Austin Lace

Austin Lace

Delizie pop dal Belgio

intervista di Marco Bercella, Matteo Lavagna
Trovo che " Easy To Cook " sia uno dei pop-album meglio riusciti del 2005. E dire che senza la ristampa Homesleep, pochi si erano accorti del vostro album, qui da noi. Com'è avvenuto il contatto con la label italiana?
Enzo
: Il boss della nostra etichetta conosce i ragazzi di Homesleep da qualche anno; aveva assistito a un concerto degli Yuppie Flu quattro anni fa in Belgio, apprezzandoli molto. Così, successivamente, sono rimasti in contatto e ha passato il nostro disco a Daniele Rumori e a Matteo Agostinelli (cantante-chitarrista degli Yuppie Flu, ndr).

Sono quasi dieci anni che suonate assieme, eppure avete all'attivo solo due album. E' stata una vostra scelta, oppure avete avuto delle vicissitudini particolari di cui ci vorreste parlare?
Enzo: Fabrice, Fred e John sono i tre componenti "storici", io sono entrato in line-up da circa 4 anni... Da qualche giorno abbiamo un nuovo chitarrista.
Fabrice: (parlando del nuovo membro della band) Vedremo se suonerà bene stasera... Altrimenti lo licenziamo! (grasse risate, ndr).
Enzo: Abbiamo all'attivo solo due album, pur suonando da così tanto, perché ognuno di noi si dedica anche a progetti paralleli, pur restando Austin Lace quello principale, il più importante. C'è anche da dire che "Easy To Cook" ha richiesto un notevole lavoro in studio, non è stato così semplice far quadrare tutto. Ci sono voluti quattro anni circa per finirlo, a causa di alcuni problemi riguardanti sia, appunto, la line-up che la produzione.
Siamo rimasti sugli stessi pezzi per troppo tempo, perdendo un po' di freschezza nell'approccio. Quando pensi troppo a ciò che stai registrando, è facile che sorgano dei dubbi su ciò che stai facendo, sulle canzoni e sugli arrangiamenti.

A parte il pop 60's che si respira nell'album, quale altra musica ascoltate?
Enzo: Abbiamo ascolti molto differenti. Ogni membro della band ha passioni musicali diverse: Fabrice, ad esempio, predilige il pop sperimentale-elettronico dei Tarwater e tutto ciò che è affine al suono della tedesca Morr Music, io ascolto molto reggae... Se devo citare un gruppo che ci unisce, potrei dire banalmente The Beatles.

Più in generale, che idea avete del panorama musicale attuale? Siete degli ascoltatori attenti, di quelli che non perdono nemmeno un'uscita, o al contrario ve ne curate poco?
Enzo: Dipende, mi faccio consigliare parecchio dagli amici e poi scrivo recensioni per una webzine in Belgio, mi occupo soprattutto di world-music.

Mi sembra ci siano parecchie buone band in Belgio? Ce ne parlate un po'?
Enzo: In Belgio è tutto diviso. Ci sono i fiamminghi, nella parte nord, che parlano olandese, mentre i valloni, del sud, sono di lingua francese. E' molto difficile per un fiammingo andare a suonare nel sud del Belgio e viceversa. E' una questione anche culturale: i fiamminghi sono più "germanici" come impostazione, non apprezzano granché il cantato in lingua francese. I fiamminghi suonano molto bene, meglio dei gruppi del sud. Hanno un'impostazione più tipicamente jazz. I dEUS sono un grande band, a mio avviso, e rappresentano l'esempio lampante di come possedere buone capacità tecniche sia importante per la propria musica. In più, sono ottimi sperimentatori, hanno un approccio molto avventuroso alla musica. Anche al sud, comunque, abbiamo ottime band, basti pensare ai Girls In Hawaii, nostri compagni di etichetta (la 62TV, ndr).

Avete fatto ben tre videoclip per promuovere il disco: "Come On, Come On, Come On", "Kill The Bee" e "Say Goodbye". Sono tantissimi! E' una cosa che vi diverte fare? Raccontateci un po' come sono nati...
Enzo: E' capitato che dei giovani registi si siano proposti. "Kill The Bee" e " Come On, Come On, Come On" sono stati girati da due ragazzi, molto giovani, con un budget molto ridotto. Per "Kill The Bee" abbiamo speso più o meno 1000 euro: abbiamo bloccato due strade di Bruxelles.
Per "Come On, Come On, Come On", invece, abbiamo potuto contare su un budget più alto. L'ultimo video uscito, "Say Goodbye", invece, non ci è costato praticamente nulla. Dei nostri fan ci hanno proposto delle idee e hanno voluto assolutamente lavorare assieme a noi alla lavorazione del video.
A mio parere, il più riuscito dei tre è "Come On, Come On, Come On", che però soffre di un montaggio un poco approssimativo.

E comunque, ho letto da qualche parte che anche Mtv Italia si sta interessando a voi. Promuoverà il vostro video, mi sembra. Siete dunque pronti per il grande salto? Oppure preferite rimanere legati al mondo indipendente?
Enzo: Di recente, siamo stati proprio a Mtv. Per quanto riguarda "il grande salto", beh, noi ci auguriamo che la nostra musica possa arrivare a più persone possibili.

Raccontateci come componete le vostre canzoni... E' un processo collettivo, oppure c'è qualcuno che compone tutto in prima battuta e poi suonate insieme?
Enzo: Più o meno. Fabrice, in alcuni casi, arriva in sala prove con i pezzi dotati di una struttura definita che necessitano solo di un arrangiamento corale. In "Kill The Bee" invece, ha portato un riff di chitarra che, in seguito, ho sviluppato aggiungendo un po' di elettronica. Non ci sono regole "compositive" negli Austin Lace.

Se aggiungete ancora qualche pizzico di elettronica, andate a far concorrenza ai Notwist sul loro stesso campo; se la togliete, potreste persino diventare una versione solare dei Kings Of Convenience . Che strada pensate di prendere dopo "Easy To Cook"? Avete già qualche idea?
Enzo: Non abbiamo idea di quale direzione prenderà la musica degli Austin Lace. Ora come ora, il nostro approccio è molto da rock-band, ovvero tutto suonato e arrangiato con strumenti tipicamente rock. Ci piace, però, avere cura del suono e sperimentare, e credo che l'unico modo per tirar fuori nuovi suoni interessanti sia quello di integrare l'attitudine da guitar-band con l'utilizzo di un'elettronica non invasiva ma ben presente.

*un ringraziamento particolare ad Alberto Guidetti
Discografia
 Commodore Pace (62Tv, 2000)

6

Easy To Cook (Homesleep, 2005)

7

pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

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Recensioni

AUSTIN LACE

Easy To Cook

(2005 - Homesleep)

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