Paletti

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Metamorfosi pop

intervista di Fabio Guastalla
Dopo la lunga e fruttuosa militanza nei R's, la formazione rock'n'roll bresciana chiamata al SXSW di Austin nell'edizione del 2011, Pietro Paletti ha deciso di mettersi in proprio intraprendendo la carriera cantautorale. Dopo l'Ep "Dominus" del 2012, pubblicato da Foolica Records, Paletti ha esordito sulla lunga durata l'anno successivo con "Ergo Sum", album nel quale l'approccio al cantautorato va a braccetto con sonorità sintetiche e volontà di sperimentare nel solco del pop. Due anni dopo è la volta di "Qui e ora", che prosegue il percorso musicale avviato nell'esordio e conferma l'intenzione di aprirsi a ulteriori sonorità. Il disco segna anche l'approdo da Foolica a Sugar Music, l'etichetta di Caterina Caselli. 

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Qui e Ora" esce a due anni di distanza da "Ergo Sum": cosa è cambiato a livello musicale in questo lasso di tempo, e in che modo hai evoluto il tuo sound? 
Ho deciso di sperimentare una maniera diversa, per me, di scrivere i brani del disco. Se prima partivo da un giro di accordi con la chitarra, questa volta ho variato moltissimo di brano in brano. Alcuni partendo da un ritmo di batteria, altri da un synth, altri ancora dalla linea vocale in fake English.

Con il nuovo album porti avanti il tuo cantautorato bagnato in sonorità elettroniche: ci racconti come sono nate le canzoni, e con quali modalità sono poi state prodotte e arrangiate?
Tutti i brani rispettavano l’urgenza di esprimere veramente quello che provavo e sentivo. Per me è stato un periodo molto denso di novità e cambiamenti. Ho dovuto adattarmi in fretta. Parlare nelle canzoni di queste cose mi ha aiutato a comprendermi meglio e affrontare il tutto con più lucidità. Ho scritto subito tutto di getto al computer, spesso arrangiando direttamente le idee. Una volta completato il “provino avanzato” lo mandavo al mio produttore artistico (Matteo Cantaluppi), il quale iniziava a ragionare su come plasmare un suono omogeneo e continuo per il disco.

Una peculiarità delle tue canzoni, da sempre, è quella di saper parlare di piccole cose quotidiane dando loro un senso universale, su misura per tutti. Da cosa trai ispirazione per i tuoi testi?
Penso di averti risposto sopra, ma più in profondità potrei dirti che ci sono le cose che mi investono e toccano in profondità che diventano canzoni.

Parliamo della canzone "Barabba": cosa ti ha spinto a scrivere questa canzone, e quale messaggio intendi inviare al pubblico?
Scaturisce da un fatto di cronaca. Un 18enne rumeno muore in un incidente stradale coinvolgendo un’altra auto su cui viaggia una famiglia italiana. Muoiono due bimbi. Viviana Beccalossi, assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo della Lombardia, scrive sulla pagina Facebook: "Non mi dispiace che il ragazzo rumeno ubriaco sia morto". Sotto il suo post una marea di commenti favorevoli. Dalle analisi il ragazzo risulterà negativo a ogni test tossicologico. Questo mi ha veramente mandato in bestia e mi sorprende che ancora oggi ci siano persone capaci di giudicare così superficialmente altri esseri umani e trattarli come inferiori. 

Un’altra canzone particolare fin dal titolo è "Valeriana e Marijuana", se non erro anche primo singolo estratto. Ci parli di questo brano?
È una provocatoria critica verso la vita moderna e frenetica dove per curarsi e rilassarsi si utilizzano droghe legalizzate come tranquillanti e ansiolitici. Io sinceramente preferisco arrotolarmi una canna, che fa senz’altro meno male a me stesso e agli altri.

L’ultima traccia dell’album, "Get Me High", ha un ritornello in inglese: una soluzione che utilizzerai anche in futuro?
Bah, chissà. Senz’altro mi ricorda un po’ Battiato, che stimo immensamente. È una soluzione stramba per certi versi, comoda per altri.

Provieni dall’ambito indipendente e subito dopo l’esordio solista per la sempre lungimirante Foolica sei stato “ingaggiato” dalla Sugar Music di Caterina Caselli: ti aspettavi questo salto così repentino? E c’è qualche altro obiettivo artistico che ti piacerebbe realizzare a breve termine?
È stata una piacevole sorpresa, ma che in fondo un po’ cercavo. Bisogna stare attenti a quello che si desidera nella vita. Eheheh. Ora come ora vorrei che questo disco fosse ascoltato da molti e che piacesse, soprattutto. Per il futuro voglio continuare a crescere e non restare sempre lo stesso o nello stesso punto.

Cosa significa, e cosa comporta, essere musicisti nel 2015 in Italia?
Comporta una più seria presa di posizione rispetto al passato. Non puoi permetterti di arrivare tardi o mancare le consegne. Devi essere manager di te stesso, sempre. Non è contemplato di sfasciare una camera d’albergo nel 2014. Che faccio poi, accendo un mutuo per ripagarla?


Discografia
 

Dominus Ep (Foolica, 2012)

 
 

Ergo Sum (Foolica, 2013)

 7,5

 

Qui e ora (Sugar, 2015)

 7

pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

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Recensioni

PALETTI

Qui e ora

(2015 - Sugar Music)
L'ex-bassista dei Record's si orienta verso uno stile decisamente synth-pop

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(2013 - Foolica)
Tante soluzioni stilistiche nell'Lp di debutto del bassista degli R's

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