Warm Morning Brothers

Warm Morning Brothers

Vivere lento e musica pop

intervista di Lorenzo Righetto
Quale canzone, per voi, rappresenta gli Warm Morning Brothers attuali?
Direi che "Cumberland Street" potrebbe rappresentarci in questa ultima nostra versione perché, anche se è in linea con i pezzi nuovi, rimane legata al tipo di canzoni che scrivevamo all'inizio di questo progetto, ormai un po' di anni fa.



È difficile pensare agli Warm Morning Brothers se non come a un gruppo "unico", almeno nel panorama italiano. Si capisce benissimo dalla musica che si tratta di qualcosa che fate prima di tutto per la passione di farla - ci si accorge subito del suo valore intrinseco, della cura con cui è stata prodotta. Ho letto che il progetto è nato del 2002, quando Simone ha "lasciato" il mondo del rock per dedicarsi appunto a ciò che sentiva più vicino al suo modo di esprimersi, almeno musicalmente. Potete raccontarci come si sviluppò l'idea, come da questa si formò il duo vero e proprio ecc.?
Nei primi 2000 suonavo in varie band di matrice rock: i Blue Noha, molto influenzati da certe sonorità indie-rock americano, che avevano come punto di riferimento i Dinosaur Jr sopra tutti; i Rookies con i quali suono tuttora, che sono dediti a un sixties garage rock con chiari riferimenti al Dutch Beat e al rhythm and blues inglese e tante altre collaborazioni con solisti e band.
Essendo stato sempre musicalmente "onnivoro" e da sempre interessato a svariati generi musicali, il rock cominciava ad andarmi un po' stretto e quindi ho cominciato a pensare a un progetto che non fosse legato propriamente a un genere, ma qualcosa che mi desse la libertà di scrivere in una maniera più libera.
All'epoca mio fratello non aveva alcuna band, ma era completamente immerso nello studio della chitarra e degli arrangiamenti orchestrali. Quasi casualmente abbiamo iniziato a suonare insieme, senza porci il problema di fare una band o qualsiasi altra cosa. Dopo qualche mese avevamo già scritto il primo album e da quel momento non abbiamo più smesso di scrivere e ricercare idee e soluzioni nuove. È per noi molto stimolante pensare agli Warm Morning come qualcosa sempre in movimento e che non ha una forma precisa.

Dal fatto che anche vostra sorella sia musicista intuisco che in famiglia si respiri un'aria particolare, potete parlarcene? Da cosa nasce l'amore dei Modicamore per la musica?
In realtà la "sister" violoncellista che abbiamo incluso nella line-up per i concerti non è nostra sorella (almeno non di sangue), ma di sicuro è nella "family", come amiamo chiamarla noi. Elena è una grande professionista e un'anima a noi molto affine, che ha portato nuovi stimoli e buone vibrazioni e che ha contribuito a creare un set dal vivo molto più efficace e coinvolgente. Ci riteniamo molto fortunati ad averla incontrata!

Erano gli anni del new acoustic movement, "Quiet Is The New Loud", uno dei suoi manifesti, usciva nel 2001. I vostri riferimenti passati sono molto chiari - il pop anni 60 sia "giovane" sia "adulto", direi, dai Beatles a Bacharach tanto per fare i nomi più conosciuti - ma ci sono stati artisti in questi anni cui avete fatto riferimento, almeno per sentirvi meno "unici"? C'è un artista/band attuale con cui vorreste collaborare?
Certo, rimanendo in Norvegia, come i nostri "paladini" Kings of Convenience, direi che Sondre Lerche da ormai tanti anni scrive dischi bellissimi che ci hanno parecchio ispirato. Senza fare troppa strada e spostandosi in Svezia l'indie crooner Jens Lekman è stato un saldo punto di riferimento, con la sua classe e il suo modo di scrivere canzoni senza tempo. Ma anche Iron and Wine, Timber Timbre, Midlake, Last Shadow Puppets, High Llamas e tanti altri. Ci piacerebbe fare uno split su 45 giri, con Jens Lekman, un tributo agli ABBA.

Ho letto anche che la scrittura dei pezzi avviene in modo condiviso tra tutti e due, e quasi senza comunicazione diretta. Potete descriverci il vostro processo?
Non c'è un metodo preciso con cui scriviamo gli album: a volte facciamo anche sei mesi senza che nulla esca e poi come per magia scriviamo quattordici canzoni in venti giorni. Se agli inizi lavoravamo ai pezzi in maniera più individuale, negli ultimi album c'e stata molta più comunicazione in fase di composizione e di sicuro ne ha risentito (positivamente, credo) il risultato finale. Essendo fratelli riusciamo il più delle volte a comunicare e scambiarci idee anche senza parlare, velocizzando e facilitando il processo creativo.

