Brenda Xu

Brenda Xu

Stagioni ed emozioni

intervista di Vassilios Karagiannis
Rompiamo il ghiaccio e parliamo dei tuoi primi contatti con lo studio di registrazione. Qual è stata la prima canzone che hai registrato? Puoi parlarci inoltre di come scrivi e registri la tua musica?
La prima canzone che ho registrato viene dal mio primo Ep, “It's True”, e si intitola “She Knows”. Non avevo preso seriamente in considerazione l'idea di registrare i miei brani fino a sei mesi prima della registrazione di quel lavoro. Credo di scrivere le mie canzoni grosso modo nello stesso modo sin da quando ho cominciato. Parto con una sequenza di accordi, e poi su di essa improvviso una melodia e il testo che la accompagna, per poi lavorare a partire da questo canovaccio. Registro sempre le mie improvvisazioni di modo tale che possa tornarci in ogni momento e riascoltarle. Cerco sempre di non modificare troppo la melodia iniziale perché avverto che quando cerco di intervenire troppo, la canzone perde in spontaneità e in genuinità, le manca qualcosa.  

Quando hai capito che scrivere canzoni e vivere di musica sarebbe stato il tuo percorso di vita?
Mi ci è voluto un po' per capirlo. Ho pubblicato i miei primi due album e poi mi sono presa una pausa di tre anni. Riandando col pensiero a quel periodo, non credevo di essere capace di farlo, tuttavia durante quella pausa mi sono accorta che mi mancava suonare e che c'era sempre una sensazione di vuoto quando non mi dedicavo alla musica, quindi questo mi ha dato la carica per tornare sui miei passi. Tra l'altro lavoravo full-time per una compagnia a San Diego. Quando mi sono trasferita a Seattle, la compagnia mi ha detto che era necessaria la mia presenza in città, altrimenti avrei perso il lavoro. Considerando che non volevo tornare in California, a quel punto ho detto a me stessa che avrei provato a vivere di sola musica. Tutto questo è successo all'incirca due anni e mezzo fa, e da allora mi guadagno da vivere grazie alle mie canzoni.

Parliamo un po' di “Overflow”, il tuo album più recente. Come è nato?
Ho cominciato a scrivere i pezzi dell'album subito dopo che ho lasciato il mio lavoro e l'appartamento nel quale abitavo. È stato un periodo della mia vita contraddistinto da grossa incertezza e caos, e credo che il disco sia nato proprio da tutto questo, da questo sentimento di sopraffazione dovuto al fatto che tutto stava cambiando e che non c'era niente di stabile. Sulla base di questi sentimenti, ho provato a trovare un significato, la bellezza e la verità nascosti dietro a questi cambiamenti.

Pensi che l'attuale situazione politica negli Stati Uniti abbia anche modo funto da ispirazione per la tua musica?
Non ancora, perché tutto è avvenuto molto di recente e la registrazione dell'album è terminata all'incirca un anno fa. Probabilmente influenzerà il mio prossimo disco!

Sei nata a Harbin, in Cina, poi ti sei trasferita e sei cresciuta in California. Credi che l'essere un'immigrata di prima generazione abbia in qualche modo influenzato il tuo approccio alla musica e al songwriting?
Non so se ha a molto a che vedere con questo, tuttavia parlavo in cinese in famiglia, quindi l'inglese non è la mia lingua madre. Quando scrivo, mi concentro però di più sulla melodia che sui testi, perché credo che sia questa la parte più importante, più vera, delle mie canzoni. Quando ho provato a imparare a scuola altre lingue, come il tedesco e il francese, le loro cadenze e il loro ritmo mi interessavano moltissimo. Ogni lingua ha una sua cadenza che la distingue dalle altre. Esiste tuttavia un moto universale, una corrente sotterranea che trascende le lingue e le nazionalità. Si tratta perlopiù di qualcosa di subconscio, ma quando scrivo, cerco di entrare in contatto proprio con questa corrente propria di tutta la musica.

Ho letto che hai prestato il tuo talento alla causa dell'Acrs (Asian Counseling and Referral Service). Puoi dirci di cosa si tratta, perché è importante e di cosa si occupa?
È un'organizzazione che si occupa dell'insediamento degli immigrati di provenienza asiatica a Seattle. Fornisce una vasta gamma di servizi: dispone di un banco alimentare, offre corsi di lingua inglese, corsi di arte, e ha attivato un centro per la salute mentale. Inoltre insegna a compilare moduli e qualsiasi cosa di cui può avere bisogno chiunque arrivi negli Stati Uniti, in modo da sentirsi a proprio agio e imparare a sopravvivere. Tra l'altro, dato che può essere abbastanza difficile all'inizio adattarsi alla cucina locale, l'organizzazione offre anche piatti asiatici per gli immigrati appena arrivati.

Quali sono le tue principali influenze musicali e non-musicali?
Per quanto riguarda le mie influenze musicali, senz'altro Tori Amos e Aimee Mann. Guardando alle influenze extra-musicali, credo di essere stata ispirata molto da Barack Obama negli ultimi anni, specialmente nel modo in cui è uscito indenne da tutte le critiche e dall'odio che ha dovuto subire, rimanendo sempre calmo e convincente, senza mai scomporsi o arrabbiarsi.

Ho apprezzato in particolar modo la maniera con cui hai introdotto nel tuo songwriting una strumentazione varia ed eterogenea, per ottenere un effetto atmosferico di tutto rispetto. Dove ti vedi, dal punto di vista compositivo e sonoro, nel tuo prossimo album?
Ho due direzioni davanti a me, e non so ancora quale delle due prendere. La prima mi porterebbe a sviluppare un album più minimale, basato essenzialmente sulla voce, la seconda invece condurrebbe a un disco più elettronico.

Infine, i tuoi album sono stati pubblicati attraverso piattaforme di crowdfunding. Hai avuto dei contatti da qualche etichetta? Esiste qualche label con la quale vorresti collaborare in futuro?
Ho ricevuto delle offerte da piccole etichette, tuttavia non aveva senso per me accettare la loro proposta a causa di quello che mi offrivano. Mi piacerebbe collaborare con qualche label, come ad esempio la Sub Pop a Seattle. Ciononostante, parlando anche con altri artisti indipendenti, quello che emerge è che spesso e volentieri è meglio continuare a pubblicare da soli, anche perché per attirare l'interesse di un'etichetta e ottenere una proposta sostanziosa, è necessario avere un discreto successo, una fanbase e una carriera solida alle spalle. Anche così, capita che tu debba sacrificare la tua libertà artistica per un sostegno spesso non all'altezza delle aspettative. Sta diventando insomma sempre più difficile trovare un'etichetta con cui lavorare.
Discografia
 It's True Ep (self-released, 2007) 
 A Little Illusion (self-released, 2009) 
 For The Winter (self-released, 2014) 
Overflow (self-released, 2017)  
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Video

For The Winter (Bangs)
(live session da For The Winter, 2014)

Overflow
(videoclip da Overflow, 2017)

Lovely Storm
(videoclip da Overflow, 2017)

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