Stranglers

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La saga degli uomini in nero

intervista di Marco Bercella, Magda Di Genova

Cinquantacinque anni e non vederli. Jean Jacques Burnel è un vademecum vivente d'integrità fisica e mentale: pettorale scolpito, addominali d'acciaio, solo qualche ruga sparuta attorno agli occhi assorti, pronti ad accendersi quando si toccano gli affetti. A cominciare da quando si parla del vecchio amico Jet, e dalla paterna ammirazione nutrita per il giovane Barnard che ne fa le veci nella band.
Jean Jacques è un tipo che non ama giocare con lo status di rockstar del tempo che fu, che usa toni pacati ma non dimessi, e che ha una gran voglia di scherzare.
Con il distacco di un uomo di mezza età ben consapevole d'
essere ancora un ragazzo.

Appena ci accomodiamo sul divano, Jean-Jacques Burnel ci chiede se vogliamo qualcosa da bere e, mentre ci porge le birre, termina il discorso iniziato con un'altra persona a proposito di motociclette. Ovviamente non potevamo non intrometterci...

Jean-Jacques, è vero che fai parte degli Hell's Angels?
Ne facevo parte quando ero molto giovane. Avevo 17 anni ed ero l'Hell's Angel più giovane di Londra.

Prima di iniziare ufficialmente l'intervista, possiamo chiederti come sta Jet Black? Sta bene?
No, non sta bene ed è per questo che non è in tour con noi. È stato ricoverato d'urgenza un paio di settimane fa. Gli hanno diagnosticato un'infezione ai polmoni, ma sono riusciti a capire cos'era solo dopo una settimana di analisi continue e a causa di questo ritardo l'infezione ha coinvolto anche il cuore. Sai, Jet ha 68 anni ed è ancora incredibile!
Pensa che abbiamo scherzato più volte sull'argomento, sai, morire sul palco!
Ora, per questa tournée, abbiamo ingaggiato il tecnico di Jet, Ian Barnard: ha soli 23 anni, ma ci segue da quando ne aveva 17. Praticamente ha passato centinaia concerti ad assistere Jet e seguire tutte le sue istruzioni, quindi conosce perfettamente ogni singolo battito della batteria.

Ci tenevamo a complimentarci per il concerto: è stato davvero fantastico.
Ti ringrazio. Suoniamo perché è quello che ci piace fare.
Siete dei musicisti eccezionali, ma oggi avete dimostrato che essere musicisti eccezionali non basta per tenere un concerto coinvolgente come il vostro. Avete un segreto?
(sorride) No! Ci divertiamo sul palco e suonare non ci pesa affatto. E poi siamo in missione per conto di Dio! (ride)
La realtà è che da ogni concerto otteniamo sempre molta energia: è meglio che andare in palestra.
In questi giorni ci è anche capitato di tenere delle date semiacustiche con degli arrangiamenti un po' più jazz e melodici.
Ovviamente avete registrato tutto e presto pubblicherete dei dischi di questi concerti, vero?
Ci stiamo facendo un pensierino...

Siamo sempre stati molto affascinati vostra fase gotica ed elettronica, ci riferiamo in particolare a dischi come "The Raven" e "Meninblack".
Eravamo considerati degli eretici! I punk ci additavano come eretici perché utilizzavamo la tecnologia, il moog e sintetizzatori vari.
Jean-Jacques, abbi pazienza, ma noi non siamo mai riusciti a considerare gli Stranglers come un gruppo propriamente punk. E tu? Hai mai considerato gli Stranglers come un gruppo punk?
No, no. Mi sono sempre considerato un punk-rocker, ma gli Stranglers non sono mai stati un gruppo punk, ma un gruppo eclettico.
Ad ogni modo, stavamo parlando di quegli uomini sinistri vestiti in nero che sostenevano di essere qui non per distruggere, ma per migliorare il mondo. Ti va di raccontarci un po' di loro?

È una delle tante teorie sull'origine dell’uomo. Questa sostiene che gli uomini discendono da razze aliene che colonizzarono la Terra. Un'altra teoria, quella cristiana, sostiene che l'uomo è stato creato da Dio, e che la donna è stata creata dalla costola dell'uomo. Oggi come oggi, scientificamente possiamo dimostrare cose un tempo impensabili, e tutto questo è diventato argomento di discussione e una scusa per litigare sull'esistenza di Dio.
Quella degli uomini in nero è l'esposizione di qualcosa di possibile: forse siamo stati davvero creati dagli alieni, o discendiamo da chissà cos'altro. Perché accettare una storia semplicemente in quanto scritta nella Bibbia?
Pensa anche a tutte le religioni pagane, in cui si racconta di Dei che si accoppiavano con essere umani: passavano dall'essere "divini" all'essere "scienziati". È un'ipotesi come un'altra, insomma.

Sul finire degli anni 70, al culmine del vostro successo, combinavate un sacco di casini in giro per l'Europa. Interviste sopra le righe, fermi di polizia, ecc... Ci racconti qualche aneddoto piccante di quegli anni?

