SaffronKeira

SaffronKeira

L'ambient-glitch made in Italy

intervista di Matteo Meda

Il sottobosco della scena sperimentale elettronica è un humus in continuo movimento e rinnovamento: tanti sono i musicisti che vi si immettono, nel tentativo di cavalcare una breccia fatta di sudore e creatività. Pochi, però, sono coloro che riescono a dimostrare di possedere queste due caratteristiche nella dose necessaria per proseguire il loro cammino. La tedesca Denovali si è da tempo specializzata in questa missione: "scremare" le varie proposte che si trova di fronte, per poi puntare su un gruppo sicuro di giovani talenti, da affiancare ai propri nomi storici. Quest'anno ad essere premiato è un progetto tutto italiano di una compositrice di formazione classica e un ex-disc jockey techno, capace di sfornare una delle prove più convincenti in ambito elettronico. Eugenio Caria, metà maschile e iniziatore di SaffronKeira, ci ha raggiunto per raccontarci la storia sua e del suo acclamato progetto.

Come e da dove nasce il progetto SaffronKeira?
Il progetto SaffronKeira nasce nell'inverno del 2008. Ai tempi producevo principalmente musica techno ed ero piuttosto infastidito dal mainstream: tutte le volte che mandavo delle demo sentivo dirmi sempre le stesse cose, non mi sentivo abbastanza libero di fare quello che volevo. E così è nata da subito la necessità di esprimere liberamente il mio vero stile musicale, associato alla visione delle cose che mi circondavano e da alcune vicende che hanno segnato la mia vita. Ho quindi iniziato a produrre sotto il nome SaffronKeira, dove tutto quello che facevo era astratto, senza un senso preciso né uno stile particolare.

Prima di imbarcarti in questo progetto hai lavorato molto nell'ambito della techno. Quanto questi tuoi trascorsi hanno influito sulla tua “nuova vita” artistica?
Beh, parecchio! Avendo avuto la fortuna di girare all'estero e di lavorare come dj in diversi club, ho appreso e portato avanti i miei concetti di techno e di dancefloor, che si ritrovano in alcuni brani di “A New Life”. Quel background è quindi parte intergante anche del mio presente.

Come credi di poter definire la tua proposta attuale?
Sinceramente non credo di poterla definire, non sono particolarmente bravo a dare definizioni.

"A New Life" è un album decisamente “oscuro”. Che sentimenti riflette, e che legami vi sono fra la musica e i titoli dei brani e dell'album?
Effettivamente il dark è un lato della mia personalità che mi rapisce in tanti momenti: amo l'oscuro, l'ignoto e l'infinito, ma allo stesso tempo cerco di starne lontano. La mia musica rispecchia parecchio l'oscurità che c'è dentro di me e che tutti i giorni vivo attraverso le vicende che mi appartengono, comprese le problematiche di questo mondo. Gli stessi titoli dei brani hanno un legame sentimentale strettamente personale.

L'avventura di SaffronKeira rappresenta una svolta piuttosto coraggiosa e, per certi versi, “estrema” rispetto alla tua precedente attività. Raccontaci da dove sono nate le idee per questo progetto e per l'album.
Si, è una svolta piuttosto coraggiosa, anche se tutto è avvenuto in maniera spontanea e semplice: SaffronKeira è nato come secondo progetto per permettermi di scappare dalle altre cose che producevo. Come già detto in precedenza, ero piuttosto stufo di quel che registravo con altri alias, anche perché i lavori che realmente ritenevo validi non venivano mai presi in considerazione dalle label. Alcune trovavano sempre il pelo nell'uovo, altre avevano una cerchia ristretta di artisti dalla quale non volevano muoversi. Quindi continuavo giocoforza a lavorare a progetti techno, ma quando mi sentivo ispirato e cambiavo personalità SaffronKeira prendeva vita. Era una sorta di “trasformazione” che mi aiutava a dipingere le tele impresse nella mia mente, trasformando in musica i miei stati sentimentali: quasi uno sfogo. A dire il vero, ci ho messo un po' a capire il potenziale di quello che stava venendo fuori e a riconoscere l'intensità della mia musica.

