Need New Body

Need New Body

Nelle chart di un mondo parallelo

intervista di Fabio Lugaro
I Need New Body arrivano al Tago Mago di Massa su un furgoncino bianco stracolmo all'inverosimile di strumentazione. Sono in cinque, anzi sei: con loro c'è l'autista, un amico americano che vive a Bologna da qualche tempo. Il suo abbigliamento si confonde benissimo con quello dei membri della band: magliette dai colori psichedelici addobbate con spruzzi di vernice e disegni, cappellini esageratamente ricoperti di spille, calzini in bella vista, scarpe da tennis spesso e volentieri in mano.
Scaricano l'attrezzatura (amplificatori, tastiere infinite, una batteria essenziale, due bassi, un banjo elettrico, alcuni flauti e qualche percussione) e i cd in vendita (tra cui side-project e un mini tour cdr confezionato in bustine con patchwork di stoffe, carta e plastica), abbozzano un soundcheck e si rilassano. Tra le apparecchiature posate sui tavoli spicca un IMac. Non servirà però per la performance, lo chiariamo da subito: solamente per sfide a un videogioco piattaforma "old style".
Ci sediamo a un tavolo con Jeff Bradbury, cantante e multi-strumentista, che sarà impegnato durante la serata prevalentemente al banjo, al basso e alla voce, Griffin Rodriguez, conosciuto anche come Blue Hawai, altissimo e vitale bassista che siederà brevemente anche dietro ai tamburi e Jamey Robinson, mago delle tastiere e jukebox umano: sue (e non trattate, almeno nel live di questa sera) le vocine più malate, assurde e eccitanti del nuovo album del gruppo.


Recentemente ho descritto a un amico il vostro ultimo lavoro, il sorprendente "Where's Black Ben", come i Residents, Ornette Coleman, gli Outkast e John Cage che ballano ubriachi su uno xilofono gigante. Vi ci riconoscete?
(Ridono)

Griffin: Suona bene!
Jeff: Sì.

" Where's Black Ben " è eterogeneo, ma dal sound piuttosto compatto. Se davvero dovessi trovare un punto di stacco, mi soffermerei sulla differenza tra i due lati del disco: la prima parte è abbastanza melodica (contiene addirittura diversi jingle davvero intriganti!) ed è una sorta di preparazione per le improvvisazioni elettroniche post-jazz che assaltano l'ascoltatore nella seconda parte…
Griffin: Sì, sono molto d'accordo.
Jeff: Credo che anche il secondo lato abbia dei potenziali jingle, come "South Street Rocks".
Jamey: Sì.
Jeff: Comunque sì, c'è molta più elettronica nel secondo lato.

Sulla confezione del cd c'è un adesivo che dichiara: "come un raggio laser mandato da Dio per salvarci tutti dalle giungle della noia". Credete davvero nella noia?
Jamey: Credo che chi si annoia sia noioso. (Ride)

Nella vostra musica sono rintracciabili dozzine di influenze, spesso molto distanti. Vorrei concentrarmi almeno su tre di queste: Frank Zappa , Caroliner Rainbow e Faust . Che spazio hanno avuto questi artisti nelle vostre preferenze?
Griffin: Potresti ripetere il secondo nome?
Caroliner Rainbow. Sono della costa occidentale.
Griffin: No, non li conosco. Credo che ci siano molte differenze tra le nostre influenze, soprattutto per me che vengo da Chicago. Frank Zappa ha avuto una influenza relativamente piccola su di me, semplicemente perché non ho ascoltato la maggior parte dei suoi album. Ma io amo i Faust, sono in effetti uno dei miei gruppi preferiti.
Jeff: Mi piace molto Frank Zappa, lo rispetto, credo che sia… tu mi capisci, il massimo. Non conosco i Caroliner Rainbow e penso che i Faust siano stati una influenza maggiore per gli altri membri della band che per me.
Jamey: Apprezzo i Faust, ho ascoltato un loro disco e l'ho apprezzato moltissimo, quello con (canticchia) "J'ai mal aux dents…" (Esclama) "…Tapes"! Sì, è davvero molto buono. Tutti dicono che siamo stati influenzati molto da loro e credo che sia vero ma…
Griffin: Io amavo i Faust da prima, da quando ero in un altro gruppo (Bablicon, ndr), mi piacevano davvero un sacco e volli farglieli ascoltare ma era già dopo aver fatto il secondo disco a nome Need New Body, quindi non li avevano davvero mai ascoltati prima! Tutti erano come elettrizzati: "Wow!", lo stesso tipo di sorpresa che ebbi io diverso tempo prima, quando con l'altra band qualcuno mi disse "voi suonate esattamente come i Faust!" e io gli risposi "Davvero? E che fanno?". Poi mi procurai i loro dischi e pensai "Wow! Aveva ragione!".

