Mitochondrion

Mitochondrion

Quei bravi ragazzi della devastazione metallica

intervista di Francesco Nunziata

E' vero: escono troppi dischi. Tanta roba inutile e qualche perla, di tanto in tanto. Poi, ci sono le rilvelazioni... spesso e volentieri sepolte dal superfluo, nascoste tra gli anfratti dell'undeground dell'underground. Concerti per pochi intimi, qualche piccola soddisfazione, soldi nemmeno a parlarne. Impressionato dalla potenza e dalla qualità del loro "Archaeaeon", ho raggiunto via Facebook questi sconosciuti ragazzi canadesi. Uno scambio di idee durato circa un mesetto. Ma è stato un piacere "indagare" il loro suono, così brutale e allucinato ma anche ricco di squarci commoventi.

Allora, ragazzi… com’è cominciata l’avventura Mitochondrion? Come vi siete conosciuti?

Nick Yanchuck: La band è nata nel 2003 dall’incontro tra Shawn Haché (voce, chitarra), Nick Gibas (basso) e il sottoscritto (chitarra, voce, basso). Decidemmo subito di iniziare a scrivere materiale inedito. Io ero amico di Gibas fin dalle scuole elementari, mentre Shawn lo aveva conosciuto alle medie. Ironicamente, le scuole che frequentavamo erano cristiane, mentre le nostre famiglie non lo erano. Paradossale? Il maniaco conosciuto come Karl Godard, invece, si unì a noi nel 2006, come secondo batterista, prima di sostituire definitivamente il nostro primo, inetto batterista.

Avevate già avuto esperienze in campo musicale?
Shawn Haché: durante i primi tempi della band, io ero soltanto un cantante. Avevo armeggiato a lungo con la chitarra (soprattutto quella acustica), ma non mi ero mai preso troppo sul serio. In seguito, incominciai a scrivere dei riff, alcuni dei quali sarebbero finiti, poi, sull’Ep “Through Cosmic Gaze”. Quando, infine, il nostro secondo chitarrista lasciò la band per seguire le sue merdose, “tecniche” inclinazioni death, decisi di dedicarmi a tempo pieno alla chitarra, continuando, ovviamente, anche a cantare. Karl, invece, è di gran lunga il più musicale di tutti noi... ha suonato in numerose band prima di unirsi a noi. Suona pianoforte, chitarra, batteria e qualsiasi altra cosa gli passiate. Tuttavia, aveva suonato la batteria soltanto da adolescente prima di unirsi ai Mitochondrion, e aveva iniziato a provare seriamente per circa 4-5 mesi prima di salire con noi sul palco per un concerto e registrare il nostro primo demo. Fottutamente impressionante!
NY: Niente di veramente interessante. Ho suonato in una mediocre band di cover rock/metal quando ero al liceo… poco prima di fondare i Mitochondrion.

