21/04/2010

65daysofstatic

Locomotiv Club, Bologna


di Michele Palozzo
65daysofstatic
Stupisce anzitutto scoprire quanti fans abbiano realmente i 65daysofstatic. Centinaia soltanto nell'area di Bologna. Stipati come sardine nel relativamente spazioso Locomotiv Club, che già da molto prima del concerto accumula sudore alle pareti. Sono in tanti a farsi largo verso il palco, pronti a spintonarsi in un ballo maledetto e irrefrenabile - quando appena tre anni fa, per la stessa occasione, sarebbero rimasti sul posto a capo chino, immagazzinando melodie lente e riflessive. Ma ora siamo nel 2010, i sessantacinque giorni di stasi sono passati ed è ora di scuotersi un po'.
Ebbene sì, per chi ancora non avesse recepito il messaggio del nuovo "We Were Exploding Anyway", l'obbligo è rispondere istintivamente alla musica, lasciare perdere le estasi post-rock di una volta, è tutto obsoleto, non ci appartiene più. Sia lode al Ritmo, al sangue che pompa nelle vene e ai muscoli in tensione: prendete totale coscienza del vostro corpo dopodiché abbandonatelo in mezzo alla folla, a-coscienziosamente.
Ballate ballate ballate.

Ora la vostra risposta alla musica è randomizzata eppure precisissima, poiché l'istinto vi guida; così come ha guidato i 65dos nel loro mutamento, e li accompagna tuttora mentre si dimenano sul palco, discontinuamente come in balìa di una dose di LSD. Nonostante la brusca svolta elettronica, i nostri sono perfettamente coscienti di ciò che fanno: è ciò che vogliono, non è un esperimento, un tentativo per smuovere le acque - è la loro nuova voce, né più né meno.
La barriera del contegno viene demolita sin dalle prima note di "Go Complex", brano che inaugura quella che, a conti fatti, potrebbe essere un'unica suite electro-rock, lungo la quale sia band che pubblico si concedono poche interruzioni. Sono due gli episodi "storici" che inframmezzano la prima metà della performance: "Await Rescue" e la sempreverde "Retreat! Retreat!", anch'esse però amalgamate nell'assordante calderone del nuovo album, svuotate dunque del loro suono originario e rese moderatamente ballabili.

L'aria è bollente ma non c'è calore, il Locomotiv si è tramutato in una vera e propria idioteca: "A Failsafe" e la nuova di zecca "Mountainhead" saccheggiano le ultime forze rimaste ai temerari avventori, mentre parecchi altri abbandonano l'improvvisato dancefloor prima del bis, annoiati quando non delusi. Terminata anche la richiestissima "Radio Protector", le luci accese aiutano a discernere chi se l'è passata bene da chi, ora come ora, ne avrebbe anche fatto a meno. Credo che anche i 65dos siano consapevoli di aver perso parte del loro abituale seguito, ma è quasi certo che ne abbiano guadagnato del nuovo: ascoltatori meno attenti al risultato finale, più interessati all'attimo presente, senza farsi tante domande sulla qualità per lasciarsi trasportare dalla possente marea sonora dei quattro di Sheffield.
A coloro che stanno ancora piangendo sul latte versato posso dire soltanto questo: prendere o lasciare. E difficilmente si potrà tornare indietro.

(02/06/2010)


Un ringraziamento speciale a deSna B. per il prezioso contributo fotografico
Setlist
  1. Go Complex
  2. Piano Fights
  3. Await Rescue
  4. Retreat! Retreat!
  5. Crash Tactics
  6. Weak4
  7. Dance Dance Dance
  8. A Failsafe
  9. Fix The Sky A Little
  10. Mountainhead
  11. 65 Doesn't Understand You

 

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