Due musicisti (Enrico Fontanelli e Daniele Carretti) e un paroliere (Max Collini): sono loro i tre componenti degli Offlaga Disco Pax, che hanno da poco pubblicato il loro primo disco, "Socialismo tascabile". Abbiamo rivolto loro qualche domanda su musica, politica, internet.
Un immaginario così evocativo come quello del vostro disco ha sicuramente alla base un solido intreccio culturale. Quali sono i libri e i dischi su cui vi siete formati?
D: Per le musiche è facile rifarsi a certe atmosfere new wave di fine anni 70-inizio anni 80.
Trovo però anche un forte avanzamento verso sonorità più moderne e recenti. Per quanto mi riguarda potrei ragionare in fasi molto diverse: La triade "Rubber Soul"- "Revolver"-"Sgt. Pepper's" dei Beatles, "Seventeen Seconds"-"Faith"-"Pornography" dei Cure, "Loveless" dei My Bloody Valentine e "Souvlaki" degli Slowdive, poi Cocteau Twins e 4AD, Paul Weller, Flaming Lips, Pixies. Se potessi continuerei…
E: In particolar modo Inghilterra dai Kinks a oggi, debutti e non del '67, Warp, Joy Division, Martin Hannet, Constellation, Kranky, Factory, 4AD, Creation, Kraftwerk, Giorgia Lepore, Shostakovich, Ligeti, Philip K. Dick.
M: Sono un lettore attento ma non voracissimo. Tra gli scrittori nostrani citerei Giuseppe Caliceti, Simona Vinci, Paolo Nori e Silvia Ballestra. Leggo tra gli stranieri con grande piacere Nick Hornby e Jonathan Coe. Trovo meravigliosamente al confine tra poesia e musica i testi di Federico Fiumani, e sono da sempre un fan dei Diaframma. Seguo soprattutto musica indipendente italiana, meglio ancora se cantata in italiano.
Il vostro disco, a cominciare dal titolo, è omogeneo in quanto a temi che racconta. Dobbiamo considerarlo come un concept-album o pensate di proseguire in questa direzione?
M: La scelta dei testi non è avvenuta in modo predeterminato, pur essendo nati prima del gruppo e avendone in qualche modo causato, almeno in parte, la sua formazione. I brani sono venuti fuori all'inizio tumultuosamente e poi più con calma, fino a essere sufficienti per poter dire: "Beh, magari ora potremmo averne abbastanza per un disco"… Sono semplicemente i brani che erano "pronti" per essere registrati, niente di più. Penso che continueremo in questa direzione, cercando di organizzare al meglio il nostro caos creativo senza perdere troppo del candore che credo contraddistingua il progetto.
Anche se probabilmente non avete pensato a quale pubblico raggiungere, come immaginate possa essere l'ascoltatore medio degli Offlaga Disco Pax?
D: Personalmente credo che gli Offlaga possano piacere a tutti o a nessuno. Ultimamente anche insospettabili hanno spezzato lance a nostro favore.
M: L'ascoltatore medio degli Offlaga Disco Pax dovrebbe essere una ragazza dolce, gentile, spiritosa, arguta, appassionata, democratica e antifascista.
Nei vostri testi parlate molto della politica degli anni 70 e 80. Voi che avete vissuto quegli anni "caldi" come vi ponete rispetto alla politica odierna? Siete ancora impegnati come allora?
M: Io sono del '67 e vanto solo una adolescente e devota militanza nel Pci tra la metà e la fine degli anni Ottanta, in pieno riflusso. Molto dopo gli anni caldi, insomma, anni che invece ho vissuto da spettatore minorenne. Daniele ed Enrico sono del '77 e la politica che hanno conosciuto nella loro gioventù nirvaniana era già un'altra cosa. La politica contemporanea non ha su di noi grande fascino e tendiamo a non occuparcene direttamente, pur seguendola con attenzione e inevitabile apprensione.
Alla fine di "Tatranky" dite che "ci hanno preso tutto". Questa frase può essere letta in due modi: le multinazionali e il capitalismo che prendono tutto a chi ha creduto nel socialismo oppure gli ex paesi dell'Est che prendono tutto a noi paesi dell'Ovest. Qual è quella corretta, se ce n'è una?