shawn_hache_01Quali sono le vostre influenze (musicali e non)?
NY: Questa è sempre una bella domanda! Inquisition (l’unica vera band di black metal), Rites Of Degringolade, Incantation, Portal, Allfather, Immolation, tutta la scena power electronics/noise di Victoria. Durante uno dei nostri primissimi show, abbiamo suonato insieme con alcune di queste band e la cosa ci ha indirizzato nella direzione che eravamo destinati a seguire. Per quanto riguarda le influenze non-musicali, la scrittura dei testi è per lo più influenzata da osservazioni sulla condizione dell’uomo su questa terra... Paura, dolore, agonia, rabbia.... La maggior parte del mio materiale lirico tenta di innalzare i micro-eventi della mia anima ad un livello più alto, assoluto, esistenziale. Un tentativo di “organizzare” le catene che vincolano il mio corpo e la mia mente, se vuoi. Man mano che l’ispirazione mi assaliva, durante la stesura dei testi di “Archaeaeon” (cui ha contribuito anche Shawn), una buona quantità di whisky scadente mi ha dato una grossa mano a venire a patti con i miei demoni. In “Archaeaeon”, abbiamo trattato i temi del satanismo, della paura, dell’agonia, dell’odio, della contemplazione dell’illusione e della realtà, facendo riferimenti al Necronomicon, alla Numerologia e alle possibilità che ognuno di noi ha di “annientare” la realtà con la sola forza della mente.
Per quanto riguarda il nuovo album, “Parasignosis” [non c’è ancora una data ufficiale per la sua pubblicazione; ndr], invece, le droghe hanno un ruolo preminente, anche se a governare il tutto restano sempre i temi del dolore e dell’angoscia. Internet mi ha aiutato molto con la mia inchiesta sul satanismo, la caccia alle streghe durante il medioevo e l'alchimia. Inoltre, anche il film "I diavoli" [pellicola del 1971, diretta da Ken Russell, con Vanessa Redgrave, Oliver Reed e Max Adrian; ndr] avrà qualche influenza sul nuovo album.
SH: Anche se in misura minore, nomi quali Boyd Rice/Non, Blood Axis e Death In June ci hanno dato il coraggio di espandere il nostro sound in una dimensione più “strana” e sperimentale. Per dire, i miei riff sono principalmente ispirati a tutto ciò che è “deforme”, ai suoni distorti – non sono soddisfatto di un riff se questo non mi provoca una sorta di agitazione mentale. A livello di testi, quando scrivo mi lascio guidare da immagini strane e da scenari metafisici ancora più stravaganti che cerco di elaborare mediante l’uso delle parole. Oggi come oggi, mi interesso di occultismo, magia, roba esoterica, molte forme di ascensione… cercando di comprendere l’orizzonte spirituale dell’umanità.

Come definireste il vostro sound?
SH: Quando la gente me lo chiedo, io rispondo dicendo che è un mix di death-metal distorto e black/war-metal selvaggio.

Cosa intendi di preciso quando parli di war-metal? Pensi ai Blasphemy, di cui, a un certo livello, voi rappresentate comunque una filiazione?
SH: Beh, immagino, in ultima analisi, che tutto il war-metal sia iniziato con i Blasphemy. Ma sì, mi piace il termine "filiazione", piuttosto che “cloni”. Non ci siamo mai considerati una band di war-metal… è una definizione che ci hanno affibbiato gli altri. Ma è sicuramente un’influenza e, come tutte le nostre altre influenze, cerchiamo di prenderla e di reinterpretarla secondo la nostra visione.

Dieci dischi essenziali per la vostra formazione musicale.
Axis of Advance - "Obey"
Conqueror - "War Cult Supremacy"
Portal - "Seepia"
Rites of Thy Degringolade - "Totality"
Incantation - "Blasphemy"
Behemoth - "Zos Kia Cultus, Demigod"
Blut Aus Nord - "Fathers of the Icy Age" e "The Works Which Transform God"
Hate Forest - "The Most Ancient Ones"
Immolation - "Close To A World Below"
Inquisition - "Invoking the Magestic Throne Of Satan"
Morbid Angel - "Covenant"
Non - "God & Beast"

Parliamo un po’ della scena musicale della vostra città, Victoria. E’ vitale? Ci sono molte compagini metal?

NY: Potrebbe essere meglio. Ci sono molte band che suonano metal, ma sono sempre di meno quelle che si dedicano a un sound “estremo”. Tra le tante, troviamo i Conqueror, gli Allfather, i Funerary Call e, in misura minore, i Gremory. Le cose più estreme arrivano, comunque, dalla scena power electronics o noise: penso a progetti come Griefer o Brutophilia. In ogni caso, la maggior parte della musica delle mie parti è piuttosto debole e poco ispirata.
P.S. Karl e Shawn al momento vivono in quel di Vancouver. Solo io sono restato a Victoria.

