Shannon Stephens

Shannon Stephens

La poetessa del quotidiano

intervista di Lorenzo Righetto, Giuliano Delli Paoli

Dopo una giovinezza nei Marzuki, abbinata a un promettente esordio autoprodotto, Shannon Stephens è riapparsa sulle scene un anno fa - per rimanerci, si spera, per sempre. La raggiungiamo per farci spiegare cosa sia successo in questi anni e come le appaia il mondo in questo suo risveglio. Non abbiamo dubbi che nelle sue risposte filtrerà, ancora una volta, la sincerità carezzevole di un'artista sensibile e matura.

Come prima domanda, puoi dirci come trovi il tuo ritorno all'attività musicale? Come ti sei sentita la prima volta che hai suonato di nuovo dal vivo? Riuscirai a organizzare un tour più significativo, magari anche al di fuori degli Stati Uniti?
Mi sento come se, quando ho smesso di fare musica, fossi come una bambina senza gli strumenti per riuscire. Adesso ritorno, da adulta, con molto più buonsenso e decisione. La prima volta che ho suonato dal vivo, mi aspettavo questa esperienza apicale, ma avemmo qualche problema col suono, tanto che non riuscivo a sentirmi cantare. L'intero show mi apparve come uno scontro di boxe. È solo nell'ultimo paio di mesi che ho cominciato a sentirmi a mio agio sul palco, come se vi appartenessi davvero, ed è esaltante. Ho in mente di fare piccoli tour, prossimamente... E fare una tournée in Europa sarebbe così bello.

shannon_stephens_text1È stato detto molto del tuo iato, dei nove anni che sono passati tra i tuoi due dischi... Come vanno le cose ora? Hai ancora un lavoro "ordinario", sei riuscita a combinare il bisogno di provvedere alla tua famiglia e la tua passione?
Il mio lavoro di tutti i giorni è il giardinaggio. Mantengo i giardini delle persone. Amo il mio lavoro, ma vorrei poter trascorrere le mie ore produttive nel diventare una miglior musicista. Dopo il lavoro, c'è sempre del tempo da dedicare alla famiglia, le incombenze domestiche. Alcuni giorni non riesco neanche ad avvicinarmi alla mia chitarra. Stavo in effetti pensando di metter su una band jazz e di suonare ai matrimoni. A quel punto potrei davvero imparare a suonare meglio durante il lavoro!

Cosa dobbiamo aspettarci da te, nel futuro? E cosa ti aspetti dalla tua attività di musicista? È cambiato il tuo approccio, da quando hai cominciato a fare musica?
Il mio approccio è molto più calcolato, ora. Seleziono cosa fare e quando. Questo autunno e inverno lavorerò al mio terzo disco. Sono davvero eccitata riguardo al mio nuovo materiale! Ha un po' più di grinta, un che di ruvido.

Nella nostra recensione di "The Breadwinner", nel descrivere il tuo rinnovato bisogno di musica, ti abbiamo immaginato risvegliarti in piena notte, per poi aggirarti per casa ascoltando il respiro dei tuoi cari. La trovi una ricostruzione fedele?
Sì, è una buona immagine per rappresentare il mood dell'album. La notte è un tema molto importante in quel disco, così come i propri cari. Ho lavorato parecchio durante quegli anni che ho passato senza suonare, e più di tutto volevo dormire, nascosta dai telefoni, dal lavoro, rannicchiata con la mia famiglia.

Quanto pesa la vita di tutti i giorni nella scrittura delle tue canzoni?
Quasi tutte le idee per le mie canzoni vengono da un'osservazione, un pensiero che capita nella mia vita quotidiana. Credo che ci sia materiale di ispirazione in abbondanza attorno, basta tenere gli occhi aperti.

Hai mai pensato a un cambio nel tuo sound? Magari tornare a suonare con una rock band al completo, per esempio...
Beh, in effetti sto lavorando proprio a questo, in questo momento. Il mio prossimo disco sarà qualcosa di bluesy e sto cercando di incorporare una batteria e un basso nei miei live.

Nel 2008 Will Oldham ha inciso una cover di un tuo pezzo, "I'll Be Glad". Come hai preso la notizia? Ha avuto un ruolo nel tuo ritorno a scrivere musica e a suonarla?
Ne rimasi così sorpresa! E incredibilmente lusingata. Il mio primo pensiero fu: "Vuoi dire che qualcuno pensa che le mie canzone siano belle?". Avevo davvero perso fiducia nella mia creatività. Il fatto che Will credesse in quella canzone mi ha decisamente spronato a tornare a fare musica.

