Rammstein

Romanticismo a norma industriale

di Marco Benoit Carbone

Prodotto di un'attitudine neo-romantica per vocazione, il juggernaut teutonico Rammstein ha costruito un sound industriale caratteristico, con una forte vocazione scenica e pirotecnica, unendo industrial-rock, techno e gothic elettronico in un edificio musicale orrorifico. Tra solennità, autoironia e qualche deriva kitsch

Assemblando industrial-rock, techno e gothic elettronico in un edificio musicale solenne e orrorifico, dalle architetture ballabili e dall'impatto chitarristico, il juggernaut teutonico Rammstein ha costruito da un humus musicale variegato un sound industriale caratteristico, con una forte vocazione scenica e pirotecnica. Frutto di un'attitudine neo-romantica per vocazione, Rammstein è un prodotto geneticamente industriale, nell'economia del quale elementi distintivi come i ricorsi orchestrali, i vocal tedeschi gutturali in basso profundo e il ricorso spettacolare al fuoco nei live rischiano, a volte, di colmare il confine tra il volo solenne e la caduta nel kitsch, atterrando generalmente in salvo sui territori dell'autoironia.

I componenti dei Rammstein, provenienti da Berlino, Schwerin, Wittenerg e Leipzig, si uniscono nel 1993, per iniziativa del chitarrista Richard Z. Kruspe-Bernstein. Assoldati Paul Landers (chitarra), Oliver Riedel (basso) e Christoph Schneider (batteria), Bernstein trova nel tastierista Christian Lorenz, inizialmente scettico sul progetto, il comprimario ideale per un songwriting che aspira a sposare ballabilità, atmosfere e impatto. La scelta del cantante ricade su Till Lindemann, amico personale di Bernstein ed ex campione di nuoto, il cui registro basso e accento da kraut, insieme alla ingombrante presenza scenica e alla manipolazione di mezzi pirotecnici, caratterizzeranno in maniera decisiva il progetto. La coesistenza di un gusto romanticistico e orrorifico e di un'appartenenza a un'epoca industriale, prima ancora che nella musica, è all'opera nel nome della band, manifesto programmatico: Rammstein può tradursi con perifrasi come "percussione a mezzo pietra", "sfondamento granitico", "pietra battente", ma richiama anche la strage della base aerea di Ramstein, causata da un un jet delle frecce tricolori, che causò la morte di 67 persone.

Il primo lavoro, Herzeleid, prodotto nel 1995 a Stoccolma da Jacob e Carl Michael Herloeffson, è interamente fondato su tali connotati. Traendo notevole ispirazione da una band come i KMFDM, tradisce anche le influenze di formazioni come Laibach, Skinny Puppy, Nine Inch Nails, ma anche elementi di un gruppo distante come quello dei Depeche Mode. Herzeleid, il cui concept visivo si presenta come un pastiche tra nudità villose e variopinti fiori sbocciati, e che risulta disturbante forse non proprio per scelta, è un incontro tra ritmiche chitarristiche nette, potenti e trascinanti, marce industriali e tastiere che impongono sonorità techno, le quali, tuttavia, virano verso un gusto sonoro e verso l'evocazione di un universo visivo a volte decisamente sinistro e oscuro. La maggior parte dei brani sembra non sfuggire alla formula della composizione attorno al nucleo ritmico ossessivo di una chitarra ("Wollt ihr das bett in flammen sehen", "Weisses Fleisch"). Altri mescolano in eguale misura techno o drum'n bass e una certa tradizione metal ("Weisses Fleisch", "Asche zu asche"), tradendo a volte l'influenza decisiva dai Ministry. E se la convincente "Du riechst so gut" rischia di non funzionare solo nell'inserto-scivolone elettrofolk, la melanconica "Seeman" e l'anthem "Herzeleid" dimostrano una produzione asciutta, accorta nelle commistioni sonore e versatile negli approcci, che distingue i Rammstein da molte, più insicure band coeve o dal simile profilo, nonché da molti dei suoi successivi imitatori. Il brano "Rammstein" chiude l'album richiamando coerentemente i temi cari a Bernstein e Lindemann, evocando la morte e le fiamme del disastro aereo in una specie di ipotetica carrellata visiva sull'inferno di metallo, con una marcia industriale sostenuta quanto sinistra e l'ufficio narrante di una voce granitica.

