Ash

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Melodie pop in salsa nordirlandese

intervista di Stefano Bartolotta
In occasione dell'uscita del nuovo album "Islands", abbiamo avuto l'opportunità di parlare al telefono con Tim Wheeler, voce, chitarra e autore dei brani. Le sue risposte ci danno una visione privilegiata di tutto il processo di realizzazione delle canzoni della band, dalla scrittura, alla selezione, al lavoro sul suono.

Trovo che questo nuovo album sia il più vario che abbiate mai fatto. Gli Ash sono passati attraverso diverse fasi dal punto di vista stilistico e sonoro, e in questo album avete fatto cose nuove e anche messo dentro tutto ciò che avete fato nella vostra intera carriera.
Per prima cosa, una canzone, per me, dev’essere buona nei propri elementi-base, intendo dire la melodia e il testo. Dopodiché, penso che la varietà in questo disco derivi dal fatto che ho scritto molto, scrivevo cose tipo dieci canzoni in dieci ore e lo facevo una volta alla settimana, e per via di tutto questo scrivere, ho finito per sperimentare molto. Sono in grado di giostrare tra diversi stili quando scrivo.

Parlando di ciò che penso sia nuovo per gli Ash in questo disco, intendo per prima cosa una canzone come “Did Your Love Burn Out”, che va avanti e indietro tra un momento tranquillo e uno forte, e poi, nelle ultime due canzoni, avete usato le tastiere in un modo che non ho mai sentito negli Ash.
“Did Your Love Burn Out” è davvero una cosa fresca per noi - la sensazione blues e quella funky - quando ci stavo lavorando mi stavo chiedendo se forse non stessi andando troppo lontano, ma penso che funzioni davvero bene. Rick, poi, è molto versatile, lavora sempre su nuovi stili, avevo sentito che i Clash dicevano che loro potevano suonare di tutto perché il loro batterista era in grado di suonare di tutto, e penso che questo disco sia così buono perché Rick sa giostrarsi tra diversi stili. Sulle tastiere, io ho una collezione di tastiere vintage, ma era difficile metterla nella musica degli Ash, e ora sono contento di avercela fatta nelle ultime due canzoni di questo disco, di averle inserite nel loro muro di riverberi, le canzoni sono costruite attorno alla tastiera, che per noi è un po’ una cosa nuova.

Hai detto di aver scritto molto, ma come funziona il processo di selezione delle canzoni? Mark e Rick possono dire “questa ci piace, quest’altra no”?
Sì, qui ho davvero bisogno di loro, perché probabilmente so da solo quando una canzone è buona o no, però ho bisogno che loro siano d’accordo, e talvolta apprezzano una canzone che per me è al massimo ok, alcune volte danno risposte molto convinte e quando dicono “questa è davvero buona”, la suoniamo insieme. Ho bisogno della loro prospettiva e questa è una cosa molto bella dello stare insieme in una band.

Sul suonare stili diversi, a che punto decidete quale stile associare alla canzone? Lo decidete fin dal principio, o tu scrivi solo la melodia di base e il testo e poi lavorate come band sul suono?
Penso che lo stile sia già nella canzone quando la scrivo, però quando iniziamo a suonarla prende la propria forma e può evolversi. Scegliamo la canzone su cui lavorare principalmente perché pensiamo che sia forte dal punto di vista melodico e che il testo sia buono, e poi iniziamo a suonarla e ci diciamo “hey, è uno stile diverso rispetto a quello che si pensava fosse, ok, lo mettiamo dentro così”. Cerchiamo sempre di trovare un equilibrio tra il suonare come gli Ash e il suonare freschi ed eccitanti allo stesso tempo. In ogni caso, non facciamo versioni diverse della stessa canzone, la suoniamo una volta e vediamo che forma prende, e se funziona, rimaniamo su questa.

I testi di questo disco riguardano la fine di una relazione. È la prima volta che i testi di un disco degli Ash parlano di un evento così specifico? L’hai fatto nel tuo disco solista, che parla della morte di tuo padre, ma l’avevi fatto prima di ora in un disco degli Ash?
Penso che altri album parlino della fine di una relzione e dell’innamorarsi di nuovo, penso che “Free All Angels” abbia un po’ di queste cose dentro le canzoni, “Burn Baby Burn” era una canzone sulla fine di una relazione, “Shining Light” parlava di un nuovo amore, però penso che questo sia il primo disco degli Ash nel quale ho scritto tutti i testi relativi a una sola sensazione, ce n’erano in altri dischi ma penso che tu abbia ragione, volevo che questo disco avesse un senso unitario, un concept al proprio interno.

