Orcas

Orcas

L'infinita quiete

intervista di Matteo Meda
Rafael Anton Irisarri e Thomas Meluch sono due giovani prodigiosi, due che a poco più di vent'anni già potevano fregiarsi dello status di protagonisti assoluti della scena elettronica americana. Il primo dividendosi equamente fra le catarsi drone a suo nome e quell'imprevedibile e indefinibile miscela di star-gaze e battiti subacquei realizzata a firma The Sight Below, il secondo offrendo una delle più lungimiranti interpretazioni del verbo folktronico mascherato sotto il falso nome di Benoît Pioulard.
Come se un tale curriculum non bastasse, i due hanno deciso di unire le rispettive forze per dare vita a Orcas, una delle creature più suggestive degli ultimi anni di musica atmosferica, perfettamente a cavallo fra l'eleganza e il calore dell'ambient velato di droni e la squisita genuinità del pop cantautorale. L'ancor esiguo bottino di quest'esperienza - due album, letteralmente uno più bello dell'altro - è bastato a renderli una delle punte di diamante del catalogo Morr Music, nonché uno dei principali veicoli di sdoganamento di sonorità normalmente legate a una nicchia ristrettissima di ascoltatori. Quanto detto già basterebbe a rendere l'intervista che segue una delle più interessanti che chi scrive ha avuto modo di realizzare. Ma il contributo decisivo arriva dalle puntuali e sintetiche risposte fornite dai due, che ne hanno approfittato per rivelare parecchi dettagli tutto fuorché scontati riguardo gli ingredienti "segreti" della loro collaborazione.


Una miscela perfetta costituita da due mondi differenti con due background altrettanto diversi: questa è la mia definizione di Orcas. La vostra?

Thomas Meluch: Sì, è vero, ma nonostante facciamo cose completamente diverse per conto nostro, abbiamo molto in comune a livello di sensibilità estetica e di ascolti e gusti musicali, quindi ci risulta facile lavorare insieme in maniera produttiva.
Rafael Anton Irisarri: Verissimo! C'è anche una grande dose di rispetto reciproco che permette al tutto di funzionare così bene.

Quando vi siete incontrati per la prima volta e come avete capito di avere qualcosa da condividere a livello artistico?
Tom
: Ci siamo incontrati nel 2009 al Decibel Festival di Seattle dove mi sono esibito: quella sera Rafael mi ha chiesto di partecipare a una performance audiovisiva con lui e lì abbiamo iniziato a parlare un po'. Qualche mese dopo sono tornato a Seattle - al tempo vivevo a Portland - e abbiamo iniziato a suonare insieme tenendo delle session improvvisate per sole chitarre.

E da lì è nato Orcas? Avevate già idee sul da farsi?
Tom: No, è tutto iniziato solo dal desiderio di fare casino, dopo un po' abbiamo iniziato ad aggiungere qualche struttura alle nostre idee e a lavorare su un Ep, che è poi diventato un album. Non c'è mai stata nessuna discussione riguardo il "suonare così o cosà", mai!

Che aspetti avete sviluppato in "Yearling" rispetto al primo “Orcas”?
Tom
: Abbiamo iniziato a scrivere le canzoni sapendo meglio cosa aspettarsi l'uno dall'altro, e a differenza del primo album io avevo già alcuni pezzi scritti, o per lo meno qualche idea di base. Questo ci ha fornito delle basi più solide su cui sviluppare il lavoro.
Raf: Personalmente posso dirti che al tempo stavo ascoltando un sacco di musica pop, e questo ha avuto il suo impatto. Ho avuto l'opportunità di esplorare quel lato della mia personalità artistica, rimasto fino ad oggi nascosto, e di portare in primo piano il mio amore per Kate Bush, Talk Talk e Tears For Fears.

Come hanno preso forma le singole canzoni poi inserite nell'album?
Tom
: Prima le mie idee iniziali sono entrate sotto il controllo di Rafael, così che le strutture potessero effettivamente emergere, poi abbiamo semplicemente passato parecchio tempo a lavorarci su, fino a quando non hanno iniziato ad avvicinarsi a come pensavamo "dovessero" suonare. Nel caso di alcuni pezzi, per esempio "Selah", tutto è partito da un'improvvisazione: in quel caso capitava che in un solo giorno avessimo già fatto il 90% del lavoro. Peraltro trovo fantastico che un brano possa emergere in una maniera così naturale.
Raf: Per me l'aver potuto mettere le mani sulle idee di Tom è stato decisivo. C'è sempre qualcosa in più da dire quando c'è qualcuno con te in studio che ascolta e dà la sua opinione.