I vostri arrangiamenti sono aumentati di volume e importanza in modo costante, dagli esordi, e forse nell'ultimo "A Bunch Of Weeds" hanno preso un tono più ampio, ormai forse più "orchestrale" che cameristico, come respiro almeno. Come si è evoluto negli anni questo lato della vostra musica?
Grazie agli studi e alle ricerche sempre più approfondite sugli arrangiamenti orchestrali da parte di Andrea, l'apporto di strumenti classici come archi e fiati ha acquistato sempre più importanza, diventando un tutt'uno col nostro suono. Inoltre Andrea è un grande cultore delle colonne sonore cinematografiche e quindi è decisamente influenzato dalla maestosità e dall'imponenza che un'orchestra ti può dare.
Sarà quindi dura riuscire nel mio intento di fare prima poi un album con un sound scarno e minimale, senza orchestre o altro, registrato solo con un paio di microfoni dal vivo. Un giorno o l'altro ce la farò!

In particolare, mi sembra di scorgere in questo nuovo disco degli scorci lirici nuovi per voi e forse più "moderni" in un certo senso, mi riferisco ad esempio a "Dull Boy" e a "The Boy And Marlene's Ghost". È una direzione che riconoscete? E, in generale, come vi sentite cambiati in questo nuovo disco?
Sì, soprattutto parlando di "The Boy And Marlene's Ghost" abbiamo avvertito un cambiamento di rotta per le idee che uscivano: questo pezzo è stato il primo a essere scritto per questo nuovo album e ha rappresentato una sorta di guida per le canzoni successive. Per "A Bunch Of Weeds" abbiamo virato verso una psichedelia soft e velata, amalgamata con il sixties pop, che noi adoriamo e che ci ha portato poi a scrivere canzoni come "Dull Boy" che più che un pezzo pop, potrebbe essere considerato un mantra, enfatizzato dalle parole del testo ispirato a un vecchio proverbio inglese ripreso dal grande Stanley Kubrick nel suo capolavoro "Shining", nella scena in cui Jack Nicholson scriveva ossessivamente sulla macchina da scrivere "il mattino ha l'oro in bocca" (in lingua originale "all work and no play makes Jack a dull boy").

Da sempre avete una grande attenzione per l'artwork, spesso caratterizzato da disegni a pastello. Anche uno dei vostri ultimi video, "Sun On Gold", mostra una bella storia animata. "A Bunch Of Weeds" è uscito per ora in edizione speciale in un bel box dall'aspetto artigianale. Volete parlarci del vostro rapporto con questo aspetto degli Warm Morning?
Ci piace curare la grafica degli album, dal momento in cui le immagini che abbiniamo alla nostra musica sono la prima cosa attraverso le quali comunichiamo con l'esterno. Mia moglie Sara, che fa l'illustratrice, si è sempre occupata dell'artwork (il concetto di family si ripresenta sempre). La decisione di fare un'edizione limitata, con un box che contiene disco, testi e qualche piccolo gadget, è stata presa per dare qualcosa in più a chi è interessato a un nostro disco, e dal momento in cui si parla di poche copie stampate perché non impreziosirle con qualcosa in più? A breve uscirà invece un'edizione più tradizionale, distribuita da Self, grazie alla collaborazione tra la nostra label, Other Eyes Records e Dark Companion Records.
In quest'album abbiamo investito qualcosa in più anche nei videoclip, e siamo molto fieri di aver collaborato con Aimone Marziali, l'autore del video di "Sun On Gold", che ha lavorato con un'animazione rigorosamente tutta in analogico, che ha reso magico l'abbinamento immagini e musica.



La vostra atipicità (ma anche il vostro merito, ovviamente) è stata riconosciuta da subito, se non sbaglio infatti la vostra prima pubblicazione con un'etichetta è con la prestigiosa Shelflife. "Too Far From The Stars" è uscito con un'etichetta indonesiana. "Stolen Beauty" è stato registrato negli studi di Abbey Road. Una serie di eventi che sicuramente sembrano più di una coincidenza, ma che ancora forse non si sono concretizzati davvero: come mai, secondo voi?
Semplicemente, viviamo a un'altra velocità. Non riusciamo a identificare il nostro lavoro musicale, e il nostro approccio con la Musica, con la filosofia usa e getta che detta legge nel mercato discografico attuale. Abbiamo sempre vissuto sulle colline in mezzo ai vigneti e i nostri ritmi sono scanditi dal ciclo delle stagioni come gli orsi.

Discografia
 Too Far From The Stars (Shiny Happy, 2010)  7
 Stolen Beauty (Other Eyes, 2013) 7
 A Bunch Of Weeds (Other Eyes, 2016)7
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Video

Too Far From The Stars
(live, da Stolen Beauty, 2013)

Lord Kill The Pain
(cover video, da Ondadrops 7, 2014)

The Boy And Marlene's Ghost
(video, da A Bunch Of Weeds, 2016)

Sun On Gold
(video, da A Bunch Of Weeds, 2016)

Cumberland Street
(live, da A Bunch Of Weeds, 2016)

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