Sensibles

Sensibles

Stelle, Dinosauri e canzonette

intervista di Ganzonette.tumblr.com
Ganzonette è un blog dedicato a garage-pop, power-pop, fuzz-pop e tutta la musica rumorosa ma (indovinate un po'?) pop. Potremmo definirlo una sorta di spin-off troglodita di OndaRock, perché di fatto è nato (ed è vivo e vegeto) sulle pagine del Forum del sito.
In estate i ragazzi del blog hanno realizzato il volume 8 delle compilation Ondadrops, a questo giro invece si sono improvvisati intervistatori per farci conoscere questa band italiana e il suo disco d'esordio.

I Sensibles sono brianzoli e sono in 4. Stella ha dato il via alla band, scrive la maggior parte delle canzoni e dei testi, canta, disegna le copertine e tiranneggia i ragazzi, ossia Giacomo al basso, Filippo alla chitarra e ai cori, Gabriele alla batteria. Il loro compito è quello di tradurre le idee in forma di riff power-pop, ritornelli degni di Evan Dando, rullate à-la Cheap Trick e coretti la-la-la e uh-uh.
Noi li abbiamo scoperti questa primavera, mentre realizzavamo la nostra compilation internazionale e c'è venuto in mente che tutto sommato ci sarebbe stata bene pure qualche band italiana. E non è stato semplice trovarne una che suonasse «sporca» al punto giusto, che sapesse mettere in campo una buona dose di vintage senza suonare revivalista e non si prendesse troppo sul serio ma riuscisse a rendere in musica la spensieratezza e il gusto dolce e amaro della giuovinezza.
I Sensibles sono in pista dal 2009, ma hanno all'attivo solo un paio di split single e il 7'' autoprodotto del 2012, quello che ce li ha fatti conoscere e li ha fatti conoscere pure in giro per il mondo, tant'è che prima ancora di andare a suonare in giro per l'Italia si sono già tolti la soddisfazione di fare concerti negli Usa.
Quest'anno finalmente hanno registrato l'album d'esordio, "A Bunch Of Animals", che esce a ottobre su Rijapov Records ed Eccentric Pop Records (per il mercato americano), perciò c'è venuto in mente di fare un'intervista che in realtà s'è trasformata in una chiacchierata-ammucchiata un po' sconclusionata. Eccola qui di seguito.

