Franz Ferdinand

Franz Ferdinand

I Principi del remake-remodel

intervista di Stefano Bartolotta
Alex Kapranos e Bob Hardy sono venuti a Milano per un promo day a fine novembre 2017, e siamo stati onorati di incontrarli di persona. Le loro risposte mettono in mostra l'urgenza creativa e la passione che ancora guidano il loro lavoro dopo tanti anni.

Per noi fan italiani di lungo corso, uno dei migliori ricordi relativi alla band sono i primi due concerti in piccoli club nella primavera del 2004. Non posso sperare che voi abbiate specifici ricordi dei concerti, ma forse riuscite a ricordare qualcosa di quei...

Alex: ne ho sì di ricordi! Abbiamo suonato a Milano e Bologna. Ricordo bene Bologna, la venue era un luogo occupato in passato, ho amato quel posto e la sua storia. E abbiamo suonato in una sala calda e piena di sudore, ho ricordi molto belli di quel concerto. Ricordo che ero molto ben impressionato dal fatto di essere in Italia e suonare in quei concerti, e di come è stato intenso il pubblico. Ricordo anche il concerto a Milano, perché c’è stata una grande rissa fuori dal club, il club era su un piano in basso ed era molto ampio, e la rissa è avvenuta dopo, un ragazzo è stato accoltellato e camminava in giro e tutto il suo sangue è finito sulle nostre camicie, mi ha ricordato un po’ i sabati sera a Glasgow. Ricordo bene anche il concerto, quei momenti restano davvero con te.

Volete dirmi qualcosa in generale su quei mesi in cui andavate in giro per piccoli club? È una cosa che poi non è più successa, perché avete quasi subito iniziato a suonare in spazi grandi.
Alex: i piccoli club hanno rappresentato un breve periodo di tempo per questa band, ma io ho passato dieci anni ad andare in giro per piccoli club, anche più piccoli di quelli in cui abbiamo suonato coi Franz Ferdinand. Ho amato quei concerti, e ne suoniamo ancora ogni tanto, ne abbiamo fatto uno a Parigi recentemente. È emozionante quando inizi, perché si suppone che sia la tua prima volta, quindi ogni singolo concerto è speciale. Li ricordo molto bene, perché, come ho detto, restano con te.

Adesso possiamo parlare del nuovo album, per prima cosa vorrei chiedervi se volete dirmi qualcosa su questo pensiero che ho avuto. Penso che si possano apprezzare o non apprezzare i Franz Ferdinand, ma che non si possa discutere il fatto che in ogni album la band ha provato a fare qualcosa di diverso e, allo stesso tempo, dopo giusto un paio di secondi, ogni ascoltatore capisce che si tratta dei Franz Ferdinand.
Alex: questo è davvero ciò che riteniamo importante come band, ma in particolar modo in questo momento. Siamo in un nuovo decennio, quindi non si tratta solo della differenza tra gli album, ma anche tra diverse ere per la band, la fine di un capitolo e l’inizio di uno nuovo. È un decennio completamente nuovo per l’esistenza della band, e poiché la line-up è un po’ cambiata la cosa ci ha permesso di re-indirizzare ciò che stavamo facendo e dire “OK, dove stiamo andando ora? Cosa possiamo fare di nuovo?”. Ma, comunque, mantenere intatti il nostro Dna, la nostra identità.

