Banshee

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Dalle cantine genovesi a Nme

intervista di Claudio Lancia

I Banshee da Genova giurano di non essersi ispirati a Siouxsie. La loro miscela di synth-pop, funk e post-punk è approdata anche oltremanica, sulle colonne del New Musical Express. E il loro secondo album, "Your Nice Habits", tenta di dare un respiro europeo al loro sound. Abbiamo intervistato in esclusiva Jago, chitarra, voce e synth del gruppo.

"Your Nice Habits" è un disco fresco, piacevole e persino ballabile. Non che io intenda imporre delle catalogazioni, ma per chi ci legge è giusto far capire di cosa stiamo parlando: io ci vedo una radice post-punk intelligentemente rivestita di un bel synth-pop. Sei d'accordo?
Innanzitutto grazie per gli aggettivi e gli avverbi che hai usato, comunque sì, direi che sono abbastanza d’accordo, credo che le origini del nostro suono si possano identificare in quei due generi, e che per far capire a chi non ci conosce "che roba facciamo", probabilmente userei le stesse parole. C’è da dire che le canzoni di "Your Nice Habits" hanno delle differenze tra loro e addirittura si potrebbero aggiungere altre definizioni, mi piace pensare che questo disco assuma valenze diverse a seconda di chi lo ascolta e in quale momento.

Ascoltando le dieci tracce del vostro secondo lavoro, i primi riferimenti che risuonano in testa sono Strokes e Franz Ferdinand, ma anche Wire, Devo e New Order. Quali sono i gusti e il background musicale di Jago, Nico, Patrick e Fish?
Molto diversi; tra noi c’è chi viene dal funk, chi dall'elettronica, chi dalla new wave, chi dal noise e dal punk. A un certo punto, in qualche modo le nostre strade si sono unite. I gusti che avevamo in comune ci hanno dato la possibilità di lavorare su un progetto unitario, ma le differenze che ci sono tra noi ci permettono sempre di considerare punti di vista diversi e di arricchire il nostro suono. A parte questo, il collante più forte che abbiamo è il fatto di avere dei caratteri compatibili e di aver creato un'atmosfera ottima all’interno della band, che ci permette di divertirci un sacco e di affrontare tutte le vicende con molta serenità.

Quali sono i dischi che i Banshee avevano in "heavy rotation" durante le registrazioni di "Your Nice Habits"?
Abbiamo ascoltato molto nuove produzioni come Late Of The Pier, Envelopes, MGMT, Foals, ma anche dischi meno recenti, come lavori di Deerhoof, Bowie, Eno, Wire, Paul Simon, Xtc, Talking Heads. Avevamo bisogno di sentire suoni e sonorità diverse per capire che atmosfera imprimere ai pezzi già prodotti e arrangiati precedentemente, ma anche staccare un po’ la spina in certi momenti e non capire nulla!

Come siete arrivati dalle cantine genovesi alle pagine del New Musical Express? Raccontaci brevemente il percorso artistico dei Banshee.
Bè, il progetto Banshee esiste da anni, da quando ero al liceo ed ero un ragazzino, da allora tutto è cambiato diverse volte, persone, generi musicali e altre mille cose. Dal 2006 abbiamo cominciato con Nico, Fish ed Enrico quest’ultima fase del progetto, diciamo in un contesto "indie", e da allora abbiamo preso contatto con Suiteside, che ha pubblicato il nostro primo album, "Public Talks", e che ci ha gradualmente messi in contatto con diverse realtà, sia nazionali sia estere. Da allora abbiamo fatto veramente una marea di concerti e abbiamo conosciuto persone e ambienti diversi, il che ci ha portati a crescere in tutti i sensi, Poi è arrivato Patrick che ha sostituito Enrico alla batteria e abbiamo registrato questo secondo disco, che spero possa essere un nuovo punto di partenza, portandoci ancora più esperienze.

Nella scelta del nome non avete temuto di farvi associare a certa dark-wave anni 80 oggi un po' demodé?
Niente affatto, come ho detto, il nome mi accompagna da anni e da prima che conoscessi la scena dark-wave anni 80, Siouxsie e compagnia bella, era semplicemente un nome che mi piaceva e che ci siamo portati dietro per pigrizia e perché evidentemente continua a piacerci!

Perché secondo te gli artisti italiani si trovano sempre costretti a seguire i trend internazionali? Abbiamo buone band a casa nostra (penso almeno ad Afterhours, Marlene Kuntz, Verdena, Giardini di Mirò) ma non riescono tutte insieme a dettare legge fuori dai confini nazionali. Penso a ciò che riescono a fare i norvegesi Motorpsycho che, pur essendo di nicchia, indicano una strada partendo dai confini del mondo. Penso anche ai dEUS, altro bel punto di riferimento, che sono considerati dei precursori pur arrivando dal piccolo Belgio. Noi italiani siamo costretti a vivere nell'ombra e a inseguire?
Sì, finché esisterà roba tipo il festival di Sanremo e una tv commerciale che ci propina spazzatura e disinformazione di continuo, non ci sarà mai un pubblico esigente, e di conseguenza le band valide avranno difficoltà a emergere e solo alcune (3 su 4 di quelli che hai citato cantano in italiano) con fatica si faranno un pubblico risicato entro i confini nazionali. Per fortuna abbiamo anche tutto il resto del mondo a cui rivolgerci, come hanno sempre fatto in Belgio e altrove, se prendessimo le distanze dalla pesante eredità culturale degli ultimi 50 anni, potremmo ancora dire qualcosa al resto del mondo, a parte come fare gli spaghetti e come venire vestiti a vedere i monumenti che abbiamo costruito duemila anni fa.

Vi esibite regolarmente anche oltre i confini nazionali, che tipo di risposta state trovando. C'è interesse all'estero nei confronti delle band italiane?
La risposta all’estero è ottima, l’abitudine ad andare a vedere i live è più forte che da noi e il concerto è ancora una cosa "figa". Non che in Italia manchino piazze ottime, e spesso il pubblico ci viene invidiato, in particolare per quanto riguarda i nomi più grossi. L’interesse per le band italiane a livello concettuale è scarsino, ma c’è molto interesse per le band in generale, ed è per questo che dovremmo cominciare a considerarci europei almeno, perché se sei bravo e spacchi, è quello che conta, non da dove vieni.

A questo punto come pensi potrà evolvere la storia dei Banshee? Pensate già a possibili scenari futuri?
Noi vorremmo avere a che fare con realtà sempre più disparate e, piano piano, con tutto il mondo. Ci stiamo impegnando per questo e si vedrà. A livello musicale stiamo sperimentando molto, utilizzando nuovi strumenti e l’elettronica, abbiamo voglia di suoni diversi e di "destrutturarci", anche lì si vedrà che succederà... boh!

Un nome italiano e uno straniero con il quale fareste carte false per collaborare.
Hai detto false? Ennio Morricone e Brian Eno, se possibile riportandoli indietro di qualche anno.

Discografia
 Public Talks (Suiteside/Audioglobe, 2006) 
 Your Nice Habits (Suiteside/Audioglobe, 2008)

5

pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

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Recensioni

BANSHEE

Your Nice Habits

(2008 - Suiteside)
Il calligrafico post-punk della band genovese, al secondo album

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