Mi è sembrato che vi siate concentrati molto di più sulla forma-canzone stessa, tanto che questi sono pezzi che manterrebbero il loro fascino anche se eseguiti solo con voce e chitarra acustica... Siete d'accordo?
Tom: Beh, “Half Light”, “An Absolute” e alcune altre sono state scritte proprio così, per cui sì, credo che parte di questi pezzi abbiano un ottimo potenziale per variazioni e diverse versioni.

Può essere che in “Yearling” ci sia un po' più Benoît Pioulard e meno Rafael rispetto a "Orcas"?
Tom: In realtà no: cerchiamo di dividerci le cose in modo tale che sia sempre cinquanta e cinquanta, ma considerando che lui si è occupato sia del missaggio che degli arrangiamenti, mi verrebbe da dire che c'è quasi più la sua mano che la mia. L'unica cosa di cui mi sono occupato totalmente in solitaria e per cui non sarei stato rimpiazzabile è stata la voce.
Raf: Invece secondo me probabilmente è vero, nel senso che ci sono moltissime canzoni nel vero senso della parola. Intendo dire che Tom è un songwriter fantastico per cui è naturale che in un disco pieno di canzoni pop e testi si senta parecchio la sua mano. Ma a dirla tutta, credo che la mia ossessione per la musica pop abbia influito almeno altrettanto, tanto quanto il fatto di lavorare con Martyn e Michael (Heyne e Lerner, ndr), le due autentiche ciliegine sulla torta.

Di che parla effettivamente il disco? Pensando alla cover, ai testi, ai titoli: che tematiche avete voluto sviluppare?
Tom: Tutto è basato sul fatto che entrambi abbiamo avuto un 2012 di cambiamenti e sfide, che ci ha portato a pensare a quanto la vita possa cambiare in un solo anno. Tutti noi siano in costante e continua evoluzione, e questo comporta una grande quantità di sforzi per riuscire, a volte, a essere persone migliori.

A livello strumentale vi ho sentito invece parecchio più vicini a certo dream-pop... Si tratta di una scelta stilistica precisa?
Tom: Forse la differenza è dovuta a come i brani sono nati: "Tell", per esempio, era in origine un brano per chitarra mio, che Rafael ha preso e cambiato completamente... Le scelte riguardo tonalità e armonie sono state quasi tutte mie, ma della produzione e degli arrangiamenti si è occupato lui. E ha pure lavorato parecchio sulla mia voce con effetti vari, il che gli ha donato una forma molto particolare.

Che strumenti avete suonato? L'impressione è quella che abbiate messo quasi del tutto da parte il laptop per dedicarvi a un approccio decisamente organico, fatto quindi di strumenti tradizionali suonati "per davvero"...
Tom: Io mi sono occupato di basso, chitarra, campane e qualche altra cosa, ma la pienezza del suono è da attribuire a Martyn Heyne, che ha aggiunto ai nostri demo anche parti al pianoforte e alla 12-corde, dando così al disco una grande energia e quel tocco classico che non avrebbe avuto senza di lui.
Raf: Io ho lavorato con qualche synth, chitarre e drum machine, mentre il resto l'hanno fatto Tom, Michael e Martyn.

Rafael, mi è piaciuto un sacco il tuo ultimo lavoro solista, “The Unintentional Sea”, decisamente distante da "Yearling" se non forse per qualche brano, come "Pethricor" e "Tell". C'è la tua mano dietro questi passaggi drone?
Raf
: No, in realtà quei pezzi sono nati da droni della chitarra di Tom, a cui io mi sono limitato ad aggiungere qualcosa in fase di missaggio.

Come vi organizzate per dividervi il lavoro? Di solito lavorate insieme o vi limitate a scambiarvi file e impressioni a distanza?
Tom
: Vivevamo entrambi a Seattle quando abbiamo registrato l'album - io ci vivo ancora, mentre Rafael si è trasferito a New York - per cui abbiamo fatto tutto vedendoci di persona. Però c'è da dire che quando io andavo a casa, Rafael continuava a lavorare con le sue manopole per ore, credo, e il risultato era che ricevevo un sacco di mail da parte sua tra le 2 e le 5 del mattino.

