Edda

Edda

La sincerità a tutti i costi

intervista di Marco Lo Giudice
Dall'altra parte della cornetta c'è una piccola leggenda della musica rock italiana. Erano gli anni 90, sembra un'altra epoca: sono passati ormai ventanni. Chi c'era non può essersi dimenticato dei Ritmo Tribale, e soprattutto della loro voce storica, inimitabile, unica: quella di Stefano "Edda" Rampoldi.
A 46 anni, Edda ritorna sulle scene con "Semper Biot", un disco intimo, spaventosamente intenso, nudo - come dice il titolo, che significa "sempre nudo", in meneghino.
La prima domanda è banale. Che cosa ha fatto Edda in tutto questo tempo? "Sono stato un po' in giro: in India, in Italia. Ma non ci sono tanti misteri, solo il fatto che sono stato da solo per qualche anno, ho tagliato le comunicazioni con tutto e tutti. Nessuna grande avventura, insomma: ho passato 6 anni a drogarmi, qualche lavoretto qua e là. E ho chiuso totalmente con la musica".
L'esperienza con i Ritmo Tribale si chiuse dopo qualche data del tour di "Psycorsonica", ma l'idea di lasciare balenava nella testa di Edda già da un po': "Era una decisione figlia di uno stato di angoscia maturato negli anni... Volevo chiudere, ma c'erano i pezzi del disco già pronti e allora ho deciso che quello fosse l'ultimo anno. Il refrain di "Base Luna" ("ancora un anno", ndr) si riferisce proprio a quel momento".

Sei anni di buio. Edda è splendido nel saperne parlare con la leggerezza di chi ha tra le mani soltanto la verità di ciò che è stato: "Ho vissuto in comunità di recupero, ho smesso di bucarmi e ho cominciato a lavorare. Faccio ponteggi, continuo a farli anche in questo momento: è la mia occupazione principale".
Poi ritorna la musica, abbandonata per tutti quegli anni. È stato determinante l'incontro con Walter Somà e Andrea Rabuffetti, collaboratori principali anche del disco: "Prima di tutto sono persone, solo in un secondo momento musicisti. In questo periodo della mia vita avevo esclusivamente voglia di relazioni vere, umane. E la musica è tornata come un'esigenza, adesso non mi piace pensarla come un lavoro. Io di lavoro faccio ponteggi: non è il lavoro dei miei sogni, per carità, ma il mio senso ora si trova lì".

Frasi semplici, dal significato cristallino, eppure di grande intensità emotiva. Se i testi di Edda sono notoriamente inaccessibili, l'immediatezza di questo scambio di parole è sorprendente: "Qui mi dicono di fare un altro disco... non lo so: mi sembra strano farlo lavorando, capisci? Non mi aspettavo nemmeno questo, di disco! Tutto è nato un paio di anni fa su YouTube, così, senza pretese. Per la pura esigenza di creare. Poi mi hanno in qualche modo convinto, perché se fosse stato per me...".
La sincerità che contraddistingue Stefano è consapevolmente al centro anche della sua musica, ed è per questo che non è ancora convinto di registrare altro materiale: "I pezzi ci sarebbero, almeno altri quindici. Ma voglio farlo soltanto quando lo sento giusto. Voglio vedere se sono capace di essere vero anche con un altro lavoro... Con i Ritmo facevo un disco dietro l'altro, creare musica è stato il mio mestiere dai 20 ai 33 anni. Adesso però mi interessa soltanto l'esigenza reale, vera di fare musica. Nient'altro".

EddaDiscorsi da un altro pianeta. Sembra comunque che alcune idee di produzione siano già in cantiere: nonostante sia personalmente combattuto, Edda non nasconde di avere in mente un album più suonato, di maggiore impatto sonoro: "lo stimolo mi è venuto dall'arrivo di Sebastiano De Gennaro ad accompagnarci dal vivo alla batteria. È giovane e molto preparato... Si è innamorato del disco ed è stato proprio lui a contattarmi e chiedermi un incontro. Io non potevo che essere onorato". Con il risultato che ora il liveset è più arrangiato rispetto al disco, caratterizzato invece dalla produzione minimale del tecnico delle Officine Meccaniche Taketo Gohara: "Beh, un po' il disco suona così perché non c'erano musicisti. Ma l'idea di farlo scarno è partita da me. Sebbene io non avessi idea di come spiegarlo, Taketo è stato bravo a capire ugualmente le mie intenzioni e tutto è venuto come volevo". Ne risulta un disco che non si può definire di facile e immediata ricezione. Edda, in proposito, dà alcune interessanti indicazioni per l'ascolto: "Certamente non può essere un disco che fa da sfondo a qualcos'altro. Va ascoltato ad alto volume per poterlo davvero apprezzare. E comunque non è così difficile come dicono, a me sembrano sempre i soliti quattro accordi!".

