Bugo

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Dal lo-fi al ci sei

intervista di Giuliano Delli Paoli

Cristian Bugatti non ha certamente bisogno di presentazioni. Sulla scena italiana da quasi un decennio, nel suo ultimo disco, "Contatti", vira nuovamente appeal, confermandosi uno dei migliori talenti della nuova canzone elettronica (e non solo) italiana. Per la prima volta Bugo risponde sui nostri lidi, mostrandoci alcuni lati del suo carattere, tra cura maniacale del look, bulimia musicofila e crisi globali...

Bugo, innanzitutto complimenti per il look. Sulla copertina di "Golia & Melchiorre" indossi del casual molto cool, nel book di "Sguardo contemporaneo" un vestito bianco ultra-chic, senza considerare l'ultimo modello di scarpe (molto bello) che sfoggi nel video di "C'è crisi" (complimenti a Lorenzo Vignolo in cabina di regia). A quanto pare, sei una persona che cura molto i dettagli "estetici" non solo in musica...
La mia immagine è strettamente legata alla musica che faccio. Mi piace la moda giovane e sono alla costante ricerca di giovani stilisti. Tuttora collaboro con diverse persone, Milano poi è piena di ragazzi in gamba e spesso ci sentiamo per tirare fuori delle idee. Per me la musica è anche moda, da sempre.
Anche all'inizio, per i miei primissimi album, cercavo uno stile che poi portavo nei concerti.

Parliamo subito di "Contatti". Rispetto a "Sguardo contemporaneo" è notevolmente cambiata la produzione, sei passato (nientedimeno che) da Giorgio Canali a Stefano "Stylophonic" Fontana e Roberto Baldi. Dove pesa la mano di Fontana all'interno del disco? Come ti sei trovato con loro? E' ancora viva una futura collaborazione con Morgan?
Fontana e Baldi sono stati importanti nella ricerca dei suoni. Avevo bisogno di qualcuno che desse un'impronta dance alle mie canzoni e loro ci sono riusciti alla grande.
In studio è stato un lavoro leggero e piacevole, avevamo le idee chiare e questo si sente nel risultato. Morgan dov'è? Chissà cosa faremo e se mai lo faremo! Le cose nascono spontaneamente. Ti immagini un X - Factor con me e Morgan?! Aiuto!

Veniamo alle canzoni. In "C'è crisi" parli di "nutellate di deliri", di "crisi dappertutto", lette "sui visi",  di inettitudine emozionale, di quel vivere sempre come "se niente fosse". Com'è nata questa canzone? C'è qualche sentore interiore specifico che ti ha condotto a scrivere questo testo?
Mi rimbombava nella testa questa espressione "C'è crisi" che sentivo dire a tutti quelli che incontravo e allora mi sono detto: scriverò una canzone che inizierà subito così, senza troppi fronzoli "C'è crisi" e via di seguito.
Le mie canzoni nascono soprattutto da uno stimolo esterno. Le mie emozioni mi interessano poco o nulla.

In "Primitivo" focalizzi l'attenzione sul benessere eccessivo, che perseguita, che contribuisce a rendere la vita frenetica, inquieta. Sai che una delle cause della crisi discografica italiana (e non solo) è dovuta alla bulimia audiofila da download selvaggio? Cosa ne pensi di tutto questo consumo sfrenato, di questo rapporto insano con il mondo discografico?
Sai, ora questa è la situazione e io ci vivo dentro, cerco di raccogliere pregi e difetti. Non potrei fare diversamente, è una questione di sopravvivenza. Comunque non vedo una situazione così negativa, è certamente critica perché il cambiamento è in atto, ma io cerco di muovermi.