Cosa possiamo trovare delle vostre esperienze individuali in questo progetto?
Tom: Per quanto mi riguarda probabilmente i testi, perché ogni strofa o cambio di frase riflette un'esperienza o un pensiero che ho avuto.
Raf: Nel mio caso tutto quel che concerne il contenuto emotivo della musica, il timbro degli strumenti, i suoni, le forme e la produzione.

Rispetto all'esperienza Orcas, cosa pensate della collaborazione in ambito musicale?
Tom: La cosa più importante è il rispetto, seguita da un'eguale passione riguardo al progetto: un sacco di mie collaborazioni si sono spente perché una persona o l'altra ha smesso di dedicarvisi, o non aveva abbastanza tempo. Ma quando funziona, collaborare dà una soddisfazione enorme e molto diversa da quella che può regalare un progetto solista, perché ti dà la possibilità di condividere tutto con un'altra persona.
Raf: Ben detto!

Fuori dallo studio avete qualche altra passione in comune? So che Rafael lavora molto con il multimediale e Thomas è anche un fotografo...
Tom: I buoni alcolici e gli show televisivi di Larry David!
Raf: Larry David di sicuro, poi il buon whisky (che a dirla tutta non bevevo granché prima di conoscere Tom) e i film, quelli di Wes Anderson sono sempre un grande evento per noi.

Avete anche suonato dal vivo insieme? Vi è risultato difficile portare la vostra musica sul palco?
Tom: Abbiamo fatto un breve tour nel 2012 ed è andato abbastanza bene, anche se va detto che Rafael doveva fare un grosso lavoro di programmazione e arrangiamento, mentre io mi limitavo a cantare e suonare la chitarra, quindi era un po' più sbilanciato che in studio.

Dunque avete in programma un tour anche per "Yearling"?
Tom: Purtroppo non possiamo pensare a nessuno show nel breve termine, perché tutti i nostri nastri originali sono stati rubati insieme ai computer di Rafael e agli hard-disk durante rapina all'inizio di quest'anno!
Raf: ...e pensare che prima ancora che il disco uscisse già pensavo a quanto interessante sarebbe stato eseguire questi pezzi dal vivo con una vera e propria band di 4 elementi, formata da me, Tom, Martyn e Michael. Un vero peccato.

Rafael, sono quattro anni che The Sight Below è fermo... Ci stai ancora lavorando o ti stai concentrando sui tuoi altri progetti?
Raf: Curioso che tu dica questo perché avevo giusto appena completato un nuovo lavoro a firma The Sight Below, in collaborazione col mio amico Markus Guentner. Purtroppo ho perso anche questi master, quindi si dovrà ripartire da capo. Avevo scritto molta musica principalmente intesa per concerti e performance, ma ho perso quasi tutto. L'unica cosa buona è che tutto questo mi ha provocato un bel tumulto emotivo, e questo porterà una fiamma ad accendersi sotto il mio sedere, così da farmi ripartire da capo, esattamente come avvenne con "Glider". Tutti questi lavori sembrano essere originati da periodi di caos emotivo.

Il linguaggio musicale che hai creato con The Sight Below è sostanzialmente impossibile da definire: cosa di esso ritroviamo oggi nei tuoi progetti più recenti?
Raf: Forse un po' degli intrecci di chitarra. Penso ai lavori pubblicati a nome The Sight Below Maybe come fossero sostanzialmente Windy & Carl che suonano in una stanza mentre i Basic Channel si esibiscono in quartiere. Credo sia la maniera migliore in cui possa descriverli.

Thomas, tu invece hai pubblicato quasi esclusivamente come Benoît Pioulard. Cosa rappresenta questo moniker per te?
Tom
: Originaramente era soltanto un velo, perché mi pareva brutto usare il mio vero nome e al tempo stesso non volevo usare un nome che mi facesse sembrare qualcosa di diverso da un individuo. Dieci anni dopo devo dire che mi si è incollato addosso, tanto che ci sono persone che si rivolgono ancora a me chiamandomi Ben: per me è qualcosa di decisamente bello.