A rafforzare l'identità del gruppo contribuisce il ricorso quasi esclusivo alla lingua tedesca. A pochissimi singoli si sarebbero affiancate versioni cantate in inglese. Il booklet di Herzeleid, tuttavia, presenta alternanza tra liriche in lingua originale e traduzioni in francese, mentre il booklet del successivo Sehnsucht presenterà le sole traduzioni in inglese di alcuni brani pur cantati in tedesco. La produzione low-budget di Herzeleid era stata preceduta da un'intensa attività concertistica, che aveva imposto i Rammstein in patria come un act dall'impatto scenico senza pari, costruendo una base di estimatori per il loro suono caratteristico, ma anche per il ricorso agli effetti scenici. Le performance live utilizzano effetti pirotecnici, diffondendo fuoco ed esplosioni sul palco. Lindemann arriverà più avanti ad affinare la proposta scenica fino a indossare tute di amianto per ricoprirsi schiena e braccia di fuoco, cantando intere canzoni avvolto dalle fiamme. In numerose interviste, il frontman dichiara che la scelta di utilizzare simili mezzi scenici è maturata durante i primi live, quando "durante le parti strumentali, non sapevo proprio cosa fare per non restare immobile stupidamente, quindi mi diedi da fare per sviluppare idee teatrali e sceniche". Se l'impatto sul palco è più unico che raro, la riuscita estetica del primo video non è altrettanto felice: il clip di "Du Riechst so Gut" può avere tutt'al più un "fascino" kitsch, che rischia di piacere solo a palati troppo rozzi. Tuttavia, le vendite del disco si impennano, e Herzeleid si stabilizza nelle classifiche tedesche ai primi posti, rimanendovi per due anni, mentre il nome del gruppo varca i confini nazionali e inizia a circolare in tutto il mondo, al di fuori di Germania, Austria e Svizzera.

L'attività concertistica prosegue con una maggiore visibilità: tra ottobre e dicembre 1995 Herzeleid viene sottoposto a promozione intensiva con una serie di concerti nazionali ed europei, aprendo la band per act importanti come Project Pitchfork. Nel 1996, il video della ballad "Seeman", questa volta prodotta con criteri artistici più equilibrati, mantiene alto il gruppo in classifica. Nel frattempo, continuano gli impegni sul palco: oltre a proseguire il tour nazionale, i Rammstein aprono per i Clawfinger in Austria e Svizzera e supportano in patria i Ramones per otto tappe dell"Adios Amigos Tour", comparendo anche su Mtv Live e proseguendo un tour tedesco che li impegnerà fino all'estate, quando partecipano a numerose rassegne tra cui il Bizarre Festival di Colonia. Mentre la base di follower cresce, la band conquista un fan importante. Il regista David Lynch, che definisce i Rammstein come il suo gruppo preferito e propone loro l'utilizzo dei brani "Rammstein" e "Heirate Mich" per il suo successivo lavoro, "Lost Highway". Il film, una delle più importanti pellicole girate negli anni 90, consacra i Rammstein nella colonna sonora accanto a nomi del calibro di David Bowie, Nine Inch Nails, Angelo Badalamenti, Marilyn Manson e Smashing Pumpkins, attirando ulteriori riflettori sul nome della band. Il video di "Rammstein" beneficerà dell'apporto di scene dal film.