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Partiamo dalle basi, cominciamo da questa descrizione che ci inviaste ai tempi della compilation: "The Sensibles sono Stella, Giacomo, Gabriele e Filippo. Le loro canzoni si collocano tra il punk-rock e il power-pop, generi che amano e che li hanno maggiormente influenzati.
La band è nata in un'afosa estate padana del 2009 per sfuggire alla noia, divertirsi e tentare di rimorchiare ragazz*. Dopo vari cambi di line-up e un paio di split, nel 2012 registrano e stampano il loro primo 7'' autoprodotto che è stato particolarmente gradito anche 'oltreconfine', questo ha permesso loro di suonare in Europa e negli Usa.
Al momento, stanno lavorando al loro primo Lp che vedrà la luce in autunno. 'Confetti Blizzard' è un'anticipazione del disco nuovo, in puro stile Shivvers e con un retrogusto dolce/amaro".
Raccontateci un po' qualcosina su quello che c'era prima di quell'estate padana: come vi siete conosciuti? Avete qualche aneddoto a proposito di rabbia giovanile, colla sniffata, risse tra bande, pizze fredde, brillantina e fornicazioni sui sedili posteriori?
Stella: Beh premetto che, ovviamente, siamo tutti appassionatissimi di musica e per tutti e 4 il punk-rock è stato il primo amore.
Durante quella torrida estate, dopo aver assistito all'ennesimo concerto, mi sono chiesta: "perch stato il primo amore.
Durante quella torrida estate, dopo aver assistito all'ennesimo concerto, mi sono chiesta: "perché non formo anche io una band?" Detto fatto, senza aver mai fatto nulla di ciò prima d'ora mi sono inventata i The Sensibles.
Inizialmente l'unica entusiasta ero io; anche Giacomo, nel gruppo fin dall'inizio, credo fosse abbastanza scettico sul progetto (però, dato che ai tempi era il mio ragazzo, pur di assecondarmi ne è entrato a far parte). Ho buttato giù a modo mio (voce + registratore) i primi pezzi, abbiamo trovato un chitarrista e un batterista, che dopo un annetto circa ci hanno lasciati e sono subentrati prima Filippo alla chitarra poi Gabriele alla batteria. Noi 4 Sensibles ci conosciamo dai tempi del paleolitico, avendo sempre bazzicato qui nella ridente Brianza e nel circuito concerti & C.
Giacomo: Io SPRIZZAVO gioia da tutti i pori! No, scherzo: io sono effettivamente partito con grande scetticismo.
Passo indietro.
Confermo che il punk-rock è stato il mio primo amore (e chi dicesse che è un genere "da ragazzini" sbaglia di grosso). Prima dei Sensibles sono stato chitarrista e bassista in alcune band (sempre circuito underground: punk/hardcore/indie), ma soprattutto sono sempre stato appassionato di musica. Tanto.
Dopo alcune delusioni musicali avevo pensato che non avrei mai più calcato un palco, ma poi Stella inventò i Sensibles e mi trovai incredibilmente felice di ciò.
Ga, Fili e Stella sono le persone migliori con cui abbia mai suonato.
Filippo: Anche io ho militato in alcuni gruppi prima dei Sensibles spaziando (parafrasando Stella) "dal metal core al piano bar". Sono stato fan dei vecchi gruppi di Ga e Giacomo (anni fa abbiamo anche abbozzato qualche prova per fare una band nostra ma senza risultato) e sono stato tra i primi fan dei Sensibles, fungendo anche da "chitarrista di cortesia" in un paio di occasioni; quando poi lo Ste (il precedente chitarrista) ha abbandonato il gruppo ho accettato (titubante) di entrare nellabbend.
Gabriele: Io suonavo in un gruppo skacore, quindi ero ostracizzato e considerato un po' come il fratellino scemo. Si sa che chi suona musica in levare è un po' come il figlio mancino, gli si vuole bene per carità ma è un po' più vicino a Satana che non ai genitori. Infatti di secondo nome faccio Damien.

Quando avete deciso di mettere in piedi una rock'n'roll band? C'è stato qualcuno che vi ha ispirato?
Giacomo: Nel 1995 (avevo 16 anni) mi sono trovato con altri tre amici e abbiamo deciso: facciamo una band. Nessuno di noi sapeva suonare niente, ma dopo solo alcuni mesi stavamo già suonando insieme (piuttosto male, in verità).
L'ispirazione è venuta da "Dookie" dei Green Day, all'inizio, e subito dopo dai gruppi punk italiani che ho visto da vivo (Senzabenza, Crummy Stuff, Sottopressione, Impossibili...). Il bello del punk è che il palco è (o almeno dovrebbe essere) solo una barriera architettonica. Chiunque può stare sopra o sotto il palco indifferentemente. E' sufficiente avere voglia di esprimersi.
Filippo: Ho cominciato a suonare la chitarra per "Ritorno al Futuro", ho fatto un po' di lezioni infruttose alle medie e ho abbandonato l'idea. Nel 1998 due miei compagni di classe del liceo vogliono formare una band e mi convincono ad unirmi a loro proprio per quelle lezioni di chitarra classica. Totalmente riluttante sono passato da "L'inno alla gioia" a "Anarchy In The Uk". Poi ci ho preso gusto.
Gabriele: Ho iniziato a suonare nell'estate del '94 perché mio fratello e mio cugino avevano messo su un gruppo, e non avevano nessuno che "suonasse" la batteria... ci ho provato e sono rimasto folgorato, da allora non ho mai smesso. Questo mi ha permesso di risparmiare un sacco di soldi in psicofarmaci. E non sto scherzando.
Stella: Ho già detto che il desiderio di avere una band è nato pochi anni fa... mi piace il fatto di potermi esprimere tramite un mezzo che adoro e ho la fortuna di poterlo fare. Non mi interessano le questioni tecniche, lo faccio con passione ma comunque ci tengo alla coerenza e alla precisione, al rispetto verso chi suona con noi e chi ci viene a vedere.

