Rakes

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Una stravagante meteora inglese

intervista di Paolo Agnoletto

Il 22 ottobre 2009, con un improvviso comunicato inviato alla redazione della rivista britannica Nme, i Rakes hanno annunciato il loro inaspettato scioglimento: "Siamo fieri di aver dato il cento per cento in occasione di tutti i concerti che abbiamo fatto - ha spiegato l'ex-band londinese - La regola che ci siamo dati fin dall'inizio vuole che nel caso non si riesca più a dare il massimo si abbandoni l'idea di farli. Dopo averci pensato sopra, siamo di comune accordo giunti alla conclusione di non essere più in grado di dare il 100%, e quindi, a malincuore, abbiamo deciso di mollare il colpo". I Rakes avevano in programma un tour in Nord-America, che ovviamente è stato cancellato.
Eppure, prima di questo imprevedibile epilogo, il quartetto inglese appariva lanciato verso una fama quasi pari a quella di tante connazionali "next big thing", dagli Strokes ai Franz Ferdinand. Pubblichiamo dunque come testimonianza della loro effimera avventura questa intervista, realizzata durante l'ultima tournée italiana, poche ore prima del loro concerto al New Age di Roncade (Tv), chiacchierando con l'ossatura della band: il cantante Alan Donohoe e il chitarrista Matthew Swinnerton.


"Klang", il titolo che avete dato al vostro ultimo album, indica in tedesco il suono delle campane o dei bicchieri. Non credo si riferisca all'importante porto della Malesia né al piccolissimo comune francese situato nella regione della Lorena. Perché lo avete scelto?
In effetti non sono quelli i motivi (e ridono entrambi, ndr)! E' stato scelto "Klang" innanzitutto perché era un nome che suonava bene, poi perché rendeva bene l'idea di quello che è il nostro ultimo lavoro, ovvero un disco rumoroso, carico di energia.

Il vostro primo singolo, il brillante "1989", è forse riferito al fatto che, per uscire da Londra e dalla sua scena che consideravate piatta, e per dare linfa alle vostre nuove canzoni, vi siete recati a Berlino, proprio nell'anno della caduta del Muro?
No, non ci sono motivazioni storiche alla base di questo pezzo, che infatti è stato scritto prima di prendere la decisione di volare nella più stimolante Berlino. La scelta di farlo uscire come singolo è dovuta al ritornello, "lalla lalla la la", che è molto catchy e di facile presa.

Adoro la parte iniziale di "Work, Work, Work", tratta dal vostro primo disco, "Capture/Release". E' riferita al fatto che tu, Alan, prima di raggiungere il successo con la tua band, hai lavorato in un ospedale? Ti è mai capitato, come purtroppo succede spesso in Italia, di essere trattato in maniera ingiusta da un tuo superiore?
Sì, riguarda propria quella esperienza, che è stata positiva, certamente però non elettrizzante come la vita da rockstar. No, non ho subito angherie da chi aveva più potere di me, mi sono sempre trovato bene con tutti.

Avete trovato positiva, con il senno di poi, la scelta di affidare il lavoro di produzione per "Ten New Messages", vostro secondo album, a Jim Abiss, già ai posti di comando con gruppi importanti come Kasabian, Editors e Arctic Monkeys? Perché avete cambiato producer per "Klang"?
Sì, anche se forse, se potessimo tornare indietro, cambieremmo qualcosa... anzi, no, direi che alla fine tutto sommato siamo rimasti soddisfatti. Per quanto riguarda la scelta del produttore, preferiamo cambiare ogni volta.

E' vero che siete amici dei Maximo Park e dei Bloc Party, gruppi inglesi come voi che sono esplosi più o meno nello stesso momento? Non trovi che però non abbiano saputo ripetere, entrambe le band, l'exploit dell'ottimo disco d'esordio?
Beh, non c'è un vero è proprio rapporto di amicizia, ma solo una grande stima reciproca. Quanto alla tua considerazione sulla qualità dei loro ultimi lavori, preferiamo non esprimerci. Per usare una metafora, è come quando qualcuno che apprezzi ti invita a cena a casa sua e ti fa assaggiare le sue tutt'altro che eccezionali pietanze: non sarebbe bello fargli capire che non le hai gradite granché.

Ho letto in un'intervista di quattro fa che non amate gli Strokes (gruppo a cui comunque loro e moltissime altre band si ispirano, specie nei martellanti, rapidissimi e ossessivi accordi di basso e chitarra) e che li considerate poco spontanei. Corrisponde a verità?
No, non è affatto vero, anzi trovo bellissimo il loro primo disco, anche se la canzone che ho ascoltato e che mi piace di più del gruppo newyorkese è "You Only Live Once", tratta dal terzo album, "First Impressions Of Earth".

Penso che siate una band valida, ma che vi esprimiate al meglio nella dimensione live. Ho un gran ricordo di quando suonaste quattro anni fa, quando eravate pressoché sconosciuti, in un ottimo locale di Torino, lo Spazio 211, insieme a un altro gruppo molto interessante, i British Sea Power, e amo moltissimo il modo in cui tu, Alan, ti muovi e balli... siete d'accordo con me oppure questa considerazione vi infastidisce?
No, ci fa piacere quello che affermi. E' in effetti molto difficile oggigiorno trasportare il lavoro fatto in studio nei concerti, anche se non so se darti ragione sui gruppi che citi perché non ho mai avuto il piacere di assistere a un loro live.

E' vero, Alan, che da giovane sei stato arrestato perché correvi nudo per le strade di Pamplona in una manifestazione di protesta della PETA, organizzazione mondiale non-profit che si batte in difesa dei diritti degli animali?
In realtà non sono stato arrestato, semplicemente la polizia vedendo che ero completamente senza vestiti mi ha fermato. Apprezzo chi si batte per i diritti degli animali e sono anche un vegetariano convinto.

Farete uscire un terzo singolo, dopo "1989" e "That's The Reason? E se sì, sarà accompagnato da un video?
Sì, la scelta è ricaduta su "The Light From Your Mac", pezzo che attualmente introduce i nostri concerti. No, purtroppo non verrà realizzato un videoclip, non per mancanza di mezzi economici, ma di immaginazione.

Scusate, ma quando piange Tom Cruise (domanda riferita ad una loro canzone, che è intitolata appunto "When Tom Cruise Cries")?
Bella domanda! Non so se hai visto il film "Magnolia"... (annuisco, ndr) a un certo punto Tom, che recita la parte di un presentatore assai cinico che in un programma televisivo insegna agli uomini i trucchetti per rimorchiare donne bellissime, scoppia a piangere di fronte al padre morente. Questo brano si riferisce anche ai telegiornali e al mondo dei media con vicende che riguardano celebrità nelle quali la gente vede o crede di vedere se stessa.

(06/10/2009)
Discografia
 Capture/Release (V2, 2005)

 

 Ten New Messages (V2, 2007)

5

Klang (V2, 2009)

6,5

pietra miliare di OndaRock
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