Ekoplekz - Nick Edwards

Ekoplekz - Nick Edwards

Lo scienziato del suono

intervista di Matteo Meda
Nick Edwards è quel tipo di genio incompreso che sorprende sul più bello. Una carriera decennale disseminata di uscite, alcune significative ed altre meno, priva però di autentici acuti e una lunga serie di progetti paralleli lo hanno portato a crearsi un nome mai riuscito però ad andar oltre il puro culto. Ci si aggiunga un barlume di notorietà legata al suo hobby di blogger, una figura decisamente fuori dal comune e l'amore per un formato ormai anacronistico come l'audiocassetta ed ecco completato l'identikit di uno dei personaggi più enigmatici e inafferrabili dell'elettronica sperimentale contemporanea. Che quest'anno, di punto in bianco, se ne è uscito stampando col suo moniker più prolifico - Ekoplekz - un album per niente meno che Planet Mu incontrando improvvisamente un plebiscito di (meritati) apprezzamenti dalle frange più eterogenee di pubblico e critica. Lo abbiamo raggiunto via mail per una delle interviste più inattese e insperate dell'anno.

Non mi sarei aspettato di vederti pubblicare per Planet Mu! Come ci sei arrivato?
In realtà ero a un passo dal farlo qualche anno fa, ma alla fine quel lavoro è uscito per Mordant Music. Sono un fan di Mike Paradinas dai tempi di "Tango 'N vectif", vent'anni fa: anche se ci siamo conosciuti non più di qualche anno fa, è come se ci fosse sempre stata una connessione fra noi. Scoprire che apprezzava la mia musica è stato fantastico! Le porte per farmi produrre un disco sulla sua etichetta me le ha sempre tenute aperte e alla fine è successo!

C'è un qualche legame fra il cambio di direzione di quest'album e il tuo arrivo presso il loro catalogo?
Non c'è nessun cambio di direzione deliberato. Credo che questo disco riprenda laddove altri di Ekoplekz avevano lasciato, la differenza principale è che Mike ha aiutato a scegliere i brani da usare e a dare forma all'intero lavoro. Credo abbia fatto un gran bel lavoro nel selezionare e presentare la mia musica, ha dato una mano decisiva fornendo di fatto un altro paio di orecchie che proponessero un parere ulteriore da una prospettiva diversa. Per questo ho insistito a lungo perché il suo nome risaltasse fra i credit!

Più che altro mi è sembrato un disco molto in linea con l'attuale proposta Planet Mu. Cosa pensi del loro attuale catalogo?
Non posso dire che mi piaccia tutto quel che fanno. Per esempio non vado pazzo per il footwork, detto molto onestamente. Ma ci sono un sacco di cose bellissime che Mike e la sua etichetta hanno prodotto durante gli anni, specialmente in quella meravigliosa scena di techno melodico-intelligent da cui lo stesso Mike è emerso. Quel mondo ha sempre rappresentato un'influenza enorme per me e credo si senta parecchio anche in "Unfidelty".

Pensando a quel che hai pubblicato recentemente a tuo nome e come Ensemble Skalectrik, non avrei creduto di sentirti tornare a dub e melodia. Com'è avvenuto questo coming-back?
Ho investito gran parte degli ultimi due anni esplorando i limiti esterni del mio sound con alcuni side-project come Ensemble Skalectrik e PLKZFX e nelle uscite a mio nome. Ciò nonostante, ho sempre sentito che il sound di Ekoplekz avrebbe dovuto rientrare in un luogo più diretto, emozionale e in un certo senso accessibile. Gli elementi dub e abstract saranno sempre parte di quel che faccio, non bisogna dimenticarsi che fra le altre cose ho prodotto un Ep per un'etichetta techno ("Westerleigh Works" su Perc Trax, ndr). Sono sempre stato vicino al mondo techno, ma ho sempre avuto il bisogno di esprimermi secondo i miei termini. Non sono mai stato e mai sarò interessato a produrre tracce funzionali ai dj-set.