Che musica ascoltavate quando sono nati i Sensibles? Che roba ascoltate oggi? Quali "influenze" diverse apporta ognuno di voi alla band? Quali sono le fisse personali di ciascuno?
Giacomo: Che musica ascoltavo quando sono nati i Sensibles? E chi se lo ricorda? Probabilmente ascoltavo la solita roba, ovvero Ramones, Buzzcocks, Beatles, Beach Boys, roba Motown, Dinosaur Jr, pop-punk anni 90, garage-pop. In questo periodo ascolto molto Cheap Trick, Shangri-Las, Teenage Fanclub e tutte le band di cui leggo su Ganzonette (Mikal Cronin in testa, ma solo quando non suona il flauto). Quali influenze apporto alla band? Boh, questo non saprei. Mi piacciono gli stop&go, le rullate lunghe e semplici e i passaggi lineari tra una nota e l'altra con il basso (questa non si capisce bene).
Fisse personali? Lou Barlow, gli amplificatori combo, suonare il basso con il plettro, la tracolla lunga, poche pause, la melodia, la scarsa importanza che attribuisco ai testi delle canzoni, il DIY, non chiedere niente a nessuno, le voci che urlano.
Filippo: Cosa ascoltavo/cosa ascolto: rispetto ai miei amici ascolto più blues, più noise e più cosechenonpiaccionoaglialtri. Fisse personali: le dissonanze e in generale dare fastidio al mio amico Ga <3
Gabriele: E mminghia se ci riesci bene!
Stella: Che musica ascoltavo quando sono nati i Sensibles? Più o meno quello che ascolto ora! Che roba ascolto oggi? tutta roba pop, melodica. Come gruppi del cuore posso citare Shonen Knife e L7, da un paio d'anni anche Shannon Shaw ha fatto breccia nel mio cuore! Sono appassionata di girls band e suoni un po' lo-fi in generale. Quali influenze apporto alla band? Influenze? Io sono il sole e gli altri tre mi devono venerare, esigo sacrifici umani ogni settimana in sala prove! Fisse personali? il cibo, mangio come un bovino.
Gabriele: Quando sono nati i Sensibles ascoltavo la stessa musica che ascolto oggi, diciamo che però il mio percorso è stato un po' diverso. Io ho iniziato col glam (anni 70 e 80), quando ho iniziato a suonare mi sono avvicinato alla scena punk (e ska), quindi ad approfondire quel lato, ma ho sempre mantenuto questa divisione, approfondendo da una parte l'ascolto di gruppi glam e hard rock, dall'altra quello di gruppi punk e ska. Ha avuto influenza questo sul mio modo di suonare? Credo di sì, dubito siano molti i batteristi sulla scena punk-rock che si fanno influenzare da gente come Tommy Lee (Motley Crue) e Chris Slade (Ac/Dc). E credo che anche il modo di suonare di Fili abbia influito sul sound della band nonostante quello che dice lui.
Filippo: Diciamo che la mia influenza nei Sensibles sta più nella raffinatissima tecnica chitarristica che adotto dopo anni di ricerca estenuante piuttosto che nei miei ascolti che in realtà c'entrano poco col nostro sound.
Gabriele: Ah già certo... ma perdonami, non può essere che la tua raffinatissima tecnica chitarristica che adotti dopo anni di ricerca estenuante è frutto e conseguenza della musicaccia che ascolti? Così per dire...
Filippo: Mavva', quello è perché il mio idolo è Rokkino! (il chitarrista del vecchio gruppo di Ga)

