13/07/2010

Os Mutantes

Circolo degli Artisti, Roma


di Roberto Mandolini
Os Mutantes

Sergio Dias si diverte e fa divertire. Dietro di sé non ci sono più i vecchi Os Mutantes, il gruppo che a fine anni 60 ha saputo mescolare la psichedelia con la musica tradizionale brasiliana, registrando una manciata di dischi passati alla storia. Oggi a suonare con Sergio sul palco c'è un gruppo di musicisti molto più giovani di lui - Vinicius Junqueria, Fabio Recco, Henrique Peters e Vitor Trida -, una generazione cresciuta anche con il repertorio degli Os Mutantes. A completare la formazione sul palco del Circolo degli Artisti ci sono il vecchio amico Dinho Leme e la moglie Bia Mendes.

 

Gran parte del concerto romano dello scorso 13 luglio si basa proprio sui vecchi classici del gruppo brasiliano: "Don Quixote" (da "Mutantes" del 1969) e "Bat Macumba" (dall'omonimo primo album del 1968) vengono cantate dal pubblico provocando una gioia incontenibile sul palco. L'effetto non è più destabilizzante come poteva essere quarant'anni fa e, a dir la verità, un po' di nostalgia trapela nelle maglie del prog-samba dei 'nuovi' Os Mutantes, ma l'allegria di Dias e del suo gruppo è genuina e contagiosa. C'è anche il tempo per la loro versione del classico dell'amico Caetano Veloso "Baby" e per una dedica al nostro Presidente del Consiglio (tra le righe di "El Justiciero", tratto da "Jardim Elétrico" (1971) mentre lo spazio per presentare il nuovo album, "Haih or Amortecedor" (2009), è ridotto al minimo. Nonostante il caldo insopportabile il pubblico balla e si diverte.

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