Skinny Puppy

Danze cyber-punk

di Mauro Roma

I canadesi Skinny Puppy si sono contraddistinti per la loro peculiare formula, capace di sposare tenebre dark-wave e apocalissi industrial, violenza speed-metal e musica per rave party

Il movimento elettronico-industriale che ha i suoi pionieri e iniziatori in band come Throbbing Gristle e, soprattutto, Cabaret Voltaire, trovò una delle sue massime espressioni nell'opera dei canadesi Skinny Puppy.
Gruppo innovativo come pochi altri nell'ambito della musica industriale, gli Skinny Puppy nacquero intorno al 1983 a Vancouver, per iniziativa del cantante Kevin Ogilvie (alias Nivek Ogre), del percussionista e tastierista Kevin Crompton (ribattezzatosi Cevin Key) e di quel Bill Leeb che di lì a poco avrebbe abbandonato i compagni per formare gli altrettanto seminali Front Line Assembly.

I primi singoli sarebbero stati raccolti su disco soltanto alcuni anni dopo, sul secondo episodio delle Back and Forth Series (raccolte di inediti, rarità e b-side), ma già con l'Ep Remission (1984) contenente gioielli come "Smothered Hope", "Glass Houses" e "Far Too Frail", il nome del gruppo divenne uno dei più gettonati nelle discoteche alternative. Si può anzi dire che furono proprio loro a contribuire più di tutti all'esplosione della cosiddetta Electronic Body Music (EBM), ovvero l'espressione in musica del movimento cyberpunk, della cultura dei rave, insomma di tutto l'infinito sottobosco di sub-culture metropolitane che nella prima metà degli anni Ottanta visse un momento di autentico splendore.

Gli Skinny Puppy si differenziano subito dai loro predecessori e ispiratori come Cabaret Voltaire, Suicide, Clock Dva, soprattutto grazie al cantante Nivek Ogre: se infatti la musica ancora non si discosta molto dai canoni del synth-pop, a fare la differenza è il suo canto maligno e atonale, lontanissimo da concetti come "melodia" e "orecchiabilità". Frontman magnetico e della presenza scenica poderosa, con le sue pantomime sanguinarie Ogre trasformava i live show del gruppo in veri e propri happening impostati su fantasie apocalittiche dai toni horror, mentre nei suoi testi, sempre visionari eppure legatissimi all'attualità della società, univa l'autolesionismo più estremo (cronici problemi nervosi causati dall'abuso di droghe di ogni tipo) all'impegno sociale sul fronte dell'ecologia (è da sempre un attivista del movimento animalista e anti-vivisezione).

Considerate le premesse, il primo album degli Skinny Puppy, Bites (1985) non fa altro che confermare la loro leadership della scena industrial-dance del periodo, grazie a due pietre miliari del genere come "Assimilate" e "The Choke".

I successivi album Mind: The Perpetual Intercourse (1986) e Cleanse, Fold and Manipulate (1987) non aggiunsero molte novità al loro repertorio, ma mostrarono una sempre maggiore presenza di campionamenti di ogni genere che andavano ad aggiungersi alle basi elettroniche, sempre molto ballabili a parte qualche episodio più cacofonico, e al canto sempre più malato e ossessivo di Ogre. Fu però con l'acquisizione del tastierista Dwayne Goettel, nel 1987, che il loro sound arrivò finalmente ad essere pienamente sviluppato in tutte le sue potenzialità: gli sfondi di Goettel affrescavano con un piglio tragico e uno stile fuori dal comune tanto le visioni apocalittiche del cantante quanto le invenzioni ritmiche e sonore di Cevin Key, che proprio in quel periodo inaugurava l'importante side-project dei Tear Garden, affiancato da Edward Ka-Spel.

Il periodo maggiore degli Skinny Puppy ha inizio con l'album VIVIsectVI (1988), un concept che affronta a 360° tutti gli aspetti - negativi - della società che stanno a cuore a Nivek Ogre: ne risultano brani articolati e complessi, come "Dogshit" e "VX Gas Attack", brani industrial da manuale come "Harsh Stone White" e momenti più calmi e suggestivi come la splendida "Testure".

Un ulteriore passo in avanti viene compiuto con Rabies (1989), album straordinario che resterà il loro capolavoro, e che inaugura un periodo di proficua collaborazione con i Ministry (Al Jourgensen in persona produce il disco). La presenza di Jourgensen si fa sentire in brani potenti e selvaggi come "Tin Omen", il più "rock" del loro repertorio, ma la varietà di stili del disco è talmente ampia da impedire una qualsiasi categorizzazione: dalla techno di "Rodent" alla martellante danza di "Hexonxonx" (uno dei loro capolavori), dal delirio speed-metal di "Fascist Jockitch" a sperimentazioni d'avanguardia come "Two Time Grime", fino alle memorabili "Rivers" e "Worlock", due brani raffinati, suggestivi e disperati che portano all'apice sia l'arte del campionamento di Key, sia le preziose rifiniture di Goettel, sia le visioni catastrofiche di Ogre.

