Kristin Hersh

Kristin Hersh

La dolcezza di una stella

intervista di Magda Di Genova
Vediamo se ho tutto: registratore, quaderno con le domande, penna, fazzolettino che non si sa mai... telefono, numero di telefono. Ho tutto, posso partire.
Tiro su la cornetta... Mmmmhhh... a me questa cosa non quadra... basta davvero così poco? Io tiro su il telefono, compongo un numero e chiacchiero con Kristin Hersh? Boh... zerozerouno... come chiamare la mamma per dire che vorrei gli spaghetti al sugo per cena? ...novedue... o Lara per sapere se ha sentito il nuovo di
Staples? ...cinquecinqueotto... o Camilla se ha provato l’ultima novità in fatto di merendine?... seiquattrouno... Bhò... Eh, infatti, vedi?, non squilla. Non è che uno adesso si mette qui, fa un numero e parla con Kristin Hersh! ...Va be’, aspetta: è un’intercontinentale... Va be’, aspetto, ma guarda che qui non squilla. Aspetto ancora un secondo e metto giù... Ecco, squilla... Vedi che squilla?... Come squilla?! ...Squilla?! ...Squilla. PAURA! METTIGIÙMETTIGIÙMETTIGIÙMETTIGIÙ!

Pronto?
Ehm... Ehm... Sì, buongiorno... Il mio nome è Magda Di Genova, chiamo da Milano e avrei un’intervista fissata con Kristin Hersh...
Kriiiistiiinn! La tua intervista!

Pronto?
Kristin? Buongiorno, sono Magda, Onda Rock. Avevamo un’intervista fissata.
Ciao Magda, è un piacere conoscerti.
È un piacere tutto mio, credimi.
Prima di cominciare l’intervista, posso dirti che la tua nuova pettinatura ti sta che è un incanto?
(ride) Sai una cosa? In realtà così sono al naturale: ho semplicemente smesso di tingermi e stirarmi i capelli!

Ok. Cominciamo col parlare del tuo nuovo disco, “Learn To Sing Like A Star”. Ho l’impressione che tu abbia passato un periodo di grandi cambiamenti: hai cambiato pettinatura (sei tornata a quella naturale, ma è comunque un cambiamento), il disco ha un suono molto diverso da quello a cui eravamo abituati e anche il titolo mi sembra una richiesta di cambiamento: “Learn To Sing Like A Star”.
Mi ci sono voluti quattro anni di “separazione” dalla mia carriera solista per formare i 50 Foot Wave e quando sono tornata alla mia “attività principale” mi sono resa conto che molto è cambiato. In questo periodo è come se non vivessi da nessuna parte: lavoro il più possibile e sto “rielaborando” la mia carriera solista.

Giusto, la tua carriera solista. Questo disco, però, suona più come il disco di un gruppo. Nonostante tu suoni praticamente tutto ad eccezione della batteria (che suona David Narcizo dei Throwing Muses) è molto distante dalle atmosfere acustiche e intimiste a cui ci avevi abituati.
Quando faccio un disco solista, passo molto tempo ad armeggiare con gli strumenti. A volte potresti sentire: “Kristin, cosa stai facendo con quello strumento?” “Lo sto accordando: lo voglio suonare!”. Immagino che, per questo disco, mi sia lasciata prendere un po’ troppo la mano.
Penso che questa sia la ragione principale per la quale questo disco suoni più come il disco di un gruppo.
Il disco precedente era molto tranquillo e d’atmosfera anche se avevo Andrew Bird e Howe Gelb a suonare con me. È un disco molto “imbronciato” se lo vogliamo paragonare a questo più recente.

Kristin...
Sì?
Perché vuoi imparare a cantare come una star? Per guadagnare di più? (la sento sorridere) Perché se è così mi sa che non basta: devi comprarti un paio di hot pants e dimenarti sotto una doccia! (Kristin scoppia a ridere)
No! Il titolo è uno scherzo. L’ho estrapolato da una stupida e-mail che ho ricevuta, sai, dello spam. Si riferiva a quel ridicolo programma televisivo che è “American Idol” (più o meno la versione americana, pomposa e glitterosa del nostrano “Amici”). Il titolo non è niente di più che uno scherzo.

I Throwing Muses hanno tenuto alcuni concerti lo scorso anno.
Sì. Abbiamo suonato nelle maggiori città americane e ho aperto i concerti con il mio nuovo gruppo, i 50 Foot Wave.
È stato grandioso. Non ero sicura di come sarei riuscita a suonare nella stessa sera due concerti, entrambi così intensi, e non ero sicura nemmeno dell’accostamento dei gruppi: non sapevo se avevano un suono troppo simile o troppo diverso. Non sapevo assolutamente cosa aspettarmi, ma mi sono divertita moltissimo e si è rivelato un tour di successo.
È bello scoprire che, dopo vent’anni, riusciamo ancora ad andare in tour.
Far di nuovo parte di un gruppo (nel tuo caso ben due gruppi) ha in qualche modo influenzato il suono di questo disco?

Penso di essermi abituata a quel suono e qualsiasi altra cosa non mi avrebbe soddisfatto.

Come hai composto le canzoni per “Learn to Sing Like a Star”? So che, in passato, componevi molto mentre eri in tournée.
Immagino sia successo così anche questa volta, perché sono costantemente in tour. Penso che molte canzoni avessero solo bisogno di ricevere una determinata opportunità per essere registrate. Mi sorprende di come tutte non parlino di essere costantemente in tour! (sorride) Sarebbero tutte canzoni country tristissime!

