Catherine Anne Davies

Catherine Anne Davies

Luce nelle tenebre

intervista di Giorgio Palumbo
Ascoltando il tuo ultimo Ep, ho apprezzato particolarmente l'atmosfera, profonda, malinconica, quasi disperata. Mi è venuto in mente un verso dei Mazzy Star : "Some kind of light into your darkness". Cosa ne pensi al riguardo?
Sì, sicuramente mi batto per la "light in the darkness" anche se è solo il processo di scrittura della canzone stessa che può essere un atto di catarsi. Penso che sia importante tirare fuori qualcosa in più di sé stessi che immergersi solamente in una situazione oscura e deprimente. Io penso che sia questo che mi motiva a scrivere alcune canzoni come primo impulso. Penso che quello che diceva Proust dei libri si possa applicare tranquillamente alle canzoni, diceva: "I veri libri sono generati non dalla luce del giorno e dalle solite chiacchiere, ma dal buio e dal silenzio".

La tua scrittura è così carica di emozioni quotidiane, cresce con la tua musica, è questo il tuo punto di partenza nello scrivere nuove canzoni? O sono solo pensieri assemblati?
Le canzoni tendono a emergere già strutturate, più guidate da emozioni forti che altro. Dove la canzone non ha un'ispirazione autobiografica, arrivano da un'immagine o una metafora molto forti che ho trovato in qualche maniera (per esempio "The Heart Is A Lonesome Hunter"). Occasionalmente passano attraverso alcune mutazioni: "The Congregation" è iniziata con una semplice idea musicale; così semplice forse che poteva diventare qualsiasi cosa, ma è uscito un verso dal nulla, riguardo qualcuno che si è ucciso sui binari di una ferrovia. Quindi il verso successivo (su Virginia Woolf) è sembrato naturale. La canzone tuttavia finisce in maniera completamente differente.

Vivi a Londra, lotti contro l'"hype indie" perché la tua musica è molto controcorrente, o ti senti a tuo agio con gli spazi che puoi prenderti?
Fortunatamente, nessuno vuole forzarmi nel ruolo di "prossima Pete Doherty" o quant'altro, quindi c'è tempo per sviluppare e andare avanti senza essere sotto i riflettori un minuto e scaricata quello dopo. Sembra anche che ci sia un po' di gente attorno a generi musicali simili (sono stata etichettata come "folk noir" e ho suonato in varie serate "new folk") senza che comunque ci sia una saturazione del genere stesso.

Quali sono i tuoi ascolti attuali? C'è qualche artista con cui ti piacerebbe lavorare?
Al momento i Devics, e l'ultimo album di Fiona Apple. Lavorerei con Tom Waits, mi piacerebbe sentirlo urlare su una delle mie canzoni.

Quali sono i tuoi desideri più grandi musicalmente parlando?
E' venuto Patrick Wolf in Italia? Lui è Kate Bush al maschile. Jandek, invece, sussurra attraverso le mie mura di notte.

Di quale canzone faresti una cover? Di qualcuno vicino ai tuoi gusti musicali o qualcosa di totalmente differente?
"Confide in me" di Kylie Minogue, senza alcuna ironia, lei è un'eroina della mia infanzia. Finora ho fatto cover di Nina Simone ("Wild Is The Wind"), Tracy Chapman ("Baby, Can I Hold You?"), e Nick Drake ("Black Eyed Dog"), avevo deciso di registrare una cover al mese quest'anno, ma sono rimasta bloccata su "Fantastic Voyage" di David Bowie, quindi ho pensato di dedicarmi un po' di più al mio dottorato di ricerca…

Hai mai pensato di reinterpretare una canzone country?
"In My Hour of Darkness" di Gram Parsons & Emmylou Harris. E' una delle prime canzoni country-rock e stranamente gioiosa, diversamente dal testo. Ancora non ho deciso se farne una versione molto oscura, o lasciarla un po' veloce.
Discografia
 Songs For the Boy Who Wouldn't Read Rilke (Ep, 2005) 
Long Day (Ep, 2006) 
 Piano (Ep, 2006) 
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

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