Luke Winslow King

Luke Winslow King

Cartoline da New Orleans

intervista di Gabriele Benzing

New Orleans, al contrario di tanti luoghi dove si ritorna e che non hanno più magia, la possiede ancora. La notte ti può inghiottire senza che niente ti abbia toccato. Dietro a ogni angolo c’è la promessa di qualcosa di audace e di ideale, e le cose vanno avanti. C’è qualcosa di oscenamente gioioso dietro a ogni porta, o forse qualcuno che piange con la testa tra le mani”. Parola di Bob Dylan, uno che di magia della musica se ne intende. Non c’è da stupirsi, insomma, che anche un songwriter come Luke Winslow-King si sia innamorato della “Crescent City”: nelle sue canzoni c’è tutta l’atmosfera di una città in cui la musica si trova ad ogni angolo delle strade. Dopo un fortunato tour italiano, Winslow-King ci racconta passato, presente (e futuro) della sua avventura musicale.

Anche se sei originario del Michigan, la tua musica è strettamente legata alle strade di New Orleans. Tutto però è cominciato con una macchina rubata… Potresti raccontarci come sono andate le cose?
Ero in tour con alcuni vecchi amici nel 2001 per suonare canzoni di Woody Guthrie. Quando siamo arrivati a New Orleans ci hanno rubato la macchina la prima notte. Sono rimasto in città abbastanza per innamorarmene.

Che cosa ami di più di New Orleans?
La musica che si respira nell’aria, le piante tropicali, tutti i miei migliori amici in ogni angolo delle strade.

A New Orleans hai incontrato molti grandi artisti, da John Boutté a Roberto Luti, e hai studiato teoria musicale e composizione. Che influenza hanno avuto queste esperienze sul tuo songwriting?
Sono stato fortunato a poter completare il mio curriculum di studi qui a New Orleans. Nella mia educazione si sono unite la formazione classica e la conoscenza acquisita nelle strade e nei club. Entrambi questi elementi hanno dato forma alla mia scrittura in maniere diverse, ma ugualmente importanti. Ho imparato la teoria musicale, ma anche lo stile, e come intrattenere un pubblico.

Ci racconteresti qualcosa della registrazione e della produzione del tuo terzo albm, “The Coming Tide”?
Abbiamo registrato il disco qui nel quartiere di Bywater a New Orleans, negli studi Piety Street. È un album che riflette i nostri ultimi anni trascorsi a viaggiare e a vivere in questa splendida città. Ci sono canzoni d’amore e di nostalgia per i vecchi tempi, quando è nato il jazz. E poi hanno partecipato alcuni grandi musicisti locali.

Che differenza c’è secondo te rispetto al tuo disco precedente, “Old/New Baby”?
Penso che “The Coming Tide” sia un po’ più diretto nei testi, mentre gli arrangiamenti sono più centrati e riflettono il nostro suono dal vivo.

Luke Winslow-KingCome è nata la formazione attuale del gruppo che ti accompagna dal vivo?
Esther ed io ci siamo incontrati in un caffè e ci siamo innamorati facendo musica insieme. Il nostro bassista Cassidy, invece, l’ho incontrato sulla metropolitana di New York. Sono i migliori compagni di band che potrei desiderare e mi diverto moltissimo a portare la loro musica alla gente notte dopo notte.

Nel gennaio di quest’anno hai fatto un breve tour in Italia. Com’è stata la risposta del pubblico italiano? C’è qualche episodio del tour che vuoi condividere con noi?
È stato un tour incredibile. Il pubblico era entusiasta e quasi ogni notte le serate erano sold out. Abbiamo avuto dei momenti impegnativi quando ci è toccato imparare a mettere le catene alla macchina per attraversare la neve tra le montagne del Sud Tirolo. Alla fine abbiamo fatto marcia indietro e ci siamo fermati a dormire ai piedi della montagna. Penso che torneremo di nuovo quest’estate.