Nei versi che scrivi ti sei sempre esposta in maniera assoluta, addirittura quasi imbarazzante per l’ascoltatore. Come ti riesce in maniera così naturale? Mi sono anche chiesta se scrivere canzoni fosse, per te, una specie di terapia.
Suppongo sia così, ma... mi piace anche pensare che scrivo canzoni che parlano di tutti e non solo di me. Rimarrei delusa da me stessa se pensassi solo di pubblicare le pagine dei miei diari e chiedere, in questo modo, l’interesse altrui.

Hai mai pensato — o ti è mai stato chiesto — di scrivere la tua biografia?
Sì! Solo quest’anno sono stata contattata da una mezza dozzina di scrittori perché scrivessi con loro la mia biografia, ma la sola cosa che abbia mai scritto è un blog ed è una cosa totalmente diversa da un libro. Non potrei mai scrivere nulla fino a quando non imparo cosa significhi “scrivere”. Ma se ci sono delle persone che vogliono scrivere dei libri su di me... (ride) ...mi fa piacere!
Nel caso, supervisioneresti ciò che viene scritto?
Oh... Nnno, non mi importa quello che scrivono! (ride ancora)

Tempo fa hai ammesso di aver incontrato del sessismo nella tua carriera e che questo ti ha portato a rifiutare ogni attività promozionale.
Sì. Molto spesso ho visto tutta l’attività promozionale come un... male necessario, ma non puoi essere un musicista senza vendere la tua musica. A un certo punto l’ho dimenticato e ho usato l’industria discografica perché mi aiutasse a vendere la mia musica: volevo essere in grado di suonare senza per questo morire necessariamente di fame ed ecco perché detestavo fare promozione.
Ora, invece, apprezzo l’opportunità che mi si offre di parlare con persone come te, entusiaste, e parlare con loro di musica e di cose che piacciono a entrambe. Con persone che vogliono essere dei buoni scrittori, dei buoni dj radiofonici... Ho capito che esiste un’industria discografica buona e non solo quella grossa, grassa e untuosa dei ricchi.

Avevo anche sentito dire che stavi sviluppando un progetto di download di mp3. Di cosa si trattava?
Sì, è un progetto nato anni fa ed è un perenne work in progress.
L’Ep dei 50 Foot Wave è disponibile in download nella sezione “Free Music” del sito ed è stato scaricato più di un milione di volte. È un po’ come avere un “hit record” segreto (sorride).
Ho sempre pensato che la musica fosse principalmente un bisogno umano d’espressione e che il mercato arrivasse solo in seconda battuta.
Sai, puoi guadagnare abbastanza con i concerti. In questo modo puoi vivere degnamente facendo il musicista.
Krisitin, come fai a essere costantemente in tour e a conciliare la tua attività con la vita familiare? (Kristin Hersh ha 4 figli!)
È uno stile di vita molto duro, ma non sono mai stata pigra. Per me tutto questo è importante: i figli sono importanti, le canzoni sono importanti. È un’ottima ragione per essere qui.
Niente mi pesa, perché faccio tutto ciò che per me è importante.

Ultima domanda.
Ci sarà un nuovo disco dei Throwing Muses? ... Che detto così sembra che non aspetti altro, te lo giuro, Kristin: mi piacciono molto i tuoi dischi da solista!

Sei carinissima!
Sì, c’è un nuovo disco dei Throwing Muses in uscita: ci stiamo lavorando in questo periodo. Sul nostro sito chiediamo ai nostri fan di spiegarci come vorrebbero che questo disco suonasse.
Aspetta... Chiedete ai vostri fan di dirvi cosa vorrebbero sentire?! Ma questo non vi limita? Lo trovo... scusa, eh, ma lo trovo un po’ troppo comodo... Davvero seguite le indicazioni di chi comprerà il disco per comporlo?
No! (ride)
Ti ringrazio: era quello che volevo sentirmi dire. Ora sono sollevata!

(08/02/2007)
Discografia
 KRISTIN HERSH

 

  

 

Hips And Makers (1994)

 

Strange Angels (1998)

 

 Murder, Misery And Then Goodnight (1998)

 

 Sky Motel (1999)

 

 Sunny Border Blue (2001)

 

 The Grotto (2003)

 

 Learn To Sing Like A Star (2007)

 

 Cats And Mice (2010) 
 Wyatt At The Coyote Palace (2016) 
 

 

 THROWING MUSES

 

  

 

Throwing Muses (1986)

 

 House Tornado (1988)

 

 Hunkpapa (1990) 
 The Real Ramona (1991) 
 Red Heaven (1992) 
 The Curse (live, 1992) 
University (1995) 
 Limbo (1996) 
 Throwing Muses (2003) 
 

 

 50 FOOT WAVE

 

  

 

 GoldenOcean (2005)

 

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Recensioni

KRISTIN HERSH

Wyatt At The Coyote Palace

(2016 - Omnibus Press)
Un gran ritorno in formato libro e doppio cd per la leader dei Throwing Muses

KRISTIN HERSH

Cats And Mice

(2010 - Kitten Charmer)
Soltanto voce e chitarra nell'emozionante live dall'ex-leader dei Throwing Muses ..

KRISTIN HERSH

Learn To Sing Like A Star

(2007 - Yep Roc)
Nuova prova per la "stella" dell'indie-rock di marca 4AD

KRISTIN HERSH

The Grotto

(2003 - 4AD)

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