13/07/2004

Burt Bacharach

Parco Novi Sad, Modena


di Mattia Paneroni
Burt Bacharach

Ieri sera, al Parco Novi Sad di Modena, ho assistito alla performance del grande (75 anni suonati, benché portati invidiabilmente bene) Burt Bacharach, autentico mito vivente, nonché ispirato autore di alcune tra le pagine migliori dell'easy listening anni Sessanta, Settanta e Ottanta, della cosiddetta "lounge" e di parecchie colonne sonore.

Il concerto, durato circa un'ora e mezzo, si è articolato attraverso tutta la carriera del Nostro, che ha eseguito praticamente tutti i suoi brani più conosciuti (purtroppo in forma ridotta: quasi tutti riarrangiati soltanto con la strofa principale e un ritornello) raggruppandoli a mo' di medley e suddividendoli per tematiche: la prima produzione (“Magic Moment”s, “The Story Of My Life”, “Please Stay”, “I Wake Up Crying”), i grandi successi (“What The World Needs Now Is Love”, “I Say A Little Prayer”, “I'll Never Fall In Love Again”, “My Little Red Book”, “(There’s) Always Something There To Remind Me”, “(They Long To Be) Close To You” e tanti, tanti altri), le colonne sonore (“The Look Of Love”, “The Blob”, “Casino Royale”, “Raindrops Keep Fallin' On My Head”, “What's New”, “Pussycat”, “Arthur's Theme” e, ancora, tante altre), la recente produzione, da solo o con Elvis Costello (“That's What Friends Are For”, “God Give Me Strenght”), due bis (“What The World Needs Now Is Love” e un paio di altri pezzi splendidi interpretati dalla flebile voce dello stesso Bacharach) e tutti a casa.

Concerto molto "americano", nel bene (date un'occhiata alla scaletta!) e nel "male" (nulla pareva lasciato all'improvvisazione: introduzione al concerto dello stesso Burt con traduzione già pronta che scorreva sullo schermo alle sue spalle e ammiccamenti vari studiati a tavolino. Certo, da un concerto di Bacharach non ci si aspettano grandi variazioni sul tema di base...).
Sul palco, un gruppo di quattro musicisti (basso/batteria, un sintetizzatore, un sax tenore e una tromba, oltre al pianoforte a coda di Burt) e tre coristi (due donne e un uomo che, a dirla tutta, non mi sono sembrati particolarmente dotati).
Bacharach è uno dei grandi talenti melodici del secolo e la sua musica ha raggiunto il cuore e incendiata la fantasia di milioni di persone: sono contento di averlo potuto vedere dal vivo, anche se non ha fatto niente di più e niente di meno di quello che mi aspettassi da lui. Forse è proprio questo il motivo che mi rende felice...

Burt Bacharach su OndaRock
Recensioni

BURT BACHARACH

Reach Out

(1967 - A & M)
Genio e semplicità: nel 1967, Bacharach apre nuove, eccitanti frontiere alla musica pop

Speciali

Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.