Temples

Temples

Chi ha paura del pop?

intervista di Guia Cortassa e Stefano Macchi

Prima ancora di pubblicare il loro album di debutto "Sun Structures" all'inizio del 2014, i britannici Temples sono riusciti ad attirare su di sé l'attenzione del grande pubblico grazie a una serie di singoli che, nella grande nuova ondata psichedelica, hanno riportato in auge le sonorità degli anni Sessanta inglesi, facendo loro conquistare, in pochissimo tempo, una posizione di tutto rilievo del panorama musicale attuale. Li incontro a San Francisco, nel backstage della Great American Music Hall, dove stasera suoneranno reduci dal primo weekend di Coachella. A chiacchierare con me dopo il soundcheck saranno il bassista Thomas Warmsley e il polistrumentista Adam Smith.

Venite da Kettering, nel Northamptonshire, una piccola città nelle Midlands. Che rapporto avete con la vostra città: è un’ispirazione positiva o qualcosa che vi ha spinto a cercare una fuga?

Thomas Warmsley: Sì, siamo di Kettering, che è una città piccola e isolata, ma non intenzionalmente. Le Midlands sono abbastanza vicine alle città, ma anche sufficientemente distanti da poter essere percepite come un posto emarginato da tutto. Però c’è una scena musicale, anche se molto piccola, ci sono venues e tutto quanto. Certo, crescere lì è un po’ più complicato, specialmente se sei un musicista, perché devi spostarti di più per suonare o andare ai concerti nelle città vicine.
Per quanto riguarda l’ispirazione, credo che ci abbia dato il tempo e lo spazio per riflettere maggiormente prima di formare la band e pubblicare l’album. Avevamo tutti già vissuto e lavorato in altre città, io ho studiato a Londra, ma siamo dovuti tornare a Kettering per coincidenza perché il gruppo si mettesse insieme, quindi, sì, dobbiamo molto a dove veniamo e non lo cambierei per nulla al mondo.

Avete registrato l’album nel box di James (Bagshaw, il cantante del gruppo, ndr), a Kettering, autoproducendolo. Come siete arrivati a lavorare con Claudius Mittendorfer e la Heavenly Recordings? Siete voi ad averli trovati o vi hanno trovato loro?
Adam Smith: È stato il nostro management ad avere contatti con la Heavenly.
Tom: Sì, è stato grazie al management. Siamo molto autosufficienti per quanto riguarda la registrazione, in tutte le sue fasi: scrivere, produrre, registrare – siamo perfino riusciti a fare da soli qualcosa del mastering senza saperne tantissimo. Ma credo che mixare i dischi sia una magia nera. Ci siamo trovati molto d’accordo con Mittendorfer, lui ha avuto molto rispetto per quello che avevamo già fatto ed è semplicemente riuscito a dare a tutti lo spazio sufficiente per parlare di più, cosa che credo sia una forma di genialità. Cosa ne pensi, Adam?
Adam: Sì!

Ho letto in una vostra intervista precedente che voi volete scrivere canzoni pop, non con in mente un preciso sound psichedelico, è davvero così?
Tom: Sì, non abbiamo mai provato intenzionalmente ad essere… niente! [ride]
Adam: Amiamo tutti la musica pop… non abbiamo paura del pop.
Tom: Sì, assolutamente, gli artisti o gruppi preferiti che abbiamo in comune scrivono musica pop. Mi sembra che dipenda tutto da dove tu voglia condurre una canzone pop, e la puoi portare abbastanza lontano.

Nella vostra pagina sul sito della Heavenly Recordings siete presentati come una band dal sound West Coast, cosa ne pensate?
Tom: Sì, quella è una delle nostre influenze, credo. Forse, al primo ascolto, se qualcuno inciampa su “Shelter Song”, può pensare che assomigli ai Byrds o cose del genere…
Adam: Ma è solo quella canzone, no? Io non credo proprio che il nostro sound sia West Coast, probabilmente è un’influenza minima.
Tom: Sì, forse è solo quel brano, quel genere di sfocatura, quel flou – il flou è molto britannico, no? – è tenuto in considerazione più di quanto non facciamo noi, c’è molto fading, un sacco di cupi dischi West Coast hanno ispirato le nostre chitarre, arrivano da lì.

Io credo che il vostro sound sia più prettamente britannico che West Coast, invece.
Adam: Sì, lo credo anche io
Tom: Sì, ma poi in alcuni pezzi sembra anche un po’ tedesco, nell’opening di…
Adam: Da qualche parte, forse, gallese.
Tom: Sì, gallese e di altri posti celtici.

Il vostro stile e il vostro look sono apertamente ispirati al periodo hippie e glam
Adam: Hippie? [ride] Non siamo hippie per niente!

In generale, da dove viene questo amore per gli anni Sessanta e Settanta, se c’è?
Adam: C’è, quell’influenza è ovunque in noi, no? Ma da dove viene?
Tom: Credo sia qualcosa che ci affascina

È per qualcosa che avete ascoltato mentre stavate crescendo, qualcosa che avete scoperto dopo, non so…
Adam: Credo che l’abbiamo scoperta tutti in momenti diversi e separatamente…
Tom: Sì, a tutti piaceva…
Adam: Quando abbiamo iniziato a uscire insieme, anche prima della band, era qualcosa che abbiamo trovato sulla nostra strada, che è molto bello. Non ascoltavo quelle cose quando ero più giovane.
Tom: Sì, neanche io.