La vostra proposta ha un sapore americano molto profondo, eppure si adatta alla perfezione anche ai gusti di parte del pubblico europeo. Con questo tour riscontrate un buon feedback con il vecchio continente?
Griffin: Questo è il nostro quinto o sesto concerto in Italia. Per ora è stato grande, ma siamo stati solo in Gran Bretagna e Italia e tutti dicono che il vostro pubblico sia molto caldo e ricettivo, è una cosa che piace a tutti. E' una esperienza diversa da quella che abbiamo di solito negli Stati Uniti, la reazione è differente.
Jeff: Appunto, finora abbiamo solo suonato in Inghilterra e Italia. In Inghilterra abbiamo avuto una risposta molto entusiasta e alcuni amici italiani ci hanno invitato a venire qui.
Jamey: Molte più persone in Europa vengono a parlarci dopo i concerti, parliamo di musica e penso che abbiano una idea migliore dei nostri connazionali di quel che stiamo facendo…

Sono sicuro che in questo istante "Poppa B" è un grande hit nelle classifiche di qualche mondo parallelo…
Jeff: Grazie! (Tutti ridono). E' meglio se ci interessiamo di questo mondo, per il momento.

Ho letto che in passato suonavate spesso con maschere e travestimenti. Potreste descrivermeli?
Jeff: Alcuni dei nostri pezzi erano in realtà vere e proprie performance: nel nostro primo disco c'è una canzone chiamata "Don", nata inizialmente come performance. Indossavamo delle maschere; ad esempio un viso umano sorridente e una maschera cinese. Il mio personaggio era candidato a sindaco, poi moriva e rinasceva arrabbiatissimo. Al pubblico piaceva molto. C'era anche, per un'altra canzone, una maschera raffigurante una scimmia, e una maschera di donna. Io non l'ho mai indossata, comunque, la mettevo solo a una mano e facevo finta di parlare con questa maschera. Continuiamo a performare anche oggi, ma senza alcuna maschera.

L'utilizzo di maschere è solo l'ultimo dei collegamenti con tanto avant-rock delle scene della West Coast delle ultime decadi: penso a Residents , Sun City Girls, Caroliner Rainbow, il giro della Los Angeles Free Music Society…
Jeff: La maggior parte di queste musiche risalgono a quando eravamo molto giovani, prima che fossimo davvero esposti all'ascolto di molta musica. Quando avevamo sedici, diciassette o diciotto anni, non avevamo idea di chi fossero i Residents…
Griffin: E' normale, prima fai la tua musica e poi tutti ti dicono: "suoni come questo, questo, questo e questo". Succede. Capitò anche con i Bablicon: tutti dicevano "suonate esattamente come i Faust" o "suonate esattamente come i Soft Machine" e noi non li avevamo mai ascoltati… E poi in seguito, dopo anni magari, ascolti quelle cose e pensi: "Ohhh! Credo che avessero ragione!". Ma non avevi mai pensato di suonare come loro, è semplicemente successo, allo stesso modo i miei compagni forse hanno ascoltato i Residents, ma non credo che ciascuno di loro abbia tutti i loro dischi.
Jamey: Credo che i Residents siano terribili. La gente viene da noi e ci dice "assomigliate ai Residents". Non ce lo dicono di solito negli Stati Uniti, ma qui in Europa ce lo dite in molti e personalmente, i due o tre loro album che ho non riesco ad ascoltarli perché mi fanno diventare molto triste. Sono così seri, ma insani e dark… non è quel tipo di musica da mettere a una festa, insomma.

David McDonnell di Bablicon e Icy Demons, gruppi nei quali militano alcuni di voi, ha affermato: "La composizione è solo improvvisazione al rallentatore". Suppongo che molta della vostra musica nasca dall'improvvisazione; quanto spesso utilizzate il rallentatore?
Jeff: La maggior parte delle volte.
Griffin: Un rallentatore molto lento… A volte lentissimo, a volte invece quasi immediato. Mi piacciono le canzoni del nuovo disco, che si formano così in fretta. Si improvvisa in studio e quindi si prova una volta e poi di nuovo e poi ancora… e poi si registra, qualcosa di questo tipo. Non la chiamerei improvvisazione live ma improvvisazione in studio. Bella questa citazione di David! (Ridono tutti e tre).

