom Chords per Vanian) mettono insieme le forze per un tour in UK. È un'opportunità per capire se c'è ancora possibilità di lavorare fianco a fianco, dal momento che entrambi nutrono una profonda delusione nei confronti di Rat. Il tempo sembra dar loro ragione: nell'arco di qualche mese i Phantom Chords teminano la loro corsa per problemi interni e Captain Sensible decide di dichiarare conclusa la sua avventura solista.
Con l'obiettivo di prendere parte ai festeggiamenti per il ventennale della nascita del punk, nasce una line-up che vede la presenza di un paio di membri della band di Sensible (il tastierista Monty Oxy Moron e il fidato sodale Paul Gray al basso). Per evitare problemi legali nell'utilizzo del nome Damned (i cui diritti sono saldamente nelle mani di Scabies), la combo partecipa con il nome "Dave Vanian, Captain Sensible, Paul Gray ex members of The Damned", andando ad arricchire un cartellone che prevede tra gli altri anche Sham 69, Anti Nowhere League, Alternative TV, 999 e Chelsea. Scabies, almeno inizialmente, decide di andare per vie legali contro tutti i promoter che usano la parola Damned sui manifesti degli show, salvo poi trovare un accordo economico tramite avvocati e rivendere l'utilizzo del nome a un prezzo minore di quanto pattuito.
I festeggiamenti dei vent'anni prevedono l'incombenza di alcuni rituali dal sapore classico, come gli sputi e il lancio di birra sul palco: una sera Paul Gray viene centrato in pieno volto da una pinta durante una data a Londra, che gli procura un discreto spavento e diversi punti di sutura. Ne approfitterà per abbandonare nuovamente la nave, lasciando il ruolo di bassista a Patricia Morrison, la ormai nuova compagna ufficiale di Vanian.
Dopo qualche anno di alti e bassi con Garrie Dreadful, alla batteria si insedia invece stabilmente Andrew Pinching (ex English Dogs), detto "Pinch", che insieme a Patricia fornisce non soltanto un adeguato supporto ritmico, ma anche un valido contributo in termini di questioni organizzative e di marketing.

Damned 2001La formazione Vanian, Sensible, Oxy Moron, Morrison e Pinch traghetta la band nella fase che possiamo definire 'attuale', nella quale le due componenti fondamentali del suono Damned (quella melodicamente psichedelica di Sensible e quella goticamente anni Cinquanta di Vanian) tornano ad incrociarsi per fare stilisticamente un salto indietro nel tempo.
Ne è un primo esempio Grave Disorder, uscito nel 2001, che saluta il ritorno discografico della premiata ditta Vanian-Sensible a diciannove anni da "Strawberries", riprendendo in un certo senso il filo del discorso da dove era stato lasciato.
Sotto l'egida della neonata Nitro Records, di proprietà di Dexter Holland e Greg K degli Offspring (da sempre estimatori della band, nonchè autori di una delle più famose cover di "Smash It Up"), i Damned disegnano una tracklist forse eccessivamente lunga, che è tanto sicura delle sue potenzialità quanto poco in linea con le sonorità rock del nuovo millennio.
Il talento per le melodie di Captain Sensible torna prepotente su "Democracy?", "song.com", "Would You Be So Hot (If You Weren't Dead?)", oppure su "Neverland" (che riecheggia "Trampolene" di Julian Cope), mentre Vanian lascia la sua riconoscibile firma su "Absynthe" e "Beauty Of the Beast". C'è spazio anche per una collaborazione Oxy Moron, Morrison, Pinch e Vanian (la velocissima "Lookin' For Action"), ma alla fine nel disco emerge ancora una volta la volontà dei Damned di andare per la loro strada, che fondamentalmente è quella di restare avulsi dall'establishment musicale.
Come di consueto, i temi dominanti nelle liriche sono legati all'immaginario cinematografico di Vanian, oppure attingono dalla semplice quotidianità, sia essa una notizia del telegiornale o una discussione al pub. Due aspetti che continuano a garantire la fedeltà del pubblico.