Quando il nuovo album Sehnshucht è pronto per essere commercializzato, Herzeleid è in classifica tedesca da 29 settimane. Il nuovo singolo "Engel", con il suo refrain fischiettato, l'appeal ballabile e un coro velenoso su una ritmica di chitarra trascinante, supera le 250.000 copie vendute. Il secondo singolo "Du Hast" ha altrettanto successo, spopolando nei club europei con un ritmo industrial-rock martellante e ballabile e con il suo ritornello dai vocal gutturali, dal tema ambiguo e scritti con una metrica pensata apposta per il sing-along, seppure in tedesco. Un passo avanti è mosso anche nella direzione di video ben prodotti, come quello di "Du Hast", che cita le "Reservoir Dogs" di Quentin Tarantino, con la recitazione di una famosa attrice tedesca.

Sehnsucht, prodotto da Jacob Hellner, debutta in Germania al numero 1, arrivando nelle classifiche europee ai primissimi posti e sgomitando con band come Rolling Stones, Prodigy e Radiohead, mentre il gruppo stipula accordi per un tour autunnale europeo e per un tour con i KMFDM sul suolo americano. Nel nuovo album, che riceve lusinghieri apprezzamenti da vasti versanti della critica musicale (tra cui Rolling Stone e Spin), Rammstein appare un act più sbilanciato sulla ballabilità che sull'headbanging, con un equilibrio maggiore tra approccio chitarristico e vocazione industrial-gothic e una produzione decisamente più raffinata: evidente, per esempio, in "Tier", che mescola abilmente una citazione dei Ministry, un refrain accattivante, sonorità elettroniche e influenze rock tra le più svariate. La capacità caratterizzante della voce di Lindemann, pur soggetta all'idiosincrasia dell'ascoltatore, rimane in primo piano, come quando sembra autocompiacersi nella scalata vocale, una volta tanto verso i bassi, di "Bestrafe Mich". Brani come "Spiel mit mir", una specie di valzer gotico-industriale, si distinguono per l'originalità e la freschezza, mentre pezzi come la title-track e soprattutto "Buck Dich", oltre ad avere l'usuale impatto sull'ascoltatore, fanno emergere con maggiore chiarezza l'humour cinico e grottesco della band, con testi che si discostano leggermente dalle violente evocazioni di grand-guignol e fuoco e fiamme dell'album di esordio, virando su temi erotici, evocati licenziosamente e con ampio utilizzo di doppi sensi, e furbamente accompagnati a indizi di possibile appartenenza ideologica del gruppo.

Già accusati di presunte simpatie ideologiche di estrema destra, per motivi risibili come la pronuncia definita "hitleriana" di Lindemann, la gestualità sul palco o i contenuti estremi dei testi, i Rammstein confrontano simili accuse su un piano più esplicito all'uscita, nel 1998, del video di "Stripped", una cover prodotta per il tributo ai Depeche Mode "For The Masses". La cover, uno dei migliori pezzi mai prodotti dalla band, rilegge "Stripped" con personalità e appeal, dotandola di vocal esasperatamente bassi, accompagnati da una seconda voce, su un arrangiamento industrial dance/rock ispirato e che esalta il songwriting dell'originale. Per il video, i Rammstein illustrano l'opposizione lirica "metropolis/land" scritta da Dave Gahan con immagini olimpioniche di atleti di ogni nazionalità e razza, ma alternano questi ultimi a spezzoni del controverso "Triumph des Willens", pellicola di propaganda del Reich girata da Leni Riefenstahl nel 1934.
Il gruppo nega fortemente qualunque simpatia politica o intento ideologico, ma le controversie si traducono ovviamente in un positivo e costruito ritorno di attenzione mediatica. Sorprendentemente, i Rammstein sembrano anche aver superato l'apparente barriera all'attrattiva internazionale costituita dal ricorso alla lingua tedesca, riscuotendo un successo che si estende, oltre alla madrepatria e al versante gothic ed elettronico, sempre più nel pubblico alternative e metal.

