Lakes

Lakes

Folk dalle foreste australiane

intervista di Gianluca Polverari e Lorenzo Pagani
Lakes è la creatura neo-folk di Sean Bailey, musicista nato in Tanzania ma trasferitosi da tempo a Melbourne, vivace "capitale" della scena underground australiana. In occasione dell'uscita di "Blood Of The Grove", il suo quinto lavoro, su Avant! Records, l'abbiamo contattato per approfondire il "mondo" di Lakes e fare un riepilogo della sua carriera musicale.

Come è iniziato il progetto Lakes? In quali band hai suonato in precedenza?
Il progetto è iniziato nel 2002 perché volevo smettere di suonare in una “band”, fondamentalmente per non dover più lavorare con altra gente! Volevo inoltre iniziare un progetto che avesse un set minimale da portare in tour, con cui viaggiare facilmente. Inizialmente Lakes si componeva solo di tastiera, effetti e drum machine, perché era tutto ciò che avevo a disposizione: ero molto orientato a usare quello che avevo intorno a me e ciò a cui avevo accesso facilmente. Avevo suonato in diverse band prima di formare i Lakes. Ho iniziato suonando la batteria quando avevo 15 anni a Hobart, in Tasmania. Negli anni precedenti alla nascita di Lakes ero in una band chiamata “The Vivian Girls”, attiva dal 1999 al 2001, nella quale ero il batterista e cantavo. Era molto influenzata dalla scena post-punk australiana e da alcune band goth e new wave inglesi. Registrammo uno split 7’’ e un full-length. Alla fine la band ebbe un sacco di problemi e ci sciogliemmo. Ne avevo abbastanza di far parte di un gruppo e di suonare la batteria, così diedi vita a Lakes.

Perché hai deciso di chiamare Lakes questo tuo progetto musicale?
Volevo trovare un nome che fosse un poco ambiguo e che avesse qualche riferimento alla natura. Stavo guidando in Tasmania quando vidi un cartello con scritto Lakes all'interno. Ho subito pensato che fosse un buon nome che nessuno aveva ancora utilizzato. Mi sembrò semplice e minimale e che potesse avere anche un suo significato una volta che la musica veniva creata. Un lago può essere isolato, freddo e scuro e questo combacia perfettamente con quello che voglio fare.

Qual è il concept alla base dei testi di Lakes?
Non ho mai fatto leggere a nessuno i miei testi, mi piace che la gente li scopra da sola, usando i titoli delle canzoni e le parole che riescono a sentire come una sorta di “guida” per capire il tutto. Mi piace che le lyrics di Lakes siano astratte e ambigue, ed ecco il motivo di questa risposta ambigua!

Quali sono i tuoi “miti” musicali e in che modo possono avere influenzato le tue composizioni?
Lakes nasce come un progetto solista post-punk ma poco dopo ho conosciuto la psichedelia folk-dark della The Incredible String Band, Comus, Pentangle, Forest e band di questo tipo. E attraverso questo il successivo passo è stato quello di andare a rovistare in band come Current 93 e Death In June, che a loro volta furono proprio influenzate dai gruppi che ho sopra citato. E così il passaggio più logico per me è stato quello di immergermi completamente in questo mondo. Ho amato anche formazioni come This Heat e Art Bears, e di questi ultimi c'è anche l'immagine di un loro album (“Winter Songs”) sulla copertina del mio primo Lp. Insomma, tutti questi gruppi sono per me delle autentiche leggende. Inoltre amo i neozelandesi This Kind Of Punishment, ai quali mi sono ispirato quando ho intrapreso l'avventura Lakes, così come il loro connazionale Alastair Galbraith, che produce incredibile musica oscura. Sento che Lakes ha ben intatte ancora le sue radici psichedeliche e post-punk, ma allo stesso modo ha aggiunto nel tempo anche altri elementi. A dire il vero ogni cosa che ho vissuto ha avuto una sua influenza, poiché tutto quanto riesce a penetrare nel mio cervello condizionando in qualche modo il mio songwriting.

