08/02/2006

Marlene Kuntz

Circolo degli Artisti, Roma


di Claudio Lancia
Marlene Kuntz

Chi è Marlene oggi? Una creatura in lenta costante evoluzione. Un camaleonte che si adatta alle mutevoli situazioni ambientali cercando di conservare le proprie peculiari caratteristiche.
Il passato è lì, scolpito nella pietra, inossidabile, costruito con la sapiente perizia artigiana di quattro cavalieri sonici forti della lezione di Thurston Moore & Co. Il presente è pregno di un lirismo che va prendendo sempre più il sopravvento rispetto alle sperimentazioni sonore, con la scrittura di Cristiano che si fa sempre più centrale.

Da “Senza Peso”, Marlene ha accentuato la propria trasmutazione, ulteriormente accentuata nella più recente fatica “Bianco Sporco”, e ulteriore step verso situazioni riflessive/introspettive è questo tour, che non a caso è stato denominato S-Low Tour. Il nome deriva da un gioco di parole che da un lato evidenzia la volontà di abbassare la voce, dall’altro è un omaggio ai due punti di riferimento attuali della band piemontese: quello storico rappresentato dalla S di Sonic Youth e quello più recente dei Low, gruppo che Godano ha più volte dichiarato di apprezzare in maniera smisurata.
I Marlene desiderano a questo punto del proprio percorso artistico mettere in scena uno show dove si possa partire dai toni bassi per poi salire, esplodere, deflagrare per gradi, un po’ come accade negli spettacoli dei Sigur Ròs e ancor più dei Mogwai. L’esperimento possiamo definirlo riuscito soltanto in parte: probabilmente con un approccio più acustico le soluzioni sarebbero state più variegate e ricche di sfumature, ma Cristiano e Riccardo preferiscono continuare a puntare esclusivamente sull’elettrico, modulandolo per ottenere alti e bassi umorali.
Il risultato è ibrido: non è un unplugged e non è il classico concerto alla Marlene Kuntz.
Sarebbe stato interessante ascoltare la rilettura destrutturata di qualche cavallo di battaglia, e invece non si osa sino a questo punto. Con Godano, Tesio e Bergia, al basso c’è la conferma di Gianni Maroccolo, oggi per la verità un po’ in disparte, quasi a voler lasciare la scena e gli onori ai tre membri storici.

I momenti più sorprendenti della serata corrispondono all’esecuzione di brani “secondari” del repertorio, di quelli che non vengono suonati spesso, e stasera tocca a “Ti giro intorno”, estratto da “Il Vile”, e “Fuoco su di te”, da “Catartica”, l’adorato esordio dei Marlene, dal quale si ripesca anche il pezzo di apertura del set ("Lieve") e quello un po’ scontato di chiusura ("Nuotando nell’aria").
Il pubblico chiede “Sonica” a gran voce, ma il tutto è concepito per dare spazio a momenti meno fragorosi e più “artistici”, così ci si ritrova a scorticarsi le mani di applausi per “La canzone che scrivo per te” e “Serrande alzate”.
Il coraggio non manca ai quattro cavalieri, che amano mettersi in discussione, e se una parte dello zoccolo duro dei fan ha rifiutato di seguirli nelle attuali peripezie, uno stuolo di novizi sta ricostruendo il loro percorso, novizi che stasera hanno colto gustosi frutti in una sensuale “Infinità”, una splendida “Come stavamo ieri” che ha chiuso la prima parte dello show, e nell’esplosione poetica di “Bellezza”, piazzata a metà dei bis a dar luce a tutta l’espressività dei Marlene Kuntz di oggi.

Setlist

1. Lieve
2. A chi succhia
3. La lira di Narciso
4. Il naufragio
5. Schiele, lei, me
6. Ti giro intorno
7. Fuoco su di te
8. La canzone che scrivo per te
9. Serrande alzate
10. Infinità
11. Amen
12. L’inganno
13. Come stavamo ieri
14. Lamento dello sbronzo
15. Bellezza
16. Nuotando nell’aria

Marlene Kuntz su OndaRock
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