Tornando al tuo legame con l'idm anni Novanta, "Severn Beach" sembra quasi un omaggio velato ai primissimi Autechre. Si tratta di un effetto voluto?
Sì, assolutamente. Tornando a quel che ho detto prima, dischi come "Incunabula" degli Autechre, "Bytes" dei Black Dog, "Electro Soma" dei B12 e tutti gli altri della serie "Artificial Intelligence" di Warp sono stati fondamentali per me, assieme a praticamente tutto quel che Aphex Twin ha prodotto agli inizi. Senza dimenticare che in quel periodo anche i Cabaret Voltaire, altri miei padri spirituali di Sheffield, stavano lavorando con l'ambient-techno: pensa al loro "Plasticity" o al Richard H. Kirk solista di "Virtual State" (per altro uscito su Warp, ndr) o di "Intensely Radioactive" (uscito a nome Sandoz, ndr). Questi dischi hanno composto la colonna sonora della mia vita a metà Novanta e la loro influenza continuerà sempre a filtrare tutto ciò che proviene dalla mia testa.

Hai sempre lavorato usando strumenti analogici e datati, ma in questo "Unfidelty" il tuo suono sembra essersi svecchiato. Si è trattato di una scelta consapevole?
"Unfidelity" è stato eseguito con le stesse vecchie macchine e non ho sentito alcuna necessità di farlo suonare più moderno. Credo anzi che sia particolarmente nostalgico e sono sicuro che Mike sarebbe d'accordo, visto che mi ha incoraggiato a far sì che mantenesse il suo carattere retrò. Penso che la differenza principale rispetto al passato sia proprio l'aver rispolverato la mia passione per l'idm, che avevo un po' soffocato nei lavori precedenti. Però se tu dici che suona moderno ne sono contento, perché non ho mai cercato di tornare spudoratamente indietro nel tempo nei miei dischi. Mi piacerebbe pensare che i miei dischi abbiano una certa rilevanza nel periodo in cui vedono la luce nonostante il loro rifarsi al passato: se sono riuscito davvero a ottenere questo equilibrio ne sono più che felice!

Nella tua strumentazione quindi non è cambiato nulla?
No, sono sempre le solite vecchie cianfrusaglie! Un sacco di drum machine analogiche, di quelle non-programmabili. La creatività non arriva programmanto beat, ma modificando e alterando i preset usando delay e filtri, equalizzando e modulando. Infatti è così che artisti come i Cabaret Voltaire e gli Harmonia costruivano i loro ritmi negli anni Settanta. In brani come "Sleng Zen" e "Severn Beach" ho usato pure alcuni pattern di archi e basso da delle vecchie tastiere Casio, modificandoli come ti ho detto prima, usando una tecnica simile a quella che andava fra producer giamaicani come Prince Jammy negli anni Ottanta. E ancora tantissimi synth analogici, occasionalmente chitarra elettrica e basso. Insomma, come ti dicevo, le solite cose!

Qual è il ruolo dell'improvvisazione nella composizione della tua musica? E nell'esecuzione live?
Quasi tutti i brani prendono vita da jam improvvisate, sotto forma di tracce ritmiche. Quando trovo in quel marasma qualcosa che mi piace davvero, lo registro su nastro così da poterlo modificare con le mie mani. Poi mi metto a sovraincidere alcune parti extra come melodie ed effetti sonori: gran parte dei brani escono molto diversi rispetto ai demo originali da questo trattamento. Per farti un esempio, la title track di "Unfidelty" suonava decisamente più pulita prima che ci mettessi mano più e più volte fino a fargli raggiungere la fisionomia definitiva. Tutto questo però è fatto a mano, senza nessuna automatizzazione! Registro e mixo in presa diretta, fedele all'old school. Accendo il laptop solo alla fine, quando lavoro al mix finale o in caso di necessità di interventi di post-produzione: quando capita uso Audacity per fare questo, che è un freeware basico che però ha tutto quel (poco) che mi serve.