Mutter, il terzo lavoro della band, è pronto per uscire nel 2000. Nei due anni intercorsi, i Rammstein non sono certo divenuti globally mainstream. Sono però, ormai, un act alternativo internazionale di primo piano, nonché la band tedesca di maggior successo nel mondo, stando ai dati di vendita degli album e alla rivista Echo, che ne sancisce il traguardo. Se i primi album superano il mezzo milione di copie vendute in Germania, Sehnsucht raggiunge un simile traguardo anche negli Usa. La band apre i concerti dei Kiss, dei Soulfly e degli Skunk Anansie, ma ha anche occasione di inaugurare un tour americano da headliner che la porta fino al Sud America. Il sestetto teutonico partecipa a numerosi eventi e festival dal richiamo internazionale, tra cui il Family Values Tour insieme a Orgy, Limp Bizkit e Ice Cube, e compare tra i nomi degli ospiti d'eccezione in eventi musicali di Mtv, oltre che tra le nomination degli Mtv Europe Music Awards (nel 1998 ma anche, successivamente, nel 2001).

Le registrazioni del tour tedesco del 1999 fruttano Live aus Berlin, in versione musicale o come live video, mentre il comparto elettronico della band aveva già trovato il tempo di eseguire remix di brani dei Faith No More e dei KMFDM, riuniti nel maxi-single della nuova versione della vecchia "Du Riechst So Gut". Per questo pezzo dal primo album i Rammstein pensano a un secondo, miglior video, che riesce però a risultare ancora più penoso del primo, vecchio tentativo: il girato è pacchiano e dozzinale, fiabesco nel mero tentativo e orrorifico nel solo risultato registico.
Sul versante dei live, la band continua a costruire una reputazione di spettacolarità, accresciuta a suon di make-up futuristico, performance piretiche come musicisti-mangiafuoco, luci ed esplosioni. L'impatto scenico va in effetti affinandosi di pari passo con i mezzi tecnologici. L'aderenza a un'estetica da techno-junkie si è fatta più complessa e ironica, mentre Lindemann trae ispirazione dal comportamento sul palco di personaggi dal simile appeal, come Marilyn Manson: rispetto all'anticristo über-pop, Lindemann ha più stazza e meno carisma, ma le sue boccacce e i comportamenti schizofrenici sul palco ne guadagnano in grottesca spettacolarità. Gli episodi sul palco arrivano ad annoverare la distruzione ad accettate di un manichino rappresentante il tastierista Flake, abitudine abbandonata repentinamente quando si rischia di colpire l'uomo e non il suo simulacro. Una gag di simulazione sessuale con un grosso fallo di gomma, messa in scena come da copione durante l'ironica "Buck Dich", frutta ai Rammstein un pernottamento in cella durante il Family Values, in occasione della tappa di Worcester, Mass.

Eppure, Mutter presenta un'attitudine estetica molto diversa dall'evoluzione del gruppo sul palco, né è possibile, per la sua estetica musicale, parlare come si è fatto di "more of the same". Mutter si discosta radicalmente dai due album precedenti, dando linfa a una svolta decisamente neo-romantica, più netta degli abbozzi dall'ispirazione gotica, industrial-orrorifica o licenziosa dei primi lavori, nei quali la componente teatrale non si era spinta fino alla definizione di un concept coerente. Questa volta, la componente elettronica del sound viene asciugata e integrata col lavoro chitarristico, con l'intento di costruire brani esplosivi come "Mein Herz Brennt", "Links" o "Feuer Frei", artatamente dalla falsa ideologia come "Feuer Frei" o "Sonne", intimistici eppure energetici come "Mutter" o la bella "Nebel". Non mancano la consueta dose di allusione sessuale spinta, come in "Rein Raus", o fantasticherie gender come quelle di "Zwitter". Nel complesso, l'effettistica corale sintetica e il ricorso a un repertorio para-orchestrale, zeppo di cori ma anche di sirene industriali, guadagna terreno per mezzo di una produzione ancora più netta e "asciutta", quadrata e funzionale, certamente dal vasto appeal.
Attraverso "Feuer Frei", i Rammstein sarebbero comparsi sul grande schermo all'interno delle scene di "XXX", action movie con Vin Diesel e Asia Argento. Ma se il processo di vocazione al lirismo avrebbe trovato pieno compimento con il successivo Reise, Reise, è evidente come i Rammstein, in Mutter, abbiano anche perseguito l'intento di corteggiare un settore del mercato musicale più sensibile a una simile proposta estetica. Non è un caso che la critica e il grosso pubblico heavy-metal, fino ad allora prevalentemente schizzinosi nei confronti del loro sound, inizino a schierarsi dalla loro parte, secondo un processo di progressiva assimilazione che oggi corrisponde a un'acclamazione corale, stemperata da sporadiche critiche sulla "semplicità" dei riff, che però ne fraintendono interamente lo stile.

