Twin Peaks

Twin Peaks

Liberi di sperimentare

intervista di Stefano Bartolotta
In occasione del primo concerto italiano del quintetto rock'n'roll di Chicago, al Fabrique di Milano di spalla ai Cage The Elephant, abbiamo incontrato Cadien Lake James e Colin Croom. Le loro risposte mostrano quanto la band si stia ancora divertendo nel fare musica e allo stesso tempo abbia sempre più confidenza nei propri mezzi e una visione artistica chiara.

Purtroppo, il nostro sito non ha mai parlato di voi prima di quest’intervista, per cui vi chiedo se volete essere i primi a introdurre voi stessi.
Cadien - Dirò solo che siamo i Twin Peaks, cinque amici da Chicago, suoniamo rock'n'roll e ora siamo a Milano…

Hai detto che siete cinque amici ma ho letto che all’inizio eravate in quattro, e poi è arrivato il quinto. Com’è avvenuto?
Cadien - Da quando eravamo più giovani, abbiamo sempre suonato con lui, è sempre stato un nostro buon amico, e due anni e mezzo fa abbiamo lavorato al nostro secondo disco e ci ha aiutato come tecnico del suono e suonando un po’ di cose, ha funzionato molto bene e abbiamo deciso in questo senso.

Come nascono le canzoni? C’è un songwriter principale o scrivete in modo collettivo?
Cadien - Siamo quattro songwriter diversi, scriviamo canzoni quasi del tutto individualmente e poi le mettiamo sul tavolo e ci lavoriamo insieme e le concludiamo in questo modo.

Ascoltando il disco, trovo che il suono sia meno spigoloso e che ci siano più dettagli e strumenti. Avete già detto che uno dei motivi è l’avere con voi un quinto membro permanente, ma se volete dire altro su questo, fate pure.
Cadien – Sì, penso che molto sia dovuto anche all’aver avuto abbastanza tempo.
Colin – Abbiamo registrato l’album in un’atmosfera di maggior libertà, eravamo in una casa di un amico e le registrazioni sono durate circa quattro settimane in totale, e inoltre era un posto tranquillo nel Massachussets, quindi non c’era molto altro da fare, per cui eravamo molto concentrati su quello che dovevamo fare. Abbiamo avuto l’opportunità di sperimentare, creare, espandere.

Senza alcun tipo di conto alla rovescia o scadenza.
Colin – Sì, non ci stava costando soldi, quindi ci siamo detti che dovevamo insistere, volevamo proprio arrivare dove siamo arrivati.
Cadien – Abbiamo davvero potuto suonare quello che volevamo, sperimentare con le tracce, questa è un’ottima cosa. Abbiamo potuto creare un suono più pieno.

Mi piace molto quello che avete fatto sulle armonie, riesco a sentire molte armonie belle nel disco, mi sembra che vi siate concentrati di più su questo aspetto rispetto ai precedenti dischi.
Cadien – Sì, abbiamo quattro voci diverse, quindi proviamo a utilizzarle il più possibile, metteremmo armonie ovunque, ma non siamo i Beach Boys, quindi non possiamo fare così. È divertente ed è un buon modo per migliorare, e la gente apprezza.

Hai detto che non siete i Beach Boys, però ritengo che nel disco si possano ascoltare atmosfere che ricordano la West Coast. I jangle di chitarra mi ricordano i Byrds, o parlando di band attuali, gli Allah-Las, di cui sono un grande fan.
Colin – Ci piace quello stile di produzione e ascoltiamo molto dischi di quel tipo, quindi probabilmente è questo il motivo per cui il nostro sound è influenzato da essi.
Cadien – Questo tipo di produzione ha con sé più qualità e rende il suono più caldo.

Ed eravate sulla stessa lunghezza d’onda con le persone che vi hanno aiutato a produrre il disco? Ho letto che alcuni amici hanno collaborato con voi su questo.
Colin – Sì, il nostro amico Andrew Humphrey ha lavorato con noi, ha lavorato anche con gruppi come Dinosaur Jr. o Kurt Vile.

