Hugh Cornwell

Hugh Cornwell

C' vita oltre gli Stranglers

intervista di Michele Savoldi

“La musica è reversibile, il tempo no”, recitava un brano degli Electric Light Orchestra se suonato al contrario. Le lancette non possono tornare indietro, non sicuramente per Hugh Cornwell: i fan degli Stranglers che sperano, prima o poi, in un suo ritorno alla band originaria possono toglierselo dalla testa. Hugh, a ragione, ha intrapreso da ormai quasi 30 anni un'invidiabile carriera solista che ha regalato a lui grandi soddisfazioni e ai suoi fan dischi e brani indimenticabili. Per non parlare delle sue incursioni in ambito letterario, teatrale e cinematografico. E' da poco uscito "Monster", nuova fatica del quasi settantenne gentleman inglese, che fonde in maniera interessante le sue due anime, quella elettrica e quella acustica. E provoca, tanto. Ecco cosa Hugh Cornwell ha da dire ai lettori di OndaRock. Buona lettura.

Dunque, caro Hugh, musicalmente parlando quali differenze trovi tra “Totem & Taboo” e “Monster”?
Beh, sono stati creati in modi differenti, voglio dire, per “Totem” abbiamo provato le canzoni prima di andare in studio ed è stata una vera e propria registrazione live, noi tre: io, basso e batteria abbiamo registrato dal vivo con poche cose extra. Invece “Monster” è stato creato in uno studio senza altri musicisti, dunque una situazione piuttosto diversa in cui registrare. Ma quello che è interessante è che suonare “Monster” dal vivo è molto eccitante per me perché immediatamente diventa qualcosa di reale mentre in studio è virtuale, mi capisci?

Certo, in studio sovraincidi e cose simili mentre dal vivo è diverso...
Sì, ma non intendo solo sovraincisioni, voglio dire che ricreiamo il disco “Monster” sul palco senza lasciare fuori nulla, è tutto come dev'essere! Quando ho registrato “Monster”, ho voluto che fosse molto semplice in modo che fosse facile ricrearlo. Ha delle similitudini con “Totem & Taboo” perché è molto semplice e l'ho fatto deliberatamente, ma è diverso nel senso che non sono performance live, bensì in studio.

Forse “Hooverdam” era più elaborato in questo senso?
Oh, “Hooverdam” era molto più elaborato, c'erano molte più registrazioni in corso, anche se era solo su sedici tracce, c'erano più registrazioni nel processo.

In “Monster” affronti sia gli eroi che i “cattivi”. Li giudichi in un qualche modo nei testi o hai una visione neutrale nei loro confronti?
No, cerco di non essere giudicante, i testi cercano di essere in empatia con loro... quando dico empatia, voglio dire solo cercare di capirli! C'è una canzone molto vicina agli italiani perché parla di Benito Mussolini: non voglio dire che fosse un buon uomo, ma cerco di capire, perché all'inizio era un socialista e voleva che tutti fossero felici, con un lavoro e abbastanza soldi per vivere sereni. Solo quando è entrato in connessione con l'uomo tedesco – il tiranno – le cose sono cambiate. Lo stesso dico per Mugabi, sono certo che quando ha iniziato la sua vita di rivoluzionario volesse il meglio per il suo paese. Ma tutti sappiamo che il potere corrompe e questo è ciò che accade, sfortunatamente: i loro ideali sono stati compromessi. La cosa importante che ora ho capito, una volta terminato il disco, è che tutta la gente su “Monster” ha avuto vite incredibilmente interessanti! Gente molto interessante, sia fossero persone buone o cattive, comunque affascinanti e interessanti e persone che hanno raggiunto degli obiettivi. Sono dunque famose per un motivo mentre ora, nella società di oggi, troviamo gente che vuole essere famosa per nulla! Non hanno fatto niente e dunque ti ritrovi persone famose solo perché... sono famose! Per nessuna ragione! Dunque ho realizzato che quello che ho fatto è un commento sulla società odierna per qualche ragione...voglio dire: perché la gente vuole essere famosa? Non lo capisco, forse è perché trovano difficile avere un'identità nel mondo di oggi, farsi una loro identità da soli, così credono che se saranno famosi avranno un'identità come individui!

Sì, è abbastanza superficiale...
Sì, ma è divertente, no? Ecco come stanno le cose oggi!

Certo, oltre Andy Warhol perché era qualcosa di diverso allora...
Sì, sì, esatto! Credo che tu abbia capito.

Triste ma vero, ma anche divertente, hai ragione.
Sì, divertente, umoristico. Vedo sempre l'aspetto divertente delle cose, anche se si tratta di Mussolini!