Mutter è uno spartiacque che determina uno shift stilistico e una vocazione più netta, ma questa vocazione trova espressione compiuta in Reise Reise. Pubblicato nel 2004, all'indomani di numerosi momenti di visibilità e di successi commerciali e di tour (tra i quali, negli Usa, il Pledge Of Allegiance insieme ai System Of A Down), Reise Reise è fortemente atteso da parte di vasti settori del pubblico, anche per via di polemiche e censure pregresse: le prime, per via della citazione della band da parte di uno dei responsabili della strage di Colombine, in America; le seconde, per nuovi episodi sul palco e i tagli operati sul "Live".
Questa volta, prevedibilmente, l'album è "more of the same" rispetto al precedente: la maggior parte dei brani presenta una commissione di potenza muscolare e solennità orchestrale, portata a definitivo compimento verso un'estetica dal gusto lirico e romantico, che fa utilizzo organico di ensemble lirici. Il concept dell'album sembra chiudere il cerchio con il primo disco, raffigurando la carlinga e la scatola nera di un aereo per ritornare sul concetto del viaggio senza ritorno. Nel complesso, il songwriting è leggermente meno ispirato che in Mutter. Tuttavia, Reise Reise include anche pezzi quasi fuori concept, come le sarcastiche "Moskau" e "Amerika", o il brillante industrial-noise dell'aggressiva "Mein Teil", ispirata dall'episodio di cannibalismo rituale che sconvolge cronaca e pubblico in Germania.

Pur se in un processo di liricizzazione apparentemente irreversibile, e stucchevole per molti, quindi, i Rammstein riescono a mantenere una dose cospicua di self-humour e di versatilità. Sembra, in effetti, che l'estetica e il concept dietro al marchio Rammstein siano solo apparentemente naïve, e che celino, al contrario, oltre a una spiccata e auto-ironica vocazione teatrale da entertainer pirotecnici, un'operazione estetica e musicale abbastanza sofisticata nel ricercare e ottenere successo, e in ogni modo alla base di alcuni, ineressanti risultati artistici. Operazione criticabile o meno e che, come nel caso di Manson - imparentato ai Rammstein per ben più di un suo remix a opera dei teutonici - sembra comunque destinata a esporre il gruppo a giudizi estremi, polarizzati tra le aprioristiche bocciature di una certa critica, a volte decisamente superficiale, e la condiscendenza totale e ugualmente acritica degli ormai fin troppi estimatori.

Nel 2005, Rosentrot consolida la formula, senza però aggiungere significative novità.

Rammstein

Romanticismo a norma industriale

di Marco Benoit Carbone

Prodotto di un'attitudine neo-romantica per vocazione, il juggernaut teutonico Rammstein ha costruito un sound industriale caratteristico, con una forte vocazione scenica e pirotecnica, unendo industrial-rock, techno e gothic elettronico in un edificio musicale orrorifico. Tra solennità, autoironia e qualche deriva kitsch
Rammstein
Discografia
 Herzeleid (Ils International, 1995)

6,5

Sehnsucht (Motor Music, 1997)

8

 Live Aus Berlin (Slash, 1999) 
Mutter (Universal, 2000)

7

 Reise, Reise (Republic, 2004)

6,5

 Rosenrot (Universal, 2005)

6,5

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Recensioni

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Reise, Reise

(2004 - Universal)

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