Questi sono sound diversi dal vostro, Kurt Vile può essere più o meno collegato, ma i Dinosaur Jr. sono davvero diversi.
Cadien – Sì, ma ha capito subito cosa volevamo fare.
Colin – Poi è anche una persona simpatica, ci chiamava “hippy in botta” per tutto il tempo.
Cadien – Che non è completamente vero, lo è solo a metà.

Ho due canzoni preferite nel disco, quindi vi chiedo di parlarmi di una delle due a vostra scelta o di tutte e due, si tratta di “You Don’t” e “Holding Roses”.
Cadien - “You Don’t” è una delle mie preferite, ha qualcosa di unico.
Colin – Sì, come ad esempio il ventilatore metallico che abbiamo usato come percussione, spazzolandolo.
Cadien – C’è un sacco di roba che abbiamo usato come percussione in quella canzone, anche bottiglie e bicchieri. In ogni caso, penso sia una buona canzone.
Colin – Per quanto riguarda “Holding Roses”, l’abbiamo fondamentalmente registrata live e poi abbiamo aggiunto qualcosa in seguito, come il piano.
Cadien – Abbiamo preso un’idea semplice, l’abbiamo mantenuta e abbiamo aggiunto cose.

Cosa direste sui vostri testi?
Colin – Non penso che i nostri testi siano concettuali, noi siamo cinque giovani da Chicago e cantiamo di questo. Molte canzoni sono sulle ragazze.
Cadien – Sì, penso che non abbiamo ancora trovato il modo di dire qualcosa di diverso, da un punto di vista più maturo, ma penso che sia solo un altro passo nel processo di crescita e cercheremo di trovare il nostro modo di dire le cose. In passato, si scrivevano i testi e, finché suonavano bene, andavano bene, ma ora si cerca di metterci più testa in essi, e vogliamo concentrarci anche su questo, per avere una crescita.
Colin – Da giovani, si dà più attenzione alla musica.
Cadien – C’entra anche il fatto di avere più esperienze e reinterpretarle.

Stasera suonerete per la prima volta in Italia. Nel caso in cui tornaste, cosa possiamo aspettarci dai vostri concerti?
Cadien – Un sacco di energia, secondo me lavoriamo come un macchina ben oliata, e portiamo il rock.
Colin – Non siamo il tipo di band che sta ferma immobile sul palco, non viaggiamo certo per rimanere immobili mentre suoniamo.

L’ultima domanda riguarda il progetto Our First 100 Days, del quale fate parte. Su Donald Trump, ci sono persone che, prima che venisse eletto, pensavano che non avrebbe fatto tutto quello che diceva, ma invece lo sta facendo davvero.
Cadien – Sì, lo sta facendo, per cui penso che un progetto come questo sia importante. È bello per noi far parte di una cosa come questa, siamo in una situazione nella quale è necessario contribuire a mettere a disposizione una piattaforma che renda la nostra voce rappresentativa di chi è deluso. Serve che gli artisti facciano un passo, perché i politici non sono stati in grado, per cui ora la gente deve fare del proprio meglio per rimanere unita. È una piccola parte, ma per noi significa molto poter dare un contributo.
Colin – Abbiamo iniziato il nostro tour tre giorni prima che lui iniziasse ufficialmente, quindi ci dispiace essere all’estero e essere rappresentati da lui, non dovrebbe rappresentarci.

Ho letto che le canzoni hanno lo scopo di portare una sorta di coscienza sociale all’ascoltatore, ma sono canzoni già edite, oppure ognuno scrive una canzone apposta per il progetto?
Cadien – Ammetto che non lo so, ancora non ci abbiamo pensato, siamo in tour ora, quindi non abbiamo potuto lavorarci, quando torneremo sarà una delle cose che dovremo fare, ma qualunque cosa dovesse uscire, saremo contenti di far sentire la nostra voce.

Discografia
 Sunken (Autumn Tone Records, 2013)
 Wild Onion(Grand Jury Music, 2014)
 Down In Heaven (Caroline/Universal, 2016)
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

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Recensioni

TWIN PEAKS

Down In Heaven

(2016 - Caroline/Universal)
Line-up e influenze della band di Chicago si ampliano, mantenendo sempre un carattere rock'n'roll

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