Che concetto hai dell'avanguardia? Pensi la tua musica possa ricadervi?
Beh, è una questione di prospettive. Io e te potremmo pensare che quest'ultimo mio sia un disco tutto sommato melodico, ma per un ascoltatore medio probabilmente si tratta di roba sperimentale, arcigna e pure dissonante! Penso stia tutto nelle intenzioni di chi fa musica, nel chiedersi se si senta un artista o un intrattenitore, se sia interessato a fare musica popolare che potrebbe piacere alla gente o qualcosa che esprima per davvero sé stesso senza un particolare potenziale attrattivo. Per me è sempre stata e resterà la seconda opzione, e credo che quel che faccio ricada molto più sotto la definizione di arte che sotto quella di intrattenimento.

Cosa rappresenta la ripetizione del suffisso "-plekz" in molti tuoi titoli e nei nomi dei tuoi progetti?
Nulla, davvero nulla. Semplicemente mi piace l'effetto che fa. Non tutto quel che faccio ha delle basi concettuali! (ride)

Cosa rappresenta per te ciascuno dei tuoi progetti?
Ekoplekz è il progetto principale, quello che sarà sempre un veicolo per i miei lavori più realizzati. Con Ensemble Skalectrik e PLKZFX cerco invece di esprimere idee meno definite e più sperimentali, alcune delle quali potrebbero ipoteticamente ripresentarsi in qualche lavoro di Ekoplekz. eMMplekz è una collaborazione con il mio amico Baron Mordant ed è di fatto Ekoplekz con la sua voce. Ekoclef è un'altra collaborazione, con Bass Clef, che ha per ora prodotto un solo album: preferiamo concentrarci principalmente sull'esplorare le possibilità di improvvisare dal vivo come duo.

Cosa pensi della musica elettronica di oggi?
Le stesse cose di sempre. C'è della gran bella musica e anche tanta merda. La cosa che mi piace e mi fa gioire è vedere come molti dei miai amici-colleghi stiano riuscendo a trovare un buon seguito. Molti di loro lavorano con la musica, altri con il design e l'illustrazione: nessuno di noi si sta costruendo una vita agiata su questo, ma sentiamo che il nostro momento è ora. Questo mi ispira a cercare di raggiungere vette sempre più elevate e spero lo stesso avvenga a loro.

Porterai dal vivo "Unfidelty"? Come costruisci le tue performance?
A causa del lavoro e della famiglia mi è praticamente impossibile fare un tour vero e proprio, ma cercherò di esibirmi qualche weekend quando riesco. Non lavoro con nessuna agenzia di booking, ma spero di riuscire a confermare un po' di date nei prossimi mesi. Dal vivo non cerco mai di riprodurre i dischi in studio: ovviamente tengo un riferimento, ma cerco sempre di costruire qualcosa che sia nuovo e fresco, in modo che tutto risulti più stimolante ed interessante. Torna a collegarsi al discorso di essere un artista e non un intrattenitore.

Tempo fa hai "sfondato" anche grazie a Gutterbreakz, forse il primo blog a parlare di elettronica post-contemporanea in senso ampio. Da almeno 4 anni non ne sento parlare: esiste ancora? E cosa hai fatto della potenziale carriera da blogger-analista?
Non è mai stata una "carriera", semplicemente quando è iniziato questo fenomeno dei blog musicali la cosa mi è sembrata interessante e mi ispirava. Non avevo mai scritto di musica prima di allora, ma quel mezzo mi dava la possibilità di esprimere le mie opinioni. Non mi aspettavo certo di ottenere popolarità, ma effettivamente c'è stato un periodo, in cui scrivevo principalmente della scena dubstep nascente, in cui i lettori erano davvero tantissimi. Ma non l'ho mai inteso come un percorso lavorativo, non ho mai avuto l'aspirazione di essere un giornalista musicale: era soltanto un mezzo interessante da esplorare al tempo.

