Matt Elliott

Matt Elliott

Mutazioni folk di un manipolatore di suoni

intervista di Davide Ariasso
Incontro Matt Elliott dopo il suo intensissimo gig al Cube di Bristol, durante la spettacolare tre giorni del Venn Festival, che vede protagonisti, fra gli altri, Oneida, Super Furry Animals , A Hawk And A Hacksaw , DJ Rupture, Mark Stewart, Micah P. Hinson e Vetiver con Devendra Banhart . Matt siede in giardino e ha ancora sul volto l'espressione accigliata che ha mantenuto durante il concerto. Quest'aria grave, mi vien da pensare, non stupirebbe nessuno, vista l'aura profondamente malinconica della sua musica. Ma il concerto bristoliano rappresenta una sorta di ritorno a casa per Matt, artista seminale della scena di Bristol con i Third Eye Foundation e collaboratore, fra gli altri, di progetti eccellenti come Flying Saucer Attack e Hood. Dunque, un po' d'allegria, forse, non guasterebbe.
Matt, però, sembra uno di quegli artisti per cui l'esigenza della lucidità s'accompagna a un peso che quella lucidità costringe comunque a sopportare...

Matt, ci sono stati cambiamenti nel tuo modo di scrivere musica ora che vivi in Francia, rispetto a quando operavi a Bristol?
Non riesco mai a dire con precisione che cosa influenzi il mio lavoro. Naturalmente la mia vita è cambiata molto, per cui isolare un fattore per stabilire esattamente come abbia cambiato la mia musica è difficile. In effetti, però, ci sono alcune differenze concrete nel mio stile di vita che hanno ormai un'influenza innegabile... come il fatto di non avere vicini di casa...

Ha un legame diretto con Yann Tiersen (per il quale Matt in passato ha eseguito un remix, ndr) la tua scelta dell'etichetta francese "Ici d'Ailleurs"?
In effetti il mio primo contatto con Ici d'Ailleurs è avvenuto grazie a quel remix, ma non credo che sia stato questo a farci lavorare insieme, semplicemente le cose sono andate così. Oggi per me ha senso lavorare con un'etichetta francese perché ho deciso di vivere lì, ma ci sono molti altri fattori coinvolti in questa scelta.

Sei ancora in contatto con la scena di Bristol?
Non molto, gli unici bristoliani con cui mi sento ancora sono Chris (Cole, il violoncellista, ndr) e Nick dei Gravenhurst.

Solitamente i paragoni usati per descrivere la tua musica vanno da Black Heart Procession a Tiersen, da Richard Youngs a Brel ai Piano Magic . A volte mi sembra di sentire un'eco di alcune tracce strumentali dei primi Eyeless In Gaza, soprattutto nel modo di sviscerare la malinconia delle brevi frasi melodiche portanti dei brani. Se dovessi citare le musiche più importanti per i tuoi ultimi lavori quali nomi faresti?
Non mi sembra di aver mai sentito gli Eyeless In Gaza, o forse non mi ricordo. Tutti i generi di musica in qualche modo mi danno ispirazione, ma per quest'ultimo disco è stato fondamentale l'ascolto della musica folk dei Balcani e della Romania. Fra gli artisti che più m'ispirano c'è sicuramente Tom Waits e penso che i Directorsound siano eccezionali. Cerco comunque di non farmi influenzare troppo, e sono felice di non essere esposto a un eccesso di stimoli musicali in questo momento. Mi sto isolando... un po' per caso e un po' per scelta. In ogni caso preferisco non essere troppo assimilabile ad altri artisti, perché se così fosse il mio lavoro sarebbe solo un surplus rispetto a ciò che qualcun altro ha già fatto.

Ti è mai stato offerto di lavorare su una colonna sonora o hai in progetto di farlo? Anche se ha delle qualità filmiche, la tua musica sembra voler offrire una tua personale atmosfera/visione piuttosto che fare da supporto a un altro medium...
In effetti, pensavo che produrre colonne sonore sarebbe stato il mio lavoro ideale, ma poi mi hanno chiesto di fare una soundtrack per un corto ed è stata... una delle peggiori esperienze della mia vita! Se non ho il completo controllo artistico non posso lavorare al meglio, e credo che se lavori per un regista ci si aspetta che tu cerchi di realizzare quello che lui ha in mente. E' stata davvero un'esperienza negativa, ma forse se il regista avesse avuto più fiducia, sarebbe stato diverso.

Mi è capitato di descrivere il tuo primo album solista "un accurato studio sulla melanconia", come fosse un vero e proprio saggio su quel particolare sentimento. Ora il secondo album conferma l'interesse verso la materia, ma amplia l'orizzonte. Quali sono le differenze fra i due dischi?
Qualcuno dice che i due dischi sono così simili che non ha senso cercare le differenze. E' vero, sono molto simili da alcuni punti di vista, li ha fatti la stessa persona, ma credo che " The Mess We Made " sia stato registrato con delle maggiori costrizioni, dovute alla qualità dello studio, mentre in " Drinking Songs " ho avuto più libertà semplicemente perché avevo a disposizione uno studio migliore. Certo, le costrizioni possono essere uno stimolo e c'è qualcosa su "The Mess..." che non c'è su "Drinking...", ma allo stesso modo ci sono molte cose sul secondo che non sarebbero state possibili sul primo.