So che di recente avete fatto alcuni concerti con i Portal… A mio avviso, la band australiana è una delle realtà più importanti dell’odierno panorama "death". Una musica veramente allucinata! Per come la vedo io, voi rappresentate un passo avanti rispetto al loro sound… Vi vedo come un mix di Gorguts (per il vostro tocco “ultraterreno” e progressivo), Nile (penso, per esempio, ad alcuni passaggi marziali… soprattutto a uno strumentale come “Descent…”), war-metal (insomma, siete anche un po’ figli dei Blasphemy!) e, ovviamente, Portal (anche la vostra roba è maledettamente allucinata!). Un sound originalissimo, non ci sono dubbi.

NY: Io credo che i Portal siano la band più “unica” mai apparsa nel circuito death-metal. A mio parere, sia noi che i Gorguts non possiamo rientrare nella loro stessa categoria (per dire, ci manca l’appeal teatrale che è una delle loro caratteristiche fondamentali), anche se non nego ci siano delle evidenti convergenze a livello di suono. Gorguts, Nile e Blasphemy sono tutte influenze importantissime per noi, come fai giustamente notare. Stiamo cercando di combinare il suono delle formazioni death-metal che più ci piacciono, cercando di creare qualcosa di nuovo. NON vogliamo combinare i suoni solo per il gusto di farlo, così come fanno un sacco di band con influenze jazz e con tutti quegli assoli senza una direzione precisa, senza peso, senza consistenza. Bisogna avere rispetto per musicisti di talento capaci di portare avanti progetti come quello... Tuttavia, non è proprio quello il discorso musicale che vogliamo perseguire. Un passo avanti dici? Io sono d'accordo su questo, ma solo per occupare un vuoto in precedenza non occupato; non necessariamente un passo avanti, insomma. Penso che i Mitochondrion raggiungeranno il loro intento se continueranno a muoversi in un territorio inesplorato. Il nostro prossimo album, quello che, prima o poi, riusciremo a pubblicare! (lo abbiamo registrato nell'estate del 2009 ... ma da allora ci sono state molte battute d’arresto), sarà un po’ più strano e penso rappresenti un’evoluzione. Io non sono soddisfatto al 100% del risultato, ma ci sono buone idee, qua e là.

In ogni caso, penso che "Archaeaeon" sia un capolavoro, uno dei dischi metal più importanti degli ultimi anni. E, certo, i Portal, pur con tutti i loro meriti, non hanno ancora fatto un disco di questo spessore!
NY: Be’, grazie! Sappi, comunque, che i concerti dei Portal sono di gran lunga migliori dei nostri. The Curator è molto probabilmente il più terrificante frontman che la musica estrema abbia mai conosciuto, e le capacità tecniche e di scrittura di riff di Illogium e Aphotic [i due chitarristi della band australiana; ndr] sono insuperabili!

A proposito, perché non sei del tutto soddisfatto del nuovo disco, “Parasignosis”?

NY: Per come la vedo io, “Parasignosis” è stato registrato in condizioni non ideali… condizioni che hanno reso il suono delle chitarre non proprio azzeccato. Tra l’altro, il disco poteva contenere una canzone in più… ma va bene così, alla fine.

Tornando ad “Archaeaeon”, ricordo che, in uno dei nostri primi scambi di email, mi hai detto che “non c’è niente che suoni come questo disco". Be’, sono d’accordo. In ogni caso, prima di registrare il tutto, avevate qualche idea su quello che sarebbe dovuto essere il risultato finale?
NY: Non proprio. Quando un riff o una sezione di brano saltava fuori, ci siamo limitati a seguire gli sviluppi… e questo è tutto.
SH: “Archaeaeon” rappresenta il culmine di due anni di lavoro in fase di scrittura e dieci mesi per mettere insieme il tutto, apportare delle modifiche e missare. In pratica, abbiamo preso tutto il nostro materiale e lo abbiamo registrato al meglio delle nostre possibilità.

