Matteah Baim

Matteah Baim

Un'imperscrutabile magia

intervista di Giuliano Delli Paoli

Pittrice, originaria del Wisconsin, figlia adottiva dei nuovi circoli pre war-folk newyorkesi, Matteah Baim è la musa nascosta del firmamento cantautorale a tinte rosa degli ultimi anni. La sua musica è un affresco pastorale denso di venature acide, incrocio subliminale di psichedelia grezza e weird folk di primissima scelta. Amica e collaboratrice di Devendra Banhart, titolare con Sierra Casady (Cocorosie) del duo Metallic Falcons, ha aperto di recente i concerti americani di Antony & the Johnsons. L'abbiamo raggiunta in esclusiva, tra un valzer aereo e l'altro, e un amore nascosto per i compositori del cinema italiano degli anni 60 e 70.

Penso che tu sia una delle migliori folksinger nell'underground americano odierno. Nella tua musica si avvertono molto le vecchie poetesse folk (da Linda Perhacs a Anne Briggs) ma nel tuo suono prevale spesso una grande spiritualità, attraverso la quale la poesia corre insieme alla pace dei sensi. E' un riflesso della tua anima? Ascoltando le tue canzoni, viene da immaginarti come una ragazza ricca di spirito.
La pace dei sensi che corre insieme alla poesia, che bel pensiero! Penso che in una gara la Pace dei Sensi farebbe correre la Poesia più veloce e morbida. Quando ascolto la mia musica lo faccio soprattutto con le orecchie tese al modo in cui essa possa funzionare o no. Quando ci lavoro ci sono momenti in cui mi sento veramente molto felice. Forse è questa l'impronta della mia anima che tu senti. O almeno lo spero.

La delicatezza è una delle principali componenti della tua voce. In "He Turned My Mind Around" un mantra indiano mostra la sua mistica seduzione. Cosa ne pensi della collocazione della tua voce, solitamente composta e pacata, in passaggi come questo?

Credo che le poesie di Seneca mi abbiano colpito in modo molto personale quando le ho lette. Per me cantare quei versi era un modo di raccontare quest'esperienza piuttosto che una sorta di rito sciamanico. C'è una storia di trasformazione nella canzone, il tipo di trasformazione che può accadere quando due persone vedono che il loro mondo è improvvisamente e inesplicabilmente cambiato per il fatto stesso di conoscersi. Può accadere in un istante oppure nel corso di un lungo periodo di tempo. E' sempre sorprendente che questo accada. Quasi sempre non te ne accorgi che sta succedendo.

In questi ultimi anni di crisi globale, l'industria musicale ha subito cali vertiginosi (mainstream world a parte). Fuoriescono quotidianamente molti piccoli artisti, alcuni di essi hanno un grande potenziale, ma tanti altri lasciano il tempo che trovano. Credo che oggi sia davvero difficile distinguere la buona musica da quella "cattiva". Cosa ne pensi dell'introduzione/sistemazione della musica nell'universo web?

Oggi leggevo questa storia da un vecchio giornale del 1909. Uno dei titoli era "Primo volo su Parigi". Parlava della gente radunata per le strade di Parigi a guardare un aeroplano volare sopra la Torre Eiffel per la prima volta. All'epoca c'erano solo pochi aerei nel mondo intero e altrettanto pochi piloti. Oggi è difficile anche solo immaginare quanti voli ci siano al giorno in giro per il mondo da parte di aerei tremendamente più grandi e veloci. Ecco, venendo al discorso sulla musica nell'era digitale, mi sembra che ci troviamo da qualche parte tra quelle due realtà. Abbiamo visto un aereo volare sopra la Torre Eiffel, ma non stiamo volando ancora nel modo più efficiente e più veloce intorno al mondo. La tecnologia ci spinge a cambiare il tipo di interazione che abbiamo con la musica intesa come medium e come bene in tanti modi positivi ma ci sono anche tanti problemi legati alla reale qualità dei suoni e alla cura con cui le cose vengono fatte. Dobbiamo solo continuare a essere innovativi finché troveremo la giusta via.

Oliver La Farge è un grande scrittore. Com'è riuscito a influenzare la tua musica?

