Gala Drop

Gala Drop

Musica del quarto mondo

intervista di Antonio Ciarletta
NG=Nelson Gomes
AS=Alfonso Simões

Per iniziare, mi piacerebbe voi spiegaste al pubblico italiano come (quando e perché) avete formato il gruppo?
NG: I Gala Drop nacquero verso la fine del 2004. Io e Tiago (Miranda, ndr) ci conoscevamo già da un anno. Perché? Per la passione comune che ci lega alla musica e perché volevamo sviluppare qualcosa insieme. Più tardi, quando Alfonso (Simões, ndr) si è unito a noi, è diventato tutto più chiaro circa le direzioni da intraprendere e sui cosa volevamo dalla nostra musica. Allo stato attuale i Gala Drop sono formati da quattro persone, Guilherme (Gonçalves, ndr) che ha partecipato alle registrazione dell’album, ora è entrato in pianta stabile nella band.

Gala Drop” è un gran disco e ha un suono davvero originale. Quali sono le vostre influenze? Nella recensione ho parlato di Cluster, di dub giamaicano, della Soul Jazz Records (e di conseguenza della mutant disco anni 80) e del suono synth progressivo di band francesi come Heldon e Urban Sax. Vi sentite influenzati da queste formazioni?
NG: Grazie. Questo disco è un sano mix di idee e influenze che avevamo in testa. Certamente puoi trovare una grande quantità e varietà di fonti e risorse sonore passando da canzone a canzone. Alcune delle cose che menzioni non figurano tra le nostre influenze, ma è sempre bello vedere che le persone sentono la musica in modi diversi.

AS: Mi piacerebbe molto riconoscerli tutti (per esempio ho ascoltato gli Urban Sax solo una o due volte e non posso dire che mi abbiano influenzato). Ciò che sto per dirti è probabilmente un cliché, ma suppongo di essere stato influenzato da tutta la musica che ho ascoltato nella mia vita.

E la musica brasiliana (il tropicalismo in particolare) la sentite parte del vostro suono?
AS: Sì, moltissimo. In Portogallo la musica brasiliana è intorno a noi dappertutto; loro cantano nella nostra madrelingua, così è facile relazionarsi a quelle canzoni. Personalmente, sono cresciuto ascoltando Caetano Veloso, Chico Buarque, Gal Costa ecc. (che mi piacessero o meno, giravano in radio tutto il giorno). Attualmente non ascolto molta musica brasiliana, ma Jorge Ben, è tra i miei musicisti preferiti.

NG: Penso che la musica brasiliana eserciti una grossa influenza qui in Portogallo, ma tutti noi cerchiamo di rifiutare questa cosa, probabilmente lo saprai.

Come descrivereste la vostra musica? Ho notato un contrasto, perché dietro il suono tribale e gli arrangiamenti esotici, mi sembra si nasconda quel disagio urbano tipico della vita metropolitana. Puoi confermare questa impressione?
NG: Vedo lo spazio, l’eco, le melodie scorrevoli, i ritmi, un batterismo percussivo, strati di synth e di organo, e poi felicità e spazio ed eco.

AS: Capisco cosa intendi, ma noi facciamo musica per la gente che l’ascolta. Se a qualcuno piace, a noi fa piacere.

Il suono delle percussioni e della batteria è una parte importante della vostra musica. I pattern percussivi nascono prima o dopo gli altri elementi del suono?
AS: Di solito nascono dopo, anche se la nostra musica è percussiva in ogni suo elemento. Alcuni punti di partenza per le nostra composizioni (sample, loop) sono spesso ritmici, altre volte no, tuttavia cerchiamo di suonare in modo che la nostra musica sia percussiva nella sua interezza.

Potete descrivermi il vostro processo compositivo? Qual è il driver?
AS: Il nostro istinto?

“Ital”, “Ubongo” and “Dabum” sono canzoni assolutamente aliene. E’ come se fossero state concepite come delle mini-suite piuttosto che come pop song
AS: Come ti ho appena detto, noi suoniamo in base all’ istinto del momento. Non pensiamo di fare canzoni che siano più o meno pop.

Cosa mi dici di “Holy Heads”? E’ un grande pezzo, ma è forse il più convenzionale. Mi ricorda gli Animal Collective…
AS: Non so dirti se sia la canzone più convenzionale o meno, ma se dici che ti porta alla mente gli Animal Collective sono contento, perché sono una grande band.

“Frog Scene” potrebbe essere un pezzo dance di Arthur Russell, versione Dinosaur L.
NG: No so dirti, è difficile per noi fare questo tipo di paragoni, però posso dirti che Arthur Russell, è il mio artista/produttore dance preferito.