Quali sono le differenze più evidenti tra il vostro primo demo [omonimo, 2005] e “Archaeaeon”?
SH: Quel primo demo rappresentava una band che a) non si prendeva troppo sul serio in quel momento e b) era MOLTO inesperta. Per tutti noi, si trattava della prima esperienza a livello di band. Il demo è una vergogna per me (a parte un brano) e vorrei che sparisse dalla faccia della terra! Abbiamo registrato con un ragazzo che in pratica aveva esperienza zero a livello di registrazione, a parte quelle che faceva per la sua terribile band di black-metal da quattro soldi, con una chitarra digitale e una drum-machine. Il risultato fu un abominio sonoro (non in senso buono !). Invece, “Archaeaeon” è un fottuto essere vivente! Dopo aver preso consistenza, ha cominciato a diffondere la sua influenza per regni sconosciuti. Si tratta di una release completamente indipendente, ad opera di una band praticamente sconosciuta e ora sta raccogliendo abbastanza attenzione da giustificare un certo grado di successo (almeno ai miei occhi!). Di contro, quel demo è svanito nel nulla e non voglio nemmeno passare gli mp3 a qualcuno. E’ completamente morto!
NY: Be’, allora avevamo meno ambizioni e meno esperienza. Tra l’altro, io non fui coinvolto nemmeno nella stesura dei testi e nella definizione dei temi, e, per di più, non cantavo ancora. Avevamo, infine, un altro batterista…

Poi, c'è l'Ep "Through Cosmic Gaze", meglio del vostro primo demo...

NY: Mah, volevamo registrare qualcosa... Un paio di canzoni sono molto, molto vecchie... scritte con il nostro primo batterista, che non se la cavava più di tanto. "Archaeaeon" è di gran lunga più compatto e meditato.

Assolutamente d'accordo! E per me è incredibile che quel disco sia una release indipendente. Insomma, nessuna label vi ha contattati, nessuno che vi proponesse qualcosa?
NY
: Abbiamo avuto delle offerte, ma niente che valesse davvero la pena di prendere in considerazione. Ora, invece, ci sono molte opzioni. Il nostro prossimo disco potrebbe uscire per la Profound Lore! Una delle nostre etichette preferite! Portal! The Devil’s Blood! Cobalt!
SH: Ho discusso la cosa con la Morbid Moon, la Aural Offerings e altre etichette. Ma a noi non interessava sederci a un tavolo e perdere del tempo con qualche tizio che, rigirandosi i pollici, si chiedeva, energicamente, se era il caso o meno di prenderci in considerazione. Vaffanculo! Abbiamo fatto tutto da soli e il risultato non poteva essere migliore! E’ esattamente il disco che volevamo ascoltare! Ti farà piacere sapere, poi, che siamo molto coinvolti con la Siege Engine Records (ex-Unholy Horde Records) e qualcosa potrebbe saltare fuori. Il tizio che comanda la baracca è davvero un bel tipo… ed è un piacere lavorare e discutere con lui.

Dove avete registrato "Archaeaeon"?
NY: Nella nostra sala prove, allora condivisa con i Gremory. Poi, l’edificio in cui si trovava è stato venduto. Per missarlo, invece, ci siamo serviti dell’appartamento di Karl.

Si può parlare di “concept album”?

SH: No. Le composizioni non sono collegate tra di loro a livello tematico, ma vi è, comunque, una compattezza e un’atmosfera che permea il tutto. Per esempio, se consideriamo le differenze tra brani quali “Eternal Contempt Of Man” (pura brutalità death-metal), “Infernal Weapons Summons” (primitiva barbarie war-metal), “Wraithlike” (diversi assoli e rifferama melodico) e “137 (Death's Hedecaratia)” (ritmo lento e tortuoso), la prima cosa che ci viene in mente è la mancanza di una visione d’insieme. Tuttavia, il disco, nel suo insieme, funziona benissimo! Da qui l’idea di metterci dentro un po’ di tutto.

Il disco ha come sottotitolo: ”Eternal Age Of The Ancient Ones: Fornix Ferreus Scientiae Mortis”...