Ci raccontate com'è avvenuto il salto dal singolo al tour in America? Com'è andata? Come vi hanno accolto? C'è curiosità esotica per l'italiano rock'n'roll?
Stella: Mah, è stato tutto così semplice da sembrare quasi impossibile! In vista dell'uscita dell'Ep abbiamo contattato un po' di etichette indipendenti, sia in Europa sia negli Stati Uniti, per cercare un supporto e farci anche un po' conoscere; uno dei ragazzi americani a cui abbiamo scritto, Nick, ci ha risposto subito che l'etichetta con cui collaborava era praticamente defunta ma che i pezzi gli erano piaciuti e sarebbe stato felice di aiutarci a far uscire un disco (purtroppo per motivi di budget non è stato possibile finora) ed eventualmente organizzarci delle date negli Stati Uniti. Beh, abbiamo colto la palla al balzo. è stata un'esperienza unica, che spero di ripetere!
E sì, decisamente l'americano medio sgrana gli occhi quando scopre che in Italia esistono delle band punk-rock! ahahah! uno dei ragazzi con cui abbiamo suonato durante il tour ci ha confessato che all'idea di suonare con un gruppo di italiani temeva di dover dividere il palco con 4 cloni di Super Mario... no comment!
Giacomo: Per chi volesse approfondire l'argomento US Tour:
Report parte 1
e parte 2

sensiblesmellowsAltre storie da tour? Van col motore in panne? Notti a dormire nelle palestre? Pranzi saltati e colazioni poco salutiste? Qualche aneddoto?
Gabriele: La cosa principale da sapere sul tour negli Usa è che viaggiavamo su un grosso van adibito a trasporto merci, quindi senza finestre dietro e con solo i 2 posti davanti. Quindi si viaggiava con l'amplificazione e la strumentazione sistemata in modo che in mezzo ci potesse stare un materasso (probabilmente di proprietà del cane di Nick, il tizio che ci scarrozzava). La cosa positiva è che si facevano delle ronfate epiche, quello negativo che si facevano delle ronfate epiche, quello negativo è che quando scendevamo camminavamo come dei sopravvissuti a un campo di concentramento. E poi non era legale, quindi dovevamo sempre vedere se c'era qualche ranger nei paraggi.
Un'altra cosa super positiva è che avevamo richiesto una chitarra acustica e Fili è un cazzo di jukebox umano, quindi lui cantava delle orribili canzoni italiane, e io le traducevo per Nick.
"Buy meee/ I'm selling myseeelf/ And don't you think that I'm/ That I'm unreachbleeee"
Stella: Se la memoria di Ga non ha resettato tutto, direi che oggi si puo' scatenare a scrivere!
Gabriele: No no, tour Usa = più di un anno fa = memoria a lungo termine. Fosse successo settimana scorsa non mi ricorderei niente  Rokkino! (il chitarrista del vecchio gruppo di Ga)
Stella: Ga, ti stai dimenticando la notte nella casa di "Profondo Rosso"!
Gabriele: Ahah, giusto. Sempre durante il day-off abbiamo passato la serata con un'amica di Nick e sua nonna (!), che ci ha riempiti di vino bianco scadente, poi abbiamo fatto il falAhah, giusto. Sempre durante il day-off abbiamo passato la serata con un'amica di Nick e sua nonna (!), che ci ha riempiti di vino bianco scadente, poi abbiamo fatto il falò e abbrustolito i Marshmallows proprio come i Peanuts, mentre Fili sciorinava il suo repertorio di canzoni italiane alla chitarra acustica. Poi ci hanno ospitati lì per la notte... la casa purtroppo era evidentemente la casa di una nonna psicopatica, maniaca dell'oggettistica macabra... sembrava la casa di Profondo Rosso: bambole di porcellana inquietanti, un altare votivo con la foto di una gallina (ricordo giusto?) e altre amenità che hanno reso il nostro sonno poco tranquillo.
Filippo: Ga dimentica di dire che la nonna gli versava del vino leggero (che hai fatto quando non c'ero) per farlo ubriacare e sedurlo!
Giacomo: Bisogna dire che la "nonna" aveva 54 anni (ha avuto un figlio a 18 anni il quale ha avuto una figlia a 18 anni: l'amica di Nick appunto, che aveva 18 anni lei stessa - nella smorfia 18 è "il sangue" e 18 x 3 = 54 che nella smorfia è "il cappello").