Ho notato qualcosa di nuovo nel songwriting per questo disco, voi avete sempre fatto un po’ di canzoni strofa-ritornello-strofa e un po’ che, invece, sono una cosa diversa. Penso che, in questo album, abbiate fatto molte più cose diverse rispetto agli altri album, e alcune canzoni sono molto, molto lontane dallo schema strofa-ritornello-strofa, specialmente “Lois Lane” è davvero poco convenzionale.
Bob: da amante della musica, questa è la tipologia di canzoni che preferisco ascoltare. Penso che parte del motivo per cui questa cosa si è manifestata in questo album sia dovuto al fatto che ci siamo dati molto tempo per arrivare con delle idee e metterle insieme, per alcune canzoni avevamo tantisime melodie, tantissime idee, erano canzoni fatte come Frankenstein, e parte di questo è dovuto allo spazio e al tempo che ci siamo dati per scrivere.
Alex: inizia sempre tutto dalle idee, non fai qualcosa di nuovo perché stai usando uno strumento che non avevi mai usato, penso che molte band commettano questo errore. Deve tutto iniziare dalle idee relative a ciò di cui vuoi cantare, cosa vuoi fare, come vuoi far sentire le persone, cosa hai già fatto prima, quindi le strutture, sì, mi piacciono le strutture nelle canzoni, quando ero giovane adoravo canzoni come “Oh Well” dei Fleetwood Mac, “Breakfast Time” degli Orange Juice, “Live And Let Die”, Paul McCartney è un maestro della canzone non convenzionale, della canzone che, una volta finita, non ti ricordi com’era iniziata perché è completamente diversa. Adoro le cose così.

Parlando del suono, ho notato che non è un cosa nuova per voi, perché avete già usato un po’ di elettronica in passato, ma penso che qui abbia un ruolo molto maggiore.
Alex: penso che ci siano sempre stati sintetizzatori e tastiere, fin dal nostro primissimo singolo “Darts Of Pleasure”, però hai ragione, il suono è diverso qui. Penso che abbiamo sempre voluto essere una band che faccia dance music, e suonarla live come una band rock'n'roll, e penso che questo disco sia il culmine di questo principio, l’abbiamo portato molto più avanti rispetto a quanto abbiamo fatto prima. L’altro giorno ero in una radio, e hanno suonato “Always Ascending” e “Love Illumination” una dopo l’altra, e “Love Illumination” suona benissimo, ma anche più da rock band, mentre questo disco, non so nemmeno esattamente cosa sia, e penso sia una bellissima cosa. Il mio più grande rimpianto è che non abbiamo mai portato un nome per questo genere, potremmo chiamarlo “futurismo naturale”, il suono riflette esattamente ciò che abbiamo voluto fare, ovvero musica suonata da esseri umani che guarda al futuro. Vorrei riuscire a proporre un nome per questo genere, perché in fin dei conti siamo tutti rinchiusi dentro i generi, forse, invece di “futurismo naturale” potremmo chiamarlo “naturalismo futuro”.

Vorrei chiedervi qualcosa sul ritmo, penso che sia particolarmente diverso dal passato, forse in relazione a questa vostra intenzione di essere più ballabili.
Bob: quando stavamo scrivendo, abbiamo usate sequenze, batterie, e parti di basso, e le abbiamo scritte su computer o altri dispositivi, e poi le abbiamo portate nel contesto di una live band, le abbiamo suonate dal vivo, e così finisci a scrivere cose che non faresti naturalmente usando semplicemente gli strumenti in un set live, perché, quando utilizzi un’interfaccia diversa, le cose cambiano. Credo sia stata una cosa di grande efficacia per noi.

Mi piacciono le armonie in “The Academy Awards”, penso che sia possibile metterle in relazione con quelle di “Eleanor Put Your Boots On”, e mi piace molto come realizzate questo tipo di armonie, ma lo fate piuttosto raramente.
Alex: ho sempre amato le armonie, e il metterle insieme. Ce ne sono alcune in “The Dark Of The Matinée”, e c’è qualche altro esempio di questo. Non è successo molto in passato, perché Paul e Nick avrebbero dovuto cantarle, e Paul aveva cantato un po’ in una band in passato, ma Nick non aveva mai cantato, e penso che avessero paura all’idea di troppe armonie, quindi cantavano la stessa linea che cantavo io. Quindi, abbiamo sempre mantenuto le cose semplici, ma ora Julian è nella band, e lui sa fare le armonie letteralmente ad occhi chiusi, e ha una voce molto diversa dalla mia, ha una voce davvero alta e pura, e la combinazione delle nostrre due voci porta una grande ricchezza, che poi si associa bene alle voci di Paul e Dino dal vivo. Canzoni come “Always Ascending” le suoniamo live con armonie in quattro parti, non l’avevamo mai fatto prima ed è davvero bello.