NY: E’ latino, ovviamente. Noi lo traduciamo così: “L’archivio mortale della conoscenza d’acciaio”. Il latino è un linguaggio potente, una specie di lingua d’élite nell’ultimo millennio (soprattutto per le gerarchie cattoliche) o giù di lì… perché non usarlo, qualche volta? Probabilmente, per voi italiani possiede un impatto minore, ma è certo che noi non ne vogliamo abusare, e nemmeno abbiamo la pretesa di essere dei Romani o schifezze del genere. In sostanza, quel sottotitolo dice: “Fate attenzione al contenuto di questo disco! Esso contiene quella conoscenza potente che riguarda la vera natura della realtà! Le forze che sostengono questo mondo sono antiche ma sono sempre attive! Troverete il tutto all’interno, ma il suo contenuto non è per i deboli”.
Certo, la cosa suona un po’ pretenziosa, ma in nostra difesa posso dire che il metal è anche questo! Si suppone, infatti, che esso debba “apparire” anche ridicolo e senza vergogna. Attraverso la profondità concettuale, insomma, cerchiamo di lasciare un segno…

Anche la copertina è piuttosto misteriosa…
NY: Mi sono occupato personalmente dell’artwork. Volevo fare qualcosa di semplice, ma diverso dalle solite cose in nero, rosso o bianco… Credo di essere riuscito a rendere la cosa insieme semplice, informativa e piuttosto interessante. L’immagine è una xilografia di un codice riguardante l’esecuzione e i metodi di tortura. Ho pensato che la cosa fosse azzeccata per un disco di metal estremo…

nick_yanchuckIl titolo, poi… “Archaeaeon”.
Ha diversi significati. Si tratta di una combinazione delle parole Archaea e Aeon, per cui il significato potrebbe essere “l'Eone di Archaea”, che di per sé ha molteplici accezioni. Il primo è lì sulla copertina del disco: “Eternal Age of the Ancient Ones”, “L’età eterna degli Antichi”, in senso mitologico: le forze primordiali regnano ancora su tutto, anche in questo momento.
In secondo luogo, Archaea [archei, ndr] è un’antica e relativamente ignorata singola forma di vita unicellulare, sempre fiorente sotto la “superficie”, nel più profondo degli oceani, evolvendosi e sopravvivendo in ambienti difficili: insomma, si tratta di un’analogia con la nostra musica estrema, florida nei luoghi più nascosti. In terzo luogo, vi è una sorta di riferimento al nome della band, Mitochondrion, nome che si riferisce agli organuli cellulari [mitocondri, di forma generalmente allungata, presente in tutti gli eucarioti, ndr] che sopravvivono in ambienti estremi (in questo caso all’interno di organismi pluricellulari). Così come tutta la vita dipende da loro, le nostre vite dipendono da questa band.

Traccia per traccia...

NY:Chapter 11 (Yanchuk)
Ci sono riferimenti biblici. Il suono di Dio mentre schiaccia gli sforzi vani dell'uomo.
...Into The Pit of Babel (Music - Yanchuk, Gibas; Lyrics - Yanchuk)
Un riferimento a Kafka. Brano influenzato dagli Incantation e dai Blut Aus Nord
Agonizing (Music & Lyrics - Haché)
Influenzato dai Rites of Thy Degringolade
Eternal Contempt of Man (Music & Lyrics - Yanchuk)
Il titolo dice tutto.
Infernal Weapons Summons (Music & Lyrics - Yanchuk)
Questo l'ho scritto dopo una buona lettura del Necronomicon...
Oath in Defiance (Music - Aramenko, Yanchuk; Lyrics - Haché)
La canzone più vecchia presente sul disco. Il nostro vecchio secondo chitarrista M. Aramenko [2005-06, ndr] scrisse metà della musica.
Descent... (Music - Yanchuk, Godard)
Doveva essere l'intro di"Into The Pit Of Babel", ma non funzionava come introduzione del disco, così fu riscritta. La sezione rumorista fu registrata dal vivo nella nostra sala prove.
Wraithlike
(Music - Yanchuk; Lyrics - Haché, Yanchuk)
La nostra migliore composizione, a mio avviso. Influenzata dagli Axis Of Advance.
Akashic Predation (Music & Lyrics: Haché, Yanchuk)
Uno dei migliori brani dal vivo. Le influenze includono quelle di  Angelcorpse e Inquisition.
137 (Death's Hedecratia) (Music: Haché, Yanchuk;  Lyrics - Yanchuk)
Influenzata dai Beherit. Numerologia Occulta. Prova a rintracciare la serie di Fibonacci.
Organum Exitus (Gibas, Yanchuk, Haché, Godard)
Completamente registrata dal vivo nella nostra sala prove. C'è anche un vero timpano in questo brano (così come nel resto del disco).