Hai pubblicato quasi tutti i tuoi lavori con Kranky, un'etichetta che ormai possiamo definire storica: ci sono alcuni lavori fra i loro che ti hanno influenzato?
Tom: Sì, ho iniziato ad ascoltare i Labradford e i Godspeed You! Black Emperor attorno ai quattordici anni, devo molto al catalogo Kranky. Quando spedì il mio primo demo a diciannove anni credo fossero l'ultima etichetta da cui mi aspettavo una risposta, e invece furono gli unici a considerarmi.

Mentre per Orcas avete scelto Morr Music. Come mai?
Tom: Perché loro sono molto precisi, in stile tipicamente tedesco, e Thomas Morr è una persona fantastica.
Raf: Credo avesse senso per noi datoché siamo anche fra i loro fan più longevi!

Su quali altri progetti state lavorando?
Tom: Ho appena finito di registrare un nuovo album per Kranky e un 7" per un'altra etichetta, entrambi vedranno la luce all'inizio dell'anno prossimo.
Raf: Io invece ho da poco concluso un'ora di musica per sonorizzare un film muto dell'era sovietica, intitolato "In Spring". Ho eseguito questa suite dal vivo durante un evento vicino al Gorky Park di Mosca e il pubblico è rimasto decisamente entusiasta. La cosa più strana è stata probabilmente essere intervistato dalla Tv nazionale russa, specie essendo io americano! Mi piacerebbe pubblicare una versione di questa pièce, magari in futuro. Poi inizierò probabilmente a lavorare con Denovali e di sicuro a ottobre suonerò al loro Swingfest a Essen, e, cosa ancora più importante, ho una serie di progetti con Ghostly International, che più che un'etichetta per me è quasi come una famiglia. Spero di riavere presto indietro il mio studio al cento per cento delle sue possibilità, possibilmente entro il mese prossimo, visto che mi occuperò del missaggio dei due nuovi lavori di Tom. E poi credo che continuerò a lavorare a remix e mastering, nonché a Substrata, il festival che organizzo a Seattle.
Discografia
 

ORCAS

  

Orcas (Morr Music, 2012)

Yearling (Morr Music, 2014)
  
 

BENOÎT PIOULARD
(Thomas Meluch)

  
 CD & LP
  
Précis (Kranky, 2006)
Temper (Kranky, 2008)
 Lasted (Kranky, 2010)
 Plays Thelma (LP, Desire Path, 2011)
 Hymnal (Kranky, 2013)
 Hymnal Remixes (remix, Lost Tribe Sound, 2014)
Sonnet (Kranky, 2015)
 Stanza (ltd, Kranky, 2015)
  
 CD-R, Cassette, MP3
  
 Valley (cass, FM DUST, 2010)
Ambient Means Subtle - Wherein One Learns To Properly Hold The Shovel So That He May Dig The Well Most Efficiently (as Benoît Honoré Pioulard, MP3, Souciant, 2011)
 Benoit Pioulard (Cd-r, ltd, live, Arbouse, 2013)
  
 EP, 12", 7" (discografia essenziale)
  
 Enge (7", Moodgadget, 2006)
 Fir (7", Type, 2007)
 Lee (ltd, 7", Hall Of Owls, 2008)
 Flocks (7", Blue Flea, 2009)
 Roanoke (as Benoît Honoré Pioulard, CD-R, Self-released, 2001)
  
 RAFAEL ANTON IRISARRI
  
 CD & LP
  
 Daydreaming (Miasmah, 2007)
The North Bend (Room40, 2010)
 Live (live, Self-released, 2010)
 Reverie (Immune, 2010)
The Unintentional Sea (Room40, 2013)
  
 EP & 12"
  
 Hopes And Past Desires (Immune, 2009)
  
 

THE SIGHT BELOW
(Rafael Anton Irisarri)

  
 CD & LP
  
 Glider (Ghostly International, 2008)
It All Falls Apart (Ghostly International, 2010)
  
 EP & 12"
  
 No Place For Us (Ep, Ghostly International, 2008)
 Murmur (Ep, Ghostly International, 2009)
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Video

Arrow Drawn
(videoclip, da Orcas, 2012)

Infinite Stilness
(videoclip, da Yearling, 2014)

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