La conversazione si sposta sugli aspetti più personali di Edda, messi in luce con trasparenza dalle liriche del disco. Molte canzoni contengono riferimenti religiosi agli Hare Krishna ("Scamarcio", "Snigdelina", "Yogini", "Organza"), e viene da chiedersi quanto sia importante questo aspetto per Stefano, oggi: "In realtà ho conosciuto gli Hare Krishna a vent'anni, e non ho mai smesso di seguirli. In qualche modo loro sono quelli che mi hanno convinto di più, anche se non fino in fondo, altrimenti non sarei qui e sarei uno di loro. Mi piace quell'Abc che ho imparato e che sono riuscito ad assorbire in questi anni (ancora oggi, da allora, sono vegetariano): mi hanno dato le risposte più convincenti alle infinite domande che avevo dentro di me. Anche perché, veramente, l'unica cosa che so di Dio è che non ci ho ancora capito niente".
In molte altre interviste in seguito al suo ritorno sulle scene, è stata messa in luce la contraddizione di seguire gli insegnamenti di Krishna e di drogarsi allo stesso tempo. "E che cosa posso rispondere? Le contraddizioni sono umane, sono io. Non posso farci molto. In tutti questi anni quello che ho imparato da loro sono gli unici fondamenti della mia vita: l'unica certezza che non cambierei con niente è quella di non mangiare gli animali". L'unica certezza. Perché il resto sembra una complicazione dietro l'altra: "Ogni giorno che passa è sempre più complesso, le verità sono sempre più labili. Credi che a un certo momento si matura, si sa cosa si vuole, e invece è proprio il contrario: altro che bianco o nero, qui sono tutte zone d'ombra che aumentano sempre di più".

Chiudiamo con la domanda fatidica. Pesante come un macigno: e se potessi tornare indietro? In "Organza" questo desiderio è quasi urlato. Edda risponde, come in tutta la chiacchierata, con semplicità: "Cambierei molte cose... Per prima cosa non perderei tutto quel tempo a suonare! Per carità, l'esperienza con i Ritmo Tribale è stata bellissima, importante. E molte cose di quegli anni le ho potute capire solo ora. Non è stato tempo buttato via, ma se potessi davvero cambiare qualcosa del passato, posso dirti che me ne sarei andato via, non sarei rimasto in Italia. In realtà già all'epoca  me ne andai per un periodo, prima di lasciare i Ritmo. A 23 anni scappai in Inghilterra con gli Hare Krishna. Mollai il gruppo e tutto il resto. Poi i ragazzi mi hanno mandato su una musicassetta con dei pezzi registrati... E sono tornato da loro. Perché la musica era tutta la mia testa, in quel momento, e lo è stata da quando avevo 15 anni: non esisteva altro. Adesso dico: forse avrei dovuto emigrare sul serio".

Le ultime battute vorrebbero essere dedicate ai suoi ascolti di quest'ultimo periodo, ma Edda confessa di avere poco tempo per ascoltare musica. Si è innamorato de "I segreti del corallo" di Moltheni, regalatogli recentemente, tanto da riproporne dal vivo una personale versione di "Suprema" (completano la scaletta, oltre ai pezzi di "Semper Biot", una cover soffertissima di "Stai fermo lì" di Giusy Ferreri e qualche immancabile successo dei Ritmo Tribale).
Con la sua musica, e ora anche con queste parole, Edda si conferma artista sincero, che fa della verità di sé uno stile di vita, nel bene e nel male. E di persone così la musica italiana ne ha davvero un gran bisogno. Tanto che viene da aggiungersi a chi, quando è ricomparso - una chitarra e la sua voce, dal nulla, dopo 13 anni di vuoto, su un canale di YouTube che allora sembrava non voler dire niente, "eddaponteggi" - commentò nostalgico: "Adesso che sei tornato, non scappare di nuovo".
Discografia
 RITMO TRIBALE

 

  

 

Bocca Chiusa (1988)

 


Kriminale (1990)

 

Ritmo Tribale (1991)

 

 Tutti Vs. Tutti (1992)

 

 Mantra (1994)

 

 Psycorsonica (1996)

 

 Bahamas (1999)

 

 Uomini 1988-2000 (antologia, 2007)

 

   
 EDDA
 
   
Semper Biot (Niegazowana Records, 2009)

7

 Odio i vivi (Niegazowana Records, 2012) 7
 Stavolta come mi ammazzerai? (Niegazowana Records, 2014)6
Graziosa utopia (Woodworm, 2017)7,5
pietra miliare di OndaRock
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