Dicci qualcosa di “Restoration”, il riarrangiamento acustico di alcuni classici degli Stranglers, inserito come bonus nel disco Monster...
L'idea è venuta dall'etichetta discografica, la Sony, a loro è piaciuto “Monster”, ma hanno detto: “Cerchiamo l'interesse dei fan degli Stranglers, forse a loro non interessa la tua musica da sola! Interessiamoli con qualcosa degli Stranglers”. Sapevano che ogni due anni faccio dei tour acustici e mi hanno chiesto: “Perché non incidi un disco acustico?”. Non l'avevo mai fatto prima, ho registrato dei concerti in acustico ma non sono mai stato in studio per registrare un disco in acustico. L'idea mi è piaciuta e ho scelto delle canzoni che credo funzionino molto bene con la chitarra acustica e poche altre cose extra. Volevo che suonasse molto oscuro, sai, come i dischi di Johnny Cash o cose simili, e questo pure ha influenzato la scelta delle canzoni, dato che ho scelto canzoni dove canto in un registro da baritono piuttosto che usare voci acute. Sì, ne sono molto soddisfatto e sai una cosa? Ci è quasi voluto più tempo a registrare “Restoration” che il disco “Monster”.

Sì, qualcosa come gli American Recordings di Johnny Cash in effetti...
Sì, ci vuole parecchio...meno cose hai da mettere sul disco, più devi stare attento a come suonano.

Esatto, specialmente in acustico. E com'è lavorare con una grossa etichetta come la Sony in questa bizzarra epoca digitale?
E' fantastico, sono bravissime persone, molto avanti, con grandi idee: vengono da etichette indie, dunque hanno una mentalità indipendente. Amano quello che faccio, perciò sono in una posizione molto fortunata al momento, dato che hanno un interesse per quello che faccio. Mi fa molto piacere.

Stai lavorando a progetti extra musicali al momento?
Sto lavorando su alcuni progetti extra, non necessariamente musicali: progetti legati a un libro e progetti legati a un film. Ma queste cose sono ancora più lente della musica, sai? La lavorazione di un film è molto, molto lenta nel progredire. Fai dei progressi, ma in maniera molto lenta. Coi libri è lo stesso: tutto molto lento. Ma sono progetti attivi e quando qualcosa sarà pronto, farò un annuncio!

C'è qualcosa che ti manca e che non ti manca dei giorni con gli Stranglers?
Non mi manca il fatto di dover stare attento quando si è in un gruppo perché si è in una situazione politica. Dunque non mi manca la politica, posso fare quello che voglio ora, è il mio show e amo questa cosa. Perciò non mi manca nulla, davvero: la gente con cui suono dal vivo, il bassista, il batterista e la squadra... siamo come una piccola famiglia, sai? E' molto bello, siamo molto vicini, siamo felici l'uno dell'altro, amiamo la compagnia l'uno dell'altro. Siamo come una piccola banda ed è una situazione molto bella, positiva e i risultati si vedono dagli show: il pubblico li ama, i nostri fan sostengono che non abbiamo mai suonato così bene.

Puoi mandare un messaggio e un saluto finali ai fan italiani di Hugh Cornwell?
Sì! Sono molto scontento del fatto di non poter venire a suonare in Italia. E' una delle mie nazioni preferite, ho un sacco di amici italiani, mi diverto a stare in Italia e perciò sono molto triste all'idea di non poter venire a suonare lì. Spero che quanto prima ci sia l'opportunità di venire a suonare in città come Bologna o Milano, Roma... tutti quei posti adorabili! Non vedo l'ora, succederà ma non so quando. Voglio dire, ora il profilo è più “elevato” con “Monster” e la Sony, forse ora più gente sarà interessata a organizzare e portarmi là! Spero possa avvenire più prima che poi.

Discografia
 THE STRANGLERS (WITH HUGH CORNWELL)
 
   
IV/Rattus Norvergicus (United Artists, 1977)

 

 No More Heroes (United Artists, 1977)

 

Black And White (United Artists, 1978)

 

 Live (X Cert) (live, IRS, 1979)

 

The Raven (United Artists, 1979)

 

 (The Gospel According To) The Meninblack (Liberty, 1981)

 

 La Folie (Liberty Records, 1981)

 

The Collection 1977-1982 (antologia, Liberty Records, 1981)

 

 Feline (Epic, 1983)

 

 Aural Sculpture (Epic, 1984)

 

 Dreamtime (Epic, 1986)

 

 All Live And All Of The Night (live, Epic, 1988)

 

 10 (Epic, 1990)

 

 Greatest Hits 1977-1990 (antologia, Epic, 1990)

 

   
 HUGH CORNWELL 
   
 Wolf (1988) 
 Wired (1993) 
 Guilty (1997)
 
 Hi Fi (2000) 
 Footprints In The Desert (Track, 2002) 
 Beyond Elysian Fields (Track, 2004) 
Hooverdam (2008) 
 Totem And Taboo (2013) 
 Monster (2018) 
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