Zukanican

Zukanican

Free-funk jazz dalla "Repubblica del cavallo"

intervista di Francesco Nunziata

Autori di uno dei più grandi dischi del 2006 (“Horse Republic”), gli inglesi Zukanican (da Liverpool) sono una delle band più interessanti dell’attuale panorama musicale. Abbiamo voluto conoscerli un po’ meglio, scambiando quattro “chiacchiere” con Tom Sumnall, bassista e co-fondatore della band.

Ciao Tom, vorrei iniziare l’intervista parlando della genesi degli Zukanican e del significato del nome che vi siete scelti.
Gli Zukanican nascono dalla fine dei The Living Brain, il gruppo in cui io e James (Pagella, il batterista) suonavamo. Avevamo appena terminato le registrazioni di “Bad Present Day” quando entrambi i chitarristi che avevamo hanno deciso di abbandonare il gruppo lasciandoci letteralmente disorientati e demoralizzati. James ed io volevamo assolutamente continuare a suonare, quindi abbiamo cominciato a lavorare su dei concerti, ma non avevamo idea di dove saremmo approdati. Ci siamo buttati e abbiamo tenuto un concerto nel seminterrato di una galleria d’arte a Liverpool ospitando due nostri amici ai fiati. È stato probabilmente il concerto più terrorizzante di tutta la mia vita perché ci siamo sentiti esposti come non mai. È stato un concerto molto crudo e “libero”, ma penso che il pubblico si sentisse preso di sorpresa perché non c’era niente del genere in quel periodo a Liverpool - e ti parlo del 2002.
Nello stesso periodo abbiamo cominciato a registrare alcune “canzoni” più strutturate che avevamo già e altre jam session che stavamo facendo. Queste registrazioni ci hanno portato a E 5number, un EP in vinile uscito per la Pickled Egg Records.
Passando velocemente ai giorni nostri, abbiamo avuto qualche cambio di formazione, ma ora ci siamo assestati con una line-up di cinque elementi. La situazione live è quella in cui riusciamo meglio e probabilmente dove le persone percepiscono l’essenza più vera degli Zukanican.
“Zukanican” è una parola senza senso, come sicuramente hai intuito! In realtà è una parola che ha un significato molto importante per James e che risale alla sua infanzia, ma ora è stato totalmente adottato dal gruppo. Possiamo dire che è un aggettivo con il quale si può descrivere la musica che facciamo.

“Horse Republic” è uno dei dischi migliori del 2006. Un mix tra la visione cosmica di Sun Ra, il funk in acido dei Funkadelic, l’ avant-jazz rock dei Rollerball e dei Bablicon, l’ “exotic progressive” degli Ozric Tentacles e tracce della trilogia "Radio Gnome Invisible" dei Gong.
Certo che siamo in ottima compagnia! Ad esser sincero, tra i nomi che hai menzionato, soprattutto due significano qualcosa per gli Zukanican: Sun Ra e Bablicon.
È impossibile imporsi di ricreare lo stile di Sun Ra perché c’è molto di lui che prescinde dalla sua musica. Penso che chi frequenti una scuola ad indirizzo musicale debba avvicinarsi a Sun Ra anche se non è interessato all’avanguardia o al jazz: la sua attitudine ed il suo approccio alla musica e al mercato musicale dovrebbero essere presi ad esempio da tutti! Ci sono così tante registrazioni di Sun Ra disponibili che è impossibile annoiarsi perché senti sempre qualcosa di nuovo.
I Bablicon, invece, sono un gruppo che ha influenzato molto gli Zukanican. Li ho visti suonare dal vivo qualche anno fa ed erano fantastici. Non penso sia una sorpresa che anche noi siamo finiti con la Pickled Egg!

Qual è la tua opinione sul fenomeno del file-sharing?
Gli Zukanican guadagnano praticamente nulla dalle vendite dei dischi e so che questo succede anche ad altri gruppi più noti di noi. Se vedessi i nostri brani a disposizione in un sito di file-sharing, più che altro mi sentirei onorato. Diciamo che sarebbe ipocrita da parte mia condannare il fenomeno!