Tu, Mark e Rick siete accreditati anche come produttori e poi c’è un’altra persona. Avevate bisogno del cosiddetto “occhio esterno”?
Lui ci ha aiutati come tecnico nel nostro studio e ha mixato tutto il disco, quindi ho voluto metterlo nei credit per questo motivo. È bravo a dare una forma al suono in fase di registrazione e mixaggio.

Ogni volta che leggo comunicati stampa o recensioni su di voi, penso che l’elemento che riceve meno elogi sia la tua voce. Leggo sempre delle vostre melodie, del suono e dei testi, ma raramente qualcosa di specifico sulla tua voce. Ti senti un po’ sottovalutato come cantante?
Non saprei, sono tante cose insieme: un chitarrista, un autore e un cantante. Penso che la mia voce sia migliorata, ma non ho mai pensato di essere un grande cantante. Ho il mio modo di farlo, il mio stile e la mia personalità, e penso di aver acquisito sempre più fiducia. Non mi preoccupa di non avere riconoscimenti in questo, la mia voce è solo uno dei veicoli che uso per esprimere le mie canzoni alla gente, però sarebbe bello sentirmi dire che la mia voce è buona, soprattutto in Italia, terra di grandi cantanti!

Che cosa possiamo aspettarci dai vostri prossimi concerti? Qualcosa di diverso dal passato, o sempre voi tre che suonate?
Non credo che avremo un approccio troppo diverso dal vivo, è sempre emozionante avere un nuovo set di canzoni, e molte di queste sono state eccitanti da suonare in sala prove. Non vedo l’ora, penso che sarà veloce e potente e rumoroso.

Avete fatto concerti per gli anniversari di “Free All Angels” e “1977”, questo significa che sono i vostri dischi preferiti, o li avete scelti perché pensavate fosse più interessante per i fan?
Sono i nostri dischi di maggior successo, quindi sono sicuramente quelli che ci fanno sentire più in contatto con i nostri fan. Mi piacerebbe tantissimo farlo anche per gli altri dischi, ma sarebbe tantissimo lavoro...

Riesci a scegliere un disco che preferisci, oppure è come chiedere a un genitore quale sia il figlio preferito?
Resto ancora molto attaccato a “1977”, ed è stato fantastico suonarlo ancora nei recenti concerti per l’anniversario.

La mia canzone preferita degli Ash è “A Life Less Ordinary”, perché non è presente in alcun album, ma solo nella colonna sonora del film?
Perché è stata scritta solo per quella colonna sonora. Abbiamo avuto una commissione per scrivere la canzone, ed era appena dopo la fine del tour di “1977”, non scrivevo canzoni da un anno e mezzo. Avrei poi voluto includerla anche in “Nu-Clear Sounds”, ma non abbiamo iniziato a registrare prima dell’inizio dell’anno successivo, penso, così ha finito per essere una canzone sospesa tra i due dischi, ma rimpiango che non sia in “Nu-Clear Sounds”, sarebbe stato bello, e poi è sicuramente una delle canzoni preferite dai nostri fan.

Discografia
 

ASH

  
 ALBUM
  
 Trailer (Infectious, 1995)

1977 (Infectious, 1996)

 

Nu-Clear Sounds (Infectious, 1998)

Free All Angels (Infectious, 2001)

Meltdown (Infectious, 2004)

 

Twilight Of The Innocents (Infectious, 2007)

Kablammo! (Ear Music, 2015)
 Islands  (Infectious, 2018)
  
 COMPILATION
  
 Intergalactic Sonic 7"s (Infectious, 2002)
 A-Z- Series (Atomic Hearts, 2009-2010)
 The Best Of Ash (Atomic Heart, 2011)
  
 

TIM WHEELER

  
 

Lost Domain (Red, 2014)

  
 

CHARLOTTE HATHERLEY

  
 Grey Will Fade (Double Dragon, 2004)
 The Deep Blue (Little Sister, 2007)
 New Words (Little Sister, 2009)
pietra miliare di OndaRock
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Recensioni

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Islands

(2018 - Infectious)
L'esperto trio torna con il suo lavoro più vario di sempre

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Kablammo!

(2015 - Ear Music)
Il trio nordirlandese torna agli elementi-base del proprio stile e convince

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A-Z Vol. 2

(2010 - Atomic Heart Records)
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Twilight Of The Innocents

(2007 - Warner)
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