Mueran Humanos

Mueran Humanos

Collage di orrori e occulto

intervista di Michele Guerrini
A due anni dall'uscita della prima release ufficiale che ha attratto l'interesse di molta critica di settore è giunto il momento di fare due chiacchere con il duo argentino. Passato da poco il loro tour italiano, i Mueran Humanos sono alla ricerca di una propria identità culturale, di una musica "folk" che identifichi le loro origini, così lontane dal rock anglosassone e dalle sue mutazioni.

Come è nato il vostro progetto? Quali sono stati i primi passi e l'obiettivo artistico che volevate raggiungere?
Tomas: Ho sempre voluto suonare con Carmen e stare con lei. Abbiamo sempre apprezzato l'uno l'altro, sia come persone sia come artisti.
Abbiamo iniziato questo progetto non appena ci siamo trasferiti in Europa, in una casa vuota. Volevamo esplorare ed esprimere le nostre ossessioni, i nostri interessi e divertirci, ovviamente.
All'inizio era molto più astratto, un suono puro e senza forma da unire ai nostri video e collage, poi abbiamo iniziato a comporre vere canzoni e suonare dal vivo.

Solo basso, sintetizzatori e voce, questi sono gli elementi tipici di molti gruppi wave (anche di stampo minimal), ma nella vostra musica si percepisce un'anima poetica molto forte. Lo stile spoken word, l'eleganza letteraria dello spagnolo danno forma a poesie nere e perverse...
Tomas: Beh, non è solo questo. Sample, percussioni, theremin e tape. Non siamo un progetto minimal wave e preferiamo evitare etichette e movimenti che ci risultano noiosi. Ci hanno spesso affiancato a progetti minimal wave poiché pubblicammo il nostro album contemporaneamente al rinnovato interesse per questo genere, dovuto a etichette come l'eccellente Wierd Records, o gruppi come Xeno & Oaklander. Abbiamo rispetto per questi artisti ma quello che facciamo è ben diverso.
Abbiamo iniziato nel 2006 inconsapevoli che ci fossero simili formazioni. Abbiamo semplicemente applicato la nostra solita attitudine. Prima che esistesse "Mueran Humanos", ho suonato in un paio di band e in entrambe eravamo solo basso e batteria. Carmen suona il piano da quando è piccola, e, prima di questo progetto, suonava le tastiere per i Mujercitas Terror. Così abbiamo preso i nostri strumenti e dato vita ai Mueran Humanos. L'idea è di usare ciò che si ha, non prendere gli strumenti per il loro suono, ma modificare quello che abbiamo per creare il suono che vogliamo. Noi non suoniamo strumenti, noi abusiamo di loro.

"Horas Tristes" e "Leones En China" sono le composizioni più strutturate e introspettive del disco. All'opposto, "Cosmeticos Para Cristo" e "Monstruo" sono più dirette e aggressive. Come definireste questo dualismo nella vostra musica? Quali origini hanno questi brani?
Tomas: All'inizio facevamo solo lunghe improvvisazioni e nient'altro. Eravamo bloccati nel nostro appartamento a suonare per ore lo stesso riff di continuo. Iniziavamo con un singolo suono, una sola nota, o un nastro preparato, o un pattern di drum machine e da lì cercavamo di costruire il resto, improvvisando e lasciando che le cose crescessero da sole. Questa è l'origine di tutte le nostre canzoni, così qualcuna nasce breve e qualcun'altra brevissima. Dipende, noi trattiamo ognuna di esse come un evento totalmente differente, ognuno è una differente creatura e richiede un proprio approccio. Lavoriamo in una maniera cinematica, ogni composizione è anche uno spazio sonoro nell'accezione più vicina alle colonne sonore. E come una colonna sonora, scegli differenti suoni e durate a seconda della scena.