Com’è in generale il tuo rapporto con l’Italia?
Ho visitato il vostro meraviglioso Paese più di sei volte. Di solito ai tempi del college mi mettevo a suonare nelle piazze di Roma durante le vacanze. Ho conosciuto dei grandi amici e conservo splendidi ricordi di quei momenti. Ho anche imparato a difendermi in italiano. Spero di tornare ogni anno della mia vita.

Nel tuo ultimo Ep, “Live At Tweed Recording”, hai suonato un paio di classici come “Miss The Mississippi” e “Ragtime Millionaire”. Secondo te, qual è la chiave per fare veramente propria una canzone scritta da qualcun altro?
Penso che la chiave per appropriarsi di una canzone sia impararla accuratamente, e poi dimenticare tutto quello che si è imparato. Cantarla con la propria voce, secondo un’inflessione e una visione originali.

Di recente hai firmato un contratto discografico con l’etichetta Bloodshot Records, che nello scorso mese di aprile ha ripubblicato “The Coming Tide”. Come è nata questa opportunità?
Quelli della Bloodshot Records ci hanno sentiti suonare in un piccolo club di Chicago. Hanno subito trovato eccitante la nostra musica e da lì è nato il rapporto. Molta nuova gente ha potuto scoprirci grazie a loro e non vediamo l’ora di fare un mucchio di grande musica per la loro etichetta.

I tuoi primi dischi erano tutti autoprodotti. Che cosa ne pensi delle opportunità per gli artisti di promuovere la propria musica offerte dall’era digitale?
È ancora possibile, ma è molto difficile conquistare l’attenzione della stampa e della radio in maniera indipendente. Gli album autoprodotti possono funzionare se ti accontenti di viaggiare e vendere i dischi alla fine dei concerti, ma la distribuzione aiuta a spargere i semi molto più lontano.

La tua musica ha una sorta di atmosfera fuori dal tempo. Se potessi usare una macchina del tempo, che anno (e luogo) sceglieresti?
Mi piacerebbe aver visto il vecchio West americano alla fine dell’Ottocento.

Dal passato al futuro: hai già dei progetti per un nuovo disco?
Sì, siamo entrati in studio proprio in questi giorni. Abbiamo in progetto un nuovo disco per il maggio del 2014 con la Bloodshot Records.

Nell’attesa, Luke Winslow-King ha deciso di regalare in esclusiva ai lettori di OndaRock un’anticipazione del nuovo album: una versione dal vivo in download gratuito dell’inedita “Home Blues”, registrata al French Quarter Festival. Il modo migliore per respirare un po’ dell’aria di New Orleans.

Home Blues
Luke Winslow-King - Home Blues

[download]

 

 

Discografia
 Luke Winslow-King (Self released, 2006)7
Old/New Baby (Self released, 2009) 7
 You Hear Me Talkin' To Ya (Ep, Self released, 2011)6,5
 The Coming Tide (Self released, 2012 / Bloodshot, 2013)6,5
 Live At Tweed Recording (Ep, Oxford Sounds, 2012)6,5
 Everlasting Arms (Bloodshot, 2014)6,5
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Video
As April Is To May
(da "Old/New Baby", 2009)
Never Tired
(live, da "Old/New Baby", 2009)
Moving On (Towards Better Days)
(da "The Coming Tide", 2012)
Ella Speed
(live, da "The Coming Tide", 2012)
The Coming Tide
(live, da "The Coming Tide", 2012)
Swing That Thing
(da "Everlasting Arms", 2014)
Traveling Myself
(live, da "Everlasting Arms", 2014)
Everlasting Arms
(live, da "Everlasting Arms", 2014)
Luke Winslow King su OndaRock
Recensioni

LUKE WINSLOW KING

Everlasting Arms

(2014 - Bloodshot)
Il modernariato sudista si carica di slancio roots nel quarto disco del songwriter americano ..

LUKE WINSLOW-KING

The Coming Tide

(2012 - self released)
Dalle strade di New Orleans, torna il modernariato folk-jazz di Luke Winslow-King

LUKE WINSLOW KING

Old / New Baby

(2009 - Fox On A Hill)
Souvenir da New Orleans al luccichio di una banda di ottoni

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