Cosa pensate della scena avant di New York che ruota intorno a John Zorn e alla sua Tzadik? E dei gruppi giapponesi collegati, come Boredoms , Ground Zero o Melt Banana?
Griffin: Personalmente adoro Boredoms e Melt Banana. Penso che siano divertentissimi, i Boredoms specialmente sono stati molto influenti e apprezzo soprattutto quanto siano cambiati nel tempo, senza stare fermi a fare sempre la stessa cosa. Hanno continuato a innovare senza avere mai paura, quando "Super Ae" uscì suonava come qualcosa di completamente diverso da tutto quanto avevano fatto in precedenza.
Jeff: Amo John Zorn e amo New York. Anche i Boredoms, moltissimo. Abbiamo visto i Melt Banana qui in Italia pochi giorni fa, a Bologna.
Griffin: Sono stati così fottutamente grandi!
Jamey: A me non piace Zorn, non mi piace quasi nulla di quello che ho ascoltato. Quando ho comprato alcuni dischi della Tzadik ero molto eccitato dalle descrizioni, ma quando ho ascoltato la musica è stata una delusione. L'idea, gli arrangiamenti, la strumentazione, le copertine: era tutto molto ben presentato, ma la musica non era nelle mie corde. Ma amo New York (Ride).

Negli anni 90 le formazioni del post-rock suonavano musica che non era più rock con la classica strumentazione del genere, mostrando nuovi approcci agli strumenti. Poi alcuni gruppi, come i Moonshake, iniziavano ad abbandonare le chitarre, dando molta importanza a questa scelta.
Anche voi avete escluso da qualche tempo lo strumento rock per antonomasia dalla vostra formazione, concentrandovi sul banjo. Dale ha dichiarato: "Le chitarre sono bizzarre, specialmente il modo in cui la gente usa suonarle". Dopo questo periodo in cui ne avete fatto a meno, riuscite a rendervi conto se questa scelta abbia avuto grandi effetti solo sul vostro sound o anche nella fase di sviluppo della vostra musica?

Jeff: Sì, sì, anche sullo sviluppo, assolutamente. E' cambiato tutto per noi, per il nostro approccio con la musica. Mi mancano un po' le chitarre a volte, ma per la gran parte del tempo non è così. Credo che avessimo bisogno di rinfrescare la nostra filosofia musicale abbandonando le chitarre.
Griffin: Negli anni 90, quando ho iniziato a suonare, c'erano così tante band con chitarre pesanti che con i Bablicon è stato naturale cercare di fare qualcosa di diverso e interessante senza le chitarre, perché tutti le usavano.

Mario Andreoni, chitarrista dei !!! , ha dichiarato l'anno scorso: "Sarebbe molto interessante collaborare con i Need New Body". Vi interesserebbe uno split con loro, o credete che la loro musica sia troppo piatta rispetto alla vostra?
Jeff: Ci piacciono molto, sono ragazzi molto simpatici. Abbiamo fatto un tour con loro.
Griffin: Sì, abbiamo già collaborato in un certo senso.

Jeff e Jamey, vi volevo domandare qual è il significato di "Bent Leg Fatima", il nome del gruppo dal quale provenite.
Jeff: Non significa nulla. Sono parole messe insieme a caso. Fatima era il nome di una ragazza carina del mio vicinato, è tutto.

Invece, Griffin, Icy Demons è tuo side project con Chris, batterista dei Need New Body, e David, fiatista dei Bablicon. Ho ascoltato sinora "Fight Back!" solo una volta e mi è parso musicalmente assai più rilassato dei vostri standard...
Griffin: Icy Demons non è un side project, perché è iniziato un paio di anni fa prima che io entrassi ufficialmente nei Need New Body. Suona più calmo perché in Icy Demons c'è più enfasi sullo space- rock.

Il vostro sito web, post-caotico e post-psichedelico, riflette l'essenza della vostra musica. Chi è il web designer?
Jeff: E' Dale.

Mi raccontereste come nacque "Pen", uno dei migliori pezzi di "UFO"?
Jamey: Il nostro batterista è un grande fan di un programma della tv canadese, "Kids In The Hall", dove c'è uno sketch con un ragazzo che rivuole la sua penna indietro.

