Ministri

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Il futuro una trappola

intervista di Paolo Agnoletto
I Ministri sono stati una delle rivelazioni italiane dell'anno appena concluso, grazie all'exploit del loro secondo album, "Tempi bui", e a una massiccia attività live, che li ha portati a toccare praticamente tutta la penisola. OndaRock ha raggiunto, prima di una delle ultime date della loro tournée invernale, intitolata "In Mille Pezzi Tour", Federico Dragogna, chitarrista e leader della band milanese, che nel corso dell'intervista ha svelato anche qualche anticipazione in merito a come sarà il nuovo album, la cui uscita è prevista per il 2010.

So che all'inizio eravate un quartetto e vi chiamavate Ministri Del Tempo, prima di assumere il nome Ministri. Dunque ai vostri esordi, dato che il nome non aveva nulla di politico, non erano previsti i testi impegnati di adesso. E' così? Poi, parlando di ministri e di potere, qual è a vostro avviso l'età giusta in cui bisognerebbe governare? Non certo oltre i 65-70, o no?
Le due cose non sono molto legate in realtà, nel senso che ci chiamiamo oggi Ministri perché l'hanno deciso gli altri, dal momento che la gente che ci vedeva e ci conosceva abbreviava sempre il nostro nome, quindi in definitiva per comodità. Riguardo alla politica, c'era un pezzo di "Tempi Bui", che poi è rimasto fuori dal disco, espressamente contro gli anziani e il pietismo verso di loro, e faceva riferimento anche al fatto che, nelle tribù nomadi, mentre nevicava, dovevi muoverti velocemente, e i vecchi venivano lasciati indietro. La poetica dell'anziano saggio è molto pericolosa... il nostro paese è in mano a gente di 65-70 anni che fa fatica a seguire la società civile. Io stesso, e lo dico per esperienza personale, conosco veramente poche persone positive di quell'età: la maggior parte ha qualcosa che gli è marcito dentro, a partire dai miei parenti più vecchi. Il mondo di oggi è roba nostra, riguarda principalmente i giovani, non lo puoi dare in mano completamente a persone che fanno principalmente i propri interessi e a cui non manca molto da vivere!

Il testo di "Tempi bui" è ispirato alla  poesia di Bertold Brecht "Quelli che verranno dopo di voi". Il re a cui fate riferimento potrebbe essere anche Berlusconi? Altra frase che mi ha colpito è "Ci meritiamo le stragi, altro che Alberto Sordi", tratta da "Bel Canto" (citazione di Nanni Moretti, che criticava l'attore romano per non essersi mai schierato contro il governo dell'epoca). Ma, se ci meritiamo le stragi come popolo italiano, allora è giusto anche subire la disonestà, presente e passata, di chi detiene il potere politico?
Beh... rispetto all'attualità mi viene in mente il caso di Anteo Zamboni, sostanzialmente un Massimo Tartaglia degli anni 20, che cercò di ammazzare il Duce, e poi si scoprì che l'attentato era stato pilotato dal regime stesso. Quest'episodio portò a nuove leggi di sicurezza da parte del fascismo... non serve aggiungere altro. La citazione nel testo di "Tempi Bui" viene proprio da Moretti, meno male che c'è qualcuno che ogni tanto la coglie. La cosa grave dell'italiano è che il massimo esempio di eroe che ha trovato in quarant'anni è Sordi, che rappresenta a mio avviso invece la mediocrità.
La disonestà, e parlo a livello di singoli individui, per me è un prodotto di un abbrutimento, di qualcosa che è successo prima o di una caratteristica fisica. Non è un caso che gran parte dei politici che ci troviamo davanti spesso siano alti 1,60 e pelati da quando hanno 33 anni. Pensa invece al capetto del liceo, che quasi sempre è il contrario: alto, coi capelli lunghi, un po' bullo, ma inconcludente perché alla fine il potere in fase adulta viene preso da altri, molto spesso brutti e incavolati con il mondo. La disonestà secondo me deriva principalmente da questo. Se sei cresciuto amato e volendo bene, non riesco a spiegarmela e certamente non la giustifico. Comunque non conviene fregare gli altri, alla fine credo faccia dormire male.