Dopo aver accompagnato in tour i Ministry nel ruolo di chitarrista e vocalist, Nivek Ogre e soci continuarono la loro evoluzione approdando a un nuovo concept, Too Dark Park (1990), indubbiamente la loro opera più violenta e rabbiosa, quella che più di tutte si avvicina all'essenza della vera "musica industriale": qui a dominare è il caos puro e semplice, ogni brano è immerso in una pioggia devastante di campionamenti frenetici, vocalizzi psicotici, ritmi sconnessi e torrenziali. La triade iniziale "Convulsion"-"Tormentor"-"Spasmolytic" è un'unica, impazzita orgia di spunti sonori in continua mutazione. Sulla stessa falsariga, ma con un minimo in più di ordine, sono un bell'esempio di danza industriale come "Rash Reflection" e un altro dei loro melodrammi sintetici, "Grave Wisdom"; unico momento di distensione è "Nature's Revenge", un pezzo in puro stile "darkwave", che affonda in un'atmosfera soffocante, tesa e minacciosa ed è peraltro uno dei vertici dell'opera.

Nel frattempo i side project si moltiplicano: oltre a proseguire l'avventura dei Tear Garden, Cevin Key - con Dwayne Goettel - si riunisce al vecchio compagno Bill Leeb nei Cyberactif, mentre i soli Key e Goettel sono i Doubting Thomas, dediti a soundtrack ambientali.

Il nuovo disco degli Skinny Puppy, Last Rights (1992) si affida interamente all'ormai consolidato mestiere del trio: l'opera è una sorta di seguito "concettuale" di Rabies di cui riprende molte sonorità e le stesse atmosfere "occulte"; il legame con quel disco è sintetizzato nella lunga "Riverz End", una sorta di remix di "Rivers", che assembla un ritmo marziale e rifiniture tastieristiche degne dei corrieri cosmici degli anni 70. Tra gli spunti più interessanti e originali si contano comunque l'iniziale "Love In Vein", un'altra violenta arringa di Ogre su ritmo pesantissimo ma continuamente frantumato da breaks fulminei, quasi subliminali, e quella vera bolgia infernale che è "Knowhere", un altro collage di rumori accatastati uno sopra l'altro, fino a seppellire le urla lancinanti di Ogre. Nello stesso anno Nivek Ogre collabora con i Pigface di Martin Atkins.

Cevin Key e Dwayne Goettel si circondano di collaboratori d'eccezione come Mark Spybey e soprattutto il leggendario Genesis P.Orridge, già leader dei Throbbing Gristle, per dare vita a Download, l'ennesimo side-project.

Vuoi perché distratti da tante collaborazioni, vuoi per il sopraggiungere di tensioni all'interno del gruppo, gli Skinny Puppy si ritrovano nuovamente in studio insieme solo nel 1995, ma le session sono tormentate dalle crisi nervose di Ogre e dalla pesante dipendenza dall'eroina di Goettel, che di lì a poco viene purtroppo trovato morto per overdose.

Alla tragedia segue un periodo terribile: Ogre e Key, sconvolti per la perdita improvvisa del loro compagno, decidono di mettere la parola fine all'avventura degli Skinny Puppy proprio in prossimità dell'uscita del nuovo disco, del quale si ritrovano anche espropriati dei diritti d'autore. Nonostante risenta inevitabilmente dei tanti travagli che ne hanno preceduto e accompagnato la nascita, The Process (1996) si rivela comunque album degnissimo, ricco di spunti suggestivi che sembrano anche aprire nuovi orizzonti alla loro musica: a dominare il sound per la prima volta è la chitarra, che cesella brani potenti e trascinanti come "Death", momenti più introspettivi come la splendida "Candle" e apoteosi gotiche come "Cult" e l'ouvertoure "Jahya". Altri momenti, come "Blue Serge", sono invece techno perfette per un rave party, mentre la conclusiva "Amnesia" è un brano maestoso e drammatico nella migliore tradizione del gruppo, che chiude la sua saga nel migliore dei modi.

Negli anni successivi Ogre si dedica a progetti solisti (Welt e OHGR, entrambi deludenti) e collaborazioni di lusso (bello il disco realizzato nel 1998 con Martin Atkins Bedside Toxicology), mentre Cevin Key conferma il suo talento di musicista d'avanguardia con gli album strumentali Involution (1998) e The Ghost of Each Room (1999).

L'occasione per una storica reunion tra i due è un concerto a Dresda, nel 2000, immortalato poi nell'album Doomsday: Back and Forth 5 (2001), ma riguardo a un ritorno anche della mitica sigla Skinny Puppy il cantante ha affermato: "Trovo difficile immaginare che noi possiamo tornare insieme, soprattutto da quando Dwayne se n'è andato. Quando lui è entrato nella band si è venuto a creare un feeling che prima non avevamo mai avuto. Bill Leeb era un ragazzo divertente e di grande talento, ma non è mai stato un musicista del calibro di Dwayne. Al di là di questo, c'è anche un certo cammino che ho deciso di seguire per il momento da solo, e collaborare con Cevin non rientra in tutto ciò".