Dopo l'abbandono della Morrison nel 2004 (a seguito della nascita di Emily, primogenita di Vanian), nella formazione entra il bassista Stu West. Sensible festeggia cinquant'anni continuando a mostrarsi musicalmente sempre molto prolifico, e scrive "Little Miss Disaster" singolo piuttosto azzeccato che ha il solo difetto di giocare troppo d'anticipo rispetto all'uscita del nuovo So, Who's Paranoid?, che avviene tre anni dopo.
Pur rimanendo fortemente agganciato alle sonorità tipiche della casa, So, Who's Paranoid? è uno dei dischi più riusciti dai tempi dell'accoppiata Black Album/Strawberries, dai quali recupera l'energia e la capacità di spaziare tra i generi.
Sono numerosi gli episodi interessanti in questo nuovo capitolo che si àncora a riflessioni sulle moderne tecniche di invasione orwelliana della privacy: oltre alla già citata "Little Miss Disaster", si distinguono per efficacia lo psych/punk di "Under The Wheels", il taglio britpop della ballad "Dr. Woofenstein", le adrenaliniche "Perfect Sunday" e "Nothing" (che condensa un perfetto bignami di velocità hardcore e organi goth dell'era Phantasmagoria). L'eccesso di eterogeneità strappa un sorriso incerto nel crooning à-la-Sinatra di "Nature's Dark Passion" (scritta da Oxy Moron) e nell'ostentato viaggio psych della conclusiva "Dark Asteroid" (un tributo a Syd Barrett), ma conferma tuttavia uno stato di forma più che sincero per la band, alle prese con un trentennale sul quale forse sarebbero stati in pochi a scommettere.

Gray, Pinch, Sensible, Oxy Moron, Vanian

Dopo anni passati costantemente in tour, i Damned si ritrovano nel 2015 a dover piangere la morte di Bryn Merrick, portato via da un cancro già trattato in precedenza (della stessa tipologia a suo tempo diagnosticata con esito meno nefasto anche a Paul Gray, per di più dallo stesso dottore). Nello stesso periodo viene distribuito il film retrospettivo "Don't You Wish That We Were Dead" (titolo preso da una frase di "Machine Gun Etiquette") ad opera dello stesso regista del documentario "Lemmy", Wes Orshoski. Oltre a ripercorrere la storia della band in occasione del quarantennale, il lungometraggio (ora disponibile in blu-ray) è un bel modo per riassaporare le ultime interviste allo stesso Merrick, quando ancora era convinto di aver superato la malattia.
A seguito dell'uscita di "Blackstar" di Bowie, Vanian si rende conto che Tony Visconti è probabilmente l'unico produttore in grado di tradurre la passione dei Damned per le sonorità sixties. Per scritturarlo viene avviata una campagna di crowdfunding, che consente alla band di condensare in soli nove giorni le session di registrazione del nuovo Evil Spirits, alle quali si aggiunge all'ultimo momento (dopo la defezione improvvisa di Stu West) proprio Paul Gray.
Visconti prende il materiale e dà corpo ad una tracklist omogenea e più snella del solito (soltanto dieci brani contro i dodici/tredici delle ultime prove discografiche), dove il campionario di influenze di Vanian e Sensible prova in certo senso a smarcarsi sia dall'influenza goth del primo quanto da quella psych del secondo, in favore di un recupero vintage che passa dallo Scott Walker tardi anni sessanta ("Standing On The Edge Of Tomorrow", "Look Left") a Joe Meek passando per i Doors ("Evil Spirits") e la Tamla-Motown ("Sonar Deceipt").
Un cambio di impostazione tutto sommato riuscito, che esula per la prima volta dall'attitudine punk-rock di molti episodi ancora presenti fino a So, Who's Paranoid? e restituisce la fotografia di una band dove tutti collaborano sempre alla scrittura mantenendo intatto il consueto immaginario sonoro creato dall'iconica voce di Vanian (a suo agio nelle diverse sfumature interpretative che vanno da "We're So Nice" a "I Don't Care") e dal talento melodico di Sensible.