In "Cosa fai stasera" ti chiedevi "Come il vino io ti bevo, perché ci metti dentro il ghiaccio?", in "Guardo su" minacciavi di "usare lo spray"; poi, in "Una forza superiore", hai cominciato a parlare di alberi dove potersi riposare all'ombra, e dulcis in fundo, nella recente "Sesto senso" hai voglia di sistemare tutto. Cos'è successo? E' cambiato il tuo approccio verso le donne e l'universo femminile, o è solo un nuovo stato d'animo che inconsciamente ti conduce a essere più ottimista/possibilista in amore?
Pensa che "Una forza superiore" è un brano che ho scritto prima di "Cosa fai stasera" e "Guardo su", è un brano che ho scritto ai tempi di "Sentimento westernato" ma poi ho deciso di lasciarlo decantare un po'.
Io scrivo tanto e quando è il momento di fare un album decido che direzione far prendere ai miei testi. L'amore poi è una forza incredibile, superiore appunto. Che non si può controllare.

Il sottobosco italiano continua a produrre ottimi talenti  (Amari, Non Voglio Che Clara, Artemoltobuffa e così via…), che restano il più delle volte confinati in una vallata di alternativi, senza mai poter sfogare/sconfinare su praterie più ampie. Sei sulla scena da quasi dieci anni, cosa si respira nell'ambiente? Che idea ti sei fatto dell'underground italiano e delle sue potenzialità?
Non mi sono mai sentito parte di nessun ambiente, certamente non sono né alternativo né mainstream. Non mi interessano queste cose. Faccio la mia musica e collaboro con gente da diverse estrazioni.
Le potenzialità dell'underground italiano sono immense, vedo grande fermento nell'ambito della musica elettronica, ma non solo. Dico solo che non bisogna avere paura di esporsi e spesso molti talenti si bruciano per paura del confronto.

Parliamo un po' di etichette. La Universal sicuramente garantisce un budget più corposo, dei tempi di produzione più sereni, e cosi via…. Ora come ora, cosa ricordi dell'esperienza con la Snowdonia? Cosa custodisci gelosamente di quei tempi?
Un ricordo piacevole perchè sono stai i miei inizi. Cercavo di fare più casino possibile per farmi riconoscere!

Hai scritto di aver apprezzato molto "Sexuality" di Sebastien Tellier, c'è qualche altro disco dell'anno corrente (o del 2007) che ti ha particolarmente colpito?
I remix dei Bloody Beetroots, loro sono grandissimi, perché sono tremendamente epici. Poi il disco dei Justice. E tutti questi giovanissimi remixatori italiani, fighi!

Come stai organizzando il tuo tour? Cosa ci aspetta?
Lo spettacolo è completamente nuovo. Nuovo il gruppo, suonano già insieme in un progetto chiamato Bangarang. Nuovi i brani. Nuovi gli arrangiamenti delle vecchie canzoni, che ora hanno tutte un sapore elettronico. Direi che ora ai miei concerti si può ballare!

Prima di chiudere con un'ultima domanda, voglio ringraziarti vivamente per la disponibilità, augurandoti tante buone cose per il futuro. Tornando nuovamente a "Contatti", noto un nuovo appeal, maggiore colore fornito all'intera struttura sonora, ad esempio le divagazioni strumentali soul in apertura e chiusura del disco. Com'è nata questa nuova esigenza? Hai già qualche nuova sterzata in cantiere?
Ho lasciato a casa le distorsioni rock, non ne potevo più. Ora voglio essere "rock" senza le chitarre ma con una pulsione elettronica. Gli strumentali nascono dall'esigenza di fare entrare piano l'ascoltatore nel nuovo terreno di Bugo. E' un invito che puoi accettare o declinare. Così se entri puoi anche uscire...

Discografia
La Prima Gratta (Snowdonia/Bar La Muerte, 2000)

7

 Sentimento westernato (Bar La Muerte, 2001)

6,5

 Dal lofai al cisei (Universal, 2002)

6

 Golia & Melchiorre (Universal, 2004)

6

 Sguardo contemporaneo (Universal, 2006)

5

Contatti (Universal, 2008)

7

 Nuovi rimedi per la miopia (Universal, 2011)

5

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