Glove

Glove

I surrealisti della neo-psichedelia

di Alessandro Nalon

I Glove di Robert Smith (Cure) e Steven Severin (Banshees) sono spesso trascurati quando si parla di new wave, ma il loro unico album è stato un caso unico negli anni Ottanta. Una giostra di suoni onirici e colorati in cui la psichedelia viene piegata a un immaginario assurdo e aggiornata ai suoni di quell'epoca
Essere Robert Smith alla vigilia del 1983 non doveva essere una situazione accomodante: la registrazione di un disco straziante come "Pornography", il relativo tour Fourteen Explicit Moments, l'abuso di droghe per compensare lo stress e una tensione sempre più crescente all'interno del gruppo, culminata con l'abbandono del bassista Simon Gallup. A questo aggiungiamo la realizzazione della hit "Let's Go To Bed", il loro primo flirt con le classifiche di vendita, e otteniamo il quadro di un gruppo in procinto di esplodere. E così fu infatti: nel dicembre del 1982 Smith dichiarò al Melody Maker che non ci sarebbe stato un futuro per i Cure, intesi come quel gruppo con cui finora aveva suonato e si affrettò ad unirsi per la seconda volta ai Banshees, riempiendo il vuoto lasciato dal loro chitarrista John McGeoch proprio prima di un tour.

Mentre Siouxsie e il suo futuro marito Budgie, batterista dei Banshees, sono impegnati nelle registrazioni del loro debutto come The Creatures, Smith e il bassista Steven Severin (anche lui stanco della routine nel suo gruppo) danno vita al progetto a breve termine The Glove.
La musica del duo si inserisce nel filone della neo-psichedelia dei primi anni 80 e si allontana dalla dark-wave in quanto a immaginario di riferimento e come stilemi musicali, mantenendone solo il fascino per il morboso e per l'esotico.
La peculiarità del progetto sta nel suo carattere obliquo e trasversale: pur mantenendo una radice rock, i Glove fanno propri i linguaggi dell'elettronica, della musica da camera e dell'estetica del collage, presentandosi come una coppia di topi da studio di registrazione e manipolatori di suoni e campionamenti.

"Robert e io abbiamo passato ore ed ore vivendo nello studio di registrazione in quel periodo. Io ne sono uscito vivo, ma non sono sicuro che Smith possa dire lo stesso di sé"

(Steven Severin)

La copertina dell'album Blue Sunshine (del 1983, la loro unica uscita se si escludono due singoli) riflette bene l'estetica pop e psichedelica del progetto, presentandosi come un collage coloratissimo che rappresenta il guanto del film "Yellow Submarine", mentre volando lascia una scia di piccole figure, il tutto alle spalle di due foto di Smith e Severin con i colori alterati.
Per registrare le parti vocali i due ingaggiano la ballerina Jeanette Laundray, dato che il contratto firmato da Smith con la Fiction Records gli impediva di essere la voce principale di altri gruppi al di fuori dei Cure. Il cantato d Laundray è strettamente imparentato con quello sciamanico di Siouxsie, ma il suo timbro è più puerile, sempre a cavallo della sottile linea tra sensualità e trance incantata, perfetta per interpretare i testi oscuri di Smith e Severin.
Il turbolento singolo "Like An Animal" riassume in cinque minuti lo stile del gruppo: un ping pong continuo di basso, effetti elettronici, tastiere celestiali e un tappeto percussivo dato dalla sovrapposizione di una batteria acustica e di una base elettronica in sottofondo (questa dualità ritmica è uno dei loro principali marchi di fabbrica); notevole anche il testo, che tocca il tema della bulimia attraverso immagini visive surrealiste, smorzandone così la crudezza.
Il disco procede come un cabaret in cui si susseguono interpretazioni assurde e stranianti: la wave morbosa e sanguigna di "Sex-Eye-Make-Up", la fiaba "Looking Glass Girl", popolata da personaggi enigmatici e arricchita da orchestrazioni ora solari ora sinstre, lo strumentale "A Blue In drag", parentesi onirica e incantata che racchiude un gioco di echi e violini malinconici.
Un altro lato interessante del disco è quello di brani legati al pop elettronico che spopolava nelle classifiche dell'epoca, genere che il duo rilegge in un'ottica più triste e opprimente, in linea con il proprio background: la love song "Punish Me With Kisses" mostra il lato più nero e infelice di una storia d'amore consumata dalla gelosia, mentre la più epica "This Green City" è un'elegia sci-fi disseminata di chitarre maligne e di vampate di bolle elettroniche, che lascia però sempre spazio ad aperture maestose. La sperimentale "Orgy", in linea con le tendenze dell'epoca, esplora la dimensione tribale e rituale della musica esotica.
Il capolavoro del progetto è "Mr. Alphabet Says", uno dei due brani cantati da Smith. La canzone è un prodigio di arrangiamenti da camera impiantati in un pezzo pop: un pianoforte sgangherato segue la linea vocale, mentre un continuo trillo sui tasti più acuti della tastiera si inserisce in modo subliminale tra le pause di un quartetto d'archi (a cura di Martin McCarrick, futuro collaboratore dei Banshees, di Marc Almond e di Bryan Ferry tra i tanti), generando così una preziosa filastrocca gotica.
In chiusura uno dei brani-manifesto, un secondo strumentale, "Relax", che a dispetto del nome cesella una sinistra tessitura etnica-psichedelica costellata di inquietanti voci campionate e gorghi di flanger.
Inserita nella ristampa in cd di Blue Sunshine (originariamente era la b-side del singolo "Like An Animal"), "Mouth To Mouth" scende a compromessi con la musica dance, accoppiando riff di chitarra e tastiere sognanti e malinconiche.

Si chiude con un solo album all'attivo la breve parentesi dei Glove, progetto spesso sottostimato anche dagli stessi fan di Cure e Siouxsie & The Banshees, ma che è riuscito nel fare il punto della situazione di alcune tendenze alternative britanniche dei primi anni Ottanta, suonando nel contempo unico e irripetibile e, soprattutto, graziato dal talento melodico di Smith e quello visionario di Severin.
Nello stesso anno l'iperattivo Smith sfornerà gli storici singoli della svolta pop dei Cure, quelli che hanno reso famoso il loro look e la loro estetica: "The Walk" e "The Lovecats". L'anno seguente contribuirà a "Hyaena" di Siouxsie & The Banshees, mentre nel frattempo terrà fede alla sua promessa, realizzando quasi interamente da solo "The Top" (solo Lol Tolhurst co-firmerà due canzoni), il suo lavoro più psichedelico nonché ultima pubblicazione prima della reunion con Simon Gallup.

(27/06/2010)

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I surrealisti della neo-psichedelia

di Alessandro Nalon

I Glove di Robert Smith (Cure) e Steven Severin (Banshees) sono spesso trascurati quando si parla di new wave, ma il loro unico album è stato un caso unico negli anni Ottanta. Una giostra di suoni onirici e colorati in cui la psichedelia viene piegata a un immaginario assurdo e aggiornata ai suoni di quell'epoca
Glove
Discografia
Blue Sunshine (Wonderland, 1983)

7,5

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