M: L'Occidente esporta sistemi apparentemente vincenti, ma piuttosto rapaci. Perfino i Tatranky e la Skoda sono diventati marchi delle multinazionali. Ci sarà un perché, ma sono sicuro che non mi piacerebbe saperlo.
Max, hai mai pensato di pubblicare i tuoi racconti? Sono tutti episodi che ti sono realmente accaduti?
M: Ho iniziato a scrivere racconti brevi durante l'anno santo, l'anno pari Duemila. Gli Offlaga Disco Pax non erano nemmeno vagamente ipotizzabili e sì, mi sarebbe allora piaciuto pubblicare un libro, ma non ho mai cercato concretamente una strada in questo senso. Scrivo quasi sempre storie autobiografiche, spesso anche nei dettagli più marginali. Ora il gruppo mi assorbe completamente e non ci penso, ma in futuro questa cosa del libro potrebbe tornare a essere presa in considerazione. Prenoto fin d'ora Enrico per la grafica della copertina.
State progettando la realizzazione di qualche videoclip?
E: Stiamo iniziando la preproduzione proprio in questi giorni. Sarà sicuramente divertente per noi, ci auguriamo anche per chi sta fuori.
Se il vostro video dovesse passare su Mtv, sarebbe come trovare la scritta Danone sui wafer Tatranky?
E: Il video verrà realizzato a prescindere dalla possibilità di messa in onda, da considerarsi un numero qualsiasi del nostro catalogo. Diciamo che sarebbe come trovare il Tatranky nel catalogo della Danone…
Qual è la vostra dimensione sonora in concerto?
D: Abbiamo cercato di mantenere nel disco la stessa formula che adottiamo dal vivo, alcune cose sono cambiate, ma bene o male il concerto è molto simile al disco. Chiaramente ci riserviamo di proporre qualcosa di diverso nei live, nel disco per esempio ci sono un paio di brani con la batteria suonata che dal vivo invece non abbiamo, per cui li offriamo in una versione più scarna e meno arrangiata.
Indubbiamente internet aiuta tantissimo, anche attraverso webzine come la nostra, la promozione di album pubblicati da piccole etichette come il vostro. Contemporaneamente, però, è nato il fenomeno dello scambio di mp3 che molti ritengono negativo. Voi come la pensate?
D: Ritengo che lo scambio di Mp3 come fattore "pubblicitario" sia molto interessante, non sempre si riesce ad ascoltare un disco prima di acquistarlo, quindi potrebbe essere un ottimo preascolto. Purtroppo il download selvaggio che avviene da qualche anno a questa parte è assurdo, non tanto per i soldi che gli artisti perdono, ma per una questione del poter avere tutto a disposizione e quindi prendere a piene mani qualsiasi cosa senza riuscire ad apprezzare o a coltivare un interesse in particolare. Trovo tutto questo molto egoistico e negativo per la musica. Personalmente non scarico mp3, preferisco il formato vinile o cd e andare ad acquistare i dischi direttamente nei negozi.
E: Soffrire di feticismo impone l'idea di avere a che fare concretamente con un'entità, anche se si tratta di una cosa assolutamente astratta come la musica. Sono cresciuto col vinile, il formato si è ridotto a i-pod che, per quanto possa risultare carino esteticamente quanto comodo, non potrà mai sostituire la copertina di "The Queen Is Dead". Avere la possibilità di ascoltare musica gratuitamente e di liberarla da prigioni materiali è idealisticamente apprezzabile, ma scarnificare l'evento dell'uscita di un album in mezz'ora di download è davvero poco romantico.
In conclusione, toglieteci una curiosità: ma che cos'è esattamente il "Socialismo tascabile"?
M: "Socialismo Tascabile" è una definizione perfetta nella sua sintesi che abbiamo rubato ad Arturo Bertoldi, che è anche l'autore del testo di "Cinnamon", testo che io ho solo accorciato un po' rispetto alla sua versione originale. In due parole, esprime nitidamente l'anima del disco, che è un disco minimale, emotivo, ironico e a suo modo politico. Un concetto epocale come il Socialismo ridotto al comodo formato digipack del nostro album. Sì, lo sappiamo, abbiamo la faccia come il culo...