Cosa ascoltavate, ai tempi?
Adam: Spazzatura, qualsiasi cosa passasse alla radio.
Tom: Probabilmente crescendo ascoltavamo qualsiasi cosa ci capitasse. Sì, c’era qualche disco che in qualche modo ci ha instradato…
Adam: Ma solo sulla superficie.
Tom: Sì, negli ultimi due anni abbiamo iniziato a scavare molto più in profondità nella musica, trovando grandi dischi che poi portavano ad altre scoperte, potremmo andare avanti all’infinito in un albero genealogico di ritrovamenti.
Adam: Mi sembra che cerchiamo ovunque, che è molto bello.
Tom: E, sì, credo che musica e moda viaggino insieme, è semplicemente un modo per esprimere se stessi, non ci pensiamo molto.

Un nome a cui siete spesso associati o paragonati è quello dei Tame Impala. Vi ritrovate in questo accostamento?
Adam: Posso capire perché le persone lo facciano, ma non vogliamo assomigliare a nessuno. Loro sono ok. È comprensibile.

No, non voglio alimentare una polemica, penso solo che le vostre due band stiano portando avanti due percorsi completamente dissimili, per questo ve lo chiedo.
Tom: Credo che il loro sound sia ottimo, è una band nata in studio, i loro dischi sono molto sofisticati in quel senso – è un aspetto su cui vorremmo concentrarci anche noi – sono molto… intimisti? Non so. Comunque ci piacciono, sono una band eccellente.

Per registrare il vostro disco avete usato sia strumentazione vintage che apparecchi digitali, ad esempio delle drum machine. Come riuscite a far convivere queste due cose?
Adam: Magia!
Tom: È molto semplice spingere i confini più in là, di questi tempi, con le registrazioni. Sarebbe da pazzi ignorare la tecnologia che abbiamo al giorno d’oggi. Abbiamo cercato di ottenere il sound che volevamo con ogni mezzo possibile, che fosse analogico o digitale è irrilevante.

Siete qui a San Francisco, la terra natia della musica psichedelica, come vi sentite?
Adam: Ma non era Canterbury?
Tom: Adam, siamo negli Stati Uniti, qui le cose sono un po’ diverse, non è l’Inghilterra! Beh, è la nostra prima volta qui…
Adam: Non abbiamo ancora avuto la possibilità di andare in giro.
Tom: A me sembra di sì...
Adam: Siamo andati solo alla lavanderia a lavare i vestiti...
Tom: Sì, non siamo ancora riusciti a vedere Haight Ashbury e le Hills. Ma è incredibile essere nella città che ospita posti come il Fillmore o la stessa Great American Music Hall.

Avete appena suonato a Coachella, come è stato?
Tom: Pazzesco, il nostro primo festival americano, con la tempesta di sabbia, non ce lo aspettavamo

Avete suonato anche al SXSW...
Tom: È vero. Il nostro secondo festival, allora.

...e quest’estate sarete sul palco di tutti i maggiori festival mondiali. Come vi sentite? La vostra crescita in fatto di pubblico e venues è stata velocissima!
Tom: Sì, è strano, è già difficile riuscire ad andare in tour in Uk, non parliamo di venire in America e suonare ai festival. È abbastanza strano.
Adam: E poi siamo sempre noi quattro, nessuno si aspettava niente di più di ciò che avevamo già conquistato un paio di anni fa.

Quindi, vi trovate a vostro agio davanti a un pubblico così numeroso?
Tom: Sì, la nostra crescita è sempre avvenuta di fronte a tutti come gruppo, non c’è niente da nascondere in quello che facciamo ora, è tutto molto onesto, credo.
Adam: Sì, siamo cresciuti come una live band, davanti al pubblico.
Tom: Sì, quindi non siamo apprensivi riguardo a come potrebbe andare uno show o a come suoneremo, credo che le persone si siano abituate a questa cosa sin da quando abbiamo iniziato come band.
Adam: Ed è anche molto divertente.

Come abbiamo appena detto, il vostro successo è arrivato molto in fretta. Cosa ha funzionato, nel vostro caso, secondo voi?
Adam: Credo l’avere canzoni buone e orecchiabili. L’approcciare il pop da una nuova angolazione.
Tom: Non saprei, credo sia il modo in cui abbiamo pensato l’album, avevamo un’idea forte fin dall’inizio su come lo volessimo, volevamo aggiungere qualcosa che non è stato esplorato bene e comunque non da molto tempo, ovvero l’esperienza di ascoltare un disco dall’inizio alla fine, aggiungendovi un messaggio, tenevamo molto ad ottenere questa cosa.
Adam: Anche il concept è stato chiaro fin dall’inizio.
Tom: Sì, e il modo in cui volevamo lavorare con la musica; mi sembra che tutto abbia un percorso visivo che può affascinare le persone e far loro ascoltare il disco nella sua interezza, che è la nostra idea di Lp, e il pubblico l’ha capito. Lunga vita all'Lp!

Ho un ultima domanda per voi: il vostro brano “The Guesser” è stato scelto come colonna sonora per uno spot di una marca di automobili francese…
Adam: Ah davvero?
Tom: veramente?

Sì!
Adam: non lo sapevamo!

Non lo sapevate?
[ridono]
Adam: ma è già in Tv?

Sì! Cosa ne pensate?
Tom: Ottimo!
Adam: credo di avere visto quelle e-mail ma le abbiamo semplicemente ignorate, quindi poi l’hanno fatto. Ma ci piacciono le auto… Che macchina era?

Non lo so, mi dispiace…
Tom: non so… mi sento svenduto... [ride]
Adam: That just drives us crazy… beep beep!

Discografia
Sun Structures (Heavenly Recordings, 2014) 7.5
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Video


Temples su OndaRock
Recensioni

TEMPLES

Volcano

(2017 - Heavenly)
Il colorato ritorno del quartetto del Northamptonshire

TEMPLES

Sun Structures

(2014 - Heavenly Recordings)
Le melodie sbarazzine e psichedeliche del quartetto inglese, in uno degli esordi più attesi dell'anno ..

Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.