Come guardi alla tua esperienza coi Marzuki? Sono tempi "mitici", nella tua memoria?
Il mio periodo coi Marzuki è stato uno dei più divertenti - e duri - della mia vita. Voglio ancora bene a quei ragazzi come a dei fratelli. Imparammo molto: a essere gentili, a lavorare insieme, ad ascoltarci l'un l'altro, a vivere insieme nonostante le differenze... E tante altre lezioni meravigliose come queste. A volte non andavamo d'accordo, ma per la maggior parte del tempo sì. Sono belle memorie.

Nella tua musica traspare un senso di "calma interiore". È perché ti senti più matura, professionalmente e interiormente?
In realtà credo che al centro della mia musica ci sia uno spirito veramente irrequieto, specialmente nelle mie cose più recenti. Le canzoni potrebbero apparire calme in superficie, ma i testi convogliano un messaggio diverso.

La ragione principale del tuo distacco dall'attività di musicista sembra essere stata la fatica di curare il lato promozionale. Qual era l'aspetto più stancante?
Le telefonate. Le odiavo! Non aiutava il fatto che lavorassi come centralinista in un ufficio carico di lavoro. E, nove anni fa, le telefonate erano molto più importanti. Adesso abbiamo i messaggi, Facebook, che rendono le cose molto più efficienti - ma anche inefficienti, allo stesso tempo.

Non era possible lasciare a un'etichetta il lavoro sporco? Il tuo recentemente ripubblicato disco omonimo non solo sembrava promettente: suona come il lavoro di un'artista compiuta...
La Asthmatic Kitty mi aveva offerto un contratto, ma stupidamente rifiutai, pensando di tenermi aperte più possibilità. Così ero costretta a mandare il cd alle stazioni radiofoniche, alle etichette e ai locali, il che consumava tutto il tempo che avevo.

Come hai trovato l'industria musicale, a nove anni dal tuo primo disco? Pensi che sia più difficile o più facile per un artista vivere della propria musica?
Oh, decisamente più difficile. Probabilmente sono riapparsa nel momento peggiore. Non gira un soldo nella musica, al momento. Spero che si possa fare qualcosa riguardo al download illegale, perchè sta rendendo il successo di tanti buoni musicisti impossibile. Inoltre andare in tour è diventato più costoso per via del prezzo della benzina e la gente va meno spesso ai concerti a causa della crisi economica. E' dura! Cerco di non pensarci.

Pensi che il download abbia migliorato la qualità della produzione musicale, allo stesso tempo?
No, credo di no. Il download ha aumentato la quantità di musica disponibile a livello individuale, ma non ne ha migliorato la qualità. Ad esempio, molte persone non sanno che gli mp3 scaricati sono di minor qualità rispetto al cd. Così la domanda di qualità si è abbassata.

shannon_stephens_text2Dal tuo punto di vista, come ha influenzato la crisi economica il business della musica indipendente?
È stato doloroso assistervi. Le persone si stanno ingegnando per venirne a capo, ma l'industria non è più quella che era. Diverse etichette hanno dovuto chiudere, per via della carenza di vendite.

E sulla musica, in generale: hai seguito artisti nuovi o vecchi durante il tuo iato, o hai cercato di tenere il tutto a distanza?
Durante la mia pausa, sono fuggita dalla musica in tutti i sensi. Le poche volte che ascoltavo qualcosa, mettevo su molta elettronica, che è la cosa più distante dal folk in assoluto! Col senno di poi, stavo deliberatamente trascurando una parte importante di me stessa. Volevo vedere se potessi vivere senza di essa.

Il cantautorato sembra oggi un ambiente piuttosto congestionato. Dove sei in grado di avvistare del talento?
Cerco di tenermi aggiornata a livello locale, perché è così divertente entrare in contatto con chi scrive le canzoni! La comunità folk&roots, qui a Seattle, è davvero forte, succedono diverse cose interessanti.

Cosa gira nel lettore di Shannon, in questi giorni?
Sto ascoltando molte cose dei miei amici: Bonnie ‘Prince' Billy, Sufjan Stevens, Lindsay Fuller, Gregory Paul. Andrò a vedere The Tallest Man On Earth questa settimana. Pare che faccia una cover, anche lui, di "I'll Be Glad", spero che la suoni al concerto.

 

Discografia
 How I Got Away (Ep, Self released, 1999)   
 Shannon Stephens (Self released, 2000; reissue, Asthmatic Kitty, 2010)

7,5

The Breadwinner (Asthmatic Kitty, 2009)

7,5

 Pull It Together (Asthmatic Kitty, 2012)6
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

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