Les Fauves

Les Fauves

Di fave di modernità

intervista di Michele Saran
Una conversazione con Roberto Papavero, voce e chitarra dei Les Fauves: a poca distanza dall’uscita del loro "N.A.L.T. 2 - Liquid Modernity", ne ripercorriamo storia, abitudini, visioni (post-)moderne, usi e costumi. E i prossimi appuntamenti live.

Un inizio originale: ciao Fauves! Come vi va la vita?
Ciao! qui niente male. La primavera si sente nell'aria ed è una bella cosa se non sei allergico ai pollini, e noi non lo siamo!

Ripercorriamo brevemente la vostra storia: come mai le "Fave"? Quale idea, o quale intenzione, sta sotto (o attraverso, o di fianco) la band?
Volevamo un nome che fosse corto ma che però non fosse in inglese, ma neanche in italiano. Usare un termine tecnico ci sembrava troppo freddo, così abbiamo optato per questo in francese. Il francese è sempre una lingua elegante. Alla fine anche l'analogia con il movimento espressionista non ci dispiaceva e quindi eccoci qua. Poi, siccome spesso ci veniva fatta notare la somiglianza con l'italiano "le fave", lo abbiamo adottato come soprannome. In Toscana ci si divertono tantissimo.

L’acronimo "N.A.L.T.": chi era costui?
E' una parodia di "S.A.L.T.", gli accordi per la non proliferazione delle armi di distruzione di massa fra Stati Uniti e Unione Sovietica, risalente alla guerra fredda. Nel periodo del primo album il batterista stava studiando storia contemporanea e in qualche modo si era arrivati a questa idea. Abbiamo solo cambiato la prima nettera in N, così da Strategic Arms Limitation Talks lo abbimo trasformato in Noise Arms Limitation Talks.

C’è qualche connessione tra la vostra attuale line-up e il secondo capitolo N.A.L.T.?
La line-up è la stessa del primo disco, quello che cambia casomai è la produzione. Essendo questo secondo un disco completamente autoprodotto, ci siamo avvicinati di più a quella che era l'idea di album che avevamo fin dall'inizio.

La "(post-)modernità liquida" è una chiave di lettura affascinante della contemporaneità. Qual è la ragione per cui l’avete fatta vostra?
Al momento di trovare un titolo che tenesse insieme tutta quell'accozzaglia di suoni senza una forma stabile, il concetto di liquidità è venuto fuori praticamente da solo. Quando poi ho letto Bauman, mi sono accorto che quello che lui scriveva aveva delle tremende analogie con la nostra musica. Inizialmente io avrei voluto chiamarlo "Liquid Moderniti Aloha", tanto per non farla sembrare una cosa troppo seria, per dare un'accezione ironica al tutto, insomma, però alla fine si è deciso solo per "liquid modernity".

Come vedreste una possibile new wave "nuova nuova" al giorno d’oggi, anche alla luce dei (numerosi e importanti) riferimenti rintracciabili nella vostra proposta?
Anche se ci sono un sacco di gruppi cosiddetti "new wave" che rispettiamo tantissimo, siamo abbastanza scettici per quel che riguarda i revival. Il fatto che a inizio Duemila ci sono stati un sacco di gruppi che sono andati a ripescare da cose di quel tipo è positivo in un certo senso. E' un filone che era stato quasi completamente snobbato durante tutti gli anni Novanta, nonostante abbia prodotto alcune fra le opere migliori della musica contemporanea. Il fenomeno del revival in sé, che negli ultimi anni si percepisce in modo particolare, è comunque molto affascinante. E' come se dopo i Novanta ci si fosse accorti che c'era qualcosa di sbagliato nella piega che stava prendendo la musica, ma invece di subentrare con qualcosa di completamente nuovo e opposto come si fece a fine 70, si è andati a cercare indietro nel tempo come un nuovo punto di partenza. La differenza credo stia nel fatto che la gente non cerca più qualcosa di nuovo nella musica. Al contrario cerca qualcosa di rassicurante.

Domanda di rito: e il panorama rock italiano attuale come lo vedete?
Pensiamo che debba ancora del tutto emanciparsi. Il nostro sogno utopico è che un giorno possa trovare la sua strada autonoma, e diventare una musica esportabile e competitiva a livello mondiale, come già accade per altri paesi europei. Il problema della musica italiana adesso è lo stesso che aveva l'arte italiana al tempo in cui Marinetti inventò il futurismo, e cioè ha un peso storico da portarsi appresso, una tradizione centenaria con cui fare i conti, una lingua bellissima a cui giustamente fatica a rinunciare, ed è divisa fra la voglia di provare cose nuove e il desiderio di non tradire le proprie radici.

Ma torniamo a voi: ci spiegate brevemente come sono nati i brani del vostro nuovo disco? Qual è stato il processo compositivo-tipo, se ve n’è stato uno?
Di solito io porto un'idea iniziale, spesso un intreccio rimico o un giro di accordi o un abbozzo di struttura, poi ci si lavora tutti assieme, provandola più volte e magari registrandola e risentendola, poi si lavora sulle parti meno forti, questo fino a quando non si arriva a un risultato soddisfacente.

Il risultato, "N.A.L.T. 2", è uno dei più prosperosi esempi di pop alternativo (italico e non) di fine 2000: come lo state promuovendo?
Al momento, a parte suonare spesso in giro, stiamo pensando a un videoclip adatto. Dopo l'estate poi dovrebbe partire la promozione estera e probabilmente un tour europeo, vedremo come va...

Un vostro live più tipico: cosa deve (o non deve) aspettarsi l’ignaro spettatore?
Abbiamo un liveset piuttosto particolare e atipico, se qualcuno si aspetta di vedere sul palco una tipica rockband è probabile che rimanga deluso, invece chi è desideroso di essere sorpreso a livello sonoro non potrà lamentarsi.

Ci date un piccolo reminder dei vostri prossimi concerti?
Saremo il 24 Aprile all'Estragon di Bologna con i Julie's Haircut, il 30 al Doria di Napoli, l'8 maggio all'Urban di Perugia, il 16 al Calamita, mentre il 22 e il 23 saremo di spalla ai Ladytron al New Age di Treviso e all'Hiroshima di Torino. Il 5 luglio al SomenFest di Brescia e il 16 luglio alla festa della musica a Chianciano Terme. Per aggiornamenti, comunque, vi rimando alla pagina Myspace.

Progetti per il futuro prossimo, venturo, remoto o anteriore? Avete qualche piccola indiscrezione sul terzo capitolo della trilogia?
Penso che ricominceremo a registrare con l'avvento dell'inverno. E' probabile che sarà un lavoro assai più intimo e minimale rispetto a tutto ciò che abbiamo fatto finora.

Grazie e alla prossima, Fave! Continuate così!
Grazie a te, ciao e a presto!
Discografia
  Our Dildo Can Ghange Your Life (Ep, 2006)  
  N.A.L.T. 1 A Fast Introduction (Urtovox, 2007) 
N.A.L.T. 2 - Liquid Modernity (Urtovox, 2009)

6,5

pietra miliare di OndaRock
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Recensioni

LES FAUVES

N. A. L. T. 2 - Liquid Modernity

(2009 - Urtovox)
Il secondo capitolo della trilogia della band di Sassuolo, tra sballi e alienazione

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