Nel testo di "The Guilty Party" scambi la posizione di "spettro" con il "Tu" della canzone, mentre in "Also Ran" lo spettro eri tu. Il gioco di rifrazioni e sottili scivolamenti sembra avere una grande importanza nella tua musica.
Beh, è come nelle cose della vita, qualche volta sei quello che ossessiona e qualche volta sei quello ossessionato. I fantasmi che mi interessano sono quelli mentali, della memoria, del pensiero, del sogno.

"Drinking..." suona più umanistico del primo disco, non solo per la minore presenza di elettronica, ma anche nei temi e nella musica...
Credo che questo effetto dipenda soprattutto dalla strumentazione che ho usato: per "The Mess..." soprattutto sampler, mentre "Drinking" è stato fatto al computer, per cui ho avuto ore e ore di registrazioni, più spazio per l'improvvisazione e per qualsiasi altra idea. Ho anche avuto più tempo per le liriche, che in questo caso sono più pensate. Credo che il testo migliore che abbia scritto è quello di "The Sinking Ship Song", che in effetti è piuttosto deprimente. Sto studiando molta musica dell'Est europeo, ma ascolto qualsiasi cosa, specialmente in ambito folk, perché trovo sempre qualcosa da imparare. La musica ha di grande che, appunto, c'è sempre qualcosa da imparare e sto scoprendo che per me ogni album è semplicemente un passo in direzione del mio personale cammino musicale... Scusa se suona un po' masturbatorio... Ma parlare di musica in effetti suona sempre masturbatorio...

Ehm... Chissà cosa pensi della prossima domanda allora... In entrambi i dischi c'è un'attenzione particolare al conflitto, all'impermanenza, a ciò che è irreparabile-inevitabile, in particolar modo al dolore che sorge dalla fine/morte o da un campo di battaglia personale o collettivo. Come ti relazioni con questi temi?
In effetti credo che "The Mess..." fosse più centrato su questi temi, mentre "Drinking..." ha più a che fare con l'effetto delle azioni passate a cui non si può sfuggire e con l'effetto della colpa. Ma parla anche di quelle parti della natura umana apparentemente immutabili come l'avidità, che ci rinchiude in questo sistema amorale in cui viviamo, nell'ignoranza volontaria e nell'apatia, mentre i nostri leader ci fanno la morale sul fumo, sulle droghe, sulla velocità e su qualsiasi cosa ci piace fare delle nostre vite, mentre loro bombardano bambini, vendono armi a despoti e progettano ladrocinii di massa, riuscendo anche a farla franca. Non abbiamo molte chance per decidere della nostra vita, siamo felici di lasciare la decisione al sistema senza fare domande. Un sistema che invece di proteggerci e aiutarci sembra invece forzarci a combattere contro noi stessi. Oggi il Regno Unito è troppo distratto, più preoccupato dalla questione del fumo che dal fatto che un bugiardo e assassino di bambini sia a capo del paese. Non accetto i suoi valori morali, preferisco seguire i miei personali.
Discografia
 THIRD EYE FOUNDATION

 

  

 

 Semtex (Linda's Strange Vacation, 1996)

 

 In Version (Linda's Strange Vacation, 1996)

 

 Ghost (Domino, 1997)

 

 Sound Of Violence Ep (Domino, 1997)

 

 You Guys Kill Me (Domino, 1998)

 

 Little Lost Soul (Domino, 2010)

 

 I Poo Poo On Your Juju (compilation, Domino, 2001)

 

 OuMuPo (compilation, Ici D'Ailleurs, 2004)

 

 Collected Works (triplo cd, Domino, 2006)

 

 The Dark (Ici D'Ailleurs, 2010)

 

 

 

 MATT ELLIOTT

 

  

 

The Mess We Made (Merge, 2003)

7,5

Drinking Songs (Ici D'Ailleurs, 2005)

7,5

Failing Songs (Ici D'Ailleurs, 2006)

8

Howling Songs (Ici D'Ailleurs, 2008)

8

 Songs (Ici D'Ailleurs, comprendente le inedite Failed Songs, 2009)

 

 The Broken Man (Ici D'Ailleurs, 2012)

6,5

 Only Myocardial Infarction Can Break Your Heart (Ici D'Ailleurs, 2013)

7

 The Calm Before (Ici D'Ailleurs, 2016)

7

pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Matt Elliott su OndaRock
Recensioni

MATT ELLIOTT

The Calm Before

(2016 - Ici D'Ailleurs)
Una tempesta giungerà con dolcezza a salvarci dal male di vivere

MATT ELLIOTT

Only Myocardial Infarction Can Break Your Heart

(2013 - Ici D'Ailleurs)
L'ottimismo e il romanticismo secondo Matt Elliott, in un agrodolce misto di folk e atmosfere mitteleuropee ..

MATT ELLIOTT

The Broken Man

(2012 - Ici d'ailleurs)
Il cantautore inglese mette ancor più in primo piano le sue desolazioni in uno dei suoi lavori più minimalisti ..

MATT ELLIOTT

Failed Songs

(2009 - Ici D’Ailleurs)
Sette inedite "canzoni mancate", accluse al cofanetto che rinuisce la trilogia di "Songs" ..

MATT ELLIOTT

Howling Songs

(2008 - Ici D’Ailleurs)
Nell'ultimo capitolo della trilogia di songs, Elliott torna a gridare il suo tumulto interiore ..

MATT ELLIOTT

Failing Songs

(2006 - Ici D'Ailleurs / Acuarela)
Un nuovo centro per il cantore delle "Drinking Songs"

MATT ELLIOTT

Drinking Songs

(2005 - Acuarela/Ici d'Ailleurs)

MATT ELLIOTT

The Mess We Made

(2003 - Domino)

Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.