Ah, la serie di Fibonacci su "137 (Death's Hedecratia)"...
NY:
Suggerimento... da 5:37 a 6:08...

A proposito di "Into The Pit of Babel", poi, hai parlato di un riferimento a Kefka... Forse, intendevi dire Kafka!
NY:
Ahahahah, Kefka! Intendevo Kafka! Qualcuno sta giocando troppo a Final Fantasy VI!

Riuscite a vivere di musica? O avete anche voi un lavoro normale?
NY: AHHAHAHAHAA. Non abbiamo tirato fuori un centesimo da questa band. E non credo ci riusciremo mai. Forse un giorno, quando il metal bizzarro e selvaggio, con riferimenti all’occulto, diventerà popolare... Shawn ha una laurea e insegna inglese. Karl è un progettista di software. Io ero un cuoco, ma ora lavoro nel campo dell’assicurazione medica a causa di una condizione di dolore cronico.

Ho visto il video in cui, dal vivo, suonate uno dei brani (“Trials”) che apparirà nel vostro prossimo disco e ci siete soltanto tu e Shawn alle chitarre… oltre a Karl dietro le pelli, ovviamente. Non avete un bassista, al momento?
NY: Il nostro bassista, Nick Gibas, altro fondatore insieme a me e Shawn della band, ha suonato il suo ultimo concerto con noi alla fine del 2008. Quella fu l'ultima volta in cui ci siamo serviti di un bassista. Nick lasciò la band per concentrarsi su altri progetti musicali in cui si sentiva più coinvolto. Siamo un gruppo piuttosto affiatato e, anche se ho molti amici di talento che potrebbero suonare il basso con noi, per ora non abbiamo alcuna intenzione di aggiungere un altro membro alla band. Forse, se ci capiterà di suonare in un festival importante o qualcosa del genere, allora chiameremo uno dei nostri amici a suonare il basso. Nei piccoli locali di merda, il suono è sempre scadente e, il fatto di non avere un basso, ci aiuta a mantenere la qualità del suono sotto controllo, specialmente durante le parti più veloci. Le parti più lente, invece, soffrono un po’ di più la mancanza del basso, ma questo è anche un po’ il nostro marchio di fabbrica, al momento. Inoltre, è anche più facile pianificare le cose con meno componenti.

Come vedi i Mitochondrion tra qualche anno?
NY: Probabilmente, registreremo un altro album nel giro di un paio di anni.

Cambiamo argomento! Cosa pensate, in generale, delle religioni?

NY: Le religioni sono interessanti. Come già detto, Shawn e io abbiamo passato parte della nostra vita in una scuola cattolica, e la cosa ci ha lasciato un sano disprezzo per le più importanti religioni organizzate. Niente di estremo, comunque.

Cosa pensate del web in generale… e, nello specifico, del peer-to-peer? Molti sono convinti si tratti di un grave danno per le band, ma io ritengo che, grazie al peer-to-peer, molte band sconosciute avranno finalmente la possibilità di farsi conoscere.

NY: Dovresti chiederlo a Karl, questo! E’ il suo territorio…

Ok. Karl?