"Ballata del lavoro interinale"è un'altra gran bella canzone, molto interessante anche a livello di liriche. Affronta le tematiche dei giovani precari, della mancanza di lavoro e dell'aumento della disoccupazione. La gente, e mi riferisco in gran parte ai venticinquenni-trentenni, sta scappando ("Berlino
3", un altro vostro pezzo, racconta di una fuga nella capitale tedesca). Tu, prima di raggiungere il successo con i Ministri, hai mai pensato di trasferirti all'estero?
E' difficile dare un giudizio, anche se la fuga da questo paese non credo sia da intendere come una sconfitta. Ogni giovane, nell'Italia di oggi, potrebbe avere delle buone motivazioni per andare via. Non mi sento di condannare chi lo fa, anche perché l'affetto e l'orgoglio per il mio paese, e un certo incaponirsi perché le cose non vanno bene, li sento come un punto di debolezza, non di forza. Io non sono cresciuto con valori come la famiglia, il patriottismo, il nazionalismo, non sono fiero di essere italiano, so di trovarmi semplicemente su un pianeta diviso in x modi. Preferisco comunque affrontare una sfida qua piuttosto che altrove. Però, sarei pronto ad andare in Mongolia anche dopodomani.

"Bevo", altro pezzo tratto da "Tempi Bui", affronta invece il problema dell'alcolismo. "Guarda che t'ammazzi" - dicono le pubblicità progresso - però probabilmente sono fatte coi soldi che lo stato guadagna su ogni singola bottiglia d'alcol venduta. So che anche a voi piace bere. Avete qualche soluzione da proporre a riguardo?

La canzone pone un problema senza però risolverlo. L'alcol, al di là dei messaggi dello Stato, è davvero una sostanza "troia", genera dipendenza e ha delle cattive vibrazioni. Manca, secondo me, in tutta la comunicazione di oggi la proposta di un'alternativa al bere: l'uomo è un animale che non ha trovato moltissimo altro da fare, tanto è vero che moltissime persone continuano, in ogni parte del mondo, a ritrovarsi la sera e a bere, anche smodatamente, come dei panda che si mettono a mangiare insieme l'eucalipto. Il problema è che le campagne che vengono fatte non si schierano completamente contro... se l'alcool è cosi nocivo, toglietelo oppure buttatelo tutto nella Fossa delle Marianne! Noi beviamo molto prima dei concerti, anche senza controllarci, per attenuare i flussi di coscienza e abbandonare i cattivi pensieri. Suonare è un'esperienza e una tensione unica, non è semplicemente come affrontare un esame all'università. Non ci si abitua mai del tutto.

Ministri - Federico DragognaParlando più strettamente di musica, qual è stato il più difficile da realizzare dei vostri tre lavori (due album e un Ep), forse l'ultimo, dato che è più eterogeneo e più curato nella produzione? E, parlando del vostro prossimo album, puoi darci qualche anticipazione?
Assolutamente sì, a livello di realizzazione anche se, ti dirò, l'Ep rilasciato tra il primo e il secondo album è stato quello più stressante, perché il contratto con la Universal era ancora in ballo e non era ancora stato definito. Alla fine "La Piazza" è uscito poco meditato e molto grezzo proprio a causa di queste pressioni esterne. "Tempi Bui" è stato il contrario, molto prodotto e "a strati". Il terzo sarà una via di mezzo ma sicuramente più vicino a "I soldi sono finiti", soprattutto a livello di produzione. Nella fase di realizzazione, quando siamo noi tre con il producer Alessio Camagni, ci divertiamo sempre molto creando giochi di parole, scherzando e scambiando continuamente idee anche per ore intere. Siamo davvero un bel team.