(Jean-Jacques scuote la testa con aria pensierosa) Ce ne sono troppi! (continua a pensare). Guarda, c'era questo giornalista in Francia che era... era un po' come le emorroidi: non faceva altro che rompermi le palle per tutto il tempo quindi io, gli altri membri del gruppo e un paio di roadie lo abbiamo portato al primo piano della Torre Eiffel, lo abbiamo spogliato e gli abbiamo buttato i vestiti di sotto. La cosa buffa è che poi è diventato un giornalista molto famoso in Francia: ha avuto i suoi programmi alla radio e in televisione, ed è diventato direttore di una rivista importante. È rimasto così arrabbiato per quel episodio che per molti anni - ti direi 25 - non ha mai trasmesso un brano degli Stranglers o parlato di noi, come se non esistessimo affatto. Capito che senso dell'umorismo aveva quel tizio?

In qualche modo questo mi porta alla prossima domanda, che poi sono tre domande: quali artisti hanno influenzato la musica degli Stranglers, quali artisti che fanno parte dell'attuale scena musicale sono stati, secondo te, maggiormente influenzati dagli Stranglers; quali artisti che fanno parte dell'attuale scena musicale ascolti?
Fino ad un paio di settimane fa stavo producendo un gruppo inglese, i Teasing Lulu, e a un certo punto ho esclamato: "Potremmo essere nel 1977!" Loro erano contenti da questa mia affermazione, ma poi ho spiegato: "Non dovreste essere contenti: si parla di trent'anni fa e sembra che non vi sia stata una notevole evoluzione". Sai, se pensi a quello che è successo nel 1947, cioè trent'anni prima del 1977, la differenza è enorme.
In questi ultimi anni sono usciti molti gruppi con dei musicisti molto bravi che sembrano essere i primi della classe: suonano molto bene, ma non propongono nulla di originale.
Penso che i Kaiser Chiefs siano stati influenzati molto dagli Stranglers e... Flea dei Red Hot Chili Peppers.

Avete venduto una marea di dischi in Europa in tutti questi anni...
Più o meno trenta milioni.
... come ti spieghi il fatto di non essere mai riusciti a raggiungere un grande successo negli Stati Uniti?

E ci sta bene così! Siamo sempre rimasti un po' nell'ombra e questo lo preferisco. Abbiamo avuto dei brani che sono diventati delle grandi hit, ma poi abbiamo prodotto dei brani molto poco commerciali, per bilanciare.
Quindi è tutto dovuto al fatto di...
Guarda, non m'interessa affatto, veramente. L'anno scorso ci hanno offerto per tre volte di andare tournée negli Stati Uniti, ma abbiamo rifiutato tutte e tre le volte: perché dovrei andarmene in America per tre mesi quando ho cose molto migliori da fare nella mia vita?
Prendi gli U2, i Clash o i Police: loro volevano assolutamente avere un grande successo in America e si imbarcavano in questi tour che duravano nove mesi. Anche noi ci abbiamo provato, ma dopo sei settimane abbiamo mandato a fanculo tutti e siamo tornati a casa: suonavamo davanti ad un pubblico di 5000 persone a sera e l'unico risultato che avessimo ottenuto era il singolo al numero uno della classifica delle radio universitarie. Era iniziato tutto abbastanza bene, ma c'è troppo lavoro da fare e per noi non era per nulla salutare.

Ti scoccia se ti poniamo delle domande su alcuni ex-membri del gruppo?
Ce ne sono un bel po' ora.
Cosa mi dici di Hugh Cornwell?
Cosa vuoi che ti dica di Hugh Cornwell? Si tratta di storia antica, veramente.
Capito. Paul Roberts?
Di Paul posso dirti che era semplicemente arrivato per lui il momento di lasciare il gruppo e seguire tutte le altre cose che voleva fare. ...E poi io volevo cantare le mie canzoni. Sai, dopo sedici anni ti viene questa voglia.

(Milano, 15 marzo 2007)

Discografia
IV/Rattus Norvergicus (United Artists, 1977)

 

 No More Heroes (United Artists, 1977)

 

Black And White (United Artists, 1978)

 

 Live (X Cert) (live, IRS, 1979)

 

The Raven (United Artists, 1979)

 

 (The Gospel According To) The Meninblack (Liberty, 1981)

 

 La Folie (Liberty Records, 1981)

 

 The Collection 1977-1982 (antologia, Liberty Records, 1981)

 

 Feline (Epic, 1983)

 

 Aural Sculpture (Epic, 1984)

 

 Dreamtime (Epic, 1986)

 

 All Live And All Of The Night (live, Epic, 1988)

 

 10 (Epic, 1990)

 

 Greatest Hits 1977-1990 (antologia, Epic, 1990)

 

 Live At The Hope And Anchor (live, EMI, 1992)

 

 The Old Testament: The U.A. Studio Recordings (1977-1982) (cofanetto, EMI, 1992)

 

 In The Night (China Records, 1992)

 

 About Time (When!, 1995)

 

 Written In Red (When!, 1997)

 

 Coup De Grace (Eagle, 1998)

 

 5 Live 01 (live, doppio cd, SPV, 2001)

 

 Peaches: The Very Best Of The Stranglers (antologia, EMI, 2002)

 

 Norfolk Coast (EMI, 2004)

 

 Suite XVI (EMI, 2006)

 

 Decades Apart (antologia, doppio cd, EMI, 2010)

 

 Acoustic In Brugge (live, Edel, 2012)

 

 Giants (Edel, 2012)

 

 Feel It Live ! (live, Edel, 2013)

 

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