Gala DropAnche “Crystals” è un bellissimo pezzo, ma lontano dal suono di altre produzioni portoghesi. Ma in che modo la vostra si rapporta alla musica tradizionale portoghese?
AS: Questa è una domanda molto interessante, ma che comporta una seria riflessione. Penso che la nostra musica sia “portoghese” nella misura in cui tutti noi siamo nati in Portogallo. Non cerco di fare musica tradizionale portoghese nello specifico (come il fado per esempio, che è uno dei pochi idiomi musicali interamente portoghesi), come non sto cercando di fare musica roots americana, africana o quant’altro. Sarei veramente felice se qualcuno dicesse che la nostra musica è universale, ma credo che la nostra nazionalità portoghese (e il fatto che viviamo a Lisbona in particolare), influisca profondamente sul modo in cui creiamo musica; le persone, il clima, la musica che è stata creata qui in precedenza, sicuramente influenzano ciò che facciamo.

La musica avant portoghese ha una buona tradizione, vista la presenza di artisti importanti come Nuno Canavarro, Rafael Toral, David Maranha/Osso Exótico. Vi sentite influenzati da questa tradizione, e in che modo?
AS: Sì, molto. Alcune delle persone che hai menzionato, mi sono attualmente molto vicine. Se mi chiedi una classifica dei dieci musicisti portoghesi che preferisco, sono sicuro che questi tre sarebbero in cima alla lista.

Quale è stato il contributo di Rafael Toral nell’economia del suono di”Gala Drop”?
AS: E’ stato molto importante nel far sì che la nostra musica fosse il meglio prodotta possibile e di conseguenza credibile come prodotto musicale a tutto tondo.

Ascoltate house e techno attualmente?
NG: Più di quanto tu possa immaginare.

Che mi dite della scena avant-rock portoghese? Mi sembra ci siano due centri principali come Lisbona e Oporto, molte band ottime (Loosers, Tropa Macaca, Frango, Dopo etc.) e alcune importanti etichette e net label
AS: Non so dirti se ci sia veramente una scena avant-rock portoghese, ma ci sono sicuramente una serie di persone che stanno facendo delle cose interessanti. Alle band che hai menzionato vorrei aggiungere Caveira, Aquaparque e One Might Add.

NG: Io vorrei ancora aggiungere alcuni grandi act portoghesi non necessariamente avant-rock, come Photonz, Slight Delay, Tiago, Norberto Lobo, Coclea, Calhau! e António Contador.

State già lavorando a un altro album?
AS: Stiamo lavorando a un 12” che uscirà quest’anno e abbiamo già una serie di nuove canzoni che saranno parte del nostro prossimo album, previsto per il 2010.

Di cosa vi occupate al di fuori della musica?
NG: Da due anni, lavoro come musical promoter qui a Lisbona, con il nome di Filho Único, con il mio business partner e amico Pedro Gomes. Prima ancora abbiamo lavorato per tre anni in un posto chiamato ZBD (galleria d’arte moderna situata nel centro di Barrio Alto, nella parte vecchia di Lisbona, ndr). Afonso e André Abel (di Aquaparque e Tropa Macaca) si sono uniti al team recentemente.

AS: Al di fuori del lavoro che faccio con Nelson, sono coinvolto nel booking e nell’organizzazione di tour europei per gruppi e artisti principalmente americani. Lavoro anche come roadie per una rock band portoghese dove suonano alcuni miei amici.

Cosa state ascoltando in questo periodo?

NG: weird disco e house music. Gruppi: Aquaparque, Slight Delay/Tiago, Ariel Pink, Blues Control, Kurt Vile, The Strange Boys, Animal Collective, Black Dice, Black Meteoric Star (aka Gavin Russom)…

AS: Proprio adesso sto ascoltando VH1 Classic (una rete televisiva musicale statunitense, ndr), è grande! In questo momento non ho una band preferita. I miei preferiti in assoluto probabilmente sono i Can.

Se non sbaglio i Loosers hanno suonato anche con Valerio Cosi. Conoscete (e vi piacciono) musicisti italiani?
AS: La musica di Valerio è davvero ottima, e mi piacciono anche Stefano Pilia, Jooklo Duo, A Short Apnea, anche se non conosco molte delle band italiane che stanno uscendo adesso. Del passato mi piacciono molto Ennio Morricone, Piero Umiliani, La Stelle di Mario Schifano, Luciano Cilio, Giorgio Moroder, tonnellate di italo-disco, gruppi di cui non conosco neanche il nome, e ho questo disco “La Bionda” (i fratelli La Bionda, ndr) che mi piace veramente molto.

NG: I miei artisti italiani preferiti sono: Danielle Baldelli, Maurizio Bianchi, MCIAA, Gianni Gebbia, Valerio Cosi, Stefano Pilia, Ricardo Wanke, Musica Elettronica Viva, Jooklo Duo e Franco Battiato.

Discografia
Gala Drop (Gala Drop Records, 2009)

8

II (Golf Channel Recordings, Gdr, 2014)

7,5

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