Avete una procedura per fare le canzoni, c’è una sessione di songwriting, jammate insieme in studio, come avviene?
Alex: per questo disco, c’è una metodologia diversa per quasi ogni canzone. Diversi punti di partenza, diversi metodi. “Always Ascending” è iniziata con l’idea musicale di una progressione di accordi che non si risolve mai, “Lois Lane” con la creazione di due personaggi di fantasia.
Bob: penso che ogni album abbia avuto diversi punti di partenza.

Se parliamo di testi, pensate sia possibile riassumere dei concetti generali che valgano per essi, oppure ognuno ha la propria identità?
Alex: direi che i nostri testi parlano di cosa significhi essere un essere umano oggi. Ad esempio, il titolo provvisorio di questo disco era “Sex And Death”...

Ora, ovviamente, tutti stano aspettando i vostri concerti con grandi aspettative, considerando il cambio di line-up e l’espansione del suono.
Alex: in realtà abbiamo già suonato parecchio quest’anno, abbiamo fatto un tour americano e i festival europei, è stato davvero bello. È bello avere le armonie sul palco, musicisti in più, Dino suona le chitarre e Julian si sposta tra tastiere e chitarre. Il vecchio materiale suona più fresco e le cose nuove ci piacciono davvero tanto. C’è anche un bel clima all'interno della band e ci stiamo divertendo a socializzare con le persone dopo i concerti.

Quante canzoni nuove avete già suonato?
Alex: a settembre abbiamo iniziato con quattro, nelle ultime date siamo arrivati a otto. Erano concerti piccoli, ma penso che ora, per chi vuole sentire le canzoni, ci sono in giro.
Bob: ci sono fan con versioni bootleg delle canzoni nuove che abbiamo suonato.

Perché non suonate mai “Darts Of Pleasure” dal vivo?
Alex: la suoniamo! In quel primo concerto a Bologna, l’abbiamo sicuramente suonata, me lo ricordo, è stata l’ultima canzone.

OK, ma dal secondo disco in poi...
Alex: l’abbiamo suonata qualche volta, sono piuttosto certo che l’abbiamo suonata in un concerto vicino a Firenze, perché un ragazzo l’ha richiesta dal pubblico e l’abbiamo suonata. Quindi, la prossima volta che vieni a vederci, vieni nelle prime file e urlane il titolo!
Bob: puoi richiedere qualunque canzone tra quelle che sappiamo suonare, anche B-side o cover. Potremmo suonare di nuovo “Womanizer”...
Alex: certe canzoni le suoni una volta nella vita, altre le suoni più spesso.

Discografia
 FRANZ FERDINAND 
   
 Darts Of Pleasure (Ep, Domino, 2003)

6,5

Franz Ferdinand (Domino, 2004)

8

 You Could Have It So Much Better (Domino, 2005)

6,5

 Tonight: Franz Ferdinand (Domino, 2009)

7

Right Thoughts, Right Words, Right Action (Domino, 2013)

7

Always Ascending (Domino, 2018)

7

   
 FFS (FRANZ FERDINAND + SPARKS) 
   
FFS (Domino, 2015)7,5
pietra miliare di OndaRock
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Video

Darts Of Pleasure
(video, da Franz Ferdinand, 2004)

Take Me Out
(video, da Franz Ferdinand, 2004)

Michael
(video, da Franz Ferdinand, 2004)

Matinee
(video, da Franz Ferdinand, 2004)

This Fire
(video, da Franz Ferdinand, 2004)

Walk Away
(video, da You Could Have It So Much Better, 2005)

The Fallen
(video, da You Could Have It So Much Better, 2005)

Eleanor Put Your Boots On
(video, da You Could Have It So Much Better, 2005)

Ulysses
(video, da Tonight: Franz Ferdinand, 2009)

Can't Stop Feeling
(video, da Tonight: Franz Ferdinand, 2009)

No You Girls
(video, da Tonight: Franz Ferdinand, 2009)

 

Love Illumination
(videoclip da Right Thoughts, Right Words, Right Action, 2013)

Right Action
(videoclip da Right Thoughts, Right Words, Right Action, 2013)

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