Avete in programma dei concerti per A Bunch of Animals?
Giacomo: Sabato 12 ottobre presenteremo il disco al Lo-Fi di Milano (ottimo locale!) con i Tree House Society (ottima band!). In attesa dell'uscita del disco abbiamo provato a organizzare un po' di concerti, ma non è stato facile.
Per ora abbiamo sicure queste date:
- 1-2 novembre in Germania (un festival a Mannheim e una data TBC nel sud della Germania)
- 8-9 novembre in Sicilia (Palermo, Noto)
- 23 novembre a Genova (al Lucrezia!)
Per il resto siamo liberi! Se volete organizzare un Canzonette Boogaloo, noi ci siamo!
Parlare di tour invece è sempre complicato, essere tutti dei "full time worker" rende tutt'altro che semplice organizzarne uno. Comunque ogni tanto ripensiamo alle esperienze in Usa e in Germania e ci torna una gran voglia di macinare km. Ci riproveremo, prima o poi!

Che ci dite del disco nuovo? Quando avete cominciato a scrivere i pezzi? Avevate qualche idea particolare in mente? Chi ha scritto le canzoni e chi i testi? C'è qualche canzone alla quale siete particolarmente legati?
Giacomo: Il disco nuovo si intitola "A Bunch Of Animals". Per la maggior parte delle canzoni tutto parte da Stella. Certe volte ha già in mente tutta la canzone, altre volte ha una strofa e/o un ritornello su cui poi lavoriamo insieme. Due canzoni (mi pare) del disco invece sono state scritte interamente da Fili.
Quando abbiamo cominciato a scrivere i pezzi? In verità non abbiamo mai smesso di scrivere canzoni. Per dire: mentre eravamo sul famoso furgone di Nick abbiamo abbozzato un pezzo che poi è stato completato nei mesi successivi!
Avevamo qualche idea particolare in mente? Per quanto mi riguarda non mi piace suonare con un obiettivo specifico. La spontaneità compositiva che sperimento con i Sensibles è qualcosa che non avevo mai visto altrove e ne sono felice. E sono davvero contentissimo del fatto che siamo molto distanti dai clichès dei vari generi e che il risultato finale sia coss dei vari generi e che il risultato finale sia così ricco.
Io sono molto legato a "Confetti Blizzard" perché dice una frase che mi piace molto: "I don't care about past, about future/ I just want to be ok for the moment". E perché c'è una rullata fantastica in un momento perfetto e quando la suoniamo io e Ga ci guardiamo negli occhi ed è tutto improvvisamente chiarissimo.
Poi sono legato a "Blood" perché quando l'abbiamo suonata dal vivo in Germania la prima volta nel nostro ultimo mini-tour la gente ballava senza conoscerla e cantava senza sapere il testo.
Gabriele: Che io sappia abbiamo iniziato a scrivere i pezzi che vi compaiono esattamente dopo la registrazione del vecchio 7", mi sembra di ricordare che il primo pezzo che è venuto fuori è stato "Happy", il pezzo che apre il disco, che è anche uno dei miei preferiti: intro con Fili e Stella che sbraitano su una base di batteria rock'n'roll, 1-2-3-4 e via, un bel punk rock'n'roll veloce e immediato con un assolo di basso fighissimo. La somma perfetta del sound dei Sensibles. Recensione un po' da giornale metal anni 90, tipo Metal Shock o Psycho, ma questo è.
Per il resto ognuno nei Sensibles ci vede un po' quello che vuole... io ci vedo un po' di power-pop, un po' di Cheap Trick (in "Confetti Blizzard" ho ficcato una rullata lunga quanto quella di 