Ti confesso di possedere solo “Horse Republic”. Cosa puoi dirmi degli altri dischi degli Zukanican?
“Horse Republic” è stata la nostra prima pubblicazione full-lenght e negli ultimi 3 anni abbiamo pubblicato altro. Una delle cose che abbiamo sempre tenuto a precisare è che gli Zukanican hanno la loro personale sala prove ed uno studio di registrazione privato. Abbiamo un 16 tracce digitale che può essere utilizzato sia dal vivo che in studio e abbiamo accumulato un numero considerevole di registrazioni negli anni.
Il nostro studio si trova nella soffitta della chiesa di St. Bride: http://en.wikipedia.org/wiki/St._Bride%27s_Church_%28Liverpool%29

La nostra discografia completa, ad oggi, è: Horse Republic (Pickled Egg Records - 2006), Astral Zuk Fodder (Medical Records - 2005), E 5number (Pickled Egg Records – 2004), Jarr (Medical Records – 2004), None Jazz (Medical Records – 2003).
La Medical Records è la nostra etichetta: l’abbiamo creata proprio per pubblicare i nostri dischi.
Abbiamo cominciato ad incidere per la Pickled Egg nel gennaio 2007 e presto uscirà anche un singolo 7” per la Oof! Records.

Come nascono le vostre canzoni e quanto, per un gruppo come gli Zukanican, è importante l’improvvisazione?
Per comporre usiamo diversi metodi. Se ascolti “Horse Republic” dovrebbe essere piuttosto facile individuare le tracce che sono state composte in maniera strutturale. Per molte delle tracce dell’album ci siamo limitati a far partire la registrazione e suonare; il risultato è esattamente quello che senti nel disco.
Quando gli Zukanican erano solo James ed io, ci divertivamo molto a strutturare le canzoni che erano composte da parti differenti e far sì che queste fossero cucite insieme. Nel momento in cui altri componenti si sono aggiunti al gruppo, è diventato un po’ più difficile scrivere in maniera strutturata perché ora non siamo più solo in due, ma in cinque.
I nostri concerti sono un misto di improvvisazione e canzoni strutturate, quindi penso che tendiamo a suonare in questo modo anche durante le registrazioni in studio.

“Horse Republic” ha una vena free-jazz molto vicina all’Art Ensemble of Chicago e a Anthony Braxton, ma con tendenze free-funk. Come descriveresti la vostra musica? Free-funk-jazz?
Trovo che quella che hai coniato sia una bellissima descrizione! Quello che non abbiamo mai fatto è dire che possiamo essere catalogati sotto un particolare genere musicale perché ogni membro del gruppo è influenzato da suoni differenti che non necessariamente finiscono nella somma totale. Sfortunatamente, se dici che la tua musica ha influenze jazz, molte persone avranno un’impressione sbagliata o si creano dei preconcetti su com’è realmente la tua musica.
Come ben sappiamo, il termine “jazz” può includere molti stili diversi, ma per molti questo si limita a Frank Sinatra o Jamie Callum e non c’entra nulla con quello che facciamo.
L’unico modo in cui potrei descrivere la musica degli Zukanican è: musica dance, nel senso più ampio del termine. Quando suoniamo insieme, di certo non pensiamo troppo a quello che dovremmo fare: tutto viene fuori in maniera molto naturale. Amiamo improvvisare mentre suoniamo e penso che questo emerga dalle nostre registrazioni.