Karl Godard: Potrei essere prevenuto su questo argomento, perché non mi interessa se la mia band guadagna dei i soldi o meno, ma io credo che il file sharing sia destinato a far crescere l'industria musicale. L'industria discografica è l'unica parte del settore musicale che sta subendo dei danni. Le vendite dei cd sono ormai in declino, ma tutto questo dipende dal fatto che etichette come Emi e Bmg non speculano come una volta e adesso sentiamo i lamenti della loro pietosa morte. Ma, se è vero che sempre più persone scaricano musica tutti i giorni, c'è ancora un gran numero di persone che compra dischi. Molte band, al giorno d’oggi, pubblicano la loro musica su vinile. Perché? Perché il vinile è cool e la gente ama possedere un gran bell’artwork. Ho appena comprato il 7” “13 Globes” dei Portal e non ho nemmeno un giradischi! Mi siedo e lo guardo, appeso al muro. Se avessi la possibilità di scegliere, vorrei ascoltare la musica solo su strani formati analogici. Per me, il cd è il figlio bastardo dell'industria discografica degli anni Ottanta: bisognerebbe trasformarlo in qualcosa di più utile. Se avete intenzione di mettere roba digitale su qualcosa di fisico, mettetelo su una chiavetta USB Flash o su qualcos'altro che non dovete maneggiare con dei guanti di lattice! Odio davvero i cd e, per fortuna, la vendita di formati fisici non esaurisce le possibilità di guadagno delle band. Grazie a internet la musica si è trasformata in qualcosa di più “fluido”, e la cosa permette alle band di realizzare una vera e propria campagna di marketing per tutto quello che si ha da offrire. I concerti e il merchandising sono probabilmente le due cose più importanti su cui una band dovrebbe concentrarsi. I diversi modi con cui si può confezionare e vendere il tuo "Brand" (inserisci il nome della band qui). In questo modo, ti giochi la possibilità che qualcuno clicchi sull'icona Paypal o sulla tua pagina MySpace.
Quindi, per riassumere, ecco quello che una band, a mio avviso, dovrebbe fare per avere successo:
1. Scrivere e registrare musica.
2. Consentire alla gente di ascoltare la tua musica gratis - meglio se ci sono più orecchie!
3. Vendere online qualche cd e materiale relativo alla band
4. Mettere a punto e pubblicizzare un tour.
5. Vendere qualche cd e materiale relativo alla band ai concerti
6. Ripetere il tutto (mai smettere di fare musica)
Ma anche... continuare a studiare o a lavorare di giorno!

Che mi dite del Canada di oggi?

SH: Il Canada è un gran bel posto in cui vivere. Certo, le persone non fanno altro che lamentarsi, ma la vita potrebbe essere molto, molto peggio. Almeno non viviamo in quel pozzo nero che sono gli Stati Uniti! Anche se, a volte, sembra non ci sia grande differenza. Qui è molto difficile andare in tour, perché le città sono piuttosto distanti tra di loro. Tuttavia, siamo la patria di alcune delle band più estreme del pianeta.

Siete mai stati in Italia?
NY: No, mai stato in Italia. Ho sentito che ci sono molti appassionati di metal lì da voi e, naturalmente, alcune formazioni eccellenti (Mortuary, Abysmal Grief, Blasphemophagher). Un giorno, forse, ci verrò… ma non a breve.

(12/06/2010)

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Nel gennaio del 2011, la band, dopo aver firmato per la Profound Lore, rilascia il suo secondo lavoro sulla lunga distanza, "Parasignosis". Ne discutiamo con Nick Yanchuck.

3358324Parliamo del titolo: "Parasignosis"
NY: Ho scelto io il titolo dell’album, iniziando a lavorare sul concept subito dopo la pubblicazione di “Archaeaeon”. Una traduzione spicciola potrebbe essere “conoscenza trascendentale che nasce da una prospettiva parassita, di disagio”. Può anche significare “conoscenza a partire da immagini dell’”oltre”. Penso si tratti di un titolo azzeccato per il concept e il sound del disco.