Damned

La dannazione di restare outsider

di Paolo Ciro

Figure pionieristiche del punk inglese, i Damned hanno legato gli inizi della loro carriera a performance caotiche e teatrali, ammorbidendo poi la ricetta con l'introduzione di elementi goth, psych e pop. La loro storia è quella di una band poco a suo agio con il music business, ma in grado di attraversare quattro decenni lasciando il segno sulle scene goth e hardcore targata Usa
Damned
Discografia
 DAMNED 
   
 Album 
   
 Damned Damned Damned (Stiff, 1977)8
 Music For Pleasure (Stiff, 1978)6
 Machine Gun Etiquette (Chiswick, 1979)7,5
 The Black Album (Chiswick, 1980)7,5
 Friday 13th EP (NEMS, 1981)7
 Strawberries (Bronze, 1982)7
 Phantasmagoria (MCA, 1985)6,5
 Anything (MCA, 1986)5
 Not Of This Earth (aka I'm Alright Jack & The Beanstalk)  (Toshiba/Cleopatra, 1995)5,5
 Grave Disorder (Nitro, 2001)6
 So, Who's Paranoid? (English Channel, 2008)6,5
 Evil Spirits (Spinefarm, 2018)6,5
   
 Live
 
   
 Live Shepperton (1982) 
 Live at Newcastle (1983) 
 The Captain's Birthday Party (1986) 
 Not the Captain's Birthday Party? (1986) 
 Mindless Directionless Energy (1987) 
 Final Damnation (1989) 
 Ballroom Blitz - Live at the Lyceum (1992) 
 The School Bullies (1993) 
 Fiendish Shadows (1997) 
 Eternal Damnation Live (1999) 
 Molten Lager (1999) 
 Live Anthology (2001) 
 Live At The 100 Club (2007) 
 Machine Gun Etiquette Anniversary Live Set (2011) 
 Another Live Album From The Damned (2014) 
 Tiki Nightmare Live In London (2014) 
 35 Years Of Anarchy Chaos And Destruction - 35th Anniversary - Live In London (2015) 
 40th Anniversary Tour - Live In Margate (2016) 
   
 Antologie 
   
 The Best of Vol 1 1/2 - Long Lost Weekend (1988) 
 Chiswick Singles (1990) 
 The MCA Singles A+Bs (1992) 
 The Radio One Sessions (1996) 
 The Chaos Years - Rare & Unreleased 1977-1982 (1997) 
 Smash It Up: The Anthology 1976–1987 (2002) 
 The Stiff Singles 1976-1977 (2003) 
 Play It At Your Sister (2005) 
   
 CAPTAIN SENSIBLE 
   
 This Is Your Captain Speaking EP (autoprodotto, 1981) 
 Women And Captains First (A&M, 1982) 
 The Power Of Love (A&M, 1984) 
 Revolution Now (Deltic, 1989) 
 The Universe Of Geoffrey Brown (Humbug, 1993) 
 Meathead (Humbug, 1995) 
 Mad Cows And Englishmen (Scratch Records, 1997) 
   
 PHANTOM CHORDS 
   
 David Vanian And The Phantom Chords (Big Beat, 1995) 
   
 NAZ NOMAD AND THE NIGHTMARES 
   
 Give Daddy The Knife Cindy (Big Beat, 1984) 
   
 VICIOUS WHITE KIDS 
   
 The Vicious White Kids featuring Sid Vicious, live (DeLorean Records, 1991) 
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Video
New Rose
(videoclip da Damned Damned Damned, 1977)
Neat Neat Neat
(tv clip, 1977)
Love Song
(Top Of The Pops, 1979)
Smash It Up (part 1 & 2)
(videoclip da Machine Gun Etiquette, 1979)
Dr. Jekyll & Mr. Hyde
(tv clip, 1980)
Disco Man
(tv clip, 1981)
Shadow Of Love
(videoclip da Phantasmagoria, 1985)
Grimly Fiendish
(videoclip da Phantasmagoria, 1985)
Is It A Dream?
(videoclip da Phantasmagoria, 1985)
Eloise
(Top Of The Pops, 1986)
Anything
(videoclip da Anything, 1986)
Alone Again Or
(videoclip da Anything, 1986)
song.com
(tv clip da Tiki Nightmare Live in London, 2002)
Shallow Diamonds
(tv clip, 2008)
Standing On The Edge Of Tomorrow
(videoclip da Evil Spirits, 2018)
Damned su OndaRock
Recensioni

DAMNED

Evil Spirits

(2018 - Spinefarm)
Sapore sixties per l'undicesimo album in studio dei pionieri del punk inglese prodotti da Tony Visconti ..

Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.