Come sei arrivato a produrre il tuo primo lavoro per una label importante e selettiva come Denovali?
Trovare una label che pubblicasse il disco è stata forse la cosa più difficile, se devo essere sincero. Tante etichette ascoltarono il mio album, molte erano interessate ma nessuna fino in fondo riusciva a capirlo veramente. "A New Life" era un album sul quale avevo speso anni della mia vita, al quale ero e sono legato da un valore e legame affettivo senza prezzo. Perciò non mi interessava darlo in mano a una label qualsiasi che lo pubblicasse in solo formato digitale: nella mia testa, lo vedevo e sognavo stampato su vinile con tanto di artwork lavorato come si deve, così che rappresentasse il valore che aveva per me. E Denovali fu l'unica a soddisfare tutte queste richieste: ci trovammo d'accordo su tutto, fu amore a prima vista!

Il tuo album è stato accolto molto positivamente quasi ovunque. Ti aspettavi un tale successo di critica?
Sì, è vero! Ancora oggi continuano ad arrivare recensioni dell'album, tra l'altro tutte positive! Ricevo anche tantissimi complimenti... Posso giurare che non ci avrei scommesso un solo euro, non me lo aspettavo proprio!

Quali sono i tuoi punti di riferimento musicali? A chi ti ispiri maggiormente?
Beh, ci sono vari artisti che mi hanno influenzato parecchio: Murcof, Brian Eno, Arvo Pärt, John Cage, Alva Noto, Sakamoto, ma solo per citarne alcuni. I punti di riferimento principali però sono i concetti e le emozioni che mi circondano nella vita di tutti i giorni: morte, nascita, rabbia, dolore, bianco, nero, gioie ecc.

Della scena d'avanguardia odierna, c'è qualche artista la cui opera ti affascina in maniera particolare?
Ce ne sono diversi. Ogni tanto ne scopro di nuovi e ogni volta rimango di stucco. Penso sempre di aver trovato qualcosa di insuperabile, e invece puntualmente mi imbatto in qualche artista nuovo, me ne innamoro e capisco che è meglio del precedente. Al momento, per esempio, sto seguendo molto l'artista multimediale francese Herman Kolgen.

Che progetti hai per il futuro imminente?
Il 25 gennaio sempre su Denovali uscirà il mio nuovo album dal titolo "Tourette", e spero anche di iniziare a lavorare al terzo full-length. Inizierò un tour nel 2013 e sto anche cercando di realizzare delle collaborazioni con i miei colleghi sardi Claudio Prc, Svart1 e Waves On Canvas. Inoltre qualche settimana fa è uscita "...And Darkness Came", compilation il cui ricavato andrà in beneficenza all'associazione americana Headphone Commute, per sostenere le popolazioni colpite dalle devastazioni dell'uragano Sandy, risalenti allo scorso ottobre tra Caraibi e Usa. C'è anche un mio brano, al fianco di artisti come Clint Mansell, Simon Scott, Pleq, Machinefabriek, Hammock, Lawrence English, Loscil, Peter Broderick, Ólafur Arnalds, Jóhann Jóhannsson, Max Richter e Scanner. Sono davvero orgoglioso di avere condiviso uno spazio con artisti di tale calibro, sapendo poi che in pochi giorni sono stati raccolti più di 10.000 $ il cui ricavato andrà tutto in beneficenza!

Discografia
 Saffronkeira (Ep, Denovali, 2012)           
A New Life (Denovali, 2012)
 Tourette (Denovali, 2013)
Cause And Effect (with Mario Massa, Denovali, 2013)
Synecdoche (Denovali, 2015)
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Video

Endless Agony Of Being Sick
(videoclip, da Saffronkeira EP, 2012)

Symbiosi
(videoclip, da A New Life, 2012)

First Denti
(videoclip, da A New Life, 2012)

19035
(videoclip, da A New Life, 2012)

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Recensioni

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