Quali sono le più importanti differenze fra questo nuovo lavoro e il precedente?
NY:
La differenza principale tra i due album sta tutta nella preparazione che sta dietro la track-list e la totalità della produzione di “Parasignosis”. Per “Archaeaeon”, registrammo tutti i brani che avevamo scritto e suonato dal vivo fino a quel momento e, solo in seguito, decidemmo una track-list. Iniziai a lavorare sull’artwork solo dopo la fine delle registrazioni. Per “Parasignosis”, invece, l’intero album è stato concepito e studiato dall’inizio alla fine prima di essere registrato. Ovviamente, qualcosa è stato cambiato qua e là, ma lo sviluppo e tutto il resto è stato preparato in anticipo. Inoltre, l’artwork è stato sviluppato in contemporanea con la registrazione e la post-produzione. In generale, “Parasignosis” è più compatto da ogni punto di vista. Infine, mi sono occupato anche delle parti di basso e questo mi ha divertito molto. 

Come siete venuti in contatto con la Profound Lore?
NY:
Abbiamo parlato con Chris della Profound Lore per un po’ di tempo. Non ricordo bene come ci siamo incontrati la prima volta, ma sono quasi sicuro che c’entri qualcosa il fatto che da più parti ci abbiano accostati ai Portal. Sono onorato che il nostro nuovo lavoro sia stato pubblicato da un’etichetta che vanta un gran numero di artisti interessanti.

Parlami un po' dei brani...
Plague Evocation
Inizialmente, si trattava di una canzone a sè (da qualche parte deve esserci anche una versione demo, se non erro), ma alla fine abbiamo deciso di ridurla e di trasformarla in una intro. Non si può imparare dalla malattia e dal disagio se si permette che i pensieri siano offuscati dall’illusione della libera volontà. Questo brano è un tentativo di assolvere le catene del libero arbitrio in preparazione di cià che sarà...

Lex Ego Exitum
Un anthem per l’azione autodistruttiva

Tetravirulence
Il chorus “Strike down, Saturn”, “You, shall never”, “Consume me!” può essere letto in molti modi…il che, a mio avviso, lo rende molto potente. E’, insieme, sia la sfida che il “calore” del Death.

Trials
Probabilmente, il brano death-metal più canonico del lotto

Parasignosis
Si tratta del brano più vecchio presente sull’album. Fu scritto nel 2008, appena dopo la pubblicazione di “Archaeaeon”. Molti dei riff sono anche più vecchi, roba del 2005 o 2006. E’ il brano che mi piace di meno, al momento, probabilmente perché l’abbiamo suonata in molti modi diversi e penso che la nostra scrittura sia cambiata molto da allora.

Banishment (Undecaphosphoric)
Questo, invece, è stata l’ultimo brano scritto per l’album. Il testo è stato scritto da Shawn e lo trovo unico! Mi piace quando è criptico e "scuro" come l'inferno!Sia le liriche che la musica ti scaraventano nel vuoto pre-cosmico, dove ti incatenano per l'eternità...

Progetti futuri?
NY: Be’, sicuramente ancora Mitochondrion, anche se, molto probabilmente, nei prossimi anni saremo sempre più impegnati nelle nostre vite private. Fortunatamente, ci sarà un altro nostro album nel 2012 o 2013. Ci potrebbe anche essere un doppio lavoro, ma niente è ancora deciso. Comunque, abbiamo un numero astronomico di riff e di frammenti di brani che aspettano di essere assemblati.

(30/01/2011)

Discografia
 Mitochondrion (demo cd-r, 2005)

6

 Through Cosmic Gaze (Ep demo cd-r, 2006)

6

 Archaeaeon (autoprodotto, 2008) 8
 Parasignosis (Profound Lore, 2011) 7
 Antinumerology (Dark Descent Records, 2013; Ep)6
 In Cronian Hour (Dark Descent, 2016; split con gli Auroch)6
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