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...A Toys Orchestra

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L'orchestra non è più fatta di giocattoli

intervista di Marco Lo Giudice
L'ultimo album, "Midnight Talks" è suonato da tutte le radio della penisola, la critica ne scrive un gran bene, il pubblico salta e si emoziona, da Torino ad Avellino. Intercettiamo gli ...A Toys Orchestra in questo spaccato della loro esistenza. Dall'altra parte della cornetta, la voce della band, Enzo Moretto, che ne è anche la principale mente compositiva.

Quel che si rileva fin dal primo ascolto di "Midnight Talks" è una parziale svolta nelle sonorità, più dure e monumentali, e testimonia, insieme ai precedenti lavori ("Job", "Cuckoo Bohoo", "Technicolor Dreams") un percorso artistico originale e piuttosto articolato. "Tutti i nostri album, ancor di più questo appena uscito, nascono dall'istinto di stare in movimento, di andare oltre gli stilemi di genere e suono. In questo atteggiamento subentrano certamente varie influenze, ma anche una gran voglia di ricercare, sia nella scrittura e sia negli arrangiamenti. In questo caso, il colore fondamentale e nuovo è dato senza alcun dubbio dalle aperture orchestrali". Un lavoro di produzione, dunque, molto complesso e curato, che ha visto protagonisti in studio, insieme agli ...A Toys Orchestra, Francesco Donadello (produttore, conosciuto anche per essere dietro la batteria con I Giardini di Mirò), Enrico Gabrielli (direttore d'orchestra polistrumentista già negli Afterhours, ora con i Calibro 35; ha scritto tutte le partiture di "Midnight Talks"), Rodrigo D'Erasmo (violinista, oggi sul palco con gli Afterhours) e la sezione fiati che accompagna Vinicio Capossela. Un cast di professionisti di tutto rispetto, ma interessati sinceramente al progetto, al di là di logiche da turnisti all'italiana: "Sono stati tutti coinvolti nell'entusiasmo, prima ancora che nell'aspetto tecnico: ed è andato tutto benissimo, ci siamo capiti alla cieca, in totale empatia".

...A Toys Orchestra - Enzo MorettoViene da chiedersi se la quasi totale assenza di elettronica sia soltanto una parentesi, un passaggio, o una vera e propria dichiarazione artistica: "Un po' tutte e e due le cose, credo. In questo disco volevamo che tutto fosse suonato, che si recuperasse totalmente l'immediatezza del rapporto tra musicista e strumento. Ecco perché abbiamo optato per una registrazione analogica, che includesse i piccoli errori come componente viva del prodotto. C'è comunque un po' di elettronica, ma si nasconde bene in una pasta di suono calda, compatta, pulsazione umana di tutto l'album".
A partire dalla copertina di "Midnight Talks", un bacio/morso tra un uomo e una donna, tutto il disco sembra così convergere in un'esaltazione della carnalità, della corporalità, dell'umanità: "Sì, tutto è molto legato, anche ciò che può sembrare casuale. Il messaggio palese nell'immagine di copertina, e cioè la dualità dell'amore e di tutti i sentimenti, l'ambivalenza della vita nella sua complessità, si rispecchia nella musica e nei testi, che cambiano umore e sensazioni anche all'interno di una sola canzone".

Un disco esplosivo, energico, vivo, che testimonia una rara libertà creativa. È un eclettismo che ricorda la stagione del prog italiano degli anni Settanta, almeno nello spirito: "E' curioso che tu ti riferisca a questa realtà, perché proprio in questo periodo mi sto ripromettendo di scoprirla e conoscerla. Del resto, io come tutti gli altri della band siamo ascoltatori incalliti, senza limiti di genere o di età: ciò che è bello oggettivamente e soggettivamente, è bello. Punto e basta. 'Beautiful' di Christina Aguilera è un pezzo stupendo, non ci sono storie. Vedi, in questo il mondo indie a volte ha molti più dogmi e rigidità del mondo commerciale, e paradossalmente risulta più limitante".
Indie. Che cosa si nasconde dietro questa parola, oggi in Italia? Siamo distanti dagli anni 90 di Mescal e co., eppure oggi c'è un fermento musicale che la penisola non aveva mai conosciuto prima, con gli ...A Toys Orchestra in prima fila: "In questi anni il termine 'scena' non è più applicabile, ha perso di significato perché mancano i presupposti di aggregazione territoriale e di messaggio. Ciò non significa che manchino band, o che non ci sia un pubblico significativo che ascolti e si informi. L'operazione degli Afterhours di un anno fa, 'Il paese è reale', che ci ha visto coinvolti con 'What you said', penso volesse precisamente dimostrare che questa realtà vivace e variegata può essere complessivamente una 'scena', e che al fondo della musica italiana c'è un magma urlante e capace di farsi sentire".

Farsi sentire soltanto in Italia? Facile pensare che un progetto come ...A Toys Orchestra, dal sound internazionale e dalle liriche in lingue inglese (che, a detta di Enzo, non ostacolano più di tanto la ricezione di pubblico e critica come invece si potrebbe supporre), abbia giustificate velleità di promozione oltre confine: "Effettivamente abbiamo fatto qualcosa per abbattere questo muro, e ci stiamo provando anche con questo disco. In realtà qualche risultato è già arrivato, 'Technicolor Dreams' è stato disco della settimana sulla Bbc... Giorno dopo giorno, senza fretta, vediamo cosa riusciremo a fare. È già curioso, comunque, che nella dashboard di Myspace il luogo in cui siamo più seguiti siano gli Usa".
Un altro grande risultato, in realtà, è stata la partecipazione di tre brani del penultimo album alla colonna sonora del blockbuster hollywoodiano "The Beautiful Ordinary". C'è qualcosa che sembra legare la musica degli ...A Toys Orchestra a un sentire particolarmente cinematografico: "Quell'esperienza è stata ovviamente molto gratificante, ma alla stessa maniera lo sono state quella con la produzione della fiction tv 'I Liceali', e quella con il regista di 'Diciotto anni dopo', film italiano in uscita nei prossimi mesi... In tutti i casi sono venuti loro a cercarci, non siamo stati noi a contattare le produzioni. Questo significa che il consenso sulla nostra musica è ampio e variegato, e va al di là del nostro pubblico tipico. E non c'è davvero niente di più soddisfacente che un musicista possa desiderare".

Tempo di tour, allora, tempo di portare sul palco le sonorità vive di "Midnight Talks". Proprio il concerto degli ...A Toys Orchestra mette in luce con forza la coesistenza di due anime nel progetto: "Il live e lo studio sono due momenti tanto diversi quanto ugualmente importanti. Se da un lato devi essere passionale, energico, coinvolto, dall'altro devi saper governare l'istinto con uno sforzo intellettivo non da poco. C'è un tempo per uno e un tempo per l'altro, e gli ...A Toys Orchestra sono irrimediabilmente tutt'e due le cose".