Si sente un forte contenuto religioso nella vostra musica...
Tomas: La religione parla di trance, di estasi, trascendenza, e comunicazione con l'aldilà. Inoltre la religione tende a concentrare il significato e l'energia dentro simboli, immagini e versi. Proprio come l'arte. L'arte religiosa è importante per noi in quanto è un mezzo di trasmissione della conoscenza.  Ci interessa il rituale, l'architettura, l'arte e la filosofia della religione. Certamente sono consapevole di come la religione possa essere uno strumento di controllo sociale, ma anche l'arte è usata come forma di controllo, come propaganda, pubblicità... Sia io che Carmen non abbiamo avuto un'educazione religiosa, ma siamo comunque interessati al mondo spirituale e all'occulto. Io non sono battezzato e anche per questo non sento un sentimento di ribellione verso la religione. Mi piace approfondire liberamente l'interpretazione e lo studio, dentro questo grande contenitore di conoscenza. Mi sento molto vicino all'approccio scelto da pensatori come Jung o Philip K. Dick verso le tradizioni religiose. Un esempio di questo è la prima uscita della mia fanzine di cut up e collage, "Mueran Humanos" (dal 2003 abbiamo preso il nome proprio da questo). Io ebbi questa visione: una croce come un simbolo fallico rovesciato, un'uomo nudo vi è appeso ma non è possibile vedere i suoi genitali. La croce li rappresenta. Così assemblai una croce a testa in giù con un mysil, un rossetto e un frammento di un disegno di Robert Fludd. E qui inserii le parole "Mueran Humanos"... Noi non usiamo questi simboli con fini esclusivamente estetici, ma li usiamo per comunicare un contenuto.

Clock Dva, Suicide, prima Ebm... la vostra musica segue molti sentieri, ma li rielabora in maniera molto personale. Quale è stato il percorso evolutivo del vostro progetto e da quali radici prende forza?
Tomas: La cultura rock è anglosassone e io non lo sono. Così, sin da quando ho iniziato a suonare da teenager, ho sempre voluto creare la mia personale folk music, la musica della Buenos Aires di oggi. Il tango è la musica di Buenos Aires, ma appartiene a un'altra era, dagli anni 40 niente è più successo e non rispecchia più la città. Ascoltavo cose come Einsturzende Neubauten, Pil, Swans, Cabaret Voltaire, ma ero sempre consapevole che non appartenevano alla mia cultura. E per questo abbiamo voluto creare qualcosa di nuovo. Nelle band in cui ho suonato prima dei MH cercavamo di comporre una musica folk per la nostra era, questa era l'idea principale. Una musica che riflettesse la nostra percezione della città e delle nostre esperienze in quanto ragazzi di quel periodo storico.
Ciò che abbiamo fatto con i MH è meno una reazione e più una costruzione, una costruzione di un altro spazio, una logica sognante, uno spazio fra Carmen e me. Non è psicogeografia della città ma uno spazio privato.
Non abbiamo uno stile, un'etichetta, un codice di comportamento, preferisco la parola "personalità". È un processo continuo nel tempo, non si ferma mai, e tutti i punti d'evoluzione dei MH sono un differente elemento di mutazione. Non seguiamo il percorso di nessuno, ma vogliamo creare il nostro proprio linguaggio. Come ho già detto, abbiamo iniziato suonando lunghe tracce astratte per noi stessi, esplorando i nostri strumenti e la nostra alchimia. Le radici sono dentro di noi, e per il resto solo i Suicide sono stati veramente importanti per noi, per la loro purezza espressiva e la libertà, l'approccio frontale della loro attitudine, non per la loro musica.

L'artwork dell'album è un'opera di Carmen. Qual è il suo significato? Un'oscura e crudele visione dell'identità femminile?
Carmen: Può essere, ma c'è un lavoro di purezza cromatica e ironia dentro di esso.
Tomas: Era chiaro per noi che sarebbe stata la copertina del nostro album due anni prima che fosse registrato. È parte del disco come le canzoni stesse, non so perché lo abbiamo scelto. Molte decisioni avvengono senza discussione o riflessione, sembrava giusto così.

