12/03/2004

Franz Ferdinand

Rainbow Club, Milano


di Antonio Puglia
Franz Ferdinand

I Franz Ferdinand, ovvero quattro giovani scozzesi scanzonati e amanti della birra, sono seriamente candidati a essere la "next big thing" del nuovo panorama indie (e non solo) europeo, e il concerto del 12 Marzo al Rainbow Club di Milano lo ha confermato. La loro musica non ha nessun intento rivoluzionario: il loro unico scopo è divertire e intrattenere il pubblico, e, bisogna dirlo, ci sono riusciti benissimo. Immaginate un ibrido visivo tra Devo, Kraftwerk, Joy Division e Belle and Sebastian, che accompagna con scatti robotici ed epilettici i ritmi nervosi e regolari delle canzoni, in una musica che frulla in maniera tanto misteriosa (come diavolo fanno?!) quanto efficace il meglio della new wave sia inglese (XTC su tutti) che americana (Devo, Talking Heads), il tutto condito da un’attitudine indiscutibilmente garage.

L’effetto di questo patchwork , già sulla carta, è indubbiamente coinvolgente, e, se da un lato ci si chiede quanto questo fenomeno possa durare, dall’altro è impossibile non farsi trascinare dalla loro irruenza on stage. In effetti la loro dimensione ideale è senz’altro il palco piuttosto che il supporto fonografico: multimedialità (filmati amatoriali anni 60 sullo sfondo), presenza scenica piuttosto cool dei due chitarristi (e, di rimando, la non-presenza scenica della sezione ritmica), trovate coreografiche di sicuro effetto, strumentazione essenziale per un power pop prevalentemente chitarristico, con l’aggiunta di un synth analogico dal gusto irreversibilmente retrò su alcuni brani. Inoltre, aspetto non secondario, l’entusiasmo con cui i Franz Ferdinand affrontano il loro repertorio è tangibile e contagioso: si provino a immaginare, tanto per fare un esempio, gli Interpol ubriachi a un party disco anni 70.

In un set di poco più di un’ora la band ha proposto, senza attimi di tregua, tutti i brani dell’omonimo debutto più una manciata di b-sides tratte dai fortunati Ep usciti sullo scorcio dell’anno passato; i singoli "Take me out" e "Darts of Pleasure" sono stati accolti con particolare entusiasmo dal pubblico, ma anche "Jacqueline", "Cheating on you" e "This fire" (rispettivamente apertura e chiusura del concerto) hanno indubbiamente guadagnato punti nelle esecuzioni dal vivo. Se è forse presto interrogarsi sul futuro dei Franz Ferdinand (visto il recente proliferare di meteore a uso e consumo della MTV alternative generation), di certo il presente è tutto loro, meritatamente: il loro "frullato indie-pop" (verrebbe quasi da pensare ai Blur, polireferenziali anch’essi) finora sembra funzionare meravigliosamente. Speriamo che questo gustoso amalgama non diventi troppo presto un pasticcio.

Setlist
  1. Cheating on you
  2. Tell her tonight
  3. Shopping for blood
  4. Jacqueline
  5. Van tango
  6. Take me out
  7. Love + destroy
  8. Truck stop
  9. Auf achse
  10. The dark of the matinee
  11. Sophie
  12. 40 ft
  13. Michael
  14. Darts of pleasure
  15. Come on home
  16. This fire
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