"Surrender"), un po' di primi Green Day/punk-rock melodico in genere, e anche dell'indie anni 90 (però quello allegro, non quello depresso/grunge) e c'è anche un crescendo alla Springsteen/Max Weinberg, è nella canzone "Dear Otzi", il mio momento preferito in tutto il disco.
Giacomo: A proposito della rullata di Surrender, quant'è bella quella rullata?
Filippo: Se non erro l'unica canzone "mia" è "Confetti Blizzard", anche se alla fine ho solo abbozzato la musica in una registrazione col cellulare, alla stesura di in ogni canzone c'è sempre stato un buon lavoro di gruppo, ovviamente il grosso però è sempre fatto da Stella (che decide delle nostri sorti, lei ci ha creato, lei ci distrugge).
Primo pezzo composto: "Happy", la suonavamo già nel tour Usa, ultimo pezzo composto: "Stay With Me", il testo è stato finito da Giacomo poco prima di registrare la voce.

Iniziate l'album con LALALALALA, vi piace vincere facile, eh? E con un LALALALALA chiudete anche "Pictures In My Head" e il lato A dell'album. il LALALALA scorre potente nelle vostre vene!
Giacomo: Ti sei dimenticato il LALLALLALA-LALALLA di "Silly Song"!
Gabriele: "il LALALALA scorre potente nelle vostre vene" credo sia il complimento più bello che io abbia mai ricevuto.

C: Vi è mai passato per la testa di cantare in italiano? Io sono anni che aspetto un gruppo garage ganzo che sappia rinverdire i fasti dei Fantom's o dei Barritas
G: a me il cantato in italiano piace molto, ma è assai rischioso.
Testi ironici -> rischio "band demenziale"
Testi criptici -> rischio "Vasco Brondi"
Comunque un tentativo FORSE lo faremo un giorno.
PS: hai mai ascoltato "volume 4" dei Senzabenza? E' un disco di punkrock/beat IN ITALIANO davvero favoloso!
L: non so cosa ne pensano gli altri, ma secondo me una canzone in italiano sul prossimo disco ci sta. Però come episodio singolo, particolare... non avere come abitudine il cantato in italiano.
S: io ho tentato più volte di scrivere un pezzo in italiano, ma il risultato non è mai stato sodisfacente! mi ricordo che tra le rime "papabili" avevo mattino / tramezzino.
Comunque, anche a me piacerebbe... mai dire mai!
F: adoro i testi in italiano ma il rischio paventato da Giacomo è altissimo! però se la rima base è "mattino/tramezzino" ho grandissima fiducia nelle doti di Stella!
G: ricordo la rima mattino/tramezzino e confido grande fiducia in Stella, comunque le mie rime preferite nella musica italiana sono:
- dischi/whisky (Renato Zero)
- insoddisfatto/gatto (Marco Masini)
Come non citare poi il grande Umberto Tozzi (di cui Fili ha fatto accenno nella sua risposta)?
F: stai con me forever (foreva) / bimba che correver (correva)

Discografia

Demo 2010 (Autoprodotto, 2010)
Demo 2011 (Autoprodotto, 2011)
Proton Packs / The Photogenics / The Sensibles / The Unluckies - Pizza Connection Split Cd (Making Believe Records, 2012)    
The Sensibles / Ever Coming Hair - Split Single (SP Records, 2012) 
The Sensibles 7" (Autoprodotto, 2012) 
A Bunch of Animals  (Rijapov Records/Eccentric Pop Records, 2013) 
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Video

Dear Otzi
(da "A Bunch Of Animals", 2013)

I'm a Brat
(live da "A Bunch of Animals", 2013)

I Want Your Blood
(live da "A Bunch of Animals", 2013)

30 
(live da "Pizza Connection" split EP, 2011)

Denny
(live da "The Sensibles" 7", 2012)

Sensibles su OndaRock
Recensioni

SENSIBLES

A Bunch Of Animals

(2013 - Rijapov Records)
L’esordio dei brianzoli Sensibles in dodici pezzi punk-pop divertenti e godibilissimi

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