Mi sono imbattuta nel suo libro, "Laughing Boy", quando stavo scrivendo il disco. Lo leggevo di notte e lavoravo alle canzoni durante il giorno. Penso che l'influenza del libro sia stata sottile ma pervasiva. C'era una frase del libro a cui ogni giorno mi capitava di pensare più volte, in quel periodo: "Nella casa della felicità, là io vago". Era il pensiero e la canzone che passava per la testa del "Laughing Boy" mentre ballava, in uno dei primi passaggi del libro. Quella frase mi ha ossessionato e ispirato mentre lavoravo.

Robert "Lichens" Lowe, Hisham Akira Bharoocha, Leyna Marika Papach e Rob Doran suonano in Laughing Boy. Come sono nate queste collaborazioni?

Si tratta di musicisti che lavoravano vicino a me in quel periodo Con mia somma sorpresa ognuno di loro si è offerto di suonare nel mio disco. In parte questa potrebbe essere la magia della musica e la sua capacità di unire naturalmente le persone... Oppure dipende solo dall'apertura e disponibilità di quei musicisti. Una di loro, Rose Lazar, girerà con me nell'imminente tour europeo (che toccherà anche l'Italia).

So che sei anche una pittrice. C'è una congiunzione tra il tuo modo di dipingere e la tua musica?

Sì, c'è... A volte è un legame diretto, altre è più tortuoso. In ogni caso le due cose si arricchiscono e modellano reciprocamente, come accade in tutti i lavori che una persona ama.

Ben presto suonerai anche in Italia. Cosa ne pensi di questa nazione affascinante? Conosci qualche musicista italiano?

Sì, hai detto bene, affascinante! I compositori del cinema italiano degli anni 60 e 70 come Ennio Morricone e Piero Piccioni mi hanno realmente ispirato e impressionato. E' una della musiche che preferisco.

"Bird Of Pray" è un tributo alla poesia di Jim Morrison. Cosa ne pensi della sua poetica e dell'incastro tra parole e musica?

Non ho mai pensato a "Bird Of Pray" come un tributo a Jim Morrison, però potresti avere ragione tu. Credo che probabilmente dovrebbe esserci un mio tributo a lui considerando quanto io abbia preso dalla sua opera. Quando la musica giusta e le parole giuste si accompagnano non c'è molto altro che possa essere meglio. Morrison aveva il suo modo innovativo di intrecciare l'approccio musicale e quello poetico. Un modo veramente unico.

Cosa ne pensi del progetto Metallic Falcons con Sierra Casady? E’ previsto un nuovo progetto con lei per il futuro?
L'opera con i Falcons credo si esaurisca là, ma sono felice che abbiamo avuto l'occasione di fare quel disco.

Ci sono alcune differenze tra "Laughing Boy " e "Death Of The Sun". Cosa è realmente cambiato nella tua composizione?

Il cambiamento nasce da un paio d'anni di tour e dal fatto di aver trascorso alcuni mesi tranquilli per concentrarmi sulla scrittura e la composizione di "Laughing Boy". E per ascoltare molto. "Death Of The Sun" era molto immediato. Ancor prima che lo sapessi, le canzoni erano su cassetta e poi fuori. Sono quello che sono, riflettono molto il momento in cui sono state fatte.

"Laughing Boy" è un lavoro intimo. C’è qualche legame con la tua vita quotidiana?

"Laughing Boy" è stato parte della mia vita quotidiana. Non sono neppure sicura che si possa veramente separare il tuo lavoro da quello che sei, ma so che se quello che stai facendo per te ha un significato, allora c'è una compenetrazione tra le due dimensioni. Naturalmente la mia vita di tutti i giorni comprende un sacco di caffé e il tentativo di guardare online il maggior numero possibile di spezzoni di Buster Keaton e Groucho Marx... Dunque, chi può dirlo?!

Concludiamo con una domanda legata alla tua passione per la letteratura. Chi è attualmente il tuo scrittore preferito?

Oh, il mio autore preferito... Difficile da dire... Ultimamente sto leggendo un sacco di storie umoristiche, specialmente di David Sedaris e PG Wodehouse. Ridere ti può veramente far girare la testa!

Discografia

Death Of Sun (Dicristina Stair Builder, 2007)

7,5

 Laughing Boy (Dicristina Stair Builder, 2009)

7,5

 Falling Theater (Kobalt, 2014)

7

pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

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Recensioni

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Laughing Boy

(2009 - Di Cristina Stair Builders)
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