Brad Mehldau

Live in Marciac

2011 (Nonesuch) | jazz

Ci sono alcune occasioni che per un motivo o per un altro diventano speciali se non addirittura storiche. É sufficiente pensare al "Sunday" del 25 giugno del ‘61 del Bill Evans Trio al Village Vanguard o a cosa ha rappresentato il 24 gennaio del '75 per Keith Jarrett nella ormai celeberrima esibizione di Colonia.

 

A queste storiche date si aggiungerá probabilmente il 2 agosto del 2006 quando al prestigioso "Jazz in Marciac" si presenta sul palco Brad Mehldau. Fin dalle prime note di "Storm" si capisce subito che la serata é di quelle da ricordare, e infatti il talentuoso pianista statunitense da vita a una strepitosa performance, sovrapponendo a composizioni originali come appunto "Storm" o "Resignation Ballads" dal gusto pop-rock (amore mai nascosto da Mehldau) come "Lithium" dei Nirvana o "Exit Music (For A Film)" dei Radiohead, e classici standard come la superba "My Favorite Things", che rappresenta probabilmente l´apice dell'intera esibizione live.

Qui Mehldau smonta letteralmente la struttura dello standard di Rodgers e Hammerstein, riscrivendone l´intera metrica e facendo un superbo uso del timing, dilatando o restringendo le battute in maniera perfetta, incrementando così enormemente la carica emotiva di questo standard.

 

I pezzi sono collegati l´uno all´altro in modo molto naturale, aumentando di fatto la fruibilitá e la godibilità dell'esibizione. Ed è proprio la sensazione che trasmette l'intera performance piuttosto che i singoli brani a dare una tremenda forza comunicativa a "Live in Marciac". Mentre nel ciclo del "The Art Of Trio Mehldau" scivolava nelle fasi più concitate forse in un eccessivo virtuosismo, (difetto in cui sono caduti molti talenti del jazz nelle prime fasi della propria carriera, incapaci a tratti di gestire la propria tecnica e metterla al servizio della musica), in questo caso le componenti melodica (come appunto nella già citata "My Favorite Things" o in "Secret Love") e virtuosistica come in "Resignation", o "Things Behind The Sun" trovano un perfetto equilibrio, dall´inizio del live fino alla conclusione con lo standard "Dat Dere", più tradizionalmente jazz se non addirittura ammiccante al blues, in cui è fortemente presente il classico schema di domanda e risposta di evansiana memoria.

 

Ed é proprio il sapiente uso che Mehldau fa della tensione, qui forse espressa al massimo livello emozionale e comunicativo, a rendere significativo il disco, e a rappresentare forse il tratto più distintivo del lavoro di Mehldau, capace di assimilare da giganti come Bill Evans e Keith Jarrett e al tempo stesso di sviluppare un proprio particolarissimo stile e linguaggio, mai definito come in questo live. In definitiva "Live in Marciac" rappresenta probabilmente la miglior opera (fino a questo momento) nella produzione del pianista di Jacksonville, e sicuramente una delle migliori produzioni dell'anno.

Il (doppio) disco è disponibile anche in una versione speciale con il dvd contenente l'intera performance e la trascrizione (video) di "Resignation", che però andava forse corredata di una versione stampabile dello stesso. Un must per ogni appassionato di jazz.

(30/06/2011)

  • Tracklist

CD1:
01. Storm
02. It's All Right with Me
03. Secret Love
04. Unrequited
05. Resignation
06. Trailer Park Ghost
07. Goodbye Storyteller (for Fred Myrow)
08. Exit Music (for a Film)

CD2:
01. Things Behind the Sun
02. Lithium
03. Lilac Wine
04. Martha My Dear
05. My Favorite Things
06. Dat Dere

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