Kula Shaker

Kula Shaker

Un mantra pop-rock

intervista di Stefano Bartolotta

A pochi giorni dalle date italiane della band, previste il 25 febbraio all'Alcatraz di Milano e il 26 all'Orion di Roma, abbiamo avuto un rapido scambio di domande e risposte via e-mail con Crispian Mills. Abbiamo optato per porre un numero non elevato di domande, visto che il tour è in pieno svolgimento. Le risposte, comunque, ci aprono una finestra su alcuni retroscena e su come la band si approccia alla realizzazione di un disco.

Dalla vostra reunion, avete per lo più evitato di fare le stesse cose che facevate negli anni Novanta e penso che valga la stessa cosa per questo album, nonostante il titolo.
Penso che quello dei 20 anni sia un anniversario che sia giusto fare, e come un anniversario di matrimonio, per la propria stessa natura c’è un senso di nostalgia mescolato con un “siamo riusciti a arrivare fin qui!”. Per ogni lavoro creativo, la nostalgia può essere ancora un elemento che spinge a essere produttivi solo fin quando è bilanciata con un senso di ottimismo per il futuro. La band è certamente convinta di aver esplorato nuovi territori con questo album, nonostante questo festeggiamento dei 20 anni.

Inoltre, i tre album che avete fatto fin da quando vi siete riuniti sono abbastanza diversi l’uno dall’altro, vi siete sempre presi un po’ di tempo tra uno e l’altro, ma probabilmente era importante per raccogliere sempre nuove idee.
Le canzoni e il suonare la musica sono sempre stati ciò che guidava il processo di realizzazione di un album. L’album è raramente un processo artistico pre-meditato, ma è più un autoritratto di dove sei in quel momento della tua vita. Penso che ogni album che abbiamo fato dica molto su di noi come persone e come band. “Peasants, Pigs, and Astronauts”, ad esempio, è un grande disco, ma è anche il suono di un gruppo di ragazzi che stavano diventando completamente pazzi.

Nonostante tutte queste differenze, ognuno può subito riconoscere i Kula Shaker, e penso che questo non sia dovuto solo alla tua voce, ma anche a un’attitudine sonora complessiva. 
Sì, suoniamo molto rilassati. Più rilassati suoniamo, meglio è. E di solito, con un occhio all’aspetto teatrale di una storia.

In questo nuovo album "K 2.0", c’è qualcosa che mi ricorda i Jeevas e è la prima volta che succede.
Forse è “33 Crows”. L’ho scritta con Simon Roberts della band Bucky. Avevamo anche scritto insieme una canzone in “1234”, il disco dei Jeevas, si intitolava “Ghost (Cowboys In The Movies)”.

Quasi tutte le vostre canzoni sono accreditate a due autori, come funziona questo processo con più persone che scrivono la canzone?
Riusciamo a farlo funzionare. Io e Alonza di solito iniziamo una canzone da soli e ci aiutiamo l’un l’altro nel finirla, o noi due assieme, oppure con tutta la band, scartando idee a alto volume.

Vi ho visti dal vivo tre volte e è sempre stato meraviglioso, avevate proprio l’aspetto di quelli che si stavano divertendo sul palco. Vi piace effettivamente di più rispetto a lavorare in studio o vi piacciono allo stesso modo le due dimensioni? Quanto vi influenza il caloroso riscontro da parte dei fan? Ricordo ancora quando avete suonato a Milano al Rainbow Club nel 2006, l’atmosfera era piena di amore che partiva da voi verso di noi e tornava indietro.
Per prima cosa e sopra ogni cosa, i Kula Shaker sono una live band. Partendo da qui capisci tutto nel complesso. Il pubblico è l’altra metà del concerto. Per esempio, è molto difficile per noi suonare una canzone come “Govinda” senza un pubblico. È tutto sullo scambio, c’è vera magia in esso.

Settembre segnerà il 20esimo anniversario di "K", pensate che ci saranno una ristampa e/o un tour celebrativi?
Continueremo a suonare per il resto dell’anno. Pubblicheremo anche nuova musica intanto che continueremo a suonare. Non so per quanto tempo continueremo a farlo. Quello che so è che, qui e ora, siamo in missione per essere bravi.



Discografia
K (Columbia, 1996)9
 Peasants, Pigs & Astronauts (Columbia, 1999)6,5
Kollected - The Best Of (Columbia, 2002)
 
 Strangefolk (Strange F.O.L.K., 2007)6
 Pilgrims Progress (Strange F.O.L.K., 2010) 6,5
 K 2.0 (Strange F.O.L.K., 2016)7
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

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