Chi ha avuto l'idea di introdurre nelle vostre canzoni i canti popolari e gli intermezzi in griko, in turco, e in napoletano, rivolgendosi per la loro realizzazione a due musicisti esterni? Forse Michele, dato che è il vostro elemento "meridionale"?
L'idea sostanzialmente è mia, anche se in realtà c'è un continuo scambio a ping pong tra di noi. Ciò che viene deciso all'interno dei Ministri non proviene quasi mai completamente dal singolo, anche perché probabilmente non ci si arriverebbe senza l'interazione con gli altri membri del gruppo. Posso dirti che questi intermezzi ci saranno anche nel prossimo disco: ci piacciono molto e ci diverte proprio realizzarli.

Il regista Luciano Melchionna ha scelto la ballata "E se poi si spegne tutto" come colonna sonora del suo nuovo film, "Ce n'è per tutti", con Ambra Angiolini e Stefania Sandrelli. Quando qualcuno vi chiede un pezzo per un suo film valutate voi da soli o insieme alla casa discografica?
Le decisioni vengono prese sempre da noi tre, o al massimo noi quattro, considerando il produttore. Non è che non ci fidiamo, ma non ci piace in generale lasciar fare le cose agli altri, nemmeno con Facebook e Myspace. Ci occupiamo noi di tutto, valutando ogni singola cosa. Non abbiamo mai avuto collaboratori in vita nostra e, cerchiamo, nel limite del possibile, di fare tutto da soli

Il video di "Tempi Bui" si conclude, con l' immagine di voi che, dopo aver distrutto un' auto, vi impiccate nel garage-bunker. Ma è stato censurato...
L'Italia fa molto ridere su queste cose. A me sembra ridicolo che qualcuno abbia deciso di censurarlo ma, alla fine, il video non ne ha risentito. Chi se ne frega. Non siamo appassionati di videoclip e delle immagini all'interno di esso, anche se ci divertiamo nel farli. Però, a dire la verità è stato piuttosto doloroso girarlo, perché, nella scena della macchina, mi sono rotto pure un piede!

In un'intervista recente hai dichiarato che l'ultimo grande disco degli anni '00 è stato "Discovery" dei Daft Punk, che non è un'opera rock. Ti sei stancato del rock "tradizionale"?
Sono usciti buoni dischi rock, ma sono quasi sempre basati sul tradizionale materiale sonoro basso-chitarra-batteria: sono belli ma sono semplicemente una prosecuzione, un lavoro in più di qualcosa che è già stato fatto in passato. "Discovery" invece è una nuova idea di musica, di sensibilità e di suono, è qualcosa di più sorprendente.

So che avevi un serpente di nome Ratzinger: è vero oppure è una leggenda metropolitana? E per concludere, le vostre giacche sembrano napoleoniche proprio come quelle dei Coldplay. Vi hanno forse fregato loro l'idea?
Sì, è vero... ce l'ho da alcuni anni e gli sono molto affezionato. I serpenti non sono sempre ben visti, ma io li trovo degli animali molto sinceri, anche quando compiono azioni apparentemente cruente, come divorare i ratti. Riguardo alla questione delle giacche, so che i Coldplay hanno un collaboratore italiano, Davide Rossi, un tempo violinista nei Mau Mau, quindi può anche essere! Noi, a differenza dei Beatles di "Sgt Pepper's", le giacche le indossiamo con i jeans. Non seguiamo molto la moda, ma ho notato che sono tornate in voga negli ultimi tempi, vedi ad esempio nei negozi di Zara. E' stato molto bello poter aprire per i Coldplay a Udine, mentre invece l'anno scorso siamo stati rifiutati dagli Smashing Pumpkins. Trovo molto strano che piacciamo a Chris Martin, ma non a Bill Corgan, avrei immaginato il contrario!
Discografia
 I soldi sono finiti (Otorecords, 2007)

7

 La piazza (Ep, Blackout/Universal, 2008)

6

 Tempi Bui (Universal, 2009)

6,5

 Fuori (Universal, 2010)

 6,5

 Per un passato migliore (Godzillamarket, 2013)

6,5

 Cultura generale (Godzillamarket, 2015)

4,5

pietra miliare di OndaRock
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