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Chiamateci prog

intervista di Claudio Fabretti

In occasione dell'uscita del nuovo disco, "Axiom", colonna sonora che funge da script a un film, intervistiamo Darius Keeler, mente della formazione londinese, impegnata da sempre a rimescolare i generi più diversi fra pop, elettronica e rock con un approccio "floydiano" che loro stessi non esitano a definire "progressive".

Darius, partiamo dal vostro nuovo disco, “Axiom”. È una colonna sonora per un piccolo corto diretto dagli spagnoli NYSU. Come siete riuscire a combinare i vostri suoni con il processo di lavorazione del film? E lo considerata un traguardo artistico, vista la vostra propensione negli anni a scrivere musica “cinematica”?
Axiom” non è esattamente una colonna sonora, il film è semmai lo sfondo della nostra musica. Abbiamo composto "Axiom" in soli dieci giorni, come un viaggio inaspettato, e abbiamo pensato che un film andava realizzato. Siamo felici di aver incontrato gli NYSU. L’obiettivo è stato raggiunto, i NYSU hanno aggiunto molti livelli alla nostra musica, dandone un’interpretazione immacolata.

“Axiom” può essere considerato un nuovo punto di partenza per la vostra carriera? Potreste, ad esempio, iniziare a specializzarvi nelle soundtrack?
Chi lo sa... Credo che potrebbe essere un’attività parallela rispetto a scrivere musica con la nostra band.

Sarete in tour per promuovere il disco? E arriverete anche in Italia?
Stiamo facendo pochi concerti, ma sono sicuro che verremo in Italia. Amiamo il pubblico italiano.

Da dove viene il nome Archive?
È spuntato fuori da una conversazione con Rosko molti anni fa... ci è sembrato un buon nome per una band.

Darius Keeler - ArchiveUno dei vostri dischi che preferisco, “Controlling Crowds”, del 2009, era incentrato sul tema del controllo delle masse. Era un disco politico?
Più che altro si tratta di un disco di protesta, quello era un brutto periodo... Credo che i musicisti tendano sempre a scrivere in base all’umore del momento... c’erano cattivi rapporti tra le persone in quel periodo.
Parlando di politica, dagli anni 90 ad oggi ci sono stati tanti cambiamenti, sia nel Regno Unito che nel resto del mondo. Come vedi la crisi economica attuale?
Il capitalismo è così prevedibile! Cresci, cresci, cresci, cresci, e poi crolli. È veramente molto distruttivo.

Il vostro gruppo ha cambiato spesso line-up negli anni. Nella vostra nuova formazione il valore aggiunto è per me Maria Q, cantante di origini italiane...
Lei è una delle persone più vere che abbia mai incontrato. Ha dato tantissimo agli Archive.

Anche in termini musicali, per voi c’è stata una continua evoluzione, dal debutto ad oggi. Come hanno reagisto i vostri fan a queste continue metamorfosi?
Credo che i nostri fan se lo aspettino e siano preparati a questo. È come dicevo prima: fondamentalmente, seguiamo il nostro istinto del momento ed è questo che ci spinge a cambiare il nostro sound.

In questi anni vi hanno etichettati in tutti i modi: post-rock, electronic, trip-hop e progressive-rock. In una parola, per te cos’è la vostra musica?
Credo che gli Archive siano progressive.

In effetti mi piace molto la vostra propensione prog. Qualcosa di molto attuale e moderno, niente a che vedere con i revival. Cos’è il prog nel 2000?
Credo che le attuali band prog si siano sbarazzate del tutto di limiti e strutture. Credo che invece negli anni 70, dopo la prima fase d’oro, i gruppi prog finirono col diventare abbastanza prevedibili.

Ultima domanda: la vostra musica è molto complessa, ma allo stesso tempo accattivante. Avete mai pensato che avreste potuto raggiungere un più ampio successo commerciale, sulla scia di band tipo i Portishead, che erano nel trip-hop come voi?
Credo che gli Archive abbiano ormai il loro piccolo universo... La cosa meravigliosa, riguardo la nostra band, è che viene molto più spesso “scoperta” dagli ascoltatori che passata tutto il tempo nelle radio. È una questione di passaparola e siamo molto soddisfatti di questo.

Discografia
Londinium (Island Records, 1996)

 

 Take My Head (Independiente Ltd., 1999)

 

You All Look The Same To Me (Universal, 2002)

 

 The Absurd (Ep, East West, 2002)

 

 Noise (East West, 2002)

 

 Lights (East West, 2002)

 

 Michel Vaillant (colonna sonora, PID, 2003) 
 Pieces B Sides (Ep, WM Record, 2006) 
Controlling Crowds (Warner, 2009)

 

 Controlling Crowds, part I-IV (Warner, 2009)  
 With Us Until You're Dead (Dangervisit Records, 2012) 
Axiom (Cooperative Music, 2014) 
 Restriction (PIAS, 2015) 
 The False Foundation (Dangervisit, 2016) 
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Video


Nothing Else
(videoclip, da Londinium, 1996)

You Make Me Feel
(live, Rock&Rex, Paris 2005, da Take My Head, 1999)

Fool
(live,
Montreux 2004, da You All Look The Same To Me, 2002)

 

Controlling Crowds
(full album, 2009)

Collapse/Collide
(live, Controlling Crowds Tour, da Controlling Crowds, 2009)

Pills
(live, Athens Dvd, da Controlling Crowds Part IV, 2009)

Archive su OndaRock
Recensioni

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The False Foundation

(2016 - Dangervisit)
Il ritorno degli eclettici inglesi, all'insegna di rarefazione, pulsazioni elettroniche e malinconia

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Axiom

(2014 - Cooperative Music)
L'ambiziosa colonna sonora di Keeler & C. che funge anche da script per un film

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With Us Until You'Re Dead

(2012 - Dangervisit)
La sinfonia trip-hop degli Archive è un eclettico riassunto di passione e stile

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Controlling Crowds

(2009 - Warner)
Il passato trip-hop si incontra col futuro nel nuovo lavoro del duo inglese

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