Cosa mi puoi dire dell’attuale scena musicale di Liverpool?
Non so come Liverpool sia percepita al di fuori del Regno Unito, ma penso che abbia ancora un collegamento con i Fab Four. La loro influenza, qui, è ancora molto forte e ci sono tantissime guitar band in circolazione. Ad ogni modo, se guardi sotto la superficie, c’è pur sempre un’alternativa e molte persone a Liverpool lo apprezzano. C’è sicuramente una rete di locali molto omogenei tra loro, un po’ come le catene di supermercati, ma per ogni locale ci sono numerose gallerie, spazi per installazioni, caffé, bar e altro che ospiteranno un evento con un’atmosfera, uno spirito e un divertimento mille volte migliori.
Gli eventi che mettiamo in scena prevedono una formazione ogni volta diversa e la teoria prevede che questo possa regolarmente finire in disastro. La pratica è sempre diversa e si finisce sempre con l’ottenere il migliore dei divertimenti.
Ora che ti ho detto tutto questo, potresti essere a Liverpool in una sera qualsiasi di un qualsiasi fine settimana che avresti comunque l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda i concerti. Non so se molte altre città nel Regno Unito, al di fuori di Londra, possono dire lo stesso.
In città ci sono molti nuovi gruppi che hanno un suono fantastico: Melodie Du Kronk, Lazily Spun, Snap Ant, Biltone, Loka (featuring Zukanican! www.myspace.com/lokafireshepherds), antbear, Cubical, The Regimental, Mirrorball, Solar Fire Trio, The Heyze, Stig, a.P.A.t.T. e The Bootleg Beatles.
Ho sempre pensato che la musica degli Zukanican possa ben soddisfare i gusti degli Europei continentali. Mi sembra che la “musica tradizionale” sia ancora molto diffusa in Europa, mentre in Inghilterra non è più così. I nostri fan di Liverpool più entusiasti sembrano essere prevalentemente studenti stranieri e molte delle recensioni più entusiastiche arrivano dall’Italia!
Stiamo cercando di organizzare un breve tour e mi piacerebbe molto che iniziasse proprio dall’Italia.

Gli Zukanican hanno un messaggio politico da trasmettere?
Vorrei tanto poterti rispondere che siamo tutti marxisti radicali e che viviamo nelle fogne di Liverpool rubando segreti industriali grazie alla tecnologia Wi-Fi per aiutare i coltivatori d’oppio in Afghanistan. Purtroppo, però, ti devo rispondere che non è così. Nel Regno Unito, essere legati ad un qualsiasi partito politico non è visto come un particolare vantaggio nel mondo dell’arte dal momento che questo implica anche un coinvolgimento in materia finanziaria, come succede nel caso della GUERRA. Da sempre cerchiamo di piacere a tutti gli amanti della musica e penso che usare la musica come strumento politico sia un modo piuttosto grossolano per farsi auto-promozione. Questo è quello che penso.

Cosa pensi della rivoluzione lanciata dall’avvento dell’I-pod?
Credo che abbia i suoi pro e i suoi contro. Ora la gente è esposta a molta più musica (e a molti più generi), e questo è di sicuro un bel vantaggio. Gli Zukanican hanno sempre avuto un ottimo rapporto con il web e abbiamo capito che moltissime persone ci ascoltavano più attraverso le casse del PC che di quelle dello stereo.
Dall’altro lato, penso che sia l’inizio della fine per i dischi, poiché la gente ora scarica giusto le tracce a cui è interessata e dalle quali è stata colpita immediatamente, mentre i brani dei quali si è stufata verranno archiviati. Il pensiero che più mi spaventa è la velocità con cui le multinazionali si sono buttate nel mercato dei lettori mp3 che è già diventato una fetta consistente del loro fatturato, mentre al musicista rimangono a malapena le briciole. Questo proprio non riesco a spiegarmelo.

Che suono avrà il vostro prossimo disco?
Penso che per la prima volta potrebbero essere coinvolte persone esterne al gruppo,  per portare un “nuovo paio d’orecchie” durante il missaggio e la produzione. A parte questo, non sappiamo altro se non che non sarà pubblicato fino a quando non ne saremo completamente innamorati e convinti che sia rappresentativo per il gruppo.