Quali sono stai gli artisti (poeti, pittori, romanzieri) che hanno influenzato la vostra estetica e la vostra crescita artistica?
Carmen: Tanti, dagli scrittori dei secoli passati come Lewis Carroll a fumettisti di oggi come Charles Burns. Uno dei miei preferiti è Dario Argento per la sua capacità di condensare elementi che mi affascinano.
Tomas: La lista sarebbe senza fine ma alcuni sono: Dario Argento, Kenneth Anger, Bergman, Max Ernst, Maya Deren, Jan Svenkmayer, Murnau, Kafka, Rilke, John Carpenter, Rimbaud, Austin Osman Spare, Philip Dick, Jean Cocteau, Maurice Maeterlinck, Ezra Pound, Debord, Wyndham Lewis, Borges, Roberto Arlt, Nick Blinko, William Blake, Bosch.

Ho visto sul vostro sito che avete prodotto una pellicola breve intitolata "Mili The Rat", e la vostra rielaborazione della copertina del magazine "Seventeen"... Qual era il fine di questi progetti?
Carmen: L'arte visuale è per me un linguaggio differente che uso per comunicare cose non posso esplicare con le parole. Non posso parlarne, lo faccio. Queste opere esistono e spero che si spieghino da sole.
Ho sempre fatto arte visuale... in questo periodo sono più assorbita dal nostro progetto musicale, ma è parte della mia vita e cerco di integrarla dentro i MH. I miei ultimi progetti sono  illustrazioni di alcune poesie di Lovecraft per un'edizione spagnola in collaborazione con la mia amica argentina Daniela Zahara.

Ultime domande prima di congedarmi. Siete ritornati ora da un lungo tour italiano che ha attraversato la penisola, come è stato? Avete avuto incontri e feedback interessanti?
Tomas: Il tour è stato fantastico in questo paese meraviglioso. Molto diverso dall'Argentina... in Argentina ogni cosa è nuova, non c'è molta storia, così andare dentro la culla della civiltà occidentale è stata un'esperienza psichedelica per me. La gente è stata molto amichevole e di supporto. Wardance e Luca Grillo, e le band con cui abbiamo suonato, tutti sono stati molto gentili. A Genova abbiamo avuto come band di supporto un progetto assurdo chiamato UR. Spero di tornare presto e di vedere moltre altre città.

Quali sono i vostri progetti nel prossimo futuro riguardo le produzioni? Dopo Burial Hex ci saranno altre collaborazioni?
Abbiamo appena rilasciato uno split 7" con gli argentini Mujercitas Terror. Inoltre abbiamo pianificato l'uscita di un 7" con due canzoni nuove sotto la nuova label Louder Than War, lanciata da John Robb e Southern Records, e un 12" sotto Vanity Case su cui stiamo ancora lavorando. Ci saranno molte altre collaborazioni, ma saranno una sorpresa. Sto ri-iniziando a mettere da parte materiale solista e prossimamente ripubblicherò una cassetta del 2006 a Londra, di solo basso. Avevo fatto solo 10 copie all'inizio, adesso sarà prodotto dall'etichetta berlinese Noisekölln.
Spero che verso novembre si arrivi a registrare il nuovo album. Abbiamo molte canzoni nuove, ma devono ancora maturare. Che aspettare da queste? Che facciano impazzire, spero...
Discografia
Mueran Humanos (Blind Prophet/Old Europa Café, 2010)

7

 El Circulo (Ep, Vanity Case Records, 2013)

7

pietra miliare di OndaRock
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Recensioni

MUERAN HUMANOS

El Circulo

(2013 - Vanity Case Records)
Derive oscure e kraute per il duo argentino

MUERAN HUMANOS

Mueran Humanos

(2010 - Old Europa Cafè/ Blind Prophet)
L'elettronica morbosa e minimale del duo di origine argentina, al suo album d'esordio

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