Una curiosità finale: perché ti piace così tanto la lettera K?
Chi lo sa? (ride) Più o meno la stessa cosa capita a Baron Mordant, che è letteralmente ossessionato dalla M. Credo solo che la K abbia una forma accattivante e aiuti parecchio una parola a distinguersi, esattamente come, per esempio, la Z. Metticele in mezzo e ogni parola sembrerà per qualche motivo più eccitante!
Discografia
 NEUROSPASM (12")
  
 Climax EP (Volatile, 1993)
  
 NICK EDWARDS
  
 Controlled By Voltage Vol. 1 (ltd, cass, Volatile, 1994)
 Plekzationz (Editions Mego, 2012)
 Split (split with Stuart Chalmers, cass, Feral Tapes, 2013)
  
 PATCHWERK MAN (12")
  
 Retribution (World Music, 1996)
 Retribution - The Remixes (World Music, 1996)
  
 EKOPLEKZ
  
 CD & LP
  
 Intrusive Incidentalz Vol. 1 (Punch Drunk, 2011)
 Live At Dubloaded (live, Further, 2011)
 Intrusive Incidentalz Vol. 2 (Punch Drunk, 2012)

Unfidelity (Planet Mu, 2014)
  
 Cassette & Split (Limited editions)
  
 Doctrine: 789305 (ltd, Ferric Series: 1, 2010)
 Vortex Jazz Club, Dalston, 11/2/11 (live, ltd, Ferric Series: 2, 2011)

Broadcast & Rarities (ltd, Ferric Series: 3, 2011)
 Live @ Netwerk (live split with Vindicatrix, ltd, Ferric Series: 4, 2011)
 Radio Starz (split with EKOCLEF, ltd, Ferric Series: 5, 2011)

Memowrekz (Mordant Music, 2011)

Skalectrikz (Mordant Music, 2012)
 Spring Reverbrations (ltd, Ferric Series: 6, 2012)
 Middlew Riddims (ltd, Plant Migration, 2012)
 Split (split with Ensemble Skalectrik, Feral Tapes, 2012)
 Devesham Dub (ltd, Sex Lies Magnetic Tape, 2013)
  
 CD-R & Split
  
 Volume 1 (ltd, Autoprodotto, 2010)
 Volume 2 (ltd, Autoprodotto, 2010)
 Split (with Wanda Group, Further, 2012)
  
 EP, 12'', Split 7''
  
 Stalad Zero/Distended Dub (ltd, Punch Drunk, 2010)
 Westerleigh Works EP (Perc Trax, 2011)
 Fountain Square EP (Mordant Music, 2011)
 Snug02 (7", split with Drvg Cvltvre, Snug Life, 2011)
 Dromilly Vale EP (ltd, Public Information, 2012)
 Split (ltd, split with Omne, Last Foundation, 2012)
  
 PLKZFX
  
 Exoferric/Latent Acid (ltd, 2xcass, split with CHXFX, Further, 2012)
 Plkzistentializm (cass, Further, 2013)
  
 ENSEMBLE SKALECTRIK
  
 Split Series #22 (12", split with Durian Brothers, FatCat, 2013)
 Trainwrekz (Editions Mego, 2013)
  
 

EKOCLEF (Cassette)
(Nick Edwards & Ralph Cumbers)

  
 Tapeswap (MAGIC + DREAMS, 2011)
  
 

eMMplekz
(Nick Edwards & Ian Hicks)

  
 IZOD Days (Mordant Music, 2012)
Your Crate Has Changed (Mordant Music, 2013)
 Nothing Here Of Any Value/No Show (12", Mordant Music, 2013)
pietra miliare di OndaRock
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Il tardivo debutto su Editions Mego dell'ex-blogger Nick Edwards

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