Aspettati l’inaspettato!

Dal momento che stai rispondendo a domande per una web-zine, cosa pensi del fenomeno? Pensi che la diffusione delle web-zine abbia comportato una rivoluzione nel campo della critica musicale?
Sono più interessato a leggere l’opinione di chi non è limitato da linee editoriali e pubblicitarie. Ho sentito dire che una celebre rivista, quando si è sentita domandare da un’etichetta discografica il motivo per il quale non recensiva le sue pubblicazioni, ha risposto che le possibilità di vedere le loro pubblicazioni recensite sarebbero aumentate se l’etichetta avesse investito molto di più in spazi pubblicitari.
Personalmente, non leggo molte webzine ma la maggior parte di quelle a cui ho dato un’occhiata sono sempre scritte molto bene. È ovvio che è grazie ai forum di queste webzine che le persone confrontano le proprie idee. Tutto questo è positivo per gruppi come gli Zukanican, perché non solo significa che le persone vengono a conoscenza di gruppi che non avrebbero mai avuto occasione di sentire in altra maniera, ma anche perché offre la possibilità ai lettori di far conoscere agli altri lettori quello che stanno più ascoltando in quel periodo.
Il brutto è che la mia conoscenza delle lingue straniere è minima, quindi ho provato a copiare le recensioni in alcuni traduttori online e il risultato è stato tanto inutile quanto esilarante!

5 dischi del 2006 che ti hanno particolarmente entusiasmato…
Senza un ordine particolare (e mi scuso in partenza se ci sono dei titoli del 2005)

Moondog - The Viking of Sixth Avenue 
Assolutamente lunatico.  40 brevi tracce, una grande percezione di quello che Moondog rappresentava e dei musicisti con cui ha lavorato. Ci sono dei grandi pezzi (Rabbit Hop è sicuramente un classico), insegnamenti su come suonare in tempi strampalati (From One To Nine) e una brillante dimostrazione delle abilità percussive (Improvisation in 4/4). Probabilmente, non così eccentrico come le persone volevano che lui fosse, ma sicuramente di grande talento.

Loka - Fire Shepherds
Ci sono voluti molti anni di lavorazione, ma ne è valsa decisamente la pena per questo disco di phyche-fusion. Ci sono reminescenze del sestetto che usava Herbie Hancock nei primi anni ’70. Un disco che non è sicuramente adatto per gente debole di cuore. Un disco che suona ancora molto “crudo” e assolutamente diverso da qualsiasi altra cosa sia mai stata pubblicata l’anno scorso.
A proposito, ti ho detto che gli Zukanican comprendono il 50% della formazione che suona durante i concerti di Loka?

Jeans Team - Kopf Auf
Harry Zukanican la definisce la cosa più entusiasmante uscita di recente da Berlino.

A Hawk And A Hacksaw - The Way The Wind Blows 
Terzo album per gli AHAAH che li porterà direttamente al loro destino, che è quello di dominare il mondo. Gli Zukanican sono stati abbastanza fortunati da suonare con loro in qualche occasione ed ogni volta riescono ad essere sempre più coinvolgenti.
Il “Psychedelic klezmer” diventerà il loro genere.

Super Numeri - The Welcome Table
Il suono che fa un branco di angeli quando scuote la grondaia carica di pioggia per cercare una roccia che è caduta dalla loro pipa quando l’accendino è stato acceso… E poi la traccia n. 2 comincia con………. Penso possa bastare, no?

Sì, credo di sì. A presto! 

A presto!

(4/04/2007)

Un sentito ringraziamento a Magda Di Genova per la traduzione

Discografia

None Jazz (Medical Records, 2003)

Jarr (Medical Records, 2004)
SE 5number (Pickled Egg Records, 2004)

Astral Zuk Fodder (Medical Records, 2005)

Horse Republic (Pickled Egg Records, 2006)

7.5

The Stumbling Block (Pickled Egg Records, 2009)

6

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