Come sei entrato in relazione con la label bolognese AVANT!, che ha pubblicato questo tuo lavoro?
Contattai Andrea quando il mio album “Winter Blade” fu pubblicato. Mi rispose molto gentilmente e da lì sono nate una fitta corrispondenza e un'amicizia via e-mail, fino a quando poi non ci siamo incontrati personalmente in Italia nel 2012. In quel periodo stavo avendo problemi con la pubblicazione di “Blood Of The Grove” e così gli inviai una copia chiedendogli se volesse pubblicarlo e, fortunatamente, rispose positivamente. AVANT! è una fantastica label che lavora duramente per le sue band e dunque sono veramente felice di far parte del suo catalogo.

Cosa puoi rivelarci riguardo la copertina dell'album?
Ne stavo giusto parlando con il mio amico Daniel di Distort Magazine. Stavamo analizzando la scelta della copertina, per me è stata una sorta di decisione subconscia. Non so cosa altro pensare a riguardo se non che fui molto attratto da quella immagine che viene da un libro della Roma Imperiale. Io sono anche stato un collezionista di questo tipo di libri e continuo a cercarne, o loro a cercare me. Dopo ulteriori chiacchierate con Daniel a riguardo abbiamo convenuto che la scelta ha avuto a che fare con una fase di Lakes che si stava mutando in qualcosa di diverso. Stavo forse prendendo un approccio dominante non verso altro al di fuori di Lakes, ma al suo interno, dirigendo l'energia nel modo giusto e rendendolo più forte.

Douglas P., una delle figure-chiave del movimento neofolk, vive in Australia da qualche anno. L’hai mai incontrato? Cosa pensi dei suoi ultimi lavori?
Andai a Sydney a vedere DIJ nel 2011 e mi presentai a Douglas, chiacchierammo un po’ dopo il concerto. E’ una persona il cui approccio alla musica e la cui estetica ammiro molto, così fu incredibile per me poterlo incontrare in carne e ossa. Sono rimasto molto colpito da “The Snow Bunker Tapes”, ha creato un’intera nuova dimensione attorno ai brani di “Peaceful Snow”, che pure ho amato. “The Rhule Of Thirds” è uno dei miei dischi preferiti dei Death In June, insomma sono un grande fan dei suoi ultimi lavori.

Com’è l’attuale scena musicale a Melbourne? Quali sono i tuoi gruppi locali preferiti?
Melbourne è decisamente fantastica in questo periodo per la musica. Le mie band preferite sono Justin Fuller, White Hex, Forces, Straight Jacket Nation, Total Control, NUN, East Link, Prolife, Rule of Thirds, Bordel Militaire, giusto per citarne qualcuna.

Hai in programma dei nuovi tour europei o americani?
Non ho in programma dei tour attualmente. Il tour del 2012 in Europa è stato grandioso per Lakes e speriamo di ritornarci in futuro.
Gli Usa sarebbero una bella idea, ma non ci sono ancora piani al momento!

Cosa significa per te fare musica?
La musica è sempre stata parte della mia vita quindi significa tantissimo. È il modo più diretto per essere creativo ed è molto gratificante in differenti modi. Mi sento fortunato e riconoscente ad avere meravigliosi collaboratori ed è questo un aspetto che ora apprezzo mentre in passato non mi piaceva lavorare con altre persone. Ero tanto cocciuto nella convinzione di essere autosufficiente, ma ora non posso immaginare Lakes senza i suoi collaboratori.
Discografia
 Lakes  (Chapter Music, 2005) 
 Cloven (R.I.P. Society, 2009) 
 Solar Flecks (Inverted Crux, 2010) 
  Winters Blade (Inverted Crux, 2011)    
 Blood Of The Grove (Avant!, 2013)6,5
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

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Recensioni

LAKES

Blood Of The Grove

(2013 - Avant!)
Bel vinile nero come la musica di questo artista australiano, in bilico tra neo-folk e post-punk

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