Ho un'altra domanda per Blue Hawai/Griffin. "In A Different City", del tuo gruppo precedente, Bablicon, è stato descritto dal magazine mainstream britannico Melody Maker come "il peggiori disco mai fatto". Direi che dovresti esserne molto orgoglioso, perché normalmente ogni disco etichettato frettolosamente in quel modo è un grandissimo capolavoro d'avanguardia; penso a "Contact High With The Godz" dei Godz o a "John Gavanti" di Mars e D.N.A., ad esempio…
Griffin: Credo che questa storia continuerà a divertirmi per sempre!
La prima volta che l'abbiamo letto eravamo appena atterrati in Inghilterra, l'etichetta ci diede la recensione, era la prima inglese del disco e all'inizio siamo stati ovviamente dispiaciuti, ma dopo una settimana o giù di lì abbiamo iniziato a riderne tutti quanti nel gruppo, è sempre stato un bello scherzo per tutti noi!

Pensando alla relativamente breve vita delle vostre precedenti incarnazioni come Bent Leg Fatima e Bablicon e soprattutto al vostro attuale moniker, a che punto siete con la ricerca del vostro nuovo corpo? Dobbiamo aspettarci a breve una vostra nuova reincarnazione?
(In coro) Sì!
Jeff: Non appena torneremo a casa.

Avete singolarmente degli altri interessi o impieghi al di fuori della musica?
Griffin: No, sono un tecnico di registrazione e quindi registro dischi.
Jeff: Mi piace la mia vita privata.
Jamey: Cammino nella natura.

Siete stati selezionati da David Pajo a partecipare all'All Tomorrow Parties Festival. Com'è stata quella esperienza e com'è andata con David?
Griffin: David è molto simpatico e gentile. Eravamo molto eccitati ad essere là e il festival è stato molto divertente.
Jeff: Ci ha fatto un po' paura tutta la risposta che abbiamo avuto per aver semplicemente fatto una sola performance là…
Griffin: Moltissima gente, moltissimo entusiasmo, ben prima della fine del festival abbiamo esaurito tutti i dischi e le magliette che ci eravamo portati da vendere.
Jamey: Abbiamo anche suonato molto bene, è stato un bel concerto.

Stiamo per finire… nella prossima serie di domande scegliete soltanto un nome tra i due proposti. Neu! o Can ?
(Ridono)
Griffin: Solo uno dei due? Non possono essere entrambi?
Jeff: Neu!
Jamey: Non so, dipende canzone per canzone. Qualcuna dei Can, qualcuna dei Neu!, non lo so.
Griffin: Decisione impossibile, facciamo metà e metà.

Oneida o Lighting Bolt?
Lighting Bolt.

Frank Zappa o Captain Beefheart ?
Griffin: Per me Beefheart.
Jeff: Zappa.
Jamey: Beefheart.

Slint o Tortoise ?
Tortoise.

Bob Dylan o Neil Young ?
Jeff: Oh mio Dio! E' una tortura. (Pensa e pronuncia lentamente) Bob Dylan o Neil Young? Amps For Christ.

DFA o Anticon?
Jeff: 5RC.

No, non vale. Voi siete su 5RC.
Jeff: Allora Birdman.

George W. Bush o Bill Clinton?
Griffin: Clinton… George Clinton! (Ridiamo)

Ramones o Television ?
Griffin: Mi piacciono i Television, ma i Ramones sono così particolari…
Jamey: I Ramones sono quasi tutti morti. Metti Ramones.

Dalek o Clouddead ?
Griffin: Mi mancano entrambi. La mia risposta è MF Doom.

Bene… Siete in Italia da cinque giorni, ormai. Vi siete innamorati di qualche cibo italiano in particolare?
Jeff: Sì, il cioccolato titanio… (Ridono)
No, sto scherzando. Tutto è molto buono. A Padova abbiamo mangiato un piatto di penne alla porchetta con un bicchiere di vino appena svegli… fantastico!
Jamey: Siamo stanchi degli autogrill! Mangiamo in autogrill tutti i giorni…

Tago Mago - Massa (1 novembre 2005)
Discografia
  BENT LEG FATIMA

 


   

 


  Bent Leg Fatima (File 13, 2000)

 


 

 


  NEED NEW BODY

 


   

 


  Need New Body (Cenotapah Audio, 2002)

7,5

UFO (File 13, 2003)

8

Where's Black Ben (5 Rue Christine, 2005)

8,5

pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Need New Body su OndaRock
Recensioni

NEED NEW BODY

Where's Black Ben

(2005 - 5 Rue Christine)

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