Red Temple Spirits

Red Temple Spirits

Nel tempio della trance californiana

di Roberto Mandolini

I californiani Red Temple Spirits sono gli sciamani di una nuova musica "mistica", all'incrocio tra rock gotico e psichedelia. Una potente miscela tribale, in cui melodie ancestrali si fondono ad atmosfere magnetiche e a ritmi cupi e ossessivi. Il doppio, monumentale "Dancing To Restore An Eclipsed Moon", uscito nel 1988 in sole 500 copie, è divenuto il feticcio di un culto sotterraneo che è proseguito fino ai nostri giorni
Le poche persone che si accorsero dei Red Temple Spirits al tempo del loro esordio - il doppio Lp Dancing To Restore An Eclipsed Moon uscì nel 1988 in sole 500 copie - rimasero segnate a vita dalla musica che fuoriusciva dai solchi di quel vinile: una strana miscela che sembrava citare i primi Pink Floyd, i Velvet Underground di "White Light/ White Heat" e i Cure di "Pornography". Il tutto all'insegna di una psichedelia tribale, densa e corposa, ma allo stesso tempo anche ricca di lunghe trame atmosferiche, colorate da suoni di flauti, di campanelli, di cinguettii di uccelli e di rivoli d'acqua. Sui due Lp, undici le composizioni: otto sul primo disco e solo tre, lunghissime, sul secondo, compresa una cover di "Nile Song" dei Pink Floyd.

Il disco si apre con la sciamanica "Exorcism/Waiting For the Sun" e subito i Red Temple Spirits dichiarano il loro credo: una intro psichedelica di rumori elettrici e acustici viene coperta dall'incedere possente della batteria e da una linea di basso cupa e corposa, mentre la voce si staglia su tutto come a voler celebrare un rito. Una chitarra arpeggiata introduce "Liquid Temple", il brano più "pop" di tutta la raccolta, in cui si può cogliere l'appartenenza dei Red Temple Spirits a quella scena che ha dato i natali anche ai Jane's Addiction. "Dark Spirits" si arrampica sulle spirali di un rock psichedelico diretto e pungente, mentre "Bear Cave" rallenta il ritmo e immerge l'atmosfera nel buio della notte. La seconda facciata si apre con "Dreaming Ending", un delirio di potente new wave venato di lussureggiante psichedelia: il basso pulsa incessantemente sotto le chitarre taglienti e la voce ululante, mentre un flauto accenna alcune melodie ancestrali. E' sempre una linea di basso, cupa e desertica, ad aprire la successiva "Electric Flowers", una ballata magnetica e avvolgente. Spirali di psichedelia avvolgono l'atmosfera rock di "Moonlight", prima che la trance soave in odor di Popol Vuh di "Where Merlin Played" concluda il primo dei due dischi nel migliore dei modi.

Il secondo vinile, in effetti, è un Ep di poco meno di mezz'ora di musica, ma il contenuto è talmente incendiario da non poter essere considerato in alcun modo secondario. Sulla terza facciata dell'album trovano spazio una acidissima cover di "Nile Song" scritta da Roger Waters quando ancora i Pink Floyd erano il suo gruppo, e una ipnotica ballata tutta costruita sulle chitarre taglienti e sui classici ritmi dritti della new wave, "Lost In Dreaming". Il gran finale dell'album è invece per la lunghissima "Light Of Christ/ This Hollow Ground", un inno alla desolazione che rimane, a quindici anni di distanza, intatto nella sua potenza, un incredibile mix di Velvet Underground, Faust, Sonic Youth, Fields Of The Nephilim e Loop.

I Red Temple Spirits avevano appreso l'arte della trasformazione dell'energia punk in una forma di rock più desertica dai Savage Republic, ma la loro visione psichedelica li rendeva unici anche tra i loro simili. Il loro cantante, William Faircolth, aveva già dato un assaggio delle sue spaventose capacità nei Ministry Of Love, un trio di punk psichedelico che nel 1987 aveva realizzato un Ep, Wide Awake And Dreaming, per la piccola Underworld Record. Veniva dall'Inghilterra e aveva vissuto personalmente gli anni della colorata rivoluzione psichedelica, portando con sé nella "materialista" Los Angeles degli anni Ottanta tutto quel bagaglio di romantico misticismo. Con Faircolth c'erano nei Red Temple Spirits anche il bassista Dino Paredes, già in una formazione degli Psi-Com, il gruppo in cui cantava Perry Farrell prima di formare i Jane's Addiction, il chitarrista Dallas Taylor e il batterista Thomas Pierik. Solo la sana follia di un personaggio come Bruce Licher (leader dei Savage Republic, e soprattutto deus ex machina di tutte le etichette orbitanti intorno al marchio Indipendent Project), poteva accorgersi di un gruppo come i Red Temple Spirits. Poi, sarà una consorella della IPR, la Nate Starkman & Son, a mettere sotto contratto la band che, considerando il potenziale commerciale come ultimo dei suoi problemi, voleva a tutti i costi pubblicare un esordio "doppio".

Dopo un singolo, "New Lands", uscito nel 1989 e contenente registrazioni precedenti al loro esordio, il secondo e ultimo lavoro dei Red Temple Spirits viene pubblicato solamente in Europa, dalla belga Fundamental, nel 1989: If Tomorrow I Were Leaving For Lhasa, I Wouldn't Stay A Minute More è un disco più diretto del precedente, con brani più compatti e composizioni forse meno memorabili. Presenti, comunque, vette di assoluta grandezza come la ballata "Soft Machine" e la cover, sempre dei Pink Floyd, di "Set The Controls For The Heart Of The Sun". Rimane poi l'amore per il mistero e la contemplazione della bellezza della vita anche di fronte alla disperazione.

Poche anche le apparizioni del gruppo su compilation, a parte quelle sulle cassette che la Indipendent Project Records usave vendere attraverso il suo mail order. Da ricordare è anche il tributo ai Savage Republic e a tutta la scena di Los Angeles nata grazie a quell'esperienza, che la romana Viva Records ha realizzato con le antologie dal vivo "Viva Las Vegas I & II". L'ultima registrazione dei Red Temple Spirits è un brano, "The Alchemist's Stone", apparso su un album (doppio vinile, cd singolo) del 1991, registrato durante show radiofonici, chiamato "Taste Test #1" e uscito su New Alliance Records. Dopodiché il nulla. Notizie sui componenti della band non se ne sono più avute.
Nel frattempo, però, la meritoria etichetta francese Infrastition - su licenza dell'americana Independent Project - ha deciso di ripubblicare l'opera completa della band nel doppio, imperdibile Red Temple Spirits - The Complete Recordings.

Bastò il passaparola per far conoscere il nome dei Red Temple Spirits. Un culto sotterraneo, che con gli anni, lentamente, continua a crescere. Confusi nelle discografie di gothic-rock, dimenticati dalle enciclopedie di "nuova" psichedelia, i Red Temple Spirits reclamano il loro posto all'interno della storia del rock.

Red Temple Spirits

Nel tempio della trance californiana

di Roberto Mandolini

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Red Temple Spirits
Discografia
 MINISTRY OF LOVE

 

  

 

 Wide Awake And Dreaming (Ep, Underworld, 1987)

 

 

 

 RED TEMPLE SPIRITS

 

  

 

Dancing To Restore An Eclipsed Moon (Nate Starkman, 1988)

 

 If Tomorrow I Were Leaving For Lhasa, I Wouldn't Stay A Minute More (Nate Starkman, 1989)

 

Red Temple Spirits - The Complete Recordings (Infrastition, 2013) 
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(1988 - Nate Starkman & Son)
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