Nonostante questo si parla costantemente di un ritorno in studio dei due, e di un imminente nuovo album a nome Skinny Puppy, in cui sarebbe coinvolto anche lo stesso Genesis P.Orridge, che sembra abbia recentemente preso parte ad alcune session informali con Key e Ogre.
E nel 2004 il progetto di reunion prende corpo con The Greater Wrong Of The Right, al quale hanno preso parte numerosi ospiti più o meno conosciuti (come Danny Carey dei Tool e Wayne Static degli Static-X).
Il disco si apre con "I'mmortal", uno dei brani più immediati, che ci propone un sound dal taglio molto moderno e ispirato a quello di formazioni come Nine Inch Nails e Orgy. Il successivo "Pro-test" è il classico pezzo industrial-metal dall'andamento incalzante che funzionerà bene nei dancefloor alternativi, mentre in "EmpTe" prevalgono la ricerca del ritmo e della melodia.
A seguire troviamo "Neuwerld" (una sorta di cantilena pseudo-pop paranoide), "Ghostman" (quasi un mix tra il rhythmic noise meno esasperato e i già citati Nine Inch Nails) e l'oscura e ricercata "dOwnsizer", dopodiché è il turno di "Past Present", l'episodio più Ebm-oriented del disco.
In chiusura, ecco "Use less", una traccia meno convincente delle precedenti perché priva di potenza e incisività, e infine "Goneja" e "DaddyuWarbash", che si mettono in evidenza per il particolare stile vocale utilizzato, a metà strada tra il recitato e il cantato.
Gli Skinny Puppy, insomma, hanno realizzato un album abbastanza disomogeneo, che proprio per questo può spiazzare l'ascoltatore e lasciarlo interdetto. Una forma molto diversa rispetto al passato, più accessibile e accattivante per una nuova generazione di potenziali seguaci. Un disco non del tutto convincente, ma che lascia speranze per una possibile seconda giovinezza del gruppo.

Il successivo Mythmaker (2007) vede i leggendari canadesi alle prese con un nuovo polemico concept centrato stavolta sui temi del "Controllo", in primis quello mediatico. Purtroppo le incoraggianti premesse iniziali si perdono nella realtà e nella - latitante - sostanza di un album che non è molto più di una poco riuscita imitazione di ciò che furono gli Skinny Puppy prima del tragico scioglimento di metà anni 90. Cevin Key e Nivek Ogre si ripresentano nel vano tentativo di un ritorno alla loro formula classica, ovvero un sound elettronico caotico, maligno e opprimente, trafitto da campionamenti martellanti e aperto a incursioni in territori gotici e ambientali. Ma quel tempo sembra essere morto e sepolto. All'abilità tecnica e scenografica del duo infatti, Mythmaker non riesce a sposare l'aggressività apocalittica dei vecchi tempi, né riesce ad aggiungere novità significative e così si accontenta di sciorinare brutte copie, costruite con cura sì, ma sempre prive di reale mordente.
Fatta eccezione per la fascinosa "jaHer", c'è ben poco da segnalare in questo album. Nel migliore dei casi ci sono brani di appena gradevole intrattenimento come "daL" e soprattutto l'impeccabile "politikiL", nel peggiore ci sono brutture senza capo né coda quali "pasturN". Ma in tutti i casi a tarpare le ali all'album è un sound rimasto fermo, più che ai loro capolavori passati, a quanto band come Covenant o Chemlab facevano dieci e passa anni fa cercando di inseguire proprio loro, i geniali e terrorizzanti Skinny Puppy.

Così ammorbito, stantio, riciclato, lo Skinny-sound del terzo millennio non fa che mettere a nudo una pesante mancanza di ispirazione. Stanchi, svuotati e intorpiditi in un piatto mestiere, gli attuali Skinny Puppy non lasciano traccia alcuna, se non un diffuso sentore di senile frustrazione.

Contributi di Angela Benemei ("The Greater Wrong Of The Right")

Skinny Puppy

Danze cyber-punk

di Mauro Roma

I canadesi Skinny Puppy si sono contraddistinti per la loro peculiare formula, capace di sposare tenebre dark-wave e apocalissi industrial, violenza speed-metal e musica per rave party
Skinny Puppy
Discografia
 Remission (Ep, Nettwerk, 1984)

7

 Bites (Nettwerk, 1985)

7

 Mind: The Perpetual Intercorse (Nettwerk, 1986)

6

 Cleanse Fold and Manipulate (Nettwerk, 1987)

5,5

 VIVIsectVI (Nettwerk, 1988)

7

Rabies (Nettwerk, 1989)

8

 12 Inch Anthology (remix, Nettwerk, 1989)

7

Too Dark Park (Nettwerk, 1990)

7,5

Last Rights (Nettwerk, 1992)

7

 Back and Forth Series 2 (Synthetic Symphony, 1992)

 

 The Process (American, 1996)

6,5

 Brap: Back and Forth Series 3 & 4 (Synthetic Symphony, 1996)

 

 Cevin Key: Involution (Metropolis, 1998)

7

 Cevin Key: The Ghost Of Each Room (Metropolis, 2001)

7

 The Greater Wrong Of The Right (SPV, 2004)

